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UDIENZA AL NUOVO AMBASCIATORE DI GRECIA (15 MARZO 2008)

Fonte, Radio Vaticana, 15 marzo 2008

L’Europa riscopra il patrimonio di valori scaturito dall’incontro tra Vangelo e cultura ellenistica: così, il Papa al nuovo ambasciatore di Grecia presso la Santa Sede

Riscoprire l’eredità di valori scaturiti dall’incontro tra la cultura ellenistica e il Vangelo: è l’esortazione di Benedetto XVI rivolta ai popoli dell’Europa in occasione dell’udienza al nuovo ambasciatore di Grecia, Miltiadis Hiskakis, per la presentazione delle Lettere Credenziali. Il Papa ha poi ribadito l’impegno a proseguire sul cammino ecumenico ed ha chiesto alle autorità politiche di affrontare la questione dello status giuridico della Chiesa cattolica in Grecia. Il servizio di Alessandro Gisotti:


L’anno giubilare di San Paolo, la cui figura è così legata alla Grecia, aiuti l’Europa a riscoprire “l’inestimabile patrimonio di valori che abbiamo ereditato” dall’incontro tra la cultura ellenistica e il Vangelo: è l’auspicio di Benedetto XVI che nel suo discorso all’ambasciatore di Grecia si è soffermato sull’opera evangelizzatrice dell’Apostolo delle Genti. San Paolo, ha ricordato il Papa, dedicò le sue energie a “predicare la sapienza della croce di Cristo tra i popoli greci” formati nella sofisticata cultura ellenistica.

 
Proprio lo scambio tra la cultura ellenistica e il cristianesimo, ha proseguito, “ha permesso alla prima di essere trasformata dall’insegnamento cristiano e al secondo di essere arricchito dal linguaggio e dalla filosofia greca”. Tale incontro, ha sottolineato il Pontefice, “ha permesso ai cristiani di comunicare il Vangelo con maggiore coerenza e persuasione” per le vie del mondo. Ancora oggi, ha rammentato, chi visita Atene può contemplare le parole di San Paolo - iscritte in un monumento sull’areopago - che l’Apostolo delle Genti proclamò ai cittadini della polis. La predicazione di San Paolo sul mistero di Cristo ai Corinzi, ha aggiunto, ha “aperto la loro cultura alla salutare influenza della Parola di Dio”. Queste parole di San Paolo, che ancora risuonano nei cuori degli uomini, ha rilevato, “possono aiutare i nostri contemporanei ad apprezzare più profondamente la dignità umana e a promuovere così il bene dell’intera umanità”.

 
Il Papa ha poi auspicato che la Grecia abbia un ruolo importante nelle celebrazioni giubilari per il bimillenario della nascita di San Paolo. Un evento, ha aggiunto, che sarà utile ad intensificare gli sforzi sulla via dell’ecumenismo. Gli incontri degli ultimi anni, ha detto, non hanno solo “riaffermato ciò che cattolici e ortodossi hanno già in comune”, ma hanno anche aperto la porta “a confronti più approfonditi sul significato autentico dell’unità della Chiesa”. Non c’è dubbio, ha riconosciuto, che “onestà e fiducia” saranno necessarie da entrambe le parti per rispondere efficacemente alle “importanti questioni sollevate da questo dialogo”. Si è dunque detto incoraggiato dal “nuovo spirito di amicizia” che ha caratterizzato i colloqui degli ultimi tempi. E ha ribadito l’importanza della preghiera per “assicurare che i cristiani ottengano un giorno quell’unità per la quale Gesù prega così ferventemente”. Benedetto XVI ha inoltre ricordato la figura di Sua Beatitudine Christodoulos, recentemente scomparso, ed ha assicurato le sue preghiere per il nuovo arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Ieronymos.

