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UDIENZA
AGLI ADDETTI ALL'ANTICAMERA PONTIFICIA (5 GENNAIO
2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
5 gennaio 2006
COME
MARIA PRESENTO’ GESU’ AI MAGI COSI’ CONTINUA AD
OFFRIRLO ALL’UMANITA’: E’ LA RIFLESSIONE DI
BENEDETTO XVI ALLA VIGILIA DELLA SOLENNITA’
DELL’EPIFANIA, NELL’UDIENZA DI STAMANI AGLI ADDETTI
DELL’ANTICAMERA PONTIFICIA
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L’Epifania
vissuta attraverso gli occhi di Maria: nella vigilia
della Solennità della Manifestazione del Signore,
Benedetto XVI ha messo l’accento sul dono che la
Vergine continua a presentare oggi al mondo come
duemila anni fa ai Re Magi. L’occasione è stata
offerta dall’udienza agli Addetti
dell’Anticamera pontificia, che prestano il loro
prezioso servizio durante gli incontri del Papa con
le autorità politiche e gli ambasciatori
accreditati presso la Santa Sede. Sull’incontro
tenutosi in Sala Clementina, ci riferisce Alessandro
Gisotti:
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Alla
vigilia della Solennità dell’Epifania, Benedetto XVI ha
rivolto il pensiero a Maria. La Madre, ha detto il Papa,
“presenta il Bambino Gesù ai Magi venuti da lontano per
adorarlo”. E così fa ancora oggi, continuando “ad
offrirlo all’uma-nità”:
“Accogliamolo
dalle sue mani: Cristo colma le attese più profonde del
nostro cuore e dà senso pieno ad ogni nostro progetto e
azione. Sia Egli presente nelle famiglie e regni
dappertutto con la potenza del suo amore”.
La
materna intercessione di Maria, ha detto ancora, ci
permetta “di sperimentare ogni giorno di più la
comunione profonda” con il Signore, “comunione che
inizia sulla terra e giungerà alla sua pienezza nel
cielo, dove, come ricorda san Paolo, saremo concittadini
dei santi e familiari di Dio”. Benedetto XVI si è
dunque soffermato sul servizio che gli Addetti di
Anticamera prestano al Papa in occasione di ricevimenti
ufficiali. Il ringraziamento del Pontefice è stato
corredato da una riflessione sullo spirito che deve sempre
animare chi serve Gesù Cristo:
“Il
vostro servizio comporta anche un impegno assiduo di
testimonianza verso Colui che è il vero Signore e Padrone
di casa: Gesù Cristo. Ciò richiede che si intrattenga
con Lui un dialogo costante nella preghiera, che si cresca
nella sua amicizia e intimità, pronti a testimoniare il
suo amore accogliente con chiunque si incontra”.
Questo
servizio, ha aggiunto, può diventare “un’occasione
per trasmettere con la cortesia e la cordialità la gioia
di essere discepoli di Cristo in ogni situazione e in
tutti i momenti della nostra vita”. D’altro canto, il
Pontefice non ha mancato di sottolineare l’importanza di
chi collabora in vario modo con il Successore di Pietro:
“Cambiano
i tempi, mutano le usanze e i costumi, resta però
invariato lo spirito con cui ognuno è chiamato ad operare
accanto a colui che la Provvidenza divina chiama a reggere
la Chiesa universale. Poiché questa casa, la Casa
Pontificia, è casa di tutti i credenti, tocca anche a
voi, cari Addetti di Anticamera, renderla sempre
accogliente a chiunque viene ad incontrare il Papa”.
Sulle
origini di questo organismo della Famiglia Pontificia si
hanno poche notizie. Gli storici concordano
nell’affermare che gli Addetti di Anticamera esistevano
già nell’anno 1592 sotto il Pontificato di Papa
Clemente VIII con il nome di “Cavalieri della
Bussola”. Con il motu proprio Pontificalis Domus di
Paolo VI, nel marzo del 1968, i Bussolanti sono
stati denominati Addetti di Anticamera.
