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INAUGURAZIONE DI
UNA MOSTRA |
Radio
Vaticana, 3 luglio 2011
Il
Papa inaugura la mostra sul 60.mo del suo sacerdozio: la
bellezza emana dall’unione tra verità e carità
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Un’occasione di incontro fecondo tra la Chiesa e gli
artisti: Benedetto XVI ha inaugurato, stamani in Aula
Paolo VI, l’esposizione promossa dal Pontificio
Consiglio della Cultura per il suo 60.mo anniversario di
sacerdozio. Rivolgendosi agli artisti internazionali che
hanno realizzato le 60 opere in mostra, il Papa ha
sottolineato con forza che l’autentica bellezza emana
dalla “perfetta armonia di verità e carità”. Ed ha
ribadito quanto sia decisivo il dialogo tra Chiesa ed
artisti. L’incontro è stato introdotto da
un’esecuzione del Padre Nostro al pianoforte da
parte del Maestro Arvo Pärt e chiuso dalla visione di un
filmato del regista Pupi Avati. L’indirizzo di saluto al
Papa è stato rivolto dal cardinale Gianfranco Ravasi,
presidente del dicastero promotore della mostra. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
(Esecuzione pianoforte)
La musica, la pittura, la scultura per celebrare il
60.mo di sacerdozio di Joseph Ratzinger. Una mostra dal
titolo affascinante: “Lo splendore della verità, la
bellezza della carità”. E Benedetto XVI ha preso spunto
proprio da questo binomio, verità-carità, per
soffermarsi sulla fonte autentica della bellezza:
“E’ proprio dall’unione, vorrei dire dalla
sinfonia, dalla perfetta armonia di verità e carità, che
emana l’autentica bellezza, capace di suscitare
ammirazione, meraviglia e gioia vera nel cuore degli
uomini. Il mondo in cui viviamo ha bisogno che la verità
risplenda e non sia offuscata dalla menzogna o dalla
banalità; ha bisogno che la carità infiammi e non sia
sopraffatta dall’orgoglio e dall’egoismo”.
“Abbiamo bisogno – ha detto ancora – che la
bellezza della verità e della carità colpisca l’intimo
del nostro cuore e lo renda più umano”. Quindi, ha
rinnovato agli artisti “un amichevole e appassionato
appello”:
“Non scindete mai la creatività artistica dalla
verità e dalla carità, non cercate mai la bellezza
lontano dalla verità e dalla carità, ma con la ricchezza
della vostra genialità, del vostro slancio creativo,
siate sempre, con coraggio, cercatori della verità e
testimoni della carità”.
Fate “risplendere la verità nelle vostre opere”,
ha detto ancora il Papa. Ed ha esortato a fare in modo che
la bellezza di queste opere “susciti nello sguardo e nel
cuore di chi le ammira il desiderio e il bisogno di
rendere bella e vera l’esistenza”, arricchendola con
il tesoro della carità:
“Lo Spirito Santo, artefice di ogni bellezza che
è nel mondo, vi illumini sempre e vi guidi verso la
Bellezza ultima e definitiva, quella che scalda la nostra
mente e il nostro cuore e che attendiamo di poter
contemplare un giorno in tutto il suo splendore. Ancora
una volta, grazie per la vostra amicizia, per la vostra
presenza e perché portate nel mondo un raggio di questa
Bellezza, che è Dio”.
Il Papa non ha poi mancato di sottolineare che
l’incontro per la Mostra, rappresenta “una nuova tappa
di quel percorso di amicizia e di dialogo” con gli
artisti intrapreso il 21 novembre del 2009, nella Cappella
Sistina. Un evento, ha confidato, “che porto ancora
impresso nell’animo”:
“La Chiesa e gli artisti tornano ad incontrarsi, a
parlarsi, a sostenere la necessità di un colloquio che
vuole e deve diventare sempre più intenso e articolato,
anche per offrire alla cultura, anzi alle culture del
nostro tempo un esempio eloquente di dialogo fecondo ed
efficace, orientato a rendere questo nostro mondo più
umano e più bello”.
Un incontro, quello nella Cappella Sistina, che è
stato ricordato anche dal cardinale Gianfranco
Ravasi nel suo indirizzo d'omaggio. Il
porporato ha messo l'accento sul rinnovato incontro del
Papa con gli artisti per un'occasione così lieta come il
60.mo di sacerdozio:
“E’ così che oggi sono ritornati davanti a lei 60
artisti, rappresentanti di tutte le iridescenze delle
arti, delle culture e dei popoli, ciascuno con un dono
creato dalle loro menti e dai loro cuori”.
