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Vaticana 5 aprile 2010
Il
Papa al Regina Caeli: i cristiani siano messaggeri
coraggiosi della carità di Cristo e della sua vittoria
sul male anche tra le difficoltà
◊ I
cristiani siano messaggeri della carità di Cristo e della
sua vittoria sul male e sulla morte: è quanto ha detto il
Papa oggi a Castel Gandolfo, durante il Regina Caeli del
Lunedì dell’Angelo. Benedetto XVI ha invitato i fedeli
a testimoniare senza paure l’amore di Dio nel mondo. Il
servizio di Sergio Centofanti.
Il Papa spiega il significato del Lunedì dell’Angelo
con le apparizioni angeliche, come raccontano i Vangeli,
accanto al sepolcro vuoto per annunciare la Risurrezione
di Gesù. Ma l’Angelo della risurrezione – sottolinea
- richiama anche un altro significato:
“Bisogna ricordare, infatti, che il termine
‘angelo’ oltre a definire gli Angeli, creature
spirituali dotate di intelligenza e volontà, servitori e
messaggeri di Dio, è anche uno dei titoli più antichi
attribuiti a Gesù stesso. Leggiamo ad esempio in
Tertulliano: ‘Egli - cioè Cristo - è stato anche
chiamato «angelo del consiglio», cioè annunziatore, che
è un termine che denota un ufficio, non la natura. In
effetti, egli doveva annunziare al mondo il grande disegno
del Padre per la restaurazione dell’uomo’ (De carne
Christi, 14)”.
Gesù, dunque, viene chiamato anche l’Angelo di Dio
Padre: è il Messaggero per eccellenza del suo amore:
“Ciò significa che, come Gesù è stato
annunciatore dell’amore di Dio Padre, anche noi lo
dobbiamo essere della carità di Cristo: siamo messaggeri
della sua risurrezione, della sua vittoria sul male e
sulla morte, portatori del suo amore divino. Certo,
rimaniamo per natura uomini e donne, ma riceviamo la
missione di ‘angeli’, messaggeri di Cristo: viene data
a tutti nel Battesimo e nella Cresima. In modo speciale,
attraverso il Sacramento dell’Ordine, la ricevono i
sacerdoti, ministri di Cristo; mi piace sottolinearlo in
quest’Anno Sacerdotale”.
Benedetto XVI invita i fedeli a non avere paura di
testimoniare Gesù Risorto nel mondo anche in mezzo alle
difficoltà. “Grazie alla fede e alla fiducia in Lui, la
luce della Pasqua colma i nostri cuori e dissipa le ombre
di ogni tristezza”. Quindi, il Papa eleva la sua
preghiera alla Regina del Cielo:
“Ci aiuti Lei ad accogliere pienamente la grazia
del mistero pasquale e a diventare messaggeri coraggiosi e
gioiosi della Risurrezione di Cristo”.
Infine, a braccio, un saluto ai tanti fedeli che lo
hanno accolto con grande affetto e che lo hanno seguito
anche da Piazza San Pietro:
"A tutti e ciascuno auguro di trascorrere
serenamente questo Lunedì dell'Angelo ... forse viene un
po' di sole dopo ... (applausi) ... ma in ogni caso
risuona con forza l'annuncio gioioso della Pasqua: Cristo
è risorto! Alleluia! Buona Pasqua!"
(Applausi)
REGINA
CAELI
Cari
fratelli e sorelle!
Nella
luce della Pasqua – che celebriamo in tutta questa
Settimana – rinnovo il mio più cordiale augurio di pace
e di gioia. Come sapete, il lunedì dopo la Domenica di
Risurrezione è detto tradizionalmente “Lunedì
dell’Angelo”. E’ molto interessante approfondire
questo riferimento all’“Angelo”. Naturalmente il
pensiero va subito ai racconti evangelici della
risurrezione di Gesù, nei quali compare la figura di un
messaggero del Signore. San Matteo scrive: “Ed ecco vi
fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti,
sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose
a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e
il suo vestito bianco come neve” (Mt 28,2-3).
Tutti gli Evangelisti, poi, precisano che, quando le donne
si recarono al sepolcro e lo trovarono aperto e vuoto, fu
un angelo ad annunciare loro che Gesù era risorto. In
Matteo questo messaggero del Signore dice loro: “Voi non
abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è
qui. E’ risorto, infatti, come aveva detto” (Mt
28,5-6); quindi mostra la tomba vuota e le incarica di
portare l’annuncio ai discepoli. In Marco l’angelo è
descritto come “un giovane, vestito di una veste
bianca”, che dà alle donne l’identico messaggio (cfr Mc
16,5-6). Luca parla di “due uomini in abito
sfolgorante”, che ricordano alle donne come Gesù avesse
preannunciato molto prima la sua morte e risurrezione (cfr
Lc 24,4-7). Anche San Giovanni parla di “due
angeli in bianche vesti”; è Maria di Magdala a vederli,
mentre piange vicino al sepolcro, e le dicono: “Donna,
perché piangi?” (Gv 20,11-13).
