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Fonte
Radio Vaticana, 30 giugno 2011
Il
Papa all’Angelus: l’Eucaristia, cuore della Chiesa, è
l’antidoto alla cultura individualistica del nostro
tempo
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All’Angelus in piazza San Pietro, Benedetto XVI ha
svolto, stamani, un’appassionata riflessione sul valore
inestimabile dell’Eucaristia. Ricordando che, in molti
Paesi, si celebra oggi il Corpus Domini, il Papa ha
sottolineato come senza l’Eucaristia, la Chiesa non
esisterebbe. Quindi, ha definito l’Eucaristia una sorta
di “antidoto” contro la mentalità individualistica
che si va sempre più diffondendo nel nostro tempo. Il
Papa non ha poi mancato di ringraziare il Signore per i
nuovi Beati, tre proclamati ieri nell’arcidiocesi di
Amburgo e tre oggi a Milano. Infine, ha ricordato
l’odierna Giornata per la Carità del Papa. Il servizio
di Alessandro Gisotti:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
L’Eucaristia è “il cuore pulsante” della Chiesa:
è quanto sottolineato da Benedetto XVI che, nel giorno
del Corpus Domini, ha definito il Sacramento del Corpo e
Sangue di Cristo “il tesoro più prezioso della
Chiesa”:
“Senza l’Eucaristia la Chiesa semplicemente non
esisterebbe. E’ l’Eucaristia, infatti, che fa di una
comunità umana un mistero di comunione, capace di portare
Dio al mondo e il mondo a Dio”.
Ed ha soggiunto che l’Eucaristia trasforma quanti la
ricevono e così la “Chiesa è realmente sacramento di
unità degli uomini con Dio e tra di loro”:
“In una cultura sempre più individualistica,
quale è quella in cui siamo immersi nelle società
occidentali, e che tende a diffondersi in tutto il mondo,
l’Eucaristia costituisce una sorta di “antidoto”,
che opera nelle menti e nei cuori dei credenti e
continuamente semina in essi la logica della comunione,
del servizio, della condivisione, insomma, la logica del
Vangelo”.
I primi cristiani, a Gerusalemme, ha rammentato il
Papa, “erano un segno evidente di questo nuovo stile di
vita, perché vivevano in fraternità e mettevano in
comune i loro beni, affinché nessuno fosse indigente”.
Uno stile di vita che trovava proprio nell’Eucaristia la
sua fonte:
“Anche nelle generazioni seguenti, attraverso i
secoli, la Chiesa, malgrado i limiti e gli errori umani,
ha continuato ad essere nel mondo una forza di comunione.
Pensiamo specialmente ai periodi più difficili, di prova:
che cosa ha significato, ad esempio, per i Paesi
sottoposti a regimi totalitari, la possibilità di
ritrovarsi alla Messa Domenicale!”.
Il Papa ha ribadito con le parole degli antichi martiri
di Abitene che senza l’Eucaristia domenicale “non
possiamo vivere”:
“Ma il vuoto prodotto dalla falsa libertà può
essere altrettanto pericoloso, e allora la comunione con
il Corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della
volontà, per ritrovare il gusto della verità e del bene
comune”.
Ha quindi invocato la Vergine Maria, “Donna
Eucaristica”, nelle parole del Beato Wojtyla, affinché
alla sua scuola, “anche la nostra vita diventi
pienamente ‘eucaristica’, aperta a Dio e agli altri,
capace di trasformare il male in bene con la forza
dell’amore, protesa a favorire l’unità, la comunione,
la fraternità”. Dopo la recita dell’Angelus,
Benedetto XVI si è soffermato sulla testimonianza di
alcuni nuovi Beati. Ha ricordato la Beatificazione ieri, a
Lubecca nell’arcidiocesi di Amburgo, di tre sacerdoti
martiri, uccisi dai nazisti. Poi, il pensiero si è
rivolto alla Chiesa ambrosiana:
“Oggi, a Milano, è la volta di don Serafino
Morazzone, parroco esemplare nel Lecchese tra XVIII e XIX
secolo; di padre Clemente Vismara, eroico missionario del
Pime in Birmania; e di Enrichetta Alfieri, suora della
Carità, detta “angelo” del carcere milanese di San
Vittore. Lodiamo il Signore per questi luminosi testimoni
del Vangelo!”.
Il Papa ha quindi ricordato che si celebra oggi in
Italia la Giornata per la carità del Papa, l’Obolo di
San Pietro:
“Desidero ringraziare vivamente tutti coloro che,
con la preghiera e con le offerte, danno il loro appoggio
al mio ministero apostolico e di carità. Grazie! Il
Signore vi ricompensi!”.
