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Il
Papa all'Angelus: la vita non dipende dagli averi. Grande
soddisfazione per l'entrata in vigore della Convenzione
contro le munizioni a grappolo
“La
vita dell’uomo non dipende dai suoi averi”, chi è
saggio accumuli “ciò che non si corrompe” col tempo:
è l’esortazione lanciata da Benedetto XVI, oggi,
all’Angelus a Castel Gandolfo, commentando il Vangelo di
questa domenica. “I beni terreni – ha sottolineato -
non sono lo scopo, ma un mezzo nella via verso l’eternità.
Apriamo allora i nostri cuori alle necessità dei
fratelli, diventando ricchi davanti Dio”. Dopo la
preghiera mariana, il Papa ha espresso la sua grande
soddisfazione per l’entrata in vigore, oggi, della
Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo,
invitando tutti gli Stati ad aderirvi. Il servizio di Sergio
Centofanti.
“La vita quotidiana ci insegna che tutto passa in
questo mondo”: il Papa parte da questa considerazione
concreta per svolgere la sua riflessione. Guarda ai santi
di cui fa memoria la Chiesa in questi giorni e alla loro
radicale scelta di seguire Gesù senza compromessi:
sant’Ignazio di Loyola, che “si convertì leggendo la
vita di Gesù e dei Santi durante una lunga degenza
causata da una ferita subita in battaglia”.
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che “ebbe la
consapevolezza che Dio vuole tutti santi, ciascuno secondo
il proprio stato”. E poi ancora sant’Eusebio, “primo
vescovo del Piemonte, strenuo difensore della divinità di
Cristo” e infine san Giovanni Maria Vianney, il Curato
d’Ars, che ha guidato con il suo esempio l’Anno
Sacerdotale appena concluso, e alla cui intercessione
nuovamente ha affidato tutti i Pastori della Chiesa:
“Impegno comune di questi Santi è stato quello di
salvare le anime e di servire la Chiesa con i rispettivi
carismi, contribuendo a rinnovarla e ad arricchirla.
Questi uomini hanno acquistato 'un cuore saggio' (Sal
89,12), accumulando ciò che non si corrompe e scartando
quanto è irrimediabilmente mutevole nel tempo: il potere,
la ricchezza e gli effimeri piaceri. Scegliendo Dio hanno
posseduto ogni cosa necessaria, pregustando fin dalla vita
terrena l’eternità (cfr Qo, 1-5)”.
Commentando il Vangelo dell’odierna domenica, in cui
Gesù mette in guardia dalla brama dei beni terreni con la
parabola del ricco stolto, che avendo accumulato grandi
ricchezze s’illude persino di poter allontanare la
morte, ha affermato:
“L’uomo stolto nella Bibbia è colui che non
vuole rendersi conto, dall’esperienza delle cose
visibili, che nulla dura per sempre, ma tutto passa: la
giovinezza come la forza fisica, le comodità come i ruoli
di potere. Far dipendere la propria vita da realtà così
passeggere è, dunque, stoltezza. L’uomo che confida nel
Signore, invece, non teme le avversità della vita,
neppure la realtà ineludibile della morte: è l’uomo
che ha acquistato 'un cuore saggio', come i Santi”.
Ha quindi ricordato alcune ricorrenze significative: il
Perdono di Assisi, domani, la Dedicazione della Basilica
di S. Maria Maggiore, il 5 agosto, che celebra la Madre di
Dio acclamata con questo titolo nel concilio di Efeso del
431, e venerdì prossimo, nell’anniversario della morte
di Paolo VI, la festa della Trasfigurazione del Signore.
“La data del 6 agosto – ha rilevato - considerata il
culmine della luce estiva, fu scelta per significare che
lo splendore del Volto di Cristo illumina il mondo
intero”.
