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UDIENZA
ALLE NUOVE GUARDIE SVIZZERE (7 MAGGIO 2010) |
Radio
Vaticana, 30 aprile 2010
Il
Papa alle nuove Guardie Svizzere: il vostro servizio vi
darà un senso vivo della cattolicità. La cerimonia di
giuramento di 30 alabardieri
◊ Benedetto XVI ha
ricevuto stamani in Vaticano le nuove Guardie Svizzere,
che hanno prestato ieri giuramento, accompagnate dai
famigliari. Nell’udienza, il Papa ha messo l’accento
sul legame speciale tra le guardie e la Sede Apostolica,
ringraziandole per il loro generoso servizio a difesa
della sua persona. Il servizio di Alessandro Gisotti
Impegnatevi con responsabilità e generosità nel
vostro servizio al Pontefice e alla Santa Sede: è
l’esortazione di Benedetto XVI alle 30 nuove Guardie
Svizzere ricevute in Sala Clementina con i famigliari
all’indomani del loro giuramento. Nel discorso,
pronunciato in tedesco, francese ed italiano, le lingue
della Confederazione Elvetica, il Papa ha messo
l’accento sul legame tra le guardie e il Successore di
Pietro. Il vostro servizio, ha affermato, vi spingerà a
scoprire un pellegrino in cerca di Dio in ogni volto di
donna e uomo che incontrerete. Ed ha sottolineato il
grande valore del servizio delle Guardie Svizzere per la
crescita personale e di fede:
“Il vostro servizio in favore del ministero
petrino vi darà un senso più vivo della cattolicità,
insieme con una percezione più profonda della dignità
dell’uomo che passa vicino a voi e che cerca
nell’intimo di se stesso la via della vita eterna”.
“Vissuto con coscienza
professionale e con senso soprannaturale – ha detto
ancora il Papa – il vostro compito vi preparerà anche
agli impegni futuri, personali e pubblici”, che
“prenderete quando lascerete il servizio”,
permettendovi “di assumerli quali veri discepoli del
Signore”.
(Marcia)
L’udienza del Papa è avvenuta il giorno dopo la
suggestiva cerimonia di giuramento di 30 nuovi
alabardieri, tenutasi ieri pomeriggio in Aula Paolo VI,
alla presenza del presidente della Confederazione
Elvetica, la sig.ra Doris Leuthard. La cerimonia ricorda
il sacrificio di 147 Guardie Svizzere che il 6 maggio
1527, durante il Sacco di Roma da parte dei Lanzichinecchi,
diedero la propria vita per difendere Clemente VII. Il
tema dell’obbedienza è stato proprio al centro del
discorso alle reclute da parte del comandante delle
Guardie Svizzere, Daniel Rudolf Anrig:
“Viviamo in un momento di sfiducia nei confronti
delle autorità, all’insegna dell’individualismo e
dell’egoismo. Cosa distingue noi, Guardie Svizzere?
Proprio il nostro solenne giuramento ai valori
fondamentali quali ubbidienza, fedeltà e lealtà”.
Sul legame tra le guardie e il Successore di Pietro, si
è invece soffermato il cappellano del Corpo pontificio, mons.
Alain de Raemy:
“Sotto il casco, dentro la corazza e nella divisa
comune, voi sperimentate lo spirito di abnegazione,
spirito di chi vuole solo servire. Lo splendore del
vestito non parla di voi come individui, ma accenna alla
dignità del Successore di Pietro”.
(Inno vaticano)
Dopo gli inni nazionali, vaticano e svizzero, è stata
quindi la volta del momento intenso ed emozionante del
giuramento delle nuove reclute:
“Ich / Hellebardier ... / schwöre / alles das...”
Ogni alabardiere ha giurato, nella sua lingua madre, di
“servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo
Pontefice” anche a costo della vita. Si è rinnovato
dunque il motto della Guardia Svizzera Pontificia, Acriter
et Fideliter, “Onore e Fedeltà”. Un binomio che
contraddistingue il piccolo esercito fin dalla sua
nascita, nel 1506 per volere di Giulio II, e che nel tempo
ha saputo coniugare tradizione e modernità.
(Rullo di tamburi)
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
ALLE NUOVE RECLUTE DELLA GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA, CON
I GENITORI, IN OCCASIONE DEL GIURAMENTO
Sala Clementina
Venerdì, 7 maggio 2010
Sehr
geehrter Herr Kommandant, hochwürdiger Herr Kaplan,
liebe Gardisten, liebe Familienangehörige!
Mit
Freude heiße ich Sie alle willkommen und grüße
besonders die neuen Rekruten, die sich in Begleitung ihrer
Angehörigen und Freunde hier eingefunden haben.
Ihr könnt
mit Recht darauf stolz sein, daß ihr euch durch den Eid,
den ihr eben geleistet habt, einem Gardecorps mit einer
langen Geschichte angeschlossen habt. Kaum habt ihr die
bekannte Uniform angelegt, seid ihr sogleich für alle als
Schweizergardisten sichtbar, man erkennt euch und bringt
euch Achtung entgegen. Von diesem Tag an kommen euch auch
der über Jahrhunderte hinweg gesammelte Sachverstand und
all jene Mittel zugute, die euch für die Erfüllung eurer
Aufgabe zur Verfügung gestellt werden. Was euch heute übergeben
wird, macht euch zu Wächtern einer Tradition und zu
Trägern eines euch anvertrauten praktischen Wissens. Es
ist eure Aufgabe, dies weiterzuführen und zur Geltung zu
bringen. Daran wird eure Verantwortung gemessen, und das
ruft euch zu einer großzügigen Selbsthingabe auf. Der
Nachfolger Petri sieht in euch eine wirkliche Stütze und
er vertraut sich eurer Wachsamkeit an. Es ist mein
aufrichtiger Wunsch, daß euch durch diesen Gardedienst
hindurch das von euren Vorgängern empfangene Erbe trägt
und als Menschen und Christen reifen läßt.