Infine, al momento dei saluti ai pellegrini, ha rivolto
un pensiero speciale all’episcopato e ai fedeli polacchi
che celebrano il 600.mo anniversario della consacrazione
della Cattedrale di Włocławek. “La storia
eloquente di questo tempio – ha affermato – sia per
tutti incoraggiamento a perseverare nella fede dei Padri e
nella testimonianza resa a Cristo nella vita di ogni
giorno”.
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 26 giugno 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Oggi, in
Italia e in altri Paesi, si celebra il Corpus Domini,
la festa dell’Eucaristia, il Sacramento del Corpo e
Sangue del Signore, che Egli ha istituito nell’Ultima
Cena e che costituisce il tesoro più prezioso della
Chiesa. L’Eucaristia è come il cuore pulsante che dà
vita a tutto il corpo mistico della Chiesa: un organismo
sociale tutto basato sul legame spirituale ma concreto con
Cristo. Come afferma l’apostolo Paolo: “Poiché vi è
un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo:
tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (1Cor
10,17). Senza l’Eucaristia la Chiesa semplicemente non
esisterebbe. E’ l’Eucaristia, infatti, che fa di una
comunità umana un mistero di comunione, capace di portare
Dio al mondo e il mondo a Dio. Lo Spirito Santo, che
trasforma il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo,
trasforma anche quanti lo ricevono con fede in membra del
corpo di Cristo, così che la Chiesa è realmente
sacramento di unità degli uomini con Dio e tra di loro.
In una
cultura sempre più individualistica, quale è quella in
cui siamo immersi nelle società occidentali, e che tende
a diffondersi in tutto il mondo, l’Eucaristia
costituisce una sorta di “antidoto”, che opera nelle
menti e nei cuori dei credenti e continuamente semina in
essi la logica della comunione, del servizio, della
condivisione, insomma, la logica del Vangelo. I primi
cristiani, a Gerusalemme, erano un segno evidente di
questo nuovo stile di vita, perché vivevano in fraternità
e mettevano in comune i loro beni, affinché nessuno fosse
indigente (cfr At 2,42-47). Da che cosa derivava
tutto questo? Dall’Eucaristia, cioè da Cristo risorto,
realmente presente in mezzo ai suoi discepoli e operante
con la forza dello Spirito Santo. E anche nelle
generazioni seguenti, attraverso i secoli, la Chiesa,
malgrado i limiti e gli errori umani, ha continuato ad
essere nel mondo una forza di comunione. Pensiamo
specialmente ai periodi più difficili, di prova: che cosa
ha significato, ad esempio, per i Paesi sottoposti a
regimi totalitari, la possibilità di ritrovarsi alla
Messa domenicale! Come dicevano gli antichi martiri di
Abitene: “Sine Dominico non possumus” – senza
il “Dominicum”, cioè senza l’Eucaristia
domenicale non possiamo vivere. Ma il vuoto prodotto dalla
falsa libertà può essere altrettanto pericoloso, e
allora la comunione con il Corpo di Cristo è farmaco
dell’intelligenza e della volontà, per ritrovare il
gusto della verità e del bene comune.
Cari
amici, invochiamo la Vergine Maria, che il mio
Predecessore, il beato Giovanni
Paolo II ha definito “Donna eucaristica” (Ecclesia
de Eucharistia, 53-58). Alla sua scuola, anche la
nostra vita diventi pienamente “eucaristica”, aperta a
Dio e agli altri, capace di trasformare il male in bene
con la forza dell’amore, protesa a favorire l’unità,
la comunione, la fraternità.
Dopo
l'Angelus
Cari
fratelli e sorelle, anche oggi ho la gioia di annunciare
la proclamazione di alcuni nuovi Beati. Ieri, a Lubecca,
sono stati beatificati Johannes Prassek, Eduard Müller ed
Hermann Lange, uccisi dai nazisti nel 1943 ad Amburgo.
Oggi, a Milano, è la volta di Don Serafino Morazzone,
parroco esemplare nel Lecchese tra XVIII e XIX secolo; di
Padre Clemente Vismara, eroico missionario del PIME in
Birmania; e di Enrichetta Alfieri, Suora della Carità,
detta “angelo” del carcere milanese di San Vittore.
Lodiamo il Signore per questi luminosi testimoni del
Vangelo!
