Fotio,
il Patriarca di Costantinopoli, poco dopo il
concilio nel quale aveva invano pronunciato la
sentenza di deposizione contro Papa Niccolò I,
venne scacciato dal patriarcato dal nuovo
imperatore di Bisanzio, Basilio il Macedone, che
gli preferì il rivale Ignazio. Il Quarto concilio
di Costantinopoli (chiamato dai latini Ottavo
concilio ecumenico) venne convocato per
decidere su questa questione. In questa occasione
Adriano venne rappresentato da dei legati, che
presiedettero alla condanna di Fotio come eretico,
ma non riuscirono a giungere ad un accordo con
Ignazio sulla questione della giurisdizione sulla
chiesa bulgara.
Come
il suo predecessore Niccolò I, Adriano II fu
costretto a sottomettersi per le questioni
temporali, all'interferenza dell'Imperatore,
Lodovico II, che lo pose sotto la sorveglianza di
Arsenio, Vescovo di Orta, suo consigliere
personale, e del figlio di Arsenio, Anastasio il
Bibliotecario.
Adriano
era stato sposato in gioventù, e la moglie e la
figlia erano ancora in vita al momento della sua
elezione. Esse vennero fatte assassinare dal
fratello di Anastasio, Eleuterio. Adriano
morì nell'872 dopo un pontificato di 5 anni.
Fonte:
Cronologia
Romano di nascita, già candidato nel precedente conclave, Adriano II
fu eletto pontefice il 14 dicembre 867 quando era arcidiacono e cardinale
in San Marco ed ormai in età avanzata. La sua elezione avvenne all'unanimità nonostante i molteplici contrasti
che dividevano il clero, in particolar modo tra i sostenitori delle tesi filo-imperiali
e gli autonomisti seguaci della linea politica percorsa da San Niccolò
I Magno, forse proprio perchè uomo mite, indulgente e caritatevole,
infatti una delle prime cose che fece, fu quello di un'amnistia generale nei
confronti degli scomunicati, tra di essi due nomi allora molto conosciuti
per le loro costumanze: Zaccaria già vescovo di Anagni e Teutgardo
di Trevbiri .
Così come riabilitò Arsenio vescovo di Orte, da lui stesso relegato
a dimora coatta il 12 ottobre 868 per essere stato in combutta con il nipote
Eleuterio il quale, fallito il tentativo di prendere in sposa la figlia del
pontefice, già promessa ad un altro nobile romano, la fece rapire assieme
alla madre, per portarle nel proprio palazzo con l'intendo di sedurla ma sentitosi
ancora rifiutato uccise entrambe.
Sul piano politico fu praticamente trascurato da tutti gli imperiali non intervennero
mai nè in sua difesa nè in difesa di Roma non solo nel rapimento
e nella morte della figlia e della moglie ma nemmeno quando Lamberto duca
di Spoleto saccheggiò la città confiscando quasi tutto.
I rapporti con la casa imperiale si complicarono ulteriormente con la morte
di Lotario II, avvenuta a Piacenza l' 8 agosto 869.Lotario II non avendo figli
avrebbe dovuto lasciare l'impero al fratello Ludovico II ma, la lotaringia
fu presa dallo zio Carlo il Calvo che si fece incoronare re a Metz da
Incmaro,
vescovo di Reims il 9 settembre 869 mentre le terre orientali dal Reno fino
ad Utrecht passarono all'altro zio Ludovico il Germanico.
A Ludovico II rimase la penisola italica e qualche altra concessione da parte
di Carlo il Calvo.
Non meglio andarono i rapporti con la Chiesa e l'impero d'oriente di Basilio
I, nonostante le decisioni adottate alla fine dell' ottavo concilio ecumenico
( già convocato a Costantinopoli da San Nicolò I) che si svolse
dal 15 ottobre 869 al 28 febbraio 871 e dal quale scaturì la condanna
delle dottrine di Fozio, patriarca di Bisanzio , la sua scomunica e quella
di tutti i vescovi da lui consacrati ed il ripristino delle funzioni all'urpato
Ignazio. Infatti non appena terminato il concilio la questione fu riaperta
dai delegati bulgari i quali chiesero ed ottennero, con il consenso di Basilio
I , l' autonomia della Chiesa di Bulgaria di poter scegliere se appartenere
alla Chiesa Orientale di Costantinopoli o a Roma; la conferenza dei patriarche
orientali stabilì l'appartenenza alla chiesa di Bisanzio, cosi' Ignazio
consacrò un arcivescovo per la provincia bulgara che si recò
inquelle terre seguito da un notevole numero di preti greci scacciando i missionari
latini.
I legati pontifici riuscirono a scappare a malapena e a salvare le obbedienze
sottoscritte dai greci, prova del tradimento di Bisanzio. Adriano II riuscì solo a minacciare la scomunica di Ignazio perchè
il 14 dicembre 872 fu sepolto in San Pietro.