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ACCENSIONE ALBERO DI GUBBIO (7 DICEMBRE 2011)

Radio Vaticana, 8  dicembre 2011

Il Papa accende l'albero di Natale di Gubbio: ogni gesto di bontà illumina le oscurità della vita

◊ Sfiorando un tablet, ieri pomeriggio il Papa ha acceso dal Vaticano l’albero di Natale più grande al mondo, collocato sul versante del Monte Ingino che sovrasta Gubbio. Un abete di luci che raggiunge l’altezza di 750 metri: una maestosità che lo ha fatto entrare di diritto nel "Guiness dei primati". Grande l’emozione della cittadina umbra, che dal 1981 allestisce il grande albero. Il servizio di Benedetta Capelli:

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Dal Palazzo apostolico a Gubbio in un secondo. Poco è bastato al Papa per toccare lo schermo di un tablet e accendere migliaia di luci che disegnano l’albero di Natale più grande al mondo. I fuochi d’artificio hanno poi sottolineato la meraviglia dell’evento e illuminato il versante del Monte Ingino, sulla cui sommità è situata la Basilica di Sant’Ubaldo, patrono della cittadina umbra. Il vero miracolo però non è quello tecnologico ma è la luce che illumina il cuore e ci dona “una speranza ferma, sicura”:

“E’ proprio il Bambino che contempliamo nel Santo Natale, in una semplice e povera grotta, perché è il Signore che si fa vicino a ciascuno di noi e chiede che lo accogliamo nuovamente nella nostra vita, chiede di volergli bene, di avere fiducia in Lui, di sentire che è presente, ci accompagna, ci sostiene, ci aiuta”.

Luce che “illumina il cammino della nostra vita – ha detto il Papa – specialmente in questo nostro tempo in cui sentiamo in modo particolare il peso delle difficoltà, dei problemi, delle sofferenze e un velo di tenebra sembra avvolgerci”. Luce che ognuno di noi deve saper portare negli ambienti in cui vive, “in famiglia, al lavoro, nel quartiere, nei paesi, nelle città”:

“Ciascuno sia una luce per chi gli sta accanto; esca dall’egoismo che spesso chiude il cuore e spinge a pensare solo a se stessi; doni un po’ di attenzione all’altro, un po’ di amore. Ogni piccolo gesto di bontà è come una luce di questo grande albero: insieme alle altre luci è capace di illuminare l’oscurità della notte, anche quella più buia”.

La stessa luce che avvolse i pastori nella notte di Natale; quella “vera che illumina ogni uomo” chiamato a volgere lo sguardo in alto come si fa quando si guarda l’albero di Gubbio e dunque “verso il Cielo, verso il mondo di Dio”:

“Il primo augurio, allora, è che il nostro sguardo, quello della mente e del cuore, non si fermi solamente all’orizzonte di questo nostro mondo, alle cose materiali, ma sia un po’ come questo albero, sappia tendere verso l’alto, sappia rivolgersi a Dio. Lui mai ci dimentica, ma chiede che anche noi non ci dimentichiamo di Lui”.


 

ILLUMINAZIONE VIA WEB
DELL'ALBERO DI NATALE LUMINOSO DI GUBBIO (PERUGIA)

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Sala dei Foconi
Mercoledì, 7 dicembre 2011

 

Cari abitanti di Gubbio!
Cari amici!

Ben volentieri ho accolto l’invito di accendere il grande Albero di Natale che ogni anno sovrasta la città di Gubbio. Ringrazio il Comitato organizzatore e, in particolare, il Vescovo Monsignor Ceccobelli per le parole che mi ha rivolto a nome della città e della diocesi eugubina. Un saluto a voi tutti, che siete nella Piazza di Gubbio o collegati attraverso la televisione!

Prima di accendere le luci dell’Albero, vorrei fare un triplice, semplice augurio.

Questo grande Albero di Natale è collocato sulle pendici del Monte Ingino sulla cui sommità, come ricordava il Vescovo, è situata anche la Basilica del Patrono di Gubbio, sant’Ubaldo. Guardandolo, il nostro sguardo è spinto in modo naturale verso l’alto, verso il Cielo, verso il mondo di Dio.

Il primo augurio, allora, è che il nostro sguardo, quello della mente e del cuore, non si fermi solamente all’orizzonte di questo nostro mondo, alle cose materiali, ma sia un po’ come questo albero, sappia tendere verso l’alto, sappia rivolgersi a Dio. Lui mai ci dimentica, ma chiede che anche noi non ci dimentichiamo di Lui!

Il Vangelo ci dice che nella notte del santo Natale una luce avvolse i pastori (cfr Lc 2,9-11) annunciando loro una grande gioia: la nascita di Gesù, di Colui che viene a portare luce, anzi di Colui che è la luce vera che illumina ogni uomo (cfr Gv 1,9). Il grande albero che tra poco accenderò domina la città di Gubbio e illuminerà con la sua luce il buio della notte.

Il secondo augurio è che esso ricordi come anche noi abbiamo bisogno di una luce che illumini il cammino della nostra vita e ci dia speranza, specialmente in questo nostro tempo in cui sentiamo in modo particolare il peso delle difficoltà, dei problemi, delle sofferenze, e un velo di tenebra sembra avvolgerci. Ma quale luce è capace di illuminare veramente il nostro cuore e donarci una speranza ferma, sicura? E’ proprio il Bambino che contempliamo nel santo Natale, in una semplice e povera grotta, perché è il Signore che si fa vicino a ciascuno di noi e chiede che lo accogliamo nuovamente nella nostra vita, chiede di volergli bene, di avere fiducia in Lui, di sentire che è presente, ci accompagna, ci sostiene, ci aiuta.

Ma questo grande Albero è formato da tante luci. L’ultimo augurio che vorrei rivolgere è che ciascuno di noi sappia portare un po’ di luce negli ambienti in cui vive: in famiglia, al lavoro, nel quartiere, nei Paesi, nelle Città. Ciascuno sia una luce per chi gli sta accanto; esca dall’egoismo che spesso chiude il cuore e spinge a pensare solo a se stessi; doni un po’ di attenzione all’altro, un po’ di amore. Ogni piccolo gesto di bontà è come una luce di questo grande Albero: insieme alle altre luci è capace di illuminare l’oscurità della notte, anche quella più buia.

Grazie allora, e scenda su tutti la luce e la benedizione del Signore.

 

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