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ACCENSIONE
DELL'ALBERO DI NATALE |
Radio
Vaticana, 18 dicembre 2009
Accensione
dell'albero di Natale in Piazza San Pietro. Il Papa: è
simbolo della vera Luce che viene nel mondo per fare nuove
tutte le cose
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Manca una sola settimana al Natale: tante case di tutto il
mondo sono ormai adornate da tempo con presepi e alberi
natalizi. Oggi pomeriggio in Piazza San Pietro si svolgerà
la cerimonia per l’accensione dell’Albero di Natale
donato quest’anno dal Belgio. Il Papa ha ricevuto
stamane una delegazione di questo Paese per ringraziarla
del dono. Ce ne parla Sergio Centofanti.
E’ un abete rosso di 100 anni, alto 30 metri e
pesante 14 tonnellate: proviene dalla Foresta delle
Ardenne, nella Vallonia, una delle regioni più verdi di
tutta l’Europa. Fa parte di quegli alberi che devono
essere abbattuti per ragioni di diradamento. Con il suo
legno verranno create delle apposite sculture per
raccogliere fondi a favore dei poveri. Il Papa ricorda che
nel bosco gli alberi crescono vicini creando un luogo
ombreggiato, a volte oscuro. L’abete in Piazza San
Pietro ora è addobbato con luminose decorazioni che sono
come tanti frutti meravigliosi:
“Laissant sa robe sombre…”
“Lasciando il suo abito scuro per una lucentezza
scintillante, si trafigura, diventa portatore di una luce
che non è sua, ma che rende testimonianza alla vera Luce
che viene in questo mondo”. Anche noi – prosegue il
Papa – “siamo chiamati a dare buoni frutti per
dimostrare che il mondo è stato veramente visitato e
redento dal Signore”. Posto accanto al presepe in Piazza
San Pietro “questo albero manifesta, a suo modo, la
presenza del grande mistero rivelato nel luogo povero e
semplice di Betlemme” invitando tutti ad accogliere
“il Bambino-Dio, Colui che è venuto a fare nuove tutte
le cose e a chiamare tutte le creature, dalle più umili
alle più grandi, ad entrare nel mistero della
Redenzione”.
“Je prie pour que les populations…”
Il Papa prega perché le popolazioni del Belgio
“rimangano fedeli alla luce della fede”, arrivata in
queste terre centinaia di anni fa e diffusa da tanti
missionari belgi fino agli estremi confini del mondo.
“La Chiesa in Belgio – ha concluso il Papa - possa
ancora a lungo essere una terra dove fiorisca con
generosità il seme del Regno, che Cristo è venuto a
gettare nella terra”.
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