 
Benedetto XVI ha quindi auspicato che il governo risolva le questioni amministrative concernenti la Chiesa cattolica in Grecia e in particolare quella relativa allo status giuridico. I fedeli cattolici, ha detto, seppur una minoranza, sperano che si raggiungano dei risultati positivi. Ed ha aggiunto che quando i leader religiosi e le autorità civili “collaborano per formulare delle leggi eque” sulla vita delle comunità ecclesiali locali, ne hanno giovamento i fedeli ma anche tutta la società. Il Papa non ha mancato di lodare l’impegno della Grecia in favore della pace, specie nell’area mediterranea ed ha ricordato la devastazione provocata l’anno scorso dai terribili incendi che colpirono la Grecia, rinnovando le sue preghiere per quanti sono stati colpiti da quella catastrofe.

 
L’ambasciatore di Grecia, Miltiadis Hiskakis, è nato ad Atene nel 1950. Sposato, con due figlie ha intrapreso la carriera diplomatica dopo essersi laureato in Diritto all’università di Atene. Console generale a Napoli, negli anni ’90, è stato ambasciatore in Thailandia dal 2004 al 2006 e, prima di ricevere l’incarico di ambasciatore presso la Santa Sede, è stato direttore generale del Ministero degli affari esteri dal 2006 al 2008.

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A SUA ECCELLENZA IL SIGNOR
MILTIADIS HISKAKIS
AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA ELLENICA
PRESSO LA SANTA SEDE

Sabato, 15 marzo 2008 

 

Eccellenza,

è un piacere per me accoglierla in Vaticano e accettare le Lettere che la accreditano quale ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica Ellenica presso la Santa Sede. Sono grato per il cortese saluto che mi ha trasmesso da parte di Sua Eccellenza il signor Karolos Papoulias e vorrei che assicurasse lui, i responsabili del suo paese e il popolo della Grecia dei miei buoni auspici e delle mie preghiere per il loro benessere e per la pace.

Di recente, diversi incontri significativi hanno rafforzato i vincoli di buona volontà fra la Grecia e la Santa Sede. Sulla scia dell'Anno giubilare del 2000, il mio venerabile predecessore Papa Giovanni Paolo II ha visitato il vostro paese nel corso del suo pellegrinaggio sulle orme di San Paolo. Ciò ha portato a uno scambio di visite fra le delegazioni ortodossa e cattolica a Roma e ad Atene. Nel 2006, sono stato lieto di ricevere il suo presidente qui, in Vaticano, e sono stato onorato da una visita di Sua Beatitudine Christodoulos, per la cui recente morte i cristiani nel vostro paese e in tutto il mondo continuano a piangere. Prego affinché il Signore conceda a questo devoto Pastore riposo dalle sue fatiche e lo benedica per i suoi valenti sforzi volti a ricomporre la frattura fra i cristiani dell'Est e dell'Ovest. Colgo questa occasione per trasmettere al nuovo Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Sua Beatitudine Ieronimos, i miei sinceri saluti fraterni di pace, insieme all'assicurazione delle mie costanti preghiere per il suo fecondo ministero e per la sua buona salute.

Colgo anche questa opportunità per reiterare il mio vivo desiderio di cooperare lungo il cammino verso l'unità dei cristiani. A questo proposito, Lei, Eccellenza, ha evidenziato i segni di speranza emersi dagli incontri ecumenici degli ultimi decenni. Non solo hanno riaffermato quanto i cattolici e gli ortodossi già hanno in comune, ma hanno anche avviato dibattiti più approfonditi sul significato preciso dell'unità della Chiesa. Senza dubbio, saranno necessarie onestà e fiducia da parte di tutti per continuare ad affrontare in maniera efficace le importanti questioni emerse da questo dialogo. Traiamo coraggio dal "nuovo spirito" di amicizia che ha caratterizzato i nostri colloqui, invitando tutti i partecipanti a una conversione e a una preghiera permanenti che sole possono garantire ai cristiani di raggiungere, un giorno, l'unità per la quale Gesù ha pregato tanto fervidamente (cfr Giovanni 17, 21).