INAUGURAZIONE
DELLA MOSTRA
"LO SPLENDORE DELLA VERITÀ, LA BELLEZZA DELLA CARITÀ-
OMAGGIO DEGLI ARTISTI A BENEDETTO XVI
PER IL 60°
DI SACERDOZIO"
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Atrio dell'Aula
Paolo VI
Lunedì, 4 luglio 2011
Signori
Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Cari Amici,
è per me
una grande gioia incontrarvi e ricevere il vostro creativo
e multiforme omaggio in occasione del 60°
anniversario della mia Ordinazione sacerdotale. Vi
sono sinceramente grato per la vostra vicinanza in questa
ricorrenza per me così significativa e importante. Nella
Celebrazione eucaristica del 29 giugno scorso, Solennità
dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ho ringraziato il
Signore per il dono della vocazione sacerdotale. Oggi
ringrazio voi per l’amicizia e la gentilezza che mi
manifestate. Saluto cordialmente il Cardinale Angelo
Sodano, decano del sacro Collegio, e il Cardinale Gianfranco
Ravasi, Presidente del Pontificio
Consiglio della Cultura, che, insieme ai suoi
collaboratori, ha organizzato questa singolare
manifestazione artistica, e lo ringrazio per le cortesi
parole che mi ha indirizzato. Rivolgo anche il mio
saluto a tutti i presenti, in modo particolare a
voi, cari Artisti, che avete accolto l’invito a
presentare una vostra creazione in questa Mostra.
Il nostro
odierno incontro, in cui ho la gioia e la curiosità di
ammirare le vostre opere, vuole essere una nuova tappa di
quel percorso di amicizia e di dialogo che abbiamo
intrapreso il 21
novembre del 2009, nella Cappella Sistina, un evento
che porto ancora impresso nell’animo. La Chiesa e gli
artisti tornano ad incontrarsi, a parlarsi, a sostenere la
necessità di un colloquio che vuole e deve diventare
sempre più intenso e articolato, anche per offrire alla
cultura, anzi alle culture del nostro tempo un esempio
eloquente di dialogo fecondo ed efficace, orientato a
rendere questo nostro mondo più umano e più bello. Voi
oggi mi presentate il frutto della vostra creatività,
della vostra riflessione, del vostro talento, espressioni
dei vari ambiti artistici che qui rappresentate: pittura,
scultura, architettura, oreficeria, fotografia, cinema,
musica, letteratura e poesia. Prima di ammirarle insieme a
voi, permettetemi di fermarmi solo un momento sul
suggestivo titolo di questa Esposizione: “Lo splendore
della verità, la bellezza della carità”. Proprio
nell’Omelia della Messa
pro eligendo pontifice, commentando la bella
espressione di San Paolo della Lettera agli Efesini
“veritatem facientes in caritate” (4,15),
definivo il “fare la verità nella carità” come una
formula fondamentale dell’esistenza cristiana. E
aggiungevo: “In Cristo, coincidono verità e carità.
Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella
nostra vita, verità e carità si fondono. La carità
senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità
sarebbe come «un cembalo che tintinna» (1Cor 13,1)”.
E’ proprio dall’unione, vorrei dire dalla sinfonia,
dalla perfetta armonia di verità e carità, che emana
l’autentica bellezza, capace di suscitare ammirazione,
meraviglia e gioia vera nel cuore degli uomini. Il mondo
in cui viviamo ha bisogno che la verità risplenda e non
sia offuscata dalla menzogna o dalla banalità; ha bisogno
che la carità infiammi e non sia sopraffatta
dall’orgoglio e dall’egoismo. Abbiamo bisogno che la
bellezza della verità e della carità colpisca l’intimo
del nostro cuore e lo renda più umano.
Cari
amici, vorrei rinnovare a voi e a tutti gli artisti un
amichevole e appassionato appello: non scindete mai la
creatività artistica dalla verità e dalla carità, non
cercate mai la bellezza lontano dalla verità e dalla
carità, ma con la ricchezza della vostra genialità, del
vostro slancio creativo, siate sempre, con coraggio,
cercatori della verità e testimoni della carità; fate
risplendere la verità nelle vostre opere e fate in modo
che la loro bellezza susciti nello sguardo e nel cuore di
chi le ammira il desiderio e il bisogno di rendere bella e
vera l’esistenza, ogni esistenza, arricchendola di quel
tesoro che non viene mai meno, che fa della vita un
capolavoro e di ogni uomo uno straordinario artista: la
carità, l’amore. Lo Spirito Santo, artefice di ogni
bellezza che è nel mondo, vi illumini sempre e vi guidi
verso la Bellezza ultima e definitiva, quella che scalda
la nostra mente e il nostro cuore e che attendiamo di
poter contemplare un giorno in tutto il suo splendore.
Ancora
una volta, grazie per la vostra amicizia, per la vostra
presenza e perché portate nel mondo un raggio di questa
Bellezza, che è Dio. Di vero cuore imparto a tutti voi,
ai vostri cari e all’intero mondo dell’arte la mia
Benedizione Apostolica.
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