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NUOVI SANTI (17 OTTOBRE 2010) |
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Alla
celebrazione per 6 nuovi santi l’invito del Papa a
“pregare senza stancarsi”, all’Angelus
l’appello alla ricerca del bene comune in politica
Pregare
senza stancarsi: è l’invito di Benedetto XVI in
questa domenica che ha definito “una festa della
santità”. Il Papa infatti ha presieduto in Piazza
San Pietro la celebrazione per la canonizzazione di
6 beati di 5 nazionalità. Decine di migliaia i
fedeli provenienti da Spagna, Polonia, Canada,
Australia e Italia. Al momento dell’Angelus, il
saluto ai partecipanti alla 46esima Settimana
sociale organizzata dalla CEI “ha tracciato
un’agenda di speranza”, con l'appello alla
politica perchè riceerchi il bene comune. Il
servizio di Fausta Speranza:
“Talvolta ci stanchiamo di pregare, abbiamo
l’impressione che la preghiera non sia tanto utile
per la vita”: con queste parole Benedetto XVI
abbraccia la sfiducia che a volte prende ognuno di
noi. Di più: fotografa una tentazione altrettanto
comune: “Siamo tentati – dice - di dedicarci
all’attività, di impiegare tutti i mezzi umani
per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a
Dio”. Eppure - afferma il Papa - con la parabola
del giudice disonesto, nella liturgia di oggi, Gesù
insegna: “se un giudice disonesto alla fine si
lascia convincere dalla preghiera di una vedova,
quanto più Dio, che è buono, esaudirà chi lo
prega”.
“Dio infatti è la generosità in persona,
è misericordioso, e quindi è sempre disposto ad
ascoltare le preghiere. Pertanto, non dobbiamo mai
disperare, ma insistere sempre nella preghiera.”
E’ chiaro – insegna il Papa – che “la
preghiera dev’essere espressione di fede,
altrimenti non è vera preghiera”. “Se uno non
crede nella bontà di Dio, non può pregare in modo
veramente adeguato”.
“La fede è essenziale come base
dell’atteggiamento della preghiera. E’ quanto
hanno fatto i sei nuovi Santi che oggi vengono
proposti alla venerazione della Chiesa universale:
Stanisław Sołtys, André Bessette, Cándida
María de Jesús Cipitria y Barriola, Mary of the
Cross MacKillop, Giulia Salzano e Battista Camilla
Varano.
Poi Benedetto XVI ricorda ognuno dei nuovi santi
di 5 paesi:
“Święty Stanisław
Kazimierczyk, zakonnik z XV wieku, i dla nas może
być przykładem i orędownikiem...”
San Stanisław Kazimierczyk, religioso
polacco del XV secolo, ha legato tutta la sua vita
all’Eucaristia. La Comunione è stata “fonte e
segno” della pratica dell’amore al prossimo.
“Frère André Bessette, originaire du Québec,
au Canada, et religieux de la Congrégation de la
Sainte-Croix, connut très tôt la souffrance et la
pauvreté…”
Il religioso canadese della Congregazione della
Santa Croce, che ha conosciuto sofferenza e povertà,
ha vissuto la fede come scelta di “rimettersi
liberamente e per amore alla volontà di Dio”.
“La Madre Cándida María de Jesús Cipitria
y Barriola…”
Della spagnola Madre Cándida María il Papa
ricorda che “con la guida dei suoi padri
spirituali gesuiti ha scelto di vivere solo per il
Signore”.
“…the courageous and saintly example of
zeal, perseverance and prayer of Mother Mary
McKillop…”
“Il coraggioso e santo esempio di zelo,
perseveranza e preghiera” dell’australiana madre
Mary McKillop l’ha portata a dedicarsi, giovane
donna, all’educazione dei poveri.
Poi il pensiero a Giulia Salzano maestra
elementare nella seconda metà del secolo XIX, in
Campania, nel sud dell’Italia:
“Madre Giulia comprese bene l’importanza
della catechesi nella Chiesa, e, unendo la
preparazione pedagogica al fervore spirituale, si
dedicò ad essa con generosità e intelligenza,
contribuendo alla formazione di persone di ogni età
e ceto sociale".