Il Papa, infine, ha espresso il suo “vivo
compiacimento” per l’entrata in vigore, oggi, della
Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo “che
provocano danni inaccettabili ai civili”:
“Il mio primo pensiero va alle numerose vittime
che hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni
fisici e morali, fino alla perdita della vita, a causa di
questi insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno
spesso ostacola a lungo la ripresa delle attività
quotidiane di intere comunità. Con l’entrata in vigore
della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti
gli Stati, la Comunità internazionale ha dimostrato
saggezza, lungimiranza e capacità nel perseguire un
risultato significativo nel campo del disarmo e del
diritto umanitario internazionale. Il mio auspicio e
incoraggiamento è che si continui con sempre maggior
vigore su questa strada, per la difesa della dignità e
della vita umana, per la promozione dello sviluppo umano
integrale, per lo stabilimento di un ordine internazionale
pacifico e per la realizzazione del bene comune di tutte
le persone e di tutti i popoli”.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 1° agosto 2010
Cari
fratelli e sorelle,
in questi
giorni ricorre la memoria liturgica di alcuni Santi. Ieri
abbiamo ricordato sant’Ignazio di Loyola, fondatore
della Compagnia di Gesù. Vissuto nel XVI secolo, si
convertì leggendo la vita di Gesù e di Santi durante una
lunga degenza causata da una ferita subita in battaglia.
Rimase talmente impressionato da quelle pagine, che decise
di seguire il Signore. Oggi ricordiamo sant’Alfonso
Maria de’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, vissuto
nel XVIII secolo e proclamato patrono dei confessori dal
Venerabile Pio XII. Ebbe la consapevolezza che Dio vuole
tutti santi, ciascuno secondo il proprio stato,
naturalmente. In questa settimana la liturgia ci propone,
poi, sant’Eusebio, primo Vescovo del Piemonte, strenuo
difensore della divinità di Cristo, e, infine, la figura
di san Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, che ha
guidato con il suo esempio l’Anno
Sacerdotale appena concluso, e alla cui intercessione
nuovamente affido tutti i Pastori della Chiesa. Impegno
comune di questi Santi è stato quello di salvare le anime
e di servire la Chiesa con i rispettivi carismi,
contribuendo a rinnovarla e ad arricchirla. Questi uomini
hanno acquistato “un cuore saggio” (Sal 89,12),
accumulando ciò che non si corrompe e scartando quanto è
irrimediabilmente mutevole nel tempo: il potere, la
ricchezza e gli effimeri piaceri. Scegliendo Dio hanno
posseduto ogni cosa necessaria, pregustando fin dalla vita
terrena l’eternità (cfr Qo, 1-5).
Nel
Vangelo dell’odierna domenica, l’insegnamento di Gesù
riguarda proprio la vera saggezza ed è introdotto dalla
domanda di uno della folla: «Maestro, di’ a mio
fratello che divida con me l’eredità» (Lc
12,13). Gesù, rispondendo, mette in guardia gli
ascoltatori dalla brama dei beni terreni con la parabola
del ricco stolto, il quale, avendo accumulato per sé un
abbondante raccolto, smette di lavorare, consuma i suoi
beni divertendosi e s’illude persino di poter
allontanare la morte. «Ma Dio gli disse: “Stolto,
questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E
quello che hai preparato, di chi sarà?”» (Lc
13,20). L’uomo stolto nella Bibbia è colui che non
vuole rendersi conto, dall’esperienza delle cose
visibili, che nulla dura per sempre, ma tutto passa: la
giovinezza come la forza fisica, le comodità come i ruoli
di potere. Far dipendere la propria vita da realtà così
passeggere è, dunque, stoltezza. L’uomo che confida nel
Signore, invece, non teme le avversità della vita,
neppure la realtà ineludibile della morte: è l’uomo
che ha acquistato “un cuore saggio”, come i Santi.
Nel
rivolgere la nostra preghiera a Maria Santissima, desidero
ricordare altre ricorrenze significative: domani si potrà
lucrare l’indulgenza detta della Porziuncola o “il
Perdono di Assisi”, che san Francesco ottenne, nel 1216,
dal Papa Onorio III; giovedì 5 agosto, commemorando la
Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore, onoreremo
la Madre di Dio acclamata con questo titolo nel concilio
di Efeso del 431, e venerdì prossimo, anniversario della
morte di Papa Paolo VI, celebreremo la festa della
Trasfigurazione del Signore. La data del 6 agosto,
considerata il culmine della luce estiva, fu scelta per
significare che lo splendore del Volto di Cristo illumina
il mondo intero.
