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Fonte:
Wikipedia
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Adriano
VI, nato Adriaan
Florenszoon Boeyens (Utrecht, 2
marzo 1459
- Roma, 14
settembre 1523),
fu Papa
dal 1522
alla sua morte. Alcuni testi riportano il suo nome come
Adrian, Adriaan Florisz, A. Florisz Boeyens, A. Florens o
altre combinazioni. Florens o Florisz
significa Floriszoon ("figlio di
Floris").
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Nacque
a Utrecht
e studiò presso i Fratelli
della vita comune, a Zwolle
o a Deventer.
A Lovanio
studiò filosofia, teologia
e diritto
canonico, diventando dottore in teologia nel 1491, diacono
di San Pietro e vice-cancelliere dell'università.
Nel 1507
venne nominato tutore del futuro imperatore Carlo
V, che all'epoca aveva solo sette anni. Venne inviato
in Spagna
nel 1515
in missione diplomatica; Carlo gli assicurò la
successione alla sede di Tortosa,
e il 14
novembre 1516
lo nominò inquisitore generale d'Aragona.
Mentre
Carlo era minorenne, Adriano venne associato con il
cardinale Jimenes nel governare la Spagna. Dopo la morte
di quest'ultimo, Adriano venne nominato, il 14
marzo 1518,
Generale delle inquisizioni riunite di Castiglia
e Aragona, ruolo nel quale agì fino alla partenza da Tarragona
alla volta di Roma,
il 4
agosto 1522:
egli fu, comunque, troppo debole e confidente per gestire
gli abusi che Jimenes era invece stato in grado di
controllare.
Quando
Carlo partì per i Paesi
Bassi, nel 1520,
rese Adriano reggente di Spagna: e come tale dovette
afrontare una grave rivolta. Nel 1517 Papa
Leone X lo aveva nominato sacerdote cardinale di San
Giovanni e Paolo.
Il 9
gennaio 1522
venne eletto Papa praticamente all'unanimità. Incoronato
a San Pietro il 31
agosto, all'età di sessantatré anni, si avviò sul
cammino solitario del riformatore. Il suo programma era
quello di attaccare uno alla volta tutti i più noti
abusi; ma nel suo tentativo di migliorare il sistema di
concessione delle indulgenze, venne ostacolato dai suoi
cardinali; e ridurre il numero delle dispense matrimoniali
era impossibile, perché le entrate erano state incamerate
con anni di anticipo da Leone X.
Gli
italiani videro in lui un pedante professore straniero,
cieco di fronte alla bellezza dell'antichità classica,
che riduceva molto gli stipendi dei grandi artisti.
Musicisti come Carpentras,
il compositore e cantante da Avignone
che era maestro di cappella sotto Leone X, lasciò Roma in
quel periodo, a causa dell'indifferenza di Adriano, se non
all'aperta ostilità, nei confronti dell'arte. Gli
standard musicali al Vaticano declinarono
significativamente durante il suo pontificato. Anche come
uomo di pace tra i principi cristiani, che sperava di
unire in una guerra protettiva contro la Turchia, fu un
fallimento: nell'agosto 1523
fu apertamente costretto ad allearsi con Sacro
Romano Impero, Inghilterra, Repubblica
di Venezia, ecc., contro la Francia;
nel frattemmpo, nel 1522, il sultano Suleiman
I aveva conquistato Rodi.
Nella
gestione delle prime fasi della rivolta protestante
in Germania,
Adriano non riconobbe completamente la gravità della
situazione. Durante una dieta che si tenne nel dicembre 1522
a Norimberga,
venne rappresentato dal Chieregati, le cui istruzioni
contenevano la franca ammissione che il disordine della
Chiesa scaturiva dalla Curia
stessa, e che proprio da li la riforma doveva iniziare.
Comunque, l'ex professore ed inquisitore generale, era
fermamente opposto a cambiamenti nella dottrina, e
richiese che lutero
venisse punito per eresia.
La
dichiarazione, in una delle sue opere, che il Papa può
sbagliare nelle questioni di fede (haeresim per suam
determinationem aut Decretalem assurondo) ha attratto
delle attenzioni. I cattolici sostengono che si tratta
solo di un'opinione personale, non di un'affermazione ex
cathedra, e quindi non è in conflitto con il dogma
dell'infallibilità
papale, mentre altri sostengono che il concetto di
"ex cathedra" venne inventato solo nel XIX
secolo. Adriano morì il 14
settembre 1523,
alla fine di un pontificato troppo breve per essere
efficace.
Adriano
VI fu l'ultimo Papa non italiano fino all'elezione di Papa
Giovanni Paolo II nel 1978.
Gran
parte dei documenti ufficiali di Adriano VI scomparvero
poco dopo la sua morte. Adriano pubblicò Quaestiones
in quartum sententiarum praesertim circa sacramenta
(Parigi, 1512, 1516, 1518, 1537; Roma, 1522), e Quaestiones
quodlibeticae XII. (I ed., Lovanio, 1515).
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