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Radio Vaticana,
17 dicembre 2010
Benedetto
XVI: dall'albero di Natale e dal presepe un messaggio di
fraternità che spegne la tristezza
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Un simbolo che “arricchisce il valore simbolico del
presepe” e che assieme all’icona di Betlemme parla al
mondo di speranza e di pace. Sono i pensieri con i quali
Benedetto XVI ha parlato questa mattina dell’Albero di
Natale che alle 16.30 di oggi verrà inaugurato e acceso
in Piazza San Pietro. Alto oltre 90 metri, l’abete
proviene da una vallata del Sud Tirolo ed è stato
consegnato idealmente al Papa da una delegazione locale di
circa 300 persone, accolta in Vaticano. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
Un incontro tradizionale di questi tempi in Vaticano,
ma per molti versi un tuffo all’indietro, che ha
risvegliato memorie di luoghi e di volti cari, e in
compagnia di persone che hanno portato tra gli affreschi
rinascimentali della Sala Clementina il sapore familiare
di un Natale così come vissuto dalle sue parti. Per
Benedetto XVI accogliere la folta delegazione dal Sud
Tirolo – zona da cui proviene il monumentale Albero di
Natale donato al Vaticano – è stata una festa dei
sentimenti e della gratitudine, ma anche un momento per
riflettere su cosa significhino, accanto alla scena della
Natività, le luci e le decorazioni che svettano ogni anno
sul presepe nel cuore di Piazza San Pietro e in milioni di
case nel mondo:
“L’albero di Natale arricchisce il valore
simbolico del presepe, che è un messaggio di fraternità
e di amicizia; un invito all’unità e alla pace; un
invito a far posto, nella nostra vita e nella società, a
Dio, il quale ci offre il suo amore onnipotente attraverso
la fragile figura di un Bimbo, perché vuole che al suo
amore rispondiamo liberamente con il nostro amore".
Tagliato “senza arrecare danno” al bosco in cui era
cresciuto – ai 1500 metri di una tenuta nei pressi di
Luson, comune di 1500 abitanti in Provincia di Bolzano –
l’Albero di Natale di 5 tonnellate di peso e di 26 metri
di altezza che fronteggia la Basilica Vaticana verrà
inaugurato nel pomeriggio dal presidente del Governatorato
della Città del Vaticano, il cardinale Giovanni Lajolo.
Le luci che verranno accese, ha soggiunto Benedetto XVI,
sono il segno “della luce che Cristo, con la sua
nascita, ha recato all’umanità”, per dissipare tra
gli uomini “le tenebre dell’errore, della tristezza e
del peccato”:
“Il presepe e l’albero portano quindi un
messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il
clima propizio per vivere nella giusta dimensione
spirituale e religiosa il mistero della Nascita del
Redentore”.
Accogliendo la delegazione sudtirolese con un lungo
preambolo in lingua tedesca, il Papa ha ringraziato
diffusamente i presenti, a partire dalle autorità civili
e religiose, per il dono di un abete rosso, destinato ad
abbellire il Palazzo apostolico, ma specialmente per aver
portato a Roma, ha soggiunto, anche “i costumi
tradizionali, la musica natalizia e le specialità
gastronomiche locali” della loro “meravigliosa
terra”. Citate e apprezzate dal Papa le “stelle di
paglia”, realizzate dalle donne di Bressanone, che sono,
ha detto, “un elemento tipico della tradizione dei Paesi
di lingua tedesca per l’addobbo dell’albero di
Natale”. Ma un grazie ancor più sentito, Benedetto XVI
lo ha rivolto al sindaco di Naz-Sciaves per il fatto di
volergli conferire…
“…die Ehrenbürgerwürde verleihen...
…la cittadinanza onoraria in ricordo della mia
cara nonna materna che era originaria di Rasa, una
frazione del comune. Un cordiale ‘Dio ve ne renda
merito’ per tutte queste gradite manifestazioni del
vostro affetto!”.
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