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ANGELUS  (11 MARZO 2007) 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana 

Radio Vaticana, 11 marzo 2007

Benedetto XVI all’Angelus: la conversione a Dio salva l’uomo e la società e li aiuta ad affrontare con efficacia il male e le sventure della vita  

L’umanità di ogni tempo ha bisogno di convertirsi a Dio perché la conversione vince il male alla radice e permette all’uomo, alla società, di migliorarsi e di aprirsi alla speranza. Le persone e le società che invece non si mettono in mai discussione “hanno come unico destino finale la rovina”. Con queste considerazioni, Benedetto XVI si è rivolto alle circa 60 mila persone che a mezzogiorno di oggi si sono raccolte in Piazza San Pietro per partecipare alla recita dell’Angelus. Il servizio di Alessandro De Carolis:  

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Convertire il cuore non vuol dire scampare al male, ma affrontarlo in modo che la sventura sia o prevenuta o vinta con il bene: e se anche non si può sempre evitare le conseguenze del male, la conversione riporta sempre la pace nell’anima. Dunque, la conversione a Dio è un atto di realismo non di moralismo, è l’insegnamento che Benedetto XVI ha tratto dal Vangelo della terza domenica di Quaresima per poi riproporlo nella sua breve riflessione all’Angelus. Sono due fatti di cronaca, ricorda il Papa, a originare quella pagina del Vangelo: un rivolta di Galilei soffocata nel sangue da Pilato e il crollo di una torre a Gerusalemme che ha fatto 18 morti. Gesù, commentando quei fatti, ribalta la mentalità del tempo che riteneva una qualsiasi disgrazia, accidentale o causata dall’uomo, la diretta conseguenza di una grave colpa personale. I Galilei morti nelle due drammatiche circostanze non sono invece più colpevoli di tutti gli altri, obietta Gesù, che conclude perentorio: “Ma se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”:  

“Ecco, dunque, il punto al quale Gesù vuole portare i suoi ascoltatori: la necessità della conversione. Non la propone in termini moralistici, bensì realistici, come l’unica risposta adeguata ad accadimenti che mettono in crisi le certezze umane. Di fronte a certe disgrazie - Egli avverte - non serve scaricare la colpa sulle vittime. Vera saggezza è piuttosto lasciarsi interpellare dalla precarietà dell’esistenza e assumere un atteggiamento di responsabilità: fare penitenza e migliorare la nostra vita”.  

“Questa è sapienza, questa è la risposta più efficace al male, ad ogni livello, interpersonale, sociale e internazionale”, ha affermato Benedetto XVI, che ha rilevato come “in effetti, le persone e le società che vivono senza mai mettersi in discussione hanno come unico destino finale la rovina”: La conversione, invece, ha osservato il Papa:  

“Pur non preservando dai problemi e dalle sventure, permette di affrontarli inmodo’ diverso. Anzitutto aiuta a prevenire il male, disinnescando certe sue minacce. E, in ogni caso, permette di vincere il male con il bene, se non sempre sul piano dei fatti – che a volte sono indipendenti dalla nostra volontà – certamente su quello spirituale. In sintesi: la conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche se non sempre può evitarne le conseguenze”.  

Occorre “un serio esame di coscienza”, ha insistito Benedetto XVI, e l’“impegno a purificare la propria vita”. E prima di recitare l'Angelus e salutare in cinque lingue i fedeli nella piazza, il Papa ha concluso chiedendo aiuto alla Madonna per riscoprire la “bellezza della conversione”:  

“Ci aiuti a comprendere che fare penitenza e correggere la propria condotta non è semplice moralismo, ma la via più efficace per cambiare in meglio se stessi e la società. Lo esprime molto bene una felice sentenza: Accendere un fiammifero vale più che maledire l’oscurità”.

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BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle!

La pagina del Vangelo di Luca, che viene proclamata in questa terza Domenica di Quaresima, riporta il commento di Gesù a due fatti di cronaca. Il primo: la rivolta di alcuni Galilei, che era stata repressa da Pilato nel sangue; il secondo: il crollo di una torre a Gerusalemme, che aveva causato diciotto vittime. Due avvenimenti tragici ben diversi: l’uno causato dall’uomo, l’altro accidentale. Secondo la mentalità del tempo, la gente era portata a pensare che la disgrazia si fosse abbattuta sulle vittime a motivo di qualche loro grave colpa. Gesù invece dice: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei? … O che quei diciotto fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme?" (Lc 13,2.4). E in entrambi i casi conclude: "No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti nello stesso modo" (13,3.5).

