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Il
Papa all'Angelus: l'egoismo porta a conflitti e rivalità,
chi segue Gesù entra in una nuova dimensione della libertà
◊ “Libertà e
amore coincidono”, obbedire al proprio egoismo
“conduce a rivalità e conflitti”. E’ quanto ha
affermato stamani Benedetto XVI all’Angelus
soffermandosi sulla radicalità della risposta a Cristo.
Una radicalità che porta a mettersi “a servizio gli uni
degli altri”: “Chi rinuncia a tutto, persino a se
stesso, per seguire Gesù – ha detto il Papa - entra in
una nuova dimensione della libertà”. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
Rispondere alla chiamata di Cristo significa mettersi
alla sequela di Gesù e percorrere il proprio cammino di
vita sulle orme del Vangelo: “Chi ha la fortuna di
conoscere un giovane o una ragazza che lascia la famiglia
di origine, gli studi o il lavoro per consacrarsi a Dio
– afferma il Papa - sa bene di che cosa si tratta, perché
ha davanti un esempio vivente di risposta radicale alla
vocazione divina”:
“E’ questa una delle esperienze più belle che
si fanno nella Chiesa: vedere, toccare con mano l’azione
del Signore nella vita delle persone; sperimentare che Dio
non è un’entità astratta, ma una Realtà così grande
e forte da riempire in modo sovrabbondante il cuore
dell’uomo, una Persona vivente e vicina, che ci ama e
chiede di essere amata”.
Il Papa ricorda poi il brano dell’evangelista Luca
nel quale Gesù dice ad alcuni uomini che chi sceglie di
lavorare con Lui “nel campo di Dio non può più tirarsi
indietro”. Ad un altro Cristo dice: “Seguimi”,
chiedendogli un taglio netto dei legami familiari. Queste
esigenze – osserva il Santo Padre – possono apparire
molto dure, ma in realtà “esprimono la novità e la
priorità assoluta del Regno di Dio che si fa presente
nella persona stessa di Gesù Cristo”.
“Si tratta di quella radicalità che è dovuta
all’Amore di Dio, al quale Gesù stesso per primo
obbedisce. Chi rinuncia a tutto, persino a se stesso, per
seguire Gesù, entra in una nuova dimensione della libertà,
che san Paolo definisce 'camminare secondo lo Spirito'
(cfr Gal 5,16). 'Cristo ci ha liberati per la libertà!'
– scrive l’Apostolo – e spiega che questa nuova
forma di libertà acquistataci da Cristo consiste
nell’essere 'a servizio gli uni degli altri' (Gal
5,1.13). Libertà e amore coincidono! Al contrario,
obbedire al proprio egoismo conduce a rivalità e
conflitti”.
Il Pontefice esorta quindi tutti a contemplare il
“mistero del Cuore divino – umano del Signore Gesù,
per attingere alla fonte stessa dell’Amore di Dio”:
“Chi fissa lo sguardo su quel Cuore trafitto e
sempre aperto per amore nostro, sente la verità di questa
invocazione: 'Sei tu, Signore, l’unico mio bene' (Salmo
resp.), ed è pronto a lasciare tutto per seguire il
Signore. O Maria, che hai corrisposto senza riserve alla
divina chiamata, prega per noi!”.
Dopo l’Angelus, il Papa ha ricordato che stamani in
Libano è stato proclamato Beato Estephan Nehmé,
religioso dell’Ordine Libanese Maronita. Il Santo Padre
si è rallegrato di cuore con i fratelli e le sorelle
libanesi affidandoli con grande affetto alla protezione
del nuovo Beato. Benedetto XVI ha anche ricordato che in
questa domenica, che precede la Solennità dei Santi
Pietro e Paolo, ricorre in Italia e in altri Paesi la
Giornata della Carità del Papa. Il Santo Padre ha
espresso “viva gratitudine a quanti, con la preghiera e
le offerte, sostengono l’azione apostolica del
Successore di Pietro a favore della Chiesa universale”.