[Carissimo
signor Comandante, reverendo Cappellano, care Guardie,
cari familiari!
Con
gioia porgo a tutti il benvenuto e saluto in particolare
le nuove reclute, convenute qui insieme con i loro parenti
e amici.
A
ragione potete essere orgogliosi del fatto che grazie al
giuramento che avete prestato, siete entrati a far parte
di un corpo di guardia che ha una lunga storia. Avete
appena indossato la famosa uniforme, apparite a tutti come
Guardie Svizzere, le persone vi riconoscono e vi prestano
attenzione. Da oggi in poi beneficerete della competenza
secolare e di tutti gli strumenti a disposizione per lo
svolgimento del vostro compito. Ciò che oggi vi viene
trasmesso vi rende custodi di una tradizione e portatori
di una conoscenza pratica a voi affidata. È vostro
compito proseguirle e farle valere. Con questo si misurerà
la vostra responsabilità e ciò vi chiama a uno
straordinario dono di voi stessi. Il Successore di Pietro
vede in voi un vero sostegno e si affida alla vostra
vigilanza. Desidero sinceramente che attraverso questo
servizio di guardia portiate l'eredità ricevuta dai
vostri predecessori e maturiate come uomini e come
cristiani.]
En
entrant dans la Garde Suisse Pontificale, vous êtes d'une
façon indirecte mais réelle associés au service de
Pierre dans l'Église. À partir d'aujourd'hui, dans votre
méditation de la Parole de Dieu, je vous invite à prêter
une grande attention à l'apôtre Pierre lorsque celui-ci,
après la résurrection du Christ, s'attache à remplir la
mission que le Seigneur lui a confiée. Ces passages de l'Écriture
éclaireront le sens de votre noble engagement, et cela
d'une façon singulière aux heures possibles de lassitude
ou de fatigue. Dans le livre des Actes des Apôtres, nous
lisons que Pierre parcourait toute la Judée, pour visiter
les fidèles (cf. Ac 9, 32). Le premier des Apôtres
manifeste de la sorte concrètement sa sollicitude pour
tous. Le Pape veut avoir la même attention pour toutes
les Églises et pour chaque fidèle, ainsi que pour tout
homme qui attend quelque chose de l’Église. Auprès du
Successeur de Pierre, la charité qui anime votre âme est
provoquée à devenir universelle. Les dimensions de votre
cœur sont appelées à s'élargir. Votre service vous
poussera à découvrir dans le visage de chaque homme et
de chaque femme, un pèlerin qui, sur sa route, attend de
rencontrer un autre visage à travers lequel lui soit donné
un signe vivant du Seigneur, Maître de toute vie et de
toute grâce.
[Entrando
nella Guardia Svizzera Pontificia, voi siete, in modo
indiretto ma reale, associati al servizio di Pietro nella
Chiesa. A partire da oggi, nella vostra meditazione della
Parola di Dio, vi invito a prestare grande attenzione
all'apostolo Pietro quando, dopo la risurrezione di
Cristo, s'impegna a compiere la missione che il Signore
gli ha affidato. Questi passaggi della Scrittura
illumineranno il senso del vostro nobile compito, e ciò
in un modo particolare nei momenti di abbattimento o di
stanchezza. Nel libro degli Atti degli Apostoli, leggiamo
che Pietro percorreva tutta la Giudea per visitare i
fedeli (cfr. At 9, 32). Il primo degli Apostoli dimostra
così concretamente la sua sollecitudine per tutti. Il
Papa vuole avere la stessa attenzione per tutte le Chiese
e per ogni fedele, e anche per ogni uomo che si aspetta
qualcosa dalla Chiesa. Presso il Successore di Pietro, la
carità che anima il vostro animo è spinta a divenire
universale. Le dimensioni del vostro cuore sono chiamate
ad allargarsi. Il vostro servizio vi spingerà a scoprire
nel volto di ogni uomo e di ogni donna, un pellegrino che,
lungo la via, attende di incontrare un altro volto
attraverso il quale gli venga dato un segno vivo del
Signore di ogni vita e di ogni grazia.]
Noi
sappiamo che tutto ciò che facciamo per il Nome di Gesù,
per quanto sia umile, ci trasforma e ci configura un po’
di più all’uomo nuovo rigenerato in Cristo. Così il
vostro servizio in favore del ministero petrino vi darà
un senso più vivo della cattolicità, insieme con una
percezione più profonda della dignità dell’uomo che
passa vicino a voi e che cerca nell’intimo di se stesso
la via della vita eterna. Vissuto con coscienza
professionale e con senso soprannaturale, il vostro
compito vi preparerà anche agli impegni futuri, personali
e pubblici, che voi prenderete quando lascerete il
servizio, e vi permetterà di assumerli quali veri
discepoli del Signore.
Invocando
l’intercessione della Beata Vergine Maria e dei vostri
santi Patroni Sebastiano, Martino e Nicola di Flüe,
imparto di cuore un’affettuosa Benedizione Apostolica a
voi, alle vostre famiglie, agli amici e a tutte le persone
venute a farvi corona nel momento del vostro giuramento.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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