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ATTO DI
VENERAZIONE A MARIA (8 DICEMBRE 2011) |
Radio
Vaticana, 9 dicembre 2011
Omaggio
all'Immacolata. Il Papa: Chiesa perseguitata, ma l'unica
minaccia che deve temere è il peccato dei suoi membri.
Crisi: prevalga la speranza
◊
Maria è un inno alla vita e sostiene la nostra speranza,
in un momento difficile per l’Italia e il mondo: così
il Papa ieri pomeriggio in Piazza di Spagna, a Roma, per
il tradizionale atto di venerazione all’Immacolata. Nel
suo discorso, Benedetto XVI ha sottolineato come in ogni
tempo, nel mondo, la Chiesa soffra le persecuzioni, ma
risulti vincitrice grazie alla forza di Dio. Ad accogliere
il Santo Padre in Piazza di Spagna, c’erano tra gli
altri il cardinale vicario, Agostino Vallini, ed il
sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il servizio di Isabella
Piro:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Piazza di Spagna, “una delle piazze più belle di
Roma” l’ha definita il Papa, è affollata di fedeli
scaldati da un sole che sembra di primavera. A tutti loro
Benedetto XVI parla di Maria Immacolata, la “piena di
grazia”, ricolma dell’amore di Dio. Maria, concepita
senza peccato originale, assunta in anima e corpo in
cielo, dice il Papa, rappresenta la vittoria sul peccato e
sulla morte:
“Anche tutta la sua vita terrena è stata una
vittoria sulla morte, perché spesa interamente al
servizio di Dio, nell’oblazione piena di sé a Lui e al
prossimo. Per questo Maria è in se stessa un inno alla
vita: è la creatura in cui si è già realizzata la
parola di Cristo: 'Io sono venuto perché abbiano la vita,
e l’abbiano in abbondanza' (Gv 10,10)".
Una donna vestita di sole con una corona di dodici
stelle sul capo: così la Madonna è descritta
nell’Apocalisse. Ma questa immagine, sottolinea
Benedetto XVI, ha anche un altro significato:
“Oltre a rappresentare la Madonna, questo segno
impersona la Chiesa, la comunità cristiana di tutti i
tempi. Essa è incinta, nel senso che porta nel suo seno
Cristo e lo deve partorire al mondo: ecco il travaglio
della Chiesa pellegrina sulla terra, che in mezzo alle
consolazioni di Dio e alle persecuzioni del mondo deve
portare Gesù agli uomini”.
La Chiesa che porta Gesù incontra l’opposizione di
“feroci avversari”, afferma il Papa, ma in ogni epoca
essa viene “sostenuta dalla luce e dalla forza di
Dio”:
“E così in ogni tribolazione, attraverso tutte le
prove che incontra nel corso dei tempi e nelle diverse
parti del mondo, la Chiesa soffre persecuzione, ma risulta
vincitrice. E proprio in questo modo la Comunità
cristiana è la presenza, la garanzia dell’amore di Dio
contro tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo”.
Ma c’è un’insidia, l’unica di cui la Chiesa
“può e deve aver timore”, mette in guardia il Santo
Padre: è il peccato dei suoi membri, i nostri peccati:
“Per questo il Popolo di Dio, peregrinante nel
tempo, si rivolge alla sua Madre celeste e domanda il suo
aiuto; lo domanda perché Ella accompagni il cammino di
fede, perché incoraggi l’impegno di vita cristiana e
perché dia sostengo alla speranza. Ne abbiamo bisogno,
soprattutto in questo momento così difficile per
l’Italia, per l’Europa, per varie parti del mondo”.
La preghiera, allora, conclude il Papa, si leva a Maria
per chiedere la speranza:
“Maria ci aiuti a vedere che c’è una luce al di
là della coltre di nebbia che sembra avvolgere la realtà”.
Al termine del suo discorso, Benedetto XVI ha offerto
un cesto di rose bianche all’Immacolata, simbolo della
purezza.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Solennità
dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Giovedì, 8 dicembre 2011
Cari
fratelli e sorelle!
La grande
festa di Maria Immacolata ci invita ogni anno a ritrovarci
qui, in una delle piazze più belle di Roma, per rendere
omaggio a Lei, alla Madre di Cristo e Madre nostra. Con
affetto saluto tutti voi qui presenti, come pure quanti
sono uniti a noi mediante la radio e la televisione. E vi
ringrazio per la vostra corale partecipazione a questo mio
atto di preghiera.
Sulla
sommità della colonna a cui facciamo corona, Maria è
raffigurata da una statua che in parte richiama il passo
dell’Apocalisse appena proclamato: “Un segno grandioso
apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna
sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici
stelle” (Ap 12,1). Qual è il significato di
questa immagine? Essa rappresenta nello stesso tempo la
Madonna e la Chiesa.