Salutando infine i pellegrini polacchi, il Papa ha
espresso il proprio augurio per il periodo delle vacanze:
“Dla wielu będzie to czas odpoczynku.
Per tanti esso sarà tempo di riposo. Auguro che gli
incontri con la natura, con nuove persone, con i frutti
della creatività umana siano un’occasione non solo di
recupero delle forze fisiche e dello sviluppo
intellettuale, ma anche di un più intensivo contatto con
Dio e di rafforzamento nella fede”.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 27 giugno 2010
Cari
fratelli e sorelle!
Le
letture bibliche della santa Messa di questa domenica mi
danno l’opportunità di riprendere il tema della
chiamata di Cristo e delle sue esigenze, tema sul quale mi
sono soffermato anche una settimana fa, in occasione delle
Ordinazioni
dei nuovi presbiteri della Diocesi di Roma. In
effetti, chi ha la fortuna di conoscere un giovane o una
ragazza che lascia la famiglia di origine, gli studi o il
lavoro per consacrarsi a Dio, sa bene di che cosa si
tratta, perché ha davanti un esempio vivente di risposta
radicale alla vocazione divina. E’ questa una delle
esperienze più belle che si fanno nella Chiesa: vedere,
toccare con mano l’azione del Signore nella vita delle
persone; sperimentare che Dio non è un’entità
astratta, ma una Realtà così grande e forte da riempire
in modo sovrabbondante il cuore dell’uomo, una Persona
vivente e vicina, che ci ama e chiede di essere amata.
L’evangelista
Luca ci presenta Gesù che, mentre cammina per la strada,
diretto a Gerusalemme, incontra alcuni uomini,
probabilmente giovani, i quali promettono di seguirlo
dovunque vada. Con costoro Egli si mostra molto esigente,
avvertendoli che “il Figlio dell’uomo – cioè Lui,
il Messia – non ha dove posare il capo”, vale a dire
non ha una propria dimora stabile, e che chi sceglie di
lavorare con Lui nel campo di Dio non può più tirarsi
indietro (cfr Lc 9,57-58.61-62). Ad un altro invece
Cristo stesso dice: “Seguimi”, chiedendogli un taglio
netto dei legami familiari (cfr Lc 9,59-60). Queste
esigenze possono apparire troppo dure, ma in realtà
esprimono la novità e la priorità assoluta del Regno di
Dio che si fa presente nella Persona stessa di Gesù
Cristo. In ultima analisi, si tratta di quella radicalità
che è dovuta all’Amore di Dio, al quale Gesù stesso
per primo obbedisce. Chi rinuncia a tutto, persino a se
stesso, per seguire Gesù, entra in una nuova dimensione
della libertà, che san Paolo definisce “camminare
secondo lo Spirito” (cfr Gal 5,16). “Cristo ci
ha liberati per la libertà!” – scrive l’Apostolo
– e spiega che questa nuova forma di libertà
acquistataci da Cristo consiste nell’essere “a
servizio gli uni degli altri” (Gal 5,1.13).
Libertà e amore coincidono! Al contrario, obbedire al
proprio egoismo conduce a rivalità e conflitti.
Cari
amici, volge ormai al termine il mese di giugno,
caratterizzato dalla devozione al Sacro Cuore di Cristo.
Proprio nella
festa del Sacro Cuore abbiamo rinnovato con i
sacerdoti del mondo intero il nostro impegno di
santificazione. Oggi vorrei invitare tutti a contemplare
il mistero del Cuore divino-umano del Signore Gesù, per
attingere alla fonte stessa dell’Amore di Dio. Chi fissa
lo sguardo su quel Cuore trafitto e sempre aperto per
amore nostro, sente la verità di questa invocazione:
“Sei tu, Signore, l’unico mio bene” (Salmo resp.),
ed è pronto a lasciare tutto per seguire il Signore. O
Maria, che hai corrisposto senza riserve alla divina
chiamata, prega per noi!
