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DISCORSO
DEL PAPA AI PADRI SINODALI |
Radio
Vaticana 25 ottobre 2010
Il
Papa ai Padri sinodali: la Chiesa cattolica riunisce la
diversità nella polifonia dell’unica fede, la Verità
non pone confini
◊ La
Chiesa è cattolica perché universale, perché riunisce
la diversità nella polifonia dell’unica fede: è questo
in sintesi quanto ha detto ieri Benedetto XVI nell’ormai
tradizionale pranzo in Vaticano al termine dei lavori
sinodali. Ce ne parla Sergio Centofanti.
E’ stato un festoso incontro conviviale ieri
nell’atrio dell’Aula Paolo VI, in Vaticano. Il
segretario generale del Sinodo dei vescovi, mons. Nikola
Eterovic, ha presentato al Papa i dati principali dei
lavori ai quali hanno partecipato 173 Padri sinodali. Il
patriarca dei Siri, Ignace Youssif III Younan, presidente
delegato del Sinodo, ha affermato che adesso i
rappresentanti delle Chiese Orientali torneranno nelle
loro terre per proclamare senza timori il Vangelo nella
carità e nella verità. Il Papa ha detto che il dono più
bello del Sinodo è la comunione nella diversità delle
Chiese d’Oriente, una comunione che diventa
testimonianza:
“Abbiamo visto la ricchezza, la diversità di
questa comunione. Siete Chiese di riti antichi e diversi,
che tuttavia formano, insieme con tutti gli altri riti,
l’unica Chiesa Cattolica. E’ bello vedere questa vera
cattolicità, che è così ricca di diversità, così
ricca di possibilità, di culture diverse; e tuttavia
proprio così cresce la polifonia di un’unica fede,
della vera comunione dei cuori che solo il Signore può
dare”.
“La comunione cattolica – ha proseguito - è una
comunione aperta, dialogale”, tesa costantemente
all’incontro con i fratelli ortodossi e con le altre
confessioni cristiane, nella consapevolezza che “in
Cristo siamo uniti, anche se ci sono divisioni
esteriori”. Questo perché la Verità non pone confini
ma è sempre aperta:
“Perciò eravamo anche in dialogo franco e aperto
con i fratelli musulmani, con i fratelli ebrei, tutti
insieme responsabili per il dono della pace, per la pace
proprio in questa parte della terra benedetta dal Signore,
culla del cristianesimo e anche delle due altre religioni.
Vogliamo continuare in questo cammino con forza, tenerezza
e umiltà, e con il coraggio della verità che è amore e
che nell’amore si apre”.
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