Anzitutto
la “donna” dell’Apocalisse è Maria stessa. Ella
appare “vestita di sole”, cioè vestita di Dio: la
Vergine Maria infatti è tutta circondata dalla luce di
Dio e vive in Dio. Questo simbolo della veste luminosa
chiaramente esprime una condizione che riguarda tutto
l’essere di Maria: Lei è la “piena di grazia”,
ricolma dell’amore di Dio. E “Dio è luce”, dice
ancora san Giovanni (1 Gv 1,5). Ecco allora che
la “piena di grazia”, l’“Immacolata” riflette
con tutta la sua persona la luce del “sole” che è
Dio.
Questa
donna tiene sotto i suoi piedi la luna, simbolo della
morte e della mortalità. Maria, infatti, è pienamente
associata alla vittoria di Gesù Cristo, suo Figlio, sul
peccato e sulla morte; è libera da qualsiasi ombra di
morte e totalmente ricolma di vita. Come la morte non ha
più alcun potere su Gesù risorto (cfr Rm 6,9),
così, per una grazia e un privilegio singolare di Dio
Onnipotente, Maria l’ha lasciata dietro di sé, l’ha
superata. E questo si manifesta nei due grandi misteri
della sua esistenza: all’inizio, l’essere stata
concepita senza peccato originale, che è il mistero che
celebriamo oggi; e, alla fine, l’essere stata assunta in
anima e corpo nel Cielo, nella gloria di Dio. Ma anche
tutta la sua vita terrena è stata una vittoria sulla
morte, perché spesa interamente al servizio di Dio,
nell’oblazione piena di sé a Lui e al prossimo. Per
questo Maria è in se stessa un inno alla vita: è la
creatura in cui si è già realizzata la parola di Cristo:
“Io sono venuto perché abbiano la vita, e l’abbiano
in abbondanza” (Gv 10,10).
Nella
visione dell’Apocalisse c’è un altro particolare: sul
capo della donna vestita di sole c’è “una corona di
dodici stelle”. Questo segno rappresenta le dodici tribù
d’Israele e significa che la Vergine Maria è al centro
del Popolo di Dio, di tutta la comunione dei santi. E così
questa immagine della corona di dodici stelle ci introduce
alla seconda grande interpretazione del segno celeste
della “donna vestita di sole”: oltre a rappresentare
la Madonna, questo segno impersona la Chiesa, la comunità
cristiana di tutti i tempi. Essa è incinta, nel senso che
porta nel suo seno Cristo e lo deve partorire al mondo:
ecco il travaglio della Chiesa pellegrina sulla terra, che
in mezzo alle consolazioni di Dio e alle persecuzioni del
mondo deve portare Gesù agli uomini.
E’
proprio per questo, perché porta Gesù, che la Chiesa
incontra l’opposizione di un feroce avversario,
rappresentato nella visione apocalittica da “un enorme
drago rosso” (Ap 12,3). Questo dragone ha
cercato invano di divorare Gesù – il “figlio maschio,
destinato a governare tutte le nazioni” (12,5) –,
invano perché Gesù, attraverso la sua morte e
risurrezione, è salito verso Dio e si è assiso sul suo
trono. Perciò il dragone, sconfitto una volta per sempre
nel cielo, rivolge i suoi attacchi contro la donna – la
Chiesa – nel deserto del mondo. Ma in ogni epoca la
Chiesa viene sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio,
che la nutre nel deserto con il pane della sua Parola e
della santa Eucaristia. E così in ogni tribolazione,
attraverso tutte le prove che incontra nel corso dei tempi
e nelle diverse parti del mondo, la Chiesa soffre
persecuzione, ma risulta vincitrice. E proprio in questo
modo la Comunità cristiana è la presenza, la garanzia
dell’amore di Dio contro tutte le ideologie dell’odio
e dell’egoismo.
L’unica
insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il
peccato dei suoi membri. Mentre infatti Maria è
Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa
è santa, ma al tempo stesso segnata dai nostri peccati.
Per questo il Popolo di Dio, peregrinante nel tempo, si
rivolge alla sua Madre celeste e domanda il suo aiuto; lo
domanda perché Ella accompagni il cammino di fede, perché
incoraggi l’impegno di vita cristiana e perché dia
sostegno alla speranza. Ne abbiamo bisogno, soprattutto in
questo momento così difficile per l’Italia, per
l’Europa, per varie parti del mondo. Maria ci aiuti a
vedere che c’è una luce al di là della coltre di
nebbia che sembra avvolgere la realtà. Per questo anche
noi, specialmente in questa ricorrenza, non cessiamo di
chiedere con fiducia filiale il suo aiuto: “O Maria,
concepita senza peccato, prega per noi che a te
ricorriamo”. Ora pro nobis, intercede pro nobis ad
Dominum Iesum Christum!
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