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No
alla sete di dominio, sì alla logica dell’amore di Dio:
così il Papa all’Angelus
◊
Il differente valore della persona e delle cose e
l’invito a sperare in Dio: al centro della riflessione
del Papa alla recita dell’Angelus a Castelgandolfo,
durante la quale ha ricordato i Santi che verranno
celebrati in questa settimana. A partire da San Domenico
di Guzman che la Chiesa celebra oggi. Poi i saluti in
varie lingue accolti da cori particolarmente festosi. Il
servizio di Fausta Speranza:
“Il nostro cuore viene aperto ad una speranza che
illumina e anima l’esistenza concreta”: così il Papa
parla dell’incontro con Dio, dell’incontro con il
Vangelo:
“Abbiamo la certezza che 'il Vangelo non è
soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere,
ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la
vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata
spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è
stata donata una vita nuova'".
Avere fiducia in Dio è capire il valore che ogni
persona ha agli occhi di Dio. Non è – spiega il Papa
– lasciarsi andare al disimpegno. “Gesù nel Vangelo
di oggi attraverso tre parabole – sottolinea Benedetto
XVI - illustra come l’attesa del compimento della «beata
speranza», la sua venuta, deve spingere ancora di più ad
una vita intensa, ricca di opere buone: «Vendete ciò che
possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non
invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non
arriva e tarlo non consuma».
“E’ un invito ad usare le cose senza egoismo,
sete di possesso o di dominio, ma secondo la logica di
Dio, la logica dell’attenzione all’altro, la logica
dell’amore”.
E Benedetto XVI ricorda i Santi che la Chiesa celebra
in questa settimana, ricordando che “hanno impostato la
loro vita proprio a partire da Dio e in vista di Dio”.
“Oggi ricordiamo san Domenico di Guzman fondatore,
nel XIII secolo, dell’Ordine Domenicano, che svolge la
missione di istruire la società sulle verità di fede,
preparandosi con lo studio e la preghiera. Nella stessa
epoca santa Chiara di Assisi, - di cui faremo memoria
mercoledì -, proseguendo l’opera francescana, fonda
l’Ordine delle Clarisse. Ricorderemo il 10 agosto il
santo diacono Lorenzo, martire del III secolo, le cui
reliquie sono venerate a Roma nella Basilica di San
Lorenzo fuori le Mura. Infine, faremo memoria di altri due
martiri del Novecento che hanno condiviso il medesimo
destino ad Auschwitz. Il 9 agosto ricorderemo la santa
carmelitana Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, e
il 14 agosto il sacerdote francescano san Massimiliano
Maria Kolbe, fondatore della Milizia di Maria Immacolata.
Entrambi hanno attraversato l’oscuro tempo della Seconda
Guerra Mondiale, senza perdere mai di vista la speranza,
il Dio della vita e dell’amore.”
Dopo la recita della preghiera mariana, i saluti in
varie lingue. In francese il ricordo di Abramo e Sara,
“modelli di credenti, esempio di come la fede feconda
l’esistenza cristiana”. In inglese l’invito a
ricordare che “tanto abbiamo ricevuto dalla bontà di
Dio e tanto ci sarà richiesto di donare”. In polacco un
pensiero “ai partecipanti al Pellegrinaggio a piedi di
Cracovia, nonché al Pellegrinaggio accademico di
Varsavia, i quali per la trentesima volta si incamminano
verso quel santuario nazionale”.
Poi il saluto in italiano:
"Saluto infine con affetto i pellegrini di
lingua italiana. In particolare mi rivolgo ai gruppi
giovanili di Grumolo Pedemonte, San Martino di Lupari e
Sondrio, ed auspico che le importanti esperienze formative
di questi giorni possano portare abbondanti frutti
spirituali. A tutti auguro una buona domenica."
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 8 agosto 2010
Cari
fratelli e sorelle,
nel brano
evangelico di questa domenica, continua il discorso di Gesù
ai discepoli sul valore della persona agli occhi di Dio e
sull’inutilità delle preoccupazioni terrene. Non si
tratta di un elogio al disimpegno. Anzi, ascoltando
l’invito rassicurante di Gesù «Non temere, piccolo
gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il
Regno» (Lc 12,32), il nostro cuore viene aperto ad
una speranza che illumina e anima l’esistenza concreta:
abbiamo la certezza che «il Vangelo non è soltanto una
comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una
comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta
oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha
speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita
nuova» (Enc. Spe
Salvi, 2). Come leggiamo nel brano della Lettera
agli Ebrei nella Liturgia odierna, Abramo s’inoltra
con cuore fiducioso nella speranza che Dio gli apre: la
promessa di una terra e di una «discendenza numerosa» e
parte «senza sapere dove andava», confidando solo in Dio
(cfr 11,8-12). E Gesù nel Vangelo di oggi – attraverso
tre parabole – illustra come l’attesa del compimento
della «beata speranza», la sua venuta, deve spingere
ancora di più ad una vita intensa, ricca di opere buone:
«Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi
borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli,
dove ladro non arriva e tarlo non consuma» (Lc
12,33). E’ un invito ad usare le cose senza egoismo,
sete di possesso o di dominio, ma secondo la logica di
Dio, la logica dell’attenzione all’altro, la logica
dell’amore: come scrive sinteticamente Romano Guardini,
«nella forma d’una relazione: a partire da Dio, in
vista di Dio» (Accettare se stessi, Brescia 1992,
44).