E a Battista Camilla Varano, monaca clarissa del
XV secolo che testimoniò fino in fondo il senso
evangelico della vita, specialmente perseverando
nella preghiera:
“In un tempo in cui la Chiesa pativa un
rilassamento dei costumi, ella percorse con
decisione la strada della penitenza e della
preghiera, animata dall’ardente desiderio di
rinnovamento del Corpo mistico di Cristo".
Al termine della solenne celebrazione, la
preghiera mariana dell’Angelus. Il Papa ha
rinnovato il saluto ai pellegrini giunti per la
canonizzazione parlando nelle diverse lingue. In
particolare in polacco un saluto al presidente della
Repubblica Polacca, presente in piazza San Pietro e
che Benedetto XVI ha ricevuto ieri. In italiano
oltre al pensiero per le due nuove sante, un appello
significativo in tema di azione sociale e politica:
il Papa ha salutato i partecipanti alla 46a
Settimana Sociale dei Cattolici Italiani che si
conclude oggi, collegati in diretta da Reggio
Calabria, affermando che il convegno “ha tracciato
un’agenda di speranza” e auspicando:
“…auspico che la ricerca del bene comune
costituisca sempre il riferimento sicuro per
l’impegno dei cattolici nell’azione sociale e
politica”.
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SANTA MESSA
Cari
fratelli e sorelle!
Si
rinnova oggi in Piazza San Pietro la festa della santità.
Con gioia rivolgo il mio cordiale benvenuto a voi che
siete giunti, anche da molto lontano, per prendervi
parte. Un particolare saluto ai Cardinali, ai Vescovi e
ai Superiori Generali degli Istituti fondati dai nuovi
Santi, come pure alle Delegazioni ufficiali e a tutte le
Autorità civili. Insieme cerchiamo di accogliere quanto
il Signore ci dice nelle sacre Scritture poc’anzi
proclamate. La liturgia di questa domenica ci offre un
insegnamento fondamentale: la necessità di pregare
sempre, senza stancarsi. Talvolta noi ci stanchiamo di
pregare, abbiamo l’impressione che la preghiera non
sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace.
Perciò siamo tentati di dedicarci all’attività, di
impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri
scopi, e non ricorriamo a Dio. Gesù invece afferma che
bisogna pregare sempre, e lo fa mediante una specifica
parabola (cfr Lc 18,1-8).
Questa
parla di un giudice che non teme Dio e non ha riguardo
per nessuno, un giudice che non ha atteggiamento
positivo, ma cerca solo il proprio interesse. Non ha
timore del giudizio di Dio e non ha rispetto per il
prossimo. L’altro personaggio è una vedova, una
persona in una situazione di debolezza. Nella Bibbia, la
vedova e l’orfano sono le categorie più bisognose,
perché indifese e senza mezzi. La vedova va dal giudice
e gli chiede giustizia. Le sue possibilità di essere
ascoltata sono quasi nulle, perché il giudice la
disprezza ed ella non può fare nessuna pressione su di
lui. Non può nemmeno appellarsi a principi religiosi,
poiché il giudice non teme Dio. Perciò questa vedova
sembra priva di ogni possibilità. Ma lei insiste,
chiede senza stancarsi, è importuna, e così alla fine
riesce ad ottenere dal giudice il risultato. A questo
punto Gesù fa una riflessione, usando l’argomento a
fortiori: se un giudice disonesto alla fine si
lascia convincere dalla preghiera di una vedova, quanto
più Dio, che è buono, esaudirà chi lo prega. Dio
infatti è la generosità in persona, è misericordioso,
e quindi è sempre disposto ad ascoltare le preghiere.
Pertanto, non dobbiamo mai disperare, ma insistere
sempre nella preghiera.
La
conclusione del brano evangelico parla della fede: «Il
Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede
sulla terra?» (Lc 18,8). E’ una domanda che
vuole suscitare un aumento di fede da parte nostra. E’
chiaro infatti che la preghiera dev’essere espressione
di fede, altrimenti non è vera preghiera. Se uno non
crede nella bontà di Dio, non può pregare in modo
veramente adeguato. La fede è essenziale come base
dell’atteggiamento della preghiera. E’ quanto hanno
fatto i sei nuovi Santi che oggi vengono proposti alla
venerazione della Chiesa universale: Stanisław Sołtys,
André Bessette, Cándida María de Jesús Cipitria y
Barriola, Mary of the Cross MacKillop, Giulia Salzano e
Battista Camilla Varano.