Ecco, dunque, il punto al quale Gesù vuole portare i suoi ascoltatori: la necessità della conversione. Non la propone in termini moralistici, bensì realistici, come l’unica risposta adeguata ad accadimenti che mettono in crisi le certezze umane. Di fronte a certe disgrazie – Egli avverte – non serve scaricare la colpa sulle vittime. Vera saggezza è piuttosto lasciarsi interpellare dalla precarietà dell’esistenza e assumere un atteggiamento di responsabilità: fare penitenza e migliorare la nostra vita. Questa è sapienza, questa è la risposta più efficace al male, ad ogni livello, interpersonale, sociale e internazionale. Cristo invita a rispondere al male prima di tutto con un serio esame di coscienza e con l’impegno a purificare la propria vita. Altrimenti – dice – periremo, periremo tutti nello stesso modo. In effetti, le persone e le società che vivono senza mai mettersi in discussione hanno come unico destino finale la rovina. La conversione, invece, pur non preservando dai problemi e dalle sventure, permette di affrontarli in "modo" diverso. Anzitutto aiuta a prevenire il male, disinnescando certe sue minacce. E, in ogni caso, permette di vincere il male con il bene, se non sempre sul piano dei fatti – che a volte sono indipendenti dalla nostra volontà – certamente su quello spirituale. In sintesi: la conversione vince il male nella sua radice che è il peccato, anche se non sempre può evitarne le conseguenze.

Preghiamo Maria Santissima, che ci accompagna e ci sostiene nell’itinerario quaresimale, affinché aiuti ogni cristiano a riscoprire la grandezza, direi la bellezza della conversione. Ci aiuti a comprendere che fare penitenza e correggere la propria condotta non è semplice moralismo, ma la via più efficace per cambiare in meglio se stessi e la società. Lo esprime molto bene una felice sentenza: Accendere un fiammifero vale più che maledire l’oscurità.

DOPO L’ANGELUS

Je salue cordialement les pèlerins francophones présents ce matin et je les invite à entendre les appels que le Seigneur Jésus nous adresse. À travers l’Évangile d’aujourd’hui, le temps du Carême nous révèle l’amour patient et miséricordieux que le Seigneur a pour nous, et il nous appelle aussi à nous réveiller, à nous convertir, pour porter du fruit et pour répondre avec générosité aux attentes de Dieu. Bon dimanche à tous ! Avec ma Bénédiction apostolique.

To all the English-speaking visitors and pilgrims here today, I extend affectionate greetings. In particular I welcome the Board of Trustees and administration of Saint John’s University, New York, the students and teachers from All Saints Catholic High School in Kanata, Ontario, and the young people from Saint Patrick’s Evangelisation School in London. Upon all who are here today, and upon your families and loved ones at home, I invoke God’s abundant blessings.

Ganz herzlich grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher, und heute besonders die Alumnen des Collegium Germanicum et Hungaricum anläßlich ihrer traditionellen Sieben-Kirchen-Wallfahrt in der vorösterlichen Bußzeit. Die Pilgerschaft ist ein Sinnbild für unser Leben. Wir machen die Erfahrung, daß es etwas gibt, das wir noch nicht erreicht haben. Im Gebet und in der Betrachtung wird das Ziel unseres Lebens deutlich: „die himmlische Berufung, die Gott uns in Christus Jesus schenkt" (Phil 3, 14). Dieses Ziel gilt es, bei all unserem Tun im Auge zu behalten. – Euch allen wünsche ich einen gesegneten dritten Fastensonntag!

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, de modo particular al grupo de jóvenes de la parroquia San Pablo, de Murcia. Pidamos a la Virgen María que acompañe con su intercesión nuestro esfuerzo de conversión, para que la participación en el misterio pascual de Cristo renueve espiritualmente nuestras vidas y produzca en nosotros abundantes frutos de santidad, amando a Dios y a los hermanos. ¡Feliz domingo!

Pozdrawiam wszystkich Polaków. Ewangelia dzisiejszego dnia wzywa nas do nawrócenia. Potrzeba rachunku sumienia, by poznać stan swojego ducha, pokory, aby uznać winę, wiary w miłosierdzie, aby prosić o przebaczenie Boga i braci oraz miłości, aby na nowo przylgnąć do prawdy, dobra i piękna. Prośmy Boga o te dary Ducha. Niech Bóg wam błogosławi!

[Saluto tutti i polacchi. Il Vangelo di oggi ci chiama alla conversione. E’ necessario l’esame di coscienza per conoscere lo stato dell’anima, l’umiltà per riconoscere la colpa, la fede nella misericordia per chiedere perdono a Dio e ai fratelli, e l’amore per aderire di nuovo alla verità, al bene e al bello. Chiediamo a Dio questi doni dello Spirito. Dio vi benedica.]

Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Conegliano, Burano, Padova, Pescara, Fermo e Senigallia; i cresimandi del Vicariato del Mugello Est, diocesi di Firenze, e quelli di Cavenago d’Adda, diocesi di Lodi; i ragazzi di Oggiono che si preparano alla professione di fede; la Scuola delle Suore Carmelitane di Santa Teresa e l’Associazione culturale "San Giuseppe", di Prato; la Schola Cantorum "San Gaetano" di Campo nell’Elba; la Scuola "San Benedetto" di Parma; la Scuola "Nostra Signora della Neve" di Genova; il gruppo ministranti di Pozzuoli. A tutti auguro una buona domenica.

 

 

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