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Il
Papa all’Angelus: l’estate è un tempo propizio per
ascoltare la Parola di Dio
◊ L’estate
è un momento propizio per dare il primo posto
all’ascolto della Parola di Dio. E’ quanto ha
affermato stamani il Papa all’Angelus dal balcone del
cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Il
Santo Padre, trasferitosi nella residenza pontificia della
cittadina laziale per un periodo di riposo e preghiera, ha
sottolineato che l’uomo ha bisogno prima di tutto di
Dio. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
L’estate è un tempo in cui sono chiuse le scuole e
in cui si concentra la maggior parte delle ferie. Anche le
attività pastorali delle parrocchie sono ridotte ma è un
periodo propizio – ricorda il Papa – per rinsaldare
l’incontro con la Parola di Dio:
“E’ dunque un momento favorevole per dare il
primo posto a ciò che effettivamente è più importante
nella vita, vale a dire l’ascolto della Parola del
Signore. Ce lo ricorda anche il Vangelo di questa
domenica, con il celebre episodio della visita di Gesù a
casa di Marta e Maria, narrato da San Luca”.
Nel passo evangelico Marta è indaffarata e impegnata
nel riordinare la casa. Maria, rapita dalla presenza di
Gesù, si mette invece ai suoi piedi e lo ascolta. Marta
si lamenta per l’atteggiamento della sorella che non la
aiuta. Ma Gesù le risponde:
“Marta, Marta – e questo nome ripetuto esprime
l’affetto –, tu ti affanni e ti agiti per molte cose,
ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la
parte migliore, che non le sarà tolta” (10,41-42)”.
La parola di Cristo – spiega il Papa - è
chiarissima:
“Nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto
meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al
fatto che l’unica cosa veramente necessaria è
un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore
in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù!
Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di
Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano”.
La pagina evangelica della visita di Gesù a casa di
Marta e Maria – aggiunge il Santo Padre – è
particolarmente intonata al tempo delle ferie:
“… Perché richiama il fatto che la persona
umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle occupazioni
domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto
di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità”.
L’agire umano deve essere dotato di senso altrimenti
ogni attività viene svuotata del suo autentico
significato:
“Senza un significato profondo, tutto il nostro
fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi
ci dà l’Amore e la Verità, se non Gesù Cristo?
Impariamo dunque, fratelli, ad aiutarci gli uni gli altri,
a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la
parte migliore, che è e sarà sempre il nostro bene più
grande”.
Rivolgendosi infine ai fedeli di lingua tedesca il Papa
sottolinea che “chi ospita Dio e lo farà entrare nella
sua vita, riceverà ricchi doni”. “Il Signore vuole
venire da noi ed offrirci la sua Parola viva, la sua
presenza e la sua amicizia”. “Non chiudiamoci –
conclude il Santo Padre – all’offerta dell’amore di
Dio, ma lasciamo che lui ci trasformi per poter
collaborare al suo Regno della pace e della giustizia”.
(Radio
Vaticana 18 luglio 2010)
Le
parole del Papa all'Angelus. Mons. Bruno Forte: il vero
riposo è riempirsi della presenza di Dio
◊ Le
parole pronunciate ieri da Benedetto XVI all’Angelus
invitano a vedere nel tempo del riposo un’occasione
propizia per mettere al primo posto l’ascolto della
Parola di Dio. Il Papa si è soffermato sul brano
evangelico della visita di Gesù a Marta e Maria. Marta è
indaffarata e impegnata nel riordinare la casa. Maria,
rapita dalla presenza di Gesù, si mette invece ai suoi
piedi e lo ascolta. Maria - ha detto il Santo Padre - ci
ricorda che l’uomo ha bisogno prima di tutto di Dio.
Queste parole del Papa riflettono una concezione
profondamente biblica, come sottolinea al microfono di
Amedeo Lomonaco l’arcivescovo metropolita di
Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte:
R. – Nella Bibbia, sin dal racconto dell’opera
creatrice di Dio, c’è il tema del riposo sabbatico, cioè
di quel tempo che Dio stesso si dona rispetto all’opera
dei sei giorni. Ora, come Dio ha sentito il bisogno del
riposo al settimo giorno, così il settimo giorno dev’essere
il giorno del riposo sull’esempio del risposo di Dio.
