Articoli di Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana >>

 
 
Web www.ratzingerbenedettoxvi.com PageRankTop.com

Contatti


ANGELUS (11 DICEMBRE 2005)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 11.12.2005

LASCIARSI GUIDARE DA MARIA PER COMPRENDERE IL VERO SIGNIFICATO DEL NATALE, CONTRASTANDO L’INQUINAMENTO COMMERCIALE DELLA SOCIETA’ ODIERNA CHE RISCHIA DI ALTERARNE L’AUTENTICO SPIRITO: COSI’, BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS IN PIAZZA SAN PIETRO. GRANDE EMOZIONE TRA I PIU’ PICCOLI, PER LA TRADIZIONALE BENEDIZIONE DEI BAMBINELLI DEL PRESEPE  

Non lasciare che lo spirito del Natale venga alterato dall’inquinamento commerciale tipico della società odierna: è il forte richiamo espresso da Benedetto XVI all’Angelus domenicale, in una piazza San Pietro gremita di fedeli. Il Santo Padre ha avvertito che per evitare questo rischio bisogna lasciarsi guidare da Maria. Quindi, nella giornata in cui ha benedetto i Bambinelli e le statuine del Presepe, il Papa ha sottolineato che proprio il Presepe può rivelarsi uno strumento semplice ed efficace per trasmettere la fede ai propri figli. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

**********

Lasciarsi accompagnare da Maria per vivere il vero significato del Natale. E’ l’invito rivolto dal Papa ai fedeli, in particolare ai più piccoli venuti in piazza San Pietro per la benedizione dei Bambinelli del Presepe. Benedetto XVI ha in particolare messo l’accento sull’importanza della solennità dell’Immacolata Concezione, che ci aiuta ad entrare nel suggestivo clima natalizio. Un aiuto ancor più importante oggi, in una società che rischia di smarrire il vero spirito del Natale:  

“Nell’odierna società dei consumi, questo periodo subisce purtroppo una sorta di ‘inquinamento’ commerciale, che rischia di alterarne l’autentico spirito, caratterizzato dal raccoglimento, dalla sobrietà, da una gioia non esteriore ma intima. E’ dunque provvidenziale che, quasi come una porta d’ingresso al Natale, vi sia la festa di Colei che è la Madre di Gesù, e che meglio di chiunque altro può guidarci a conoscere, amare, adorare il Figlio di Dio fatto uomo”.  

Seguendo i sentimenti di Maria, ha aggiunto il Papa, possiamo predisporci con “sincerità di cuore e apertura di spirito a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio venuto sulla terra per la nostra redenzione”. Restiamo nell’attesa, ha esortato il Papa, “un’attesa vigilante e gioiosa perché il Signore non tarderà: Egli viene a liberare il suo popolo dal peccato”. Quindi, si è soffermato sulla bellezza del Presepe. Costruirlo in casa, ha affermato, “può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli”. Il Presepe, ha aggiunto “ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme”. San Francesco d’Assisi, ha ricordato, fu così “preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel Presepe vivente, divenendo il tal modo iniziatore di una lunga tradizione popolare che ancor oggi conserva il suo valore per l’evangelizzazione”. Parole corredate da una profonda riflessione:  

Il Presepe può infatti aiutarci a capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umiltà e della bontà misericordiosa di Cristo, il quale “da ricco che era, si è fatto povero” per noi. La sua povertà arricchisce chi la abbraccia e il Natale reca gioia e pace a coloro che, come i pastori a Betlemme, accolgono le parole dell’angelo: “Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. Questo rimane il segno, anche per noi, uomini e donne del Duemila. Non c’è altro Natale.  

Il Papa ha dunque benedetto i Bambinelli portati, in piazza San Pietro, dai giovani delle parrocchie romane. Gesto, ha spiegato, con il quale ha voluto “invocare l’aiuto del Signore perché tutte le famiglie cristiane si preparino a celebrare con fede le prossime feste natalizie”. Dopo la recita dell’Angelus, al momento dei saluti ai pellegrini, il Pontefice si è soffermato sulla consueta iniziativa della diocesi Roma, in tempo d’Avvento, per la costruzione di nuovi complessi parrocchiali nei quartieri che ancora ne sono privi. “Faccio appello alla sensibilità di tutti – ha affermato il Papa - perché ancora molto resta da fare per assicurare ai fedeli di questa Città, che continua a crescere, ambienti adeguati per la liturgia, la catechesi e le opere di animazione sociale e culturale”. Infine, Benedetto XVI ha ricordato ai giovani universitari degli Atenei romani l’appuntamento di giovedì prossimo, 15 dicembre, nella Basilica di San Pietro: un momento significativo di incontro e di preghiera con il Papa in preparazione del Natale.