Dopo
l'Angelus
Stamani,
in Libano, è stato proclamato Beato Estéphan Nehmé, al
secolo Joseph, religioso dell’Ordine Libanese Maronita,
vissuto in Libano tra la fine dell’Ottocento e la prima
metà del Novecento. Mi rallegro di cuore con i fratelli e
le sorelle libanesi, e li affido con grande affetto alla
protezione del nuovo Beato.
In questa
domenica che precede la solennità dei Santi Pietro e
Paolo, ricorre in Italia e in altri Paesi la Giornata
della Carità del Papa. Esprimo la mia viva gratitudine a
quanti, con la preghiera e le offerte, sostengono
l’azione apostolica e caritativa del Successore di
Pietro e favore della Chiesa universale e di tanti
fratelli vicini e lontani.
Je salue
cordialement les pèlerins francophones et plus particulièrement
les fidèles libanais qui assistent ce matin à la célébration
de béatification du Frère Etienne Nehmé de l’Ordre
Libanais Maronite! Nous sommes appelés à suivre le
Christ car nous sommes baptisés. Nous sommes donc invités
à orienter toutes nos ressources humaines et spirituelles
vers Dieu, en cherchant à vivre sous la conduite de son
Esprit. Puisse la Vierge Marie nous aider à enraciner
davantage notre existence en Dieu, source du vrai bonheur
et de la joie parfaite. Bon dimanche, et bon pèlerinage
à tous!
I extend
cordial greetings to the English-speaking pilgrims and
visitors present for today’s Angelus. On Tuesday
of this week we will be celebrating Rome’s feast-day,
that is to say, the feast of Saints Peter and Paul – two
great Apostles who proclaimed the Gospel in this city and
bore witness to Christ even to the shedding of their blood.
Through their prayers, may all who come on pilgrimage to
Rome be renewed and strengthened in faith, hope and love.
May God’s abundant blessings come down upon all of you
and upon your loved ones at home!
Von
Herzen grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher
Sprache. Am heutigen Sonntag hören wir im Evangelium, wie
Jesus einige seiner Jünger aufruft, auf jeglichen
irdischen Besitz zu verzichten und sogar die eigene
Familie zu verlassen, um ihm nachzufolgen; denn wie Jesus
selbst sollen sie nicht nur mit ihren Worten, sondern mit
ihrem ganzen Leben Zeugnis für das Reich Gottes ablegen.
Beten wir für alle, die Christus in seine besondere
Nachfolge ruft, und erforschen wir uns zugleich selbst, ob
Gott auch in unserem Leben stets den ersten Platz einnimmt.
Der Herr segne euch und eure Familien.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, presentes
en esta oración mariana, y a todos los que se unen a ella
a través de la radio o la televisión. En el evangelio
proclamado este domingo, se nos muestra un verdadero
programa de vida cristiana y Jesús mismo nos invita a un
seguimiento más radical de su Persona, basado en el amor
y el servicio. De la mano de la Santísima Virgen María,
supliquemos la gracia de entender cada día más esta
paradoja evangélica: que sólo el que pierde la vida por
Cristo, la gana realmente. Muchas gracias y feliz domingo.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Zbliża się
okres wakacji. Dla wielu będzie to czas odpoczynku.
Życzę, aby wakacyjne spotkania z przyrodą,
z nowymi ludźmi, z owocami ludzkiej twórczości
były okazją nie tylko do wzmocnienia sił
fizycznych i rozwoju intelektualnego, ale także do
intensywniejszego kontaktu z Bogiem i wzrastania w wierze.
Niech Bóg wam błogosławi!
[Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Si avvicina il
periodo delle vacanze. Per tanti esso sarà tempo di
riposo. Auguro che gli incontri con la natura, con nuove
persone, con i frutti della creatività umana siano
un’occasione non solo di recupero delle forze fisiche e
dello sviluppo intellettuale, ma anche di un più
intensivo contatto con Dio e di rafforzamento nella fede.
Dio vi benedica!]
Rivolgo
infine un saluto cordiale ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare al gruppo AVIS di Sant’Anna
d’Alfaedo, presso Verona. A tutti auguro una buona
domenica.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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