Allora, il grande modello sabbatico della tradizione
biblico-ebraica è il modello di un riposo che sia ricco
di senso, ricco di presenza di una operosità diversa ma
non meno feconda. Muovendo in questa tradizione, la
teologia cristiana concepisce il tempo del riposo come
tempo non del non-far-niente, ma del fare diversamente, un
fare che prenda profondamente il nostro cuore, che lo apra
a dimensioni più vere, più belle e dunque che dia uno
spazio privilegiato all’esperienza dell’ascolto e
della bellezza dell’incontro con Dio.
D. – Cosa rappresentano Marta e Maria nella vita di
un cristiano?
R. – Maria si autoconcepisce – ed è riconosciuta
da Gesù – come discepola. E' questa una cosa molto
importante perché fa capire come Gesù considerasse
l’uomo e la donna assolutamente su un piano di parità,
dal punto di vista della dignità dell’essere personale.
E quindi c’è un primo messaggio molto bello, che è
proprio quello della dignità della donna. Poi, c’è un
secondo significato. Rispetto a Marta, che si perde nelle
tante cose da fare, Maria concentra la sua attenzione
sulla persona di Gesù. Il messaggio è chiaro: non è che
bisogna trascurare le cose da fare per l’altro, ma
bisogna mettere innanzitutto al centro la persona
dell’altro. Mi sembra che il tempo del riposo possa
essere un tempo in cui riscoprire la centralità delle
persone con cui ci relazioniamo. Rispetto a rapporti
meramente funzionali, quali sono spesso quelli della vita
quotidiana, della vita lavorativa, il riposo fa riscoprire
la relazione alla persona, la gratuità dell’ascolto e
del dono.
D. – Questa pagina evangelica – aggiunge il Papa
– è anche molto intonata con il tempo delle ferie: la
persona deve impegnarsi nelle occupazioni domestiche e
professionali, ma prima di tutto ha bisogno di Dio …
R. – L’uomo si realizza veramente quando non
si distrae da Dio. Tale distrazione è perdita, è caduta.
Ma si realizza pienamente quando il suo cuore, che è
nostalgia di Dio, si riempie della Sua presenza, della
grazia dell’ascolto, delle Sue parole e del Suo
silenzio. Il vero riposo è riempirsi della presenza di
Dio e gioire di questo ascolto in cui le Sue parole, il
Suo silenzio ti raggiungono, ti sciolgono dentro i nodi
dell’anima, ti danno quella luce e quella pace di cui
hai profondamente bisogno per essere te stesso e mettere
la tua vita a disposizione degli altri.
(Radio
Vaticana 19 luglio 2010)
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 18 luglio 2010
Cari
fratelli e sorelle!
Siamo
ormai nel cuore dell’estate, almeno nell’emisfero
boreale. E’ questo il tempo in cui sono chiuse le scuole
e si concentra la maggior parte delle ferie. Anche le
attività pastorali delle parrocchie sono ridotte, e io
stesso ho sospeso per un periodo le udienze. E’ dunque
un momento favorevole per dare il primo posto a ciò che
effettivamente è più importante nella vita, vale a dire
l’ascolto della Parola del Signore. Ce lo ricorda anche
il Vangelo di questa domenica, con il celebre episodio
della visita di Gesù a casa di Marta e Maria, narrato da
san Luca (10,38-42).
Marta e
Maria sono due sorelle; hanno anche un fratello, Lazzaro,
che però in questo caso non compare. Gesù passa per il
loro villaggio e – dice il testo – Marta lo ospitò
(cfr 10,38). Questo particolare lascia intendere che,
delle due, Marta è la più anziana, quella che governa la
casa. Infatti, dopo che Gesù si è accomodato, Maria si
mette a sedere ai suoi piedi e lo ascolta, mentre Marta è
tutta presa dai molti servizi, dovuti certamente
all’Ospite eccezionale. Ci sembra di vedere la scena:
una sorella che si muove indaffarata, e l’altra come
rapita dalla presenza del Maestro e dalle sue parole. Dopo
un po’ Marta, evidentemente risentita, non resiste più
e protesta, sentendosi anche in diritto di criticare Gesù:
“Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia
lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.
Marta vorrebbe addirittura insegnare al Maestro! Invece
Gesù, con grande calma, risponde: “Marta, Marta – e
questo nome ripetuto esprime l’affetto –, tu ti
affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola
c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non
le sarà tolta” (10,41-42). La parola di Cristo è
chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né
tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo
netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è
un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore
in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù!
Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di
Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano.
Cari
amici, come dicevo, questa pagina di Vangelo è quanto mai
intonata al tempo delle ferie, perché richiama il fatto
che la persona umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle
occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno
prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di
Verità. Senza amore, anche le attività più importanti
perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato
profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo
sterile e disordinato. E chi ci dà l’Amore e la Verità,
se non Gesù Cristo? Impariamo dunque, fratelli, ad
aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora
a scegliere insieme la parte migliore, che è e sarà
sempre il nostro bene più grande.
Dopo
l'Angelus
J’accueille
avec joie les pèlerins et les touristes francophones présents
à cette prière de l’Angélus! La liturgie de ce
jour nous enseigne que notre amitié avec le Christ
demande une écoute attentive de sa Parole, qui porte à
la contemplation de son Mystère et au service du prochain.
Puissiez-vous trouver plus de temps, surtout durant vos
vacances, pour lire et méditer la Parole de Dieu qui est
une nourriture pour nos âmes et une puissance régénératrice
pour notre existence! Bon dimanche à tous! Avec ma bénédiction!
I am
pleased to greet the English-speaking visitors here in
Castel Gandolfo. In today’s Gospel we are reminded of
the need to rest from our daily labours, so that we may
give time to the one thing that is truly necessary in our
lives – listening to the word of God in attentive
stillness. It is Mary, not Martha, who chose the better
part. At this time when many of you are on holiday, I pray
that you and your loved ones may be truly refreshed in
body and spirit, so that you may return with renewed
vigour to the responsibilities of your daily lives. May
God bless you all!
Mit
Freude grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher
Sprache. Wer Gott als Gast aufnimmt, ihn in sein Leben
eintreten läßt, der wird reich beschenkt. Dies erfahren
Abraham, von dem wir in der ersten Lesung dieses Sonntags
hören, und Marta und Maria im heutigen Evangelium. Der
Herr will auch zu uns kommen, um uns sein lebendiges Wort,
seine Gegenwart und Freundschaft anzubieten. Verschließen
wir uns nicht diesem Angebot der Liebe Gottes, sondern
lassen wir uns von ihm verwandeln, um an seinem Reich des
Friedens und der Gerechtigkeit für die ganze Welt
mitzuarbeiten. Euch allen wünsche ich einen gesegneten
Sonntag und eine gute Woche!
Saludo a
los peregrinos de lengua española, así como a los que se
unen a esta oración del Ángelus a través de la
radio y la televisión. Siguiendo el Evangelio de hoy,
invito a todos a ser bien conscientes de que sólo una
cosa es necesaria, Dios mismo, así como a escuchar y
practicar la palabra del Señor, para que se fortalezca
nuestra esperanza y crezca nuestro amor. Que María nos
acompañe y nos ayude en este camino de fe. Feliz Domingo.
Witam
serdecznie Polaków, których gromadzi modlitwa „Anioł
Pański”. Pozdrawiam także uczestników
festiwalu „Karuzela Kultury” w Świnoujściu.
Niech modlitwa, spotkania, debata nad tym „co realne, co
wirtualne?” pomogą wam odkryć Chrystusa, który
jest Drogą, Prawdą i Życiem. Wzorem Marii i
Marty z dzisiejszej Ewangelii otwórzmy dla Jezusa nasze
domy, serca – słuchajmy Jego słów. To jest
„najlepsza cząstka”, która nadaje sens naszemu
życiu. Niech Bóg da wam moc w jej poszukiwaniu.
[Saluto
cordialmente i polacchi riuniti per la preghiera dell’Angelus.
Saluto anche i partecipanti al Festival “Carosello della
Cultura” a Świnoujście. Che la preghiera, gli
incontri, i dibattiti sul tema “cosa è reale, cosa è
virtuale?” vi aiutino a scoprire Cristo che è la Via,
la Verità e la Vita. Come Maria e Marta nel Vangelo di
oggi apriamo a Gesù le nostre case, i nostri cuori,
ascoltiamo le Sue parole. Questa è “la parte
migliore”, la quale dà il senso alla nostra vita. Che
Dio ci dia la forza per cercarla.]
Rivolgo
infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare agli Scout AGESCI di Belcastro,
ai giovani ugandesi dell’Opera Famiglia di Nazareth e a
quelli provenienti da Cernobbio. A tutti auguro una buona
domenica.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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