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Alessandro
I: Il Liber Pontificalis ci dice che
era romano. È stato identificato, senza alcun
fondamento, con Alessandro, un martire della Via
Nomentana. Sant'Ireneo di Lione, scrivendo nel II
secolo, lo riconosce come quinto Papa a succedere
all'apostolo Pietro, anche se non dice niente del
suo martirio. La sua festa liturgica viene
celebrata il 3 maggio.
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Fonte:
Santi e beati
Nel
Liber pontificalis è detto “natione Romanus, ex patre
Alexandro, de regione caput Tauri”. Tale indicazione
topografica allude alla zona vicina a S. Bibiana,
all'estremità della V regione Augustea, dove L.
Statilius Taurus, console nel 44 d.C., eresse i suoi
horti e il suo forum e nel Medioevo fu detta Taurina la
porta S. Lorenzo. Il suo pontificato va dall'anno 105 al
115. Quindi è indicato il suo martirio, avendo a
compagni “Eventius presbiter et Theodolus diaconus”;
sepolto sulla “via Numentana, ubi decollatus est, ab
urbe Roma non longe, milliario VII, nonas mai”, cioè
il 3 maggio.
Il Martirologio geronimiano alla stessa data segna:
“Romae via Nomentana, miliario VII, natale sanctorum
Eventi, Alexandri, Theodoli”. Manca ogni indicazione
di episcopi, che dà sempre ai papi, e non lo mette al
primo posto; queste due circostanze fecero dubitare al
Fiorentini dell'identità del papa e del martire.
Nell'itinerario
del VII sec. inserito da Guglielmo di Malmesbury nei
Gesta Regum Anglorum, fuori della porta Nomentana è
segnato: “In septimo miliario eiusdem viae sanctus
papa Alexander, cum Eventio et Theodolo pausant ”.
Questa notizia dipende dalla passio, come pure dalla
passio dipende il Liber pontificalis. La passio fa
i due compagni di Alessandro ambo presbyteri. Tutti
sarebbero stati sepolti da Severina, moglie del comes
Aureliano che li aveva condannati, “in septimo
milliario ab urbe Roma via Numentana in praedium suum,
Eventium et Alexandrum in uno posuit monumento,
Theodolum vero solum in loco altero sepelivit”. La
passio non ha valore storico, ed è ritenuta dal
Duchesne non anteriore al sec. VI; vi si parla anche dei
martiri Ermete, Quirino tribuno e di sua figlia Balbina.
Ma le
indicazioni topografiche e l'unione dei tre nomi che
ricorrono sia nel Liber pontificalis che nel
Martirologio geronimiano, nella passio e nell'itinerario
detto Malmesburiense sono risultate esatte quando nel
1855 si scoprì al VII miglio della via Nomentana un
cimitero e un complesso basilicale con due tombe
venerate. Sulla prima era stato eretto un altare con
l'iscrizione:
...ET ALEXANDRO DELICATVS VOTO POSVIT DEDICANTE
AEPISCOPO VRS(0)
L'Ursus fu identificato dal Duchesne con il vescovo di
Nomentum di tal nome ricordato in una lettera del papa
Innocenzo I (401-417). L'iscrizione è, dunque,
dell'inizio del sec. V e dimostra che Alexander è
nominato per ultimo, senza alcuna dignità gerarchica,
rafforzando i dubbi espressi dal Duchesne. Il cimitero e
i monumenti in esso contenuti non permettono in alcun
modo una datazione così remota, come l'età di Traiano,
ma si tratta di un cimitero locale, iniziato non prima
della seconda metà del sec. III.