**********  

In piazza San Pietro, oggi, si respirava un clima particolarmente gioioso: tanti erano infatti i piccoli fedeli venuti a far benedire i Bambinelli dal Papa. Per molti di loro, è stata anche la prima occasione per vedere da vicino Benedetto XVI. Alessandro Gisotti si è recato in piazza per raccogliere le loro emozioni:  

**********

R. – E’ un’esperienza nuova che lascerà un ricordo particolare nella nostra vita, nel nostro percorso cristiano.  

D. – Stiamo chiedendo ai più piccoli che cosa vuol dire, oggi, la giornata del Papa che benedice i Bambinelli… Ma cosa vuol dire anche per i più grandi che accompagnano questi bambini?

R. – Per i più grandi è qualcosa di importante anche per noi, saper accompagnare questi ragazzi alla luce di Gesù Cristo, cercare di fare vedere loro la bellezza del volto di Cristo.  

D. – Che cosa vuol dire essere qui, oggi, vicino a Gesù Bambino e vicino al Papa?  

R. – Che gli voglio bene!  

D. – Sei contento di essere qui con il Papa che benedice i Bambinelli?  

R. – Sì.  

D. – Cosa vuol dire per te il Natale, fare il Presepe con Gesù Bambino?  

R. – Stare in un momento di pace.  

D. – L’hai fatto già, il Presepe, a casa?  

R. – Sì.  

D. – Cosa ti piace del Papa?  

R. – L’amore.  

D. – Perché questa festa del Natale è così bella?  

R. – Per l’amore di Dio – Sono felice di incontrare il Papa per la prima volta.  

D. – Ti piace il Papa?  

R. – Sì, per me rappresenta il Padre di tutti!

**********

 LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

Cari fratelli e sorelle!

Dopo aver celebrato la solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, entriamo in questi giorni nel clima suggestivo della preparazione prossima al Santo Natale. Nell’odierna società dei consumi, questo periodo subisce purtroppo una sorta di "inquinamento" commerciale, che rischia di alterarne l’autentico spirito, caratterizzato dal raccoglimento, dalla sobrietà, da una gioia non esteriore ma intima. E’ dunque provvidenziale che, quasi come una porta d’ingresso al Natale, vi sia la festa di Colei che è la Madre di Gesù, e che meglio di chiunque altro può guidarci a conoscere, amare, adorare il Figlio di Dio fatto uomo. Lasciamo dunque che sia Lei ad accompagnarci; siano i suoi sentimenti ad animarci, perché ci predisponiamo con sincerità di cuore e apertura di spirito a riconoscere nel Bambino di Betlemme il Figlio di Dio venuto sulla terra per la nostra redenzione. Camminiamo insieme a Lei nella preghiera, e accogliamo il ripetuto invito che la liturgia dell’Avvento ci rivolge a restare nell’attesa, un’attesa vigilante e gioiosa perché il Signore non tarderà: Egli viene a liberare il suo popolo dal peccato.

In tante famiglie, seguendo una bella e consolidata tradizione, subito dopo la festa dell’Immacolata si inizia ad allestire il Presepe, quasi per rivivere insieme a Maria quei giorni pieni di trepidazione che precedettero la nascita di Gesù. Costruire il Presepe in casa può rivelarsi un modo semplice, ma efficace di presentare la fede per trasmetterla ai propri figli. Il Presepe ci aiuta a contemplare il mistero dell’amore di Dio che si è rivelato nella povertà e nella semplicità della grotta di Betlemme. San Francesco d’Assisi fu così preso dal mistero dell’Incarnazione che volle riproporlo a Greccio nel Presepe vivente, divenendo il tal modo iniziatore di una lunga tradizione popolare che ancor oggi conserva il suo valore per l’evangelizzazione. Il Presepe può infatti aiutarci a capire il segreto del vero Natale, perché parla dell’umiltà e della bontà misericordiosa di Cristo, il quale "da ricco che era, si è fatto povero" (2 Cor 8,9) per noi. La sua povertà arricchisce chi la abbraccia e il Natale reca gioia e pace a coloro che, come i pastori a Betlemme, accolgono le parole dell’angelo: "Questo per voi il segno: un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia" (Lc 2,12). Questo rimane il segno, anche per noi, uomini e donne del Duemila. Non c’è altro Natale.

Come faceva l’amato Giovanni Paolo II, tra poco anch’io benedirò i Bambinelli che i ragazzi di Roma collocheranno nel Presepe delle loro case. Con questo gesto vorrei invocare l’aiuto del Signore perché tutte le famiglie cristiane si preparino a celebrare con fede le prossime feste natalizie. Ci aiuti Maria ad entrare nel vero spirito del Natale.

 

 

Webmaster: Amedeo Lomonaco - Sottofondo: O dolce ora del pregar