L'imminente giubileo dedicato al bimillenario della nascita di San Paolo sarà un' occasione particolarmente propizia per intensificare i nostri sforzi ecumenici perché Paolo fu un uomo che "si è totalmente prodigato per l'unità e la concordia di tutti i cristiani" (cfr Omelia per la celebrazione dei vespri in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo, 28 giugno 2007). Questo brillante "Apostolo dei Gentili" dedicò le proprie energie alla predicazione della saggezza della croce di Cristo al popolo greco, plasmato dalla cultura ellenistica estremamente sofisticata. Poiché il ricordo di Paolo sarà per sempre radicato nel suo suolo, la Grecia svolgerà un ruolo importante in questa celebrazione. Confido nel fatto che i pellegrini che si recheranno in Grecia per venerare i sacri luoghi legati alla sua vita e al suo insegnamento saranno accolti con il caloroso spirito di ospitalità per cui la sua nazione è rinomata.

Lo scambio vivace fra cultura ellenistica e Cristianesimo ha permesso alla prima di venire trasformata dall'insegnamento cristiano e alla seconda di trarre un arricchimento dalla lingua e dalla filosofia greche. Questo ha permesso ai cristiani di annunciare il Vangelo in modo più coerente e persuasivo al mondo. Anche oggi, chi visita Atene può contemplare le parole di Paolo, ora iscritte sul monumento prospiciente l'Areopago, che proclamò ai cittadini istruiti della polis. Parlò dell'unico Dio in cui "viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" (cfr Atti 17, 6-34). La vigorosa predicazione di Paolo del mistero di Cristo ai Corinzi, che avevano in massima stima la propria eredità filosofica (cfr 1 Corinzi 2, 5), aprì la loro cultura all'influenza benefica della Parola di Dio. Le sue parole risuonano ancora nel cuore degli uomini e delle donne di oggi. Possono aiutare i contemporanei ad apprezzare in modo più profondo la propria dignità di uomini e, quindi, promuovere il bene di tutta la famiglia umana. Auspico che l'Anno Paolino divenga un catalizzatore in grado di suscitare la riflessione sulla storia dell'Europa e spinga i suoi abitanti a riscoprire l'inestimabile tesoro di valori che hanno ereditato dalla sapienza integrale della cultura ellenistica e del Vangelo.

Signor Ambasciatore, la ringrazio per l'assicurazione dell'intenzione di affrontare le questioni amministrative relative alla Chiesa cattolica nella sua nazione. Fra queste, la questione del suo status giuridico riveste un particolare significato. I fedeli cattolici, sebbene pochi, attendono con ansia i risultati positivi di queste deliberazioni. Infatti, quando i responsabili religiosi e le autorità civili cooperano per elaborare una legislazione corretta sulla vita delle comunità ecclesiali locali, migliorano il benessere spirituale dei fedeli e il bene di tutta la società.

Nell'arena internazionale, lodo gli sforzi della Grecia per promuovere la pace e la riconciliazione, in particolare nell'area circostante il bacino del Mediterraneo. I suoi sforzi per allentare le tensioni e per dissipare le nubi del sospetto che da molto tempo incombono sul cammino verso una coesistenza pienamente armoniosa nella regione contribuiranno a riaccendere lo spirito di buona volontà fra individui e nazioni.

Infine, signor Ambasciatore, non posso non ricordare la devastazione causata dagli incendi divampati in Grecia l'estate scorsa. Continuo a ricordare nelle mie preghiere quanti sono stati colpiti da quel disastro e invoco la grazia e la potenza di Dio su quanti sono impegnati nel processo di ricostruzione. Mentre assume le sue responsabilità in seno alla comunità diplomatica accreditata presso la Santa Sede, le offro i miei oranti auspici per il buon esito della sua missione e le garantisco che i vari dicasteri della Curia Romana saranno sempre pronti ad assisterla nello svolgimento dei suoi compiti. Su di lei e su tutto l'amato popolo della Grecia invoco di cuore le abbondanti benedizioni di Dio onnipotente.

 

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