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UDIENZA AI GIOVANI DELL'ACR (21 DICEMBRE 2006)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Fonte, Radio Vaticana, 22 dicembre 2006

IL NATALE CI INVITA A RICONOSCERE IL BAMBINO GESU’ IN TUTTI I BAMBINI, GIOIA DELLA CHIESA E SPERANZA DEL MONDO: COSI’, BENEDETTO XVI NELL’UDIENZA DI STAMANI AI GIOVANI DELL’AZIONE CATTOLICA RAGAZZI  

A Natale, siamo invitati a riconoscere il Bambino Gesù in tutti i bambini del mondo: è la riflessione offerta da Benedetto XVI ai giovani dell’ACR, l’Azione Cattolica Ragazzi, ricevuti stamani in udienza in Vaticano. Il Papa ha sottolineato che il Natale è il grande “mistero della Verità e della Bellezza di Dio che viene in mezzo a noi”. Ad accompagnare i giovani di ACR c’erano l’assistente generale, mons. Francesco Lambiasi, ed il presidente dell’associazione, il prof. Luigi Alici. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

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Testimoniate che Gesù non toglie nulla alla vostra gioia, ma vi rende più umani, più veri e più belli: è l’esortazione di Benedetto XVI ai giovani dell’ACR, l’Azione Cattolica Ragazzi, invitati dal Papa ad essere “amici di Gesù”, a farlo conoscere sempre più “nelle città, nelle parrocchie e nelle famiglie”. La nascita di Gesù, ha sottolineato, “non è una fiaba”, ma “una storia realmente accaduta, avvenuta a Betlemme duemila anni fa”. E’ “il mistero della Verità e della Bellezza di Dio che viene in mezzo a noi per la salvezza di tutti”. Si è così soffermato sul significato più profondo del Natale:  

“Insieme a tanti papà e mamme che si affaticano ogni giorno affrontando continui sacrifici, assieme ai piccoli, ai malati, ai poveri facciamo festa, perché con la nascita di Gesù il Padre celeste ha risposto al desiderio di verità, di perdono e di pace del nostro cuore. E ha risposto con un amore così grande da sorprenderci: nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo, se Gesù non ce lo avesse rivelato!”  

Proprio “nel volto del piccolo Gesù”, è stata la riflessione del Papa, “contempliamo il volto di Dio che non si rivela nella forza o nella potenza, ma nella debolezza e nella fragile costituzione di un bambino”. Avvolto in fasce e posto nella mangiatoia “con materna attenzione dalla Madre”, ha proseguito il Pontefice, questo Bambino divino “rivela tutta la bontà e l’infinita bellezza di Dio”. Mostra la fedeltà e la tenerezza dell’amore sconfinato con cui Dio circonda ciascuno di noi. Per questo facciamo festa a Natale”. Benedetto XVI ha così rivolto il pensiero allo stupore che si prova di fronte alla nascita di ogni bambino:  

“Lo stupore che proviamo davanti all’incanto del Natale si riflette in qualche misura nella meraviglia di ogni nascita e ci invita a riconoscere il Bambino Gesù in tutti i bambini, che sono la gioia della Chiesa e la speranza del mondo”.  

Il Neonato che viene al mondo a Betlemme, ha detto ancora, “è lo stesso Gesù che camminava per le strade della Galilea e che ha donato la vita per noi sulla Croce” e che, dopo la sua ascesa al Cielo, “continua a guidare la sua Chiesa con la forza del suo Spirito”. Questa, ha concluso il Papa, “è la verità bella e grande della nostra fede cristiana!”.  

(Cori)  

L’udienza si è svolta in un clima particolarmente festoso. Prima del discorso del Santo Padre, una bambina ha manifestato i propositi dei giovani dell’ACR per questo Natale:  

“Vorremmo dire a tutti che essere artefici di pace è il dono più bello, che sogniamo per questo Natale. Ti chiediamo di benedire questi nostri propositi e di accompagnarci con il tuo sorriso, la tua benedizione ed il tuo affetto. Padre Santo noi ragazzi dell’ACR, ti diciamo con forza Buon Natale, Benedetto!”  

(Applausi)

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