A tale
proposito, desidero richiamare l’attenzione su alcuni
Santi che celebreremo questa settimana e che hanno
impostato la loro vita proprio a partire da Dio e in vista
di Dio. Oggi ricordiamo san Domenico di Guzman fondatore,
nel XIII secolo, dell’Ordine Domenicano, che svolge la
missione di istruire la società sulle verità di fede,
preparandosi con lo studio e la preghiera. Nella stessa
epoca santa Chiara di Assisi, - di cui faremo memoria
mercoledì -, proseguendo l’opera francescana, fonda
l’Ordine delle Clarisse. Ricorderemo il 10 agosto
il santo diacono Lorenzo, martire del III secolo, le cui
reliquie sono venerate a Roma nella Basilica di San
Lorenzo fuori le Mura. Infine, faremo memoria di altri due
martiri del Novecento che hanno condiviso il medesimo
destino ad Auschwitz. Il 9 agosto ricorderemo la santa
carmelitana Teresa
Benedetta della Croce, Edith Stein, e il 14 agosto il
sacerdote francescano san Massimiliano
Maria Kolbe, fondatore della Milizia di Maria
Immacolata. Entrambi hanno attraversato l’oscuro tempo
della Seconda Guerra Mondiale, senza perdere mai di vista
la speranza, il Dio della vita e dell’amore.
Confidiamo
nel sostegno materno della Vergine Maria, Regina dei Santi
che amorosamente condivide il nostro pellegrinaggio. A Lei
rivolgiamo la nostra preghiera.
Dopo
l'Angelus
Je salue
cordialement les pèlerins francophones! La deuxième
lecture de la liturgie de ce jour présente Abraham et
Sara comme des modèles de croyants. Vécue avec ardeur et
dans la fidélité à la Parole de Dieu, la foi féconde
l’existence chrétienne et régénère l’Église.
Puisse la Vierge Marie nous aider à rester toujours fidèles
à notre vocation et à être des chercheurs infatigables
de la volonté de Dieu en lui donnant la place qui lui
revient. Je recommande aussi à votre prière les chômeurs
et les sans-abris. Bon dimanche et bon pèlerinage à tous!
I offer a
warm welcome to the English-speaking visitors gathered for
this Angelus prayer. Today’s Gospel reminds us that by
God’s goodness much has been given to us, and much will
be required of us. During these quiet days of summer let
us thank the Lord for the many blessings we have received
and draw ever closer to him in prayer, in fidelity to his
commandment of love, and in communion with his Body, the
Church. Upon you and your families I invoke an abundance
of joy and peace in the Lord!
Mit
Freude heiße ich die deutschsprachigen Pilger und
Besucher beim Gebet des Engel des Herrn willkommen.
Besonders grüße ich die Ministrantengruppen aus Bad
Reichenhall und Ramsau, aus Fulda und anderen Orten
Deutschlands. Der Glaube kann Berge versetzen. Glauben heißt
aber nicht, sich bequem zurückzulehnen, da es Gott schon
richten wird. Das Evangelium fordert uns vielmehr dazu auf,
aufmerksam zu wachen und die anvertrauten Aufgaben treu zu
erfüllen. Dann gilt auch uns die Verheißung, daß die im
Vertrauen auf Gott vollbrachten Werke der Liebe bleibende,
ja ewige Frucht bringen werden. Dazu erbitte ich euch und
euren Familien Gottes reichen Segen.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, así como
a todos los que se unen a esta oración mariana del ángelus
a través de la radio y la televisión. Queridos hermanos:
espera y vigilancia son dos características fundamentales
de la vida cristiana, que está abierta a la eternidad. En
el evangelio de hoy, el Señor nos exhorta a estar
vigilantes y en tensión anhelante y llena de amor ante su
venida al fin de los tiempos. Que la participación
frecuente en la eucaristía, en la que Cristo viene cada día
a nuestro encuentro, os ayude a intensificar vuestra fe,
esperanza y caridad. Feliz domingo.
Witam
obecnych tu Polaków. Wraz z wami pragnę pozdrowić
pielgrzymów, którzy w tych dniach zmierzają na Jasną
Górę. Szczególne wyrazy duchowej jedności
kieruję do uczestników Pieszej Pielgrzymki
Krakowskiej oraz Warszawskiej Pielgrzymki Akademickiej, którzy
po raz trzydziesty wędrują do tego narodowego
sanktuarium, aby przez wstawiennictwo Maryi polecać
Bogu sprawy osobiste i społeczne. Wszystkim dziękuję
za modlitwy w intencji Papieża i Kościoła.
Niech Bóg wam błogosławi!
[Do il
benvenuto ai polacchi qui presenti. Con voi saluto i
pellegrini che in questi giorni si recano a Jasna Gora. In
particolare, sono spiritualmente unito ai partecipanti al
Pellegrinaggio a piedi di Cracovia, nonché al
Pellegrinaggio accademico di Varsavia, i quali per la
trentesima volta si incamminano verso quel santuario
nazionale per affidare a Dio, per l’intercessione di
Maria, le questioni personali e comuni. Ringrazio tutti
per le preghiere secondo le intenzioni del Papa e della
Chiesa. Dio vi benedica!]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana. In
particolare mi rivolgo ai gruppi giovanili di Grumolo
Pedemonte, San Martino di Lupari e Sondrio, ed auspico che
le importanti esperienze formative di questi giorni
possano portare abbondanti frutti spirituali. A tutti
auguro una buona domenica.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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