Święty
Stanisław Kazimierczyk, zakonnik z XV wieku, i dla
nas może być przykładem i orędownikiem.
Całe Jego życie było związane z
Eucharystią. Najpierw przez kościół Bożego
Ciała na Kazimierzu w dzisiejszym Krakowie, gdzie u
boku matki i ojca uczył się wiary i pobożności;
gdzie złożył śluby zakonne u Kanoników
Regularnych; gdzie pracował jako kapłan,
wychowawca, opiekun potrzebujących. Przede
wszystkim jednak był związany z Eucharystią
przez żarliwą miłość do
Chrystusa obecnego pod postaciami chleba i wina; przez
przeżywanie tajemnicy Jego śmierci i
zmartwychwstania, która w sposób bezkrwawy dokonuje się
we Mszy św.; przez praktykę miłości
bliźniego, której źródłem i znakiem
jest Komunia.
[San
Stanisław Kazimierczyk, religioso del XV secolo, può
essere anche per noi esempio e intercessore. Tutta la
sua vita era legata all’Eucaristia. Anzitutto nella
chiesa del Corpus Domini in Kazimierz, nell’odierna
Cracovia, dove, accanto alla madre e al padre, imparò
la fede e la pietà; dove emise i voti religiosi presso
i Canonici Regolari; dove lavorò come sacerdote,
educatore, attento alla cura dei bisognosi. In modo
particolare, però, era legato all’Eucaristia
attraverso l’ardente amore per Cristo presente sotto
le specie del pane e del vino; vivendo il mistero della
morte e della risurrezione, che in modo incruento si
compie nella Santa Messa; attraverso la pratica
dell’amore al prossimo, del quale fonte e segno è la
Comunione.]
Frère
André Bessette, originaire du Québec, au Canada, et
religieux de la Congrégation de la Sainte-Croix, connut
très tôt la souffrance et la pauvreté. Elles l’ont
conduit à recourir à Dieu par la prière et une vie
intérieure intense. Portier du collège Notre Dame à
Montréal, il manifesta une charité sans bornes et s’efforça
de soulager les détresses de ceux qui venaient se
confier à lui. Très peu instruit, il a pourtant
compris où se situait l’essentiel de sa foi. Pour
lui, croire signifie se soumettre librement et par amour
à la volonté divine. Tout habité par le mystère de Jésus,
il a vécu la béatitude des cœurs purs, celle de la
rectitude personnelle. C’est grâce à cette simplicité
qu’il a permis à beaucoup de voir Dieu. Il fit
construire l’Oratoire Saint Joseph du Mont Royal dont
il demeura le gardien fidèle jusqu’à sa mort en
1937. Il y fut le témoin d’innombrables guérisons et
conversions. «Ne cherchez pas à vous faire enlever
les épreuves» disait-il, «demandez plutôt
la grâce de bien les supporter». Pour lui, tout
parlait de Dieu et de sa présence. Puissions-nous, à
sa suite, rechercher Dieu avec simplicité pour le découvrir
toujours présent au cœur de notre vie ! Puisse l’exemple
du Frère André inspirer la vie chrétienne canadienne
!
Cuando
el Hijo del Hombre vendrá para hacer justicia a los
elegidos, ¿encontrará esta fe en la tierra? (cf. Lc
18,18). Hoy podemos decir que sí, con alivio y firmeza,
al contemplar figuras como la Madre Cándida María de
Jesús Cipitria y Barriola. Aquella muchacha de origen
sencillo, con un corazón en el que Dios puso su sello y
que la llevaría muy pronto, con la guía de sus
directores espirituales jesuitas, a tomar la firme
resolución de vivir «sólo para Dios». Decisión
mantenida fielmente, como ella misma recuerda cuando
estaba a punto de morir. Vivió para Dios y para lo que
Él más quiere: llegar a todos, llevarles a todos la
esperanza que no vacila, y especialmente a quienes más
lo necesitan. «Donde no hay lugar para los pobres,
tampoco lo hay para mí», decía la nueva Santa, que
con escasos medios contagió a otras Hermanas para
seguir a Jesús y dedicarse a la educación y promoción
de la mujer. Nacieron así las Hijas de Jesús, que hoy
tienen en su Fundadora un modelo de vida muy alto que
imitar, y una misión apasionante que proseguir en los
numerosos países donde ha llegado el espíritu y los
anhelos de apostolado de la Madre Cándida.
