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AVVENTO E NATALE
NELLE PREALPI BAVARESI (3 DICEMBRE 2011) |
Radio
Vaticana, 3 dicembre 2011
Suoni
e colori della Baviera in Vaticano. Il Papa: l’Avvento
sia un tempo di silenzio in attesa del Signore
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Clima familiare ieri sera per il Papa, nella Sala
Clementina in Vaticano, dove la Televisione bavarese
“Bayerischer Rundfunk” ha offerto un’iniziativa
artistica natalizia dal titolo “Avvento e Natale nelle
Prealpi bavaresi – Da cielo in terra”. Il servizio di Sergio
Centofanti.
In apertura della manifestazione, il compositore Hans
Berger e il suo gruppo musicale hanno rivolto un saluto in
musica a Benedetto XVI con la canzone “Gott grüsse Dich”
e la prima parte “Avvento” dell’Oratorio natalizio
delle Alpi “Frohlocket, singt und musiziert”
(Rallegratevi, cantate e suonate), composto da canti e
musica del medesimo autore, eseguiti dal “Grande gruppo
Hans Berger”. E’ stato quindi proiettato il filmato
dal titolo “Dal cielo in terra – Avvento e Natale
nelle Prealpi” di Sigrid Esslinger sull’atmosfera
umana e spirituale del tempo d’Avvento in Baviera, terra
natìa del Papa, e sulla preparazione tradizionale del
Natale nelle cittadine, chiese, parrocchie e famiglie del
Land.
Il Pontefice ha ringraziato di cuore per
l’iniziativa: “avete portato un po’ di usanze e di
senso della vita tipicamente bavaresi nella casa del
Papa“ – ha detto - e dopo aver fatto gli auguri al
cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, che
proprio ieri ha compiuto 77 anni, ha ricordato che in
Baviera l’Avvento è chiamato “tempo silenzioso”:
“La natura fa una pausa; la terra è coperta dalla
neve; non si può lavorare, nel mondo contadino,
all’esterno; tutti sono necessariamente a casa. Il
silenzio della casa diventa, per la fede, attesa del
Signore, gioia della sua presenza. E così sono nate tutte
queste melodie, tutte queste tradizioni che rendono un
po’ – come è stato detto anche oggi – il cielo
presente sulla terra".
L’Avvento era dunque tempo di silenzio, mentre oggi
– ha notato – “è spesso proprio il contrario: tempo
di una sfrenata attività, si compra, si vende”, tempo
di ferventi preparativi e grandi pranzi. Ma le tradizioni
popolari della fede – ha sottolineato - non sono
sparite, anzi, sono state rinnovate, e approfondite:
“E così creano isole per l’anima, isole del
silenzio, isole della fede, isole per il Signore, nel
nostro tempo, e questo mi sembra molto importante. E
dobbiamo dire grazie a tutti coloro che lo fanno: lo fanno
nelle famiglie, nelle chiese, con gruppi più o meno
professionali, ma tutti fanno lo stesso: rendere presente
la realtà della fede nelle nostre case, nel nostro tempo.
E speriamo che anche in futuro questa forza della fede, la
sua visibilità, rimanga ed aiuti ad andare avanti, come
vuole l’Avvento, verso il Signore”.
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