Ma
l’Angelo della risurrezione richiama anche un altro
significato. Bisogna ricordare, infatti, che il termine
“angelo” oltre a definire gli Angeli, creature
spirituali dotate di intelligenza e volontà, servitori e
messaggeri di Dio, è anche uno dei titoli più antichi
attribuiti a Gesù stesso. Leggiamo ad esempio in
Tertulliano, III secolo: “Egli - cioè Cristo - è stato
anche chiamato «angelo del consiglio», cioè
annunziatore, che è un termine che denota un ufficio, non
la natura. In effetti, egli doveva annunziare al mondo il
grande disegno del Padre per la restaurazione
dell’uomo” (De carne Christi, 14). Così
Tertulliano. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, dunque, viene
chiamato anche l’Angelo di Dio Padre: Egli è il
Messaggero per eccellenza del suo amore. Cari amici,
pensiamo ora a ciò che Gesù risorto disse agli Apostoli:
“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv
20,21); e comunicò ad essi il suo Santo Spirito. Ciò
significa che, come Gesù è stato annunciatore
dell’amore di Dio Padre, anche noi lo dobbiamo essere
della carità di Cristo: siamo messaggeri della sua
risurrezione, della sua vittoria sul male e sulla morte,
portatori del suo amore divino. Certo, rimaniamo per
natura uomini e donne, ma riceviamo la missione di
“angeli”, messaggeri di Cristo: viene data a tutti nel
Battesimo e nella Cresima. In modo speciale, attraverso il
Sacramento dell’Ordine, la ricevono i sacerdoti,
ministri di Cristo; mi piace sottolinearlo in quest’Anno
Sacerdotale.
Cari
fratelli e sorelle, ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria,
invocandola quale Regina Caeli, Regina del Cielo.
Ci aiuti Lei ad accogliere pienamente la grazia del
mistero pasquale e a diventare messaggeri coraggiosi e
gioiosi della risurrezione di Cristo.
Dopo
il Regina Cæli:
Le Christ
est vraiment ressuscité, alléluia! Chers frères et sœurs
francophones, que la Solennité de Pâques soit vraiment,
pour chacun de vous, un jour de fête et de joie! À la
suite des femmes quittant le tombeau tremblantes et
toutes joyeuses, après avoir fait l’expérience de la Résurrection
du Seigneur, je vous invite à annoncer, vous aussi, cette
Bonne Nouvelle. Forts de notre foi au Christ ressuscité,
sachons rayonner de la joie pascale et de la beauté de
l’espérance chrétienne. N’ayons pas peur de témoigner
que Jésus est vivant et présent au milieu de nous! À
tous, je souhaite de bonnes et saintes fêtes de Pâques!
I am very
pleased to greet all the English-speaking pilgrims present
here today for the Regina Cæli prayer. In these
first days of Easter, we celebrate intensely the mystery
of the Resurrection of the Lord. Like the women in
today’s Gospel passage, may all of us, especially those
baptized this Easter, keep alive in our hearts our awe and
great joy in the presence of the Risen Lord. God bless you
all!
Einen
frohen Ostergruß richte ich an alle Pilger und Besucher
deutscher Sprache hier in Castelgandolfo. Der Herr ist
wahrhaft auferstanden! Er hat uns den Weg eröffnet, den
wir aus eigener Kraft nicht gehen konnten. Der
auferstandene Christus ist uns zur Brücke geworden, auf
der wir zu Gott gelangen und in Gemeinschaft mit ihm ein
erfülltes Leben führen können. Euch und euren Familien
wünsche ich von Herzen eine gesegnete Osterwoche.
Dirijo mi
cordial saludo a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana. Que el triunfo de
Cristo sobre el pecado y la muerte llene vuestra vida de
alegría y paz, y os ayude siempre a ser consecuentes con
vuestra condición de cristianos. No tengáis miedo.
Cristo ha resucitado y vive entre nosotros. Su presencia
amorosa acompaña el camino de la Iglesia y la sostiene en
medio de las dificultades. Con esta certeza en vuestro
corazón, ofreced al mundo un testimonio sereno y valiente
de la vida nueva que brota del Evangelio. Feliz Pascua de
Resurrección a todos.
“Chrystus
zmartwychwstał, jak zapowiedział, radujmy się
wszyscy, ponieważ króluje na wieki”. Te słowa
wielkanocnej antyfony kieruję do Polaków jako
zaproszenie, by w każdej sytuacji, jaką przynosi
życie, powracać do radości w Panu. On
zmartwychwstał, zwyciężył grzech i
śmierć. Dzięki wierze i ufności nasze
serca napełnia światło Wielkiej Nocy, które
rozprasza mroki każdego smutku. Tej radości wam
życzę i wypraszam Boże błogosławieństwo.
[„Cristo
è risorto come aveva predetto; rallegratevi tutti ed
esultiamo, perché egli regna in eterno”. Queste parole
dell’antifona pasquale rivolgo ai polacchi come invito
al ritorno alla gioia del Signore in ogni situazione che
reca la vita. Egli è risorto, ha vinto il peccato e la
morte. Grazie alla fede e alla fiducia in lui la luce
della Pasqua colma i nostri cuori e dissipa le ombre di
ogni tristezza. Vi auguro questa gioia e chiedo a Dio la
sua benedizione.]
Saluto,
infine, i pellegrini di lingua italiana, con un ricordo
particolare per le Autorità e gli abitanti di Castel
Gandolfo. Un affettuoso pensiero dirigo ai pellegrini che
da Piazza S. Pietro partecipano a questo incontro di
preghiera. A tutti e ciascuno auguro di trascorrere
serenamente questo Lunedì dell’Angelo. Forse verrà un
po’ di sole, dopo! Ma, in ogni caso, risuona con forza
l’annuncio gioioso della Pasqua: Cristo è risorto!
Alleluia! Buona Pasqua!
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Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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