"Remember
who your teachers were – from these you can learn the
wisdom that leads to salvation through faith in Christ
Jesus." For many years countless young people
throughout Australia have been blessed with teachers who
were inspired by the courageous and saintly example of
zeal, perseverance and prayer of Mother Mary McKillop.
She dedicated herself as a young woman to the education
of the poor in the difficult and demanding terrain of
rural Australia, inspiring other women to join her in
the first women’s community of religious sisters of
that country. She attended to the needs of each young
person entrusted to her, without regard for station or
wealth, providing both intellectual and spiritual
formation. Despite many challenges, her prayers to Saint
Joseph and her unflagging devotion to the Sacred Heart
of Jesus, to whom she dedicated her new congregation,
gave this holy woman the graces needed to remain
faithful to God and to the Church. Through her
intercession, may her followers today continue to serve
God and the Church with faith and humility!
Nella
seconda metà del secolo XIX, in Campania, nel sud
dell’Italia, il Signore chiamò una giovane maestra
elementare, Giulia Salzano, e ne fece un’apostola
dell’educazione cristiana, fondatrice della
Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore di
Gesù. Madre Giulia comprese bene l’importanza della
catechesi nella Chiesa, e, unendo la preparazione
pedagogica al fervore spirituale, si dedicò ad essa con
generosità e intelligenza, contribuendo alla formazione
di persone di ogni età e ceto sociale. Ripeteva alle
sue consorelle che desiderava fare catechismo fino
all’ultima ora della sua vita, dimostrando con tutta
se stessa che se "Dio ci ha creati per conoscerLo,
amarLo e servirLo in questa vita", nulla bisognava
anteporre a questo compito. L’esempio e
l’intercessione di santa Giulia Salzano sostengano la
Chiesa nel suo perenne compito di annunciare Cristo e di
formare autentiche coscienze cristiane.
Santa
Battista Camilla Varano, monaca clarissa del XV secolo,
testimoniò fino in fondo il senso evangelico della
vita, specialmente perseverando nella preghiera. Entrata
a 23 anni nel monastero di Urbino, si inserì da
protagonista in quel vasto movimento di riforma della
spiritualità femminile francescana che intendeva
recuperare pienamente il carisma di santa Chiara
d’Assisi. Promosse nuove fondazioni monastiche a
Camerino, dove più volte fu eletta abbadessa, a Fermo e
a San Severino. La vita di santa Battista, totalmente
immersa nelle profondità divine, fu un’ascesa
costante nella via della perfezione, con un eroico amore
verso Dio e il prossimo. Fu segnata da grandi sofferenze
e mistiche consolazioni; aveva deciso infatti, come
scrive lei stessa, di "entrare nel Sacratissimo
Cuore di Gesù e di annegare nell’oceano delle sue
acerbissime sofferenze". In un tempo in cui la
Chiesa pativa un rilassamento dei costumi, ella percorse
con decisione la strada della penitenza e della
preghiera, animata dall’ardente desiderio di
rinnovamento del Corpo mistico di Cristo.
Cari
fratelli e sorelle, rendiamo grazie al Signore per il
dono della santità, che risplende nella Chiesa e oggi
traspare sul volto di questi nostri fratelli e sorelle.
Gesù invita anche ciascuno di noi a seguirlo per avere
in eredità la vita eterna. Lasciamoci attrarre da
questi esempi luminosi, lasciamoci guidare dai loro
insegnamenti, perché la nostra esistenza sia un cantico
di lode a Dio. Ci ottengano questa grazia la Vergine
Maria e l’intercessione dei sei nuovi Santi che oggi
con gioia veneriamo. Amen.
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