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DISCORSO
DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
amici,
questo
nostro incontro si svolge nel clima suggestivo del tempo
natalizio, all’inizio del 2006, ed è occasione quanto
mai propizia per porgere a ciascuno di voi i migliori
auguri di un sereno e proficuo anno nuovo. Vi saluto
cordialmente e sono lieto di ricevervi in questa speciale
udienza. Posso dire che voi qui siete di casa ed io vi
sono sinceramente grato per il servizio d’onore che
prestate, non senza qualche sacrificio perché è
richiesta una costante disponibilità, nelle udienze,
nelle cerimonie e nei ricevimenti ufficiali, quando il
Papa incontra Capi di Stato, Primi Ministri e Ambasciatori
accreditati presso la Santa Sede. Ho voluto riservare a
voi questo incontro per dirvi che apprezzo la premura e la
cordialità con le quali espletate la vostra singolare
funzione. In questi primi mesi del mio Pontificato ho
potuto sperimentare ancor più da vicino e in maniera
diretta lo spirito che anima voi e quanti lavorano
nell’anticamera pontificia. So pure della devozione che
nutrite per il Successore di Pietro e anche di ciò vi
ringrazio. Iddio vi renda merito. Un saluto particolare
vorrei indirizzare alle vostre gentili consorti, che oggi
vi accompagnano, come pure a quanti hanno voluto essere
presenti a questa nostra riunione, che potremmo ben dire
di famiglia.
Il vostro
benemerito Collegio, coordinato dal Decano, è alle
dipendenze della Prefettura della Casa Pontificia ed ha
secoli di storia alle sue spalle. Cambiano i tempi, mutano
le usanze e i costumi, resta però invariato lo spirito
con cui ognuno è chiamato ad operare accanto a colui che
la Provvidenza divina chiama a reggere la Chiesa
universale. Poiché questa casa, la Casa Pontificia, è
casa di tutti i credenti, tocca anche a voi, cari Addetti
di Anticamera, renderla sempre accogliente a chiunque
viene ad incontrare il Papa.
Carissimi,
il vostro servizio comporta anche un impegno assiduo di
testimonianza verso Colui che è il vero Signore e Padrone
di casa: Gesù Cristo. Ciò richiede che si intrattenga
con Lui un dialogo costante nella preghiera, che si cresca
nella sua amicizia e intimità, pronti a testimoniare il
suo amore accogliente con chiunque si incontra. Se questo
è lo spirito con cui svolgete le vostre mansioni - e sono
certo che è così per voi tutti - allora esse possono
diventare un singolare apostolato, un’occasione per
trasmettere con la cortesia e la cordialità la gioia di
essere discepoli di Cristo in ogni situazione e in tutti i
momenti della nostra vita.
Celebreremo
domani la solennità dell’Epifania e il mio pensiero va
a Maria, che presenta il Bambino Gesù ai Magi venuti da
lontano per adorarlo. Come presentò Gesù ai Magi, così
la Vergine continua ad offrirlo all’umanità.
Accogliamolo dalle sue mani: Cristo colma le attese più
profonde del nostro cuore e dà senso pieno ad ogni nostro
progetto e azione. Sia Egli presente nelle famiglie e
regni dappertutto con la potenza del suo amore. La materna
intercessione di Maria vi ottenga di sperimentare ogni
giorno di più la comunione profonda con Lui, comunione
che inizia sulla terra e giungerà alla sua pienezza nel
cielo, dove, come ricorda san Paolo, saremo
"concittadini dei santi e familiari di Dio" (Ef
2,19). Da parte mia desidero assicurarvi un ricordo nella
preghiera, perché il Signore vi accompagni lungo tutto
l’anno appena iniziato, benedica le vostre famiglie e
renda feconde di bene le vostre attività. Con tali
sentimenti, di cuore vi imparto una speciale Benedizione
Apostolica, che volentieri estendo a tutte le persone a
voi care.
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