In questa
domenica che precede la solennità dei Santi Pietro e
Paolo si celebra in Italia la Giornata per la carità del
Papa. Desidero ringraziare vivamente tutti coloro che, con
la preghiera e con le offerte, danno il loro appoggio al
mio ministero apostolico e di carità. Grazie! Il Signore
vi ricompensi!
Je salue
les pèlerins francophones, particulièrement les anciens
élèves de l’Institut Saint-Dominique de Rome. En ce
jour, de nombreux pays célèbrent la Solennité du
Saint-Sacrement du Corps et du Sang du Christ. Nous avons
toujours à redécouvrir le don inouï de son Fils que
Dieu nous fait dans l’Eucharistie en participant chaque
dimanche à la messe. Faisons une large place à l’adoration
eucharistique ! « Le Seigneur est là, dans le sacrement
de son amour, il nous attend jour et nuit », répétait
le saint Curé d’Ars. Puisons à cette source d’amour
et de pardon la force de conformer toujours plus notre vie
à l’Evangile ! Tant de chrétiens aujourd’hui lui
rendent témoignage jusqu’au don de leur vie. Que notre
prière fraternelle les soutienne sans relâche !
I am
happy to welcome all the English-speaking pilgrims and
visitors, particularly the group from Saint Fidelis Parish
in Toronto. In many places today the Church celebrates the
Solemnity of the Body and Blood of Christ. May our hearts
rejoice in the great gift of Jesus, the Bread of Life, who
has given himself for us and has come to nourish us. As we
open our hearts to others and walk the path of life, may
he always sustain and guide us. God bless you all!
Von
Herzen heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher auf dem Petersplatz willkommen. Zugleich geht
mein Gruß an die Gläubigen des Erzbistums Hamburg, die
gestern die Seligsprechung der „Lübecker Märtyrer“
gefeiert haben. Die katholischen Kapläne Johannes Prassek,
Hermann Lange und Eduard Müller sowie der evangelische
Pastor Karl Friedrich Stellbrink haben mit ihrem gemeinsam
getragenen Leiden im Gefängnis bis zu ihrer Hinrichtung
im Jahre 1943 ein großartiges, auch ökumenisches Zeugnis
der Menschlichkeit und der Hoffnung gegeben. Es ist
beeindruckend, wie sie in ihren Kerkerzellen stets den
Blick zum Himmel gerichtet haben. So hat Johannes Prassek
geschrieben: „Wie ist Gott so gut, daß er mir alle
Furcht nimmt und die Freude und die Sehnsucht schenkt“.
Lassen wir uns von ihrem Gottvertrauen anstecken und
bringen wir das Evangelium der Liebe zu den Menschen
unserer Zeit. Der Herr begleite unser Reden und unser Tun.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana, en particular a los
miembros de la Asociación de la Medalla Milagrosa, así
como a los directivos de la Radiotelevisión “El
sembrador por la nueva evangelización”. En la
solemnidad del Santísimo Cuerpo y Sangre de Cristo, la
Iglesia hace memoria agradecida del don de la Eucaristía
y la adora con devoción. Que nuestros corazones se abran
con humildad ante Jesús Sacramentado, para que,
transformados por su gracia, seamos testigos valientes de
su amor por todos los hombres. Que Dios os bendiga.
Słowo
pozdrowienia kieruję do wszystkich Polaków, a szczególnie
do Episkopatu Polski i wiernych, uczestników jubileuszu
600-lecia konsekracji katedry włocławskiej. W
modlitwie polecam was Najświętszej Maryi Pannie
Wniebowziętej, Patronce katedry. Niech wymowne dzieje
tej świątyni będą dla wszystkich zachętą
do trwania w wierze Ojców i świadczenia o Chrystusie
w codziennym życiu. Z serca wam błogosławię.
[Il
mio saluto va a tutti i Polacchi e, in modo particolare,
all'Episcopato polacco e ai fedeli, partecipanti alla
celebrazione del Giubileo del 600° anniversario della
consacrazione della Cattedrale di Włocławek.
Nella preghiera vi raccomando tutti alla Beata Vergine
Maria, Assunta al Cielo, a cui essa è intitolata. La
storia eloquente di questo tempio sia per tutti
incoraggiamento a perseverare nella fede dei Padri e nella
testimonianza resa a Cristo nella vita di ogni giorno. Vi
benedico di cuore.]
Infine,
saluto con affetto i pellegrini italiani, in particolare
il gruppo dell’associazione “Laici Betlemiti”. A
tutti voi auguro una buona domenica, una buona settimana.
Buona Festa dei Santi Pietro e Paolo. Buona domenica a
tutti voi!
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
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