Angelus
Domini …
Dopo
l'Angelus
Desidero
esprimere vivo compiacimento per l’entrata in vigore,
proprio oggi, della Convenzione sul bando delle munizioni
a grappolo che provocano danni inaccettabili ai
civili. Il mio primo pensiero va alle numerose vittime che
hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni fisici
e morali, fino alla perdita della vita, a causa di questi
insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno spesso
ostacola a lungo la ripresa delle attività quotidiane di
intere comunità. Con l’entrata in vigore della nuova
Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati, la
Comunità internazionale ha dimostrato saggezza,
lungimiranza e capacità nel perseguire un risultato
significativo nel campo del disarmo e del diritto
umanitario internazionale. Il mio auspicio e
incoraggiamento è che si continui con sempre maggior
vigore su questa strada, per la difesa della dignità e
della vita umana, per la promozione dello sviluppo umano
integrale, per lo stabilimento di un ordine internazionale
pacifico e per la realizzazione del bene comune di tutte
le persone e di tutti i popoli.
J’accueille
avec joie les pèlerins francophones! La liturgie de ce
jour nous questionne sur le sens profond de notre quête
d’avoir, de pouvoir et de savoir. Prise et comprise
comme une fin en soi, la richesse cesse d’être le moyen
nécessaire pour une existence juste et digne. Par l’intercession
de la Vierge Marie et de Saint Alphonse-Marie de Liguori,
puissions-nous utiliser nos biens en participant
positivement à l’œuvre de la création divine et en étant
pleinement solidaires avec tout être humain, surtout
celui qui est dans le besoin. Bon dimanche à tous!
I am very
pleased to greet all the English-speaking pilgrims present,
especially those of you who have come from Canada and
Australia. In the Gospel of today’s Mass, our Lord
teaches us to store up treasure for ourselves, not on
earth, but in heaven. By God’s grace, then, let us seek
to grow in faith and good works. In this sense, I
willingly invoke upon all of you God’s abundant
blessings!
Einen
herzlichen Gruß richte ich an alle Gäste deutscher
Sprache, heute besonders an die Pilger aus Eschweiler bei
Aachen. Die Urlaubszeit gibt uns Gelegenheit, die
gewohnten Bahnen zu verlassen und an einem schönen Platz
Ruhe und Erholung zu finden. Abstand nehmen wollen wir
auch innerlich von unseren schlechten Gewohnheiten, von
Zorn und Bosheit, von übler Nachrede, vom „alten
Menschen mit seinen Taten“, wie wir heute in der Lesung
aus dem Kolosserbrief gehört haben. Nehmen wir den Urlaub
zum Anlaß, persönlich wieder zum Frieden zu kommen und
dem Bild des Schöpfers in uns besser zu entsprechen.
Gottes Geist geleite euch auf allen Wegen!
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española que han
participado en el rezo del Ángelus. La liturgia de
hoy nos invita a moderar nuestro afán por los bienes
materiales, que no son todo en la vida, sabiendo
administrarlos bien y compartirlos, de manera que
produzcan bienes más altos y duraderos. Pidamos a María
que nos enseñe a seguir con gozo a Jesús con un corazón
sencillo. Feliz domingo.
Queridos
peregrinos de língua portuguesa: saúdo cordialmente a
todos vós, de modo especial aos brasileiros de Piraquara.
Que Deus manifeste sobre todos vós a Sua inesgotável
bondade para que sejais renovados nos vossos bons propósitos
de vida cristã. Que Deus vos abençoe!
Witam
serdecznie Polaków. Życie uczy nas, że wszystko
na tym świecie przemija. Przypomina o tym Liturgia Słowa
dzisiejszej Mszy świętej. Wskazuje, że
życie człowieka nie jest zależne od jego
mienia, że dobra doczesne nie są celem, lecz
środkiem w drodze do wieczności. Otwórzmy więc
serca na potrzeby braci, bądźmy bogaci przed
Bogiem. Z serca wam błogosławię.
[Do il
mio cordiale benvenuto a tutti i Polacchi. La vita
quotidiana ci insegna che tutto passa in questo mondo. Ce
lo ricorda la Liturgia della parola della Messa odierna.
Ci mostra che la vita dell’uomo non dipende dai suoi
averi e che i beni terreni non sono lo scopo, ma un mezzo
nella via verso l’eternità. Apriamo allora i nostri
cuori alle necessità dei fratelli, diventando ricchi
davanti Dio. Vi benedico di cuore.]
Un
cordiale saluto rivolgo, infine, ai pellegrini italiani,
in particolare alle Suore dell’Immacolata, che stanno
celebrando in questi giorni il loro Capitolo Generale, ai
fedeli di Moncalieri e di San Nicandro Garganico. Grazie
per la vostra presenza. A tutti buona domenica!
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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