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Radio
Vaticana, 12 dicembre 2010
Benedetto
XVI all’Angelus: l’Avvento ci invita ad aspettare il
Signore con fiducia. Il Papa benedice i Bambinelli per i
presepi
In un mondo che esalta il cambiamento, l’Avvento ci
invita ad aspettare il Signore con costanza e pazienza: è
quanto sottolineato da Benedetto XVI all’Angelus, in
Piazza San Pietro. Il Papa ha ribadito che la vera
speranza, che non delude mai, è quella fondata sulla
fedeltà di Dio. Dopo la recita dell’Angelus, il Santo
Padre ha benedetto i Bambinelli dei presepi, rinnovando
una tradizione gioiosa, promossa dal Centro Oratori
Romani. Almeno 2 mila i bambini, che hanno voluto essere
in Piazza San Pietro per questo evento natalizio. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
Siate costanti, fino alla venuta del Signore: il Papa
ha ripreso un passo della Lettera di San Giacomo, proposta
dalla Liturgia domenicale, per mettere l’accento sul
valore della pazienza. “L’Avvento – è stata la
riflessione del Pontefice – ci chiama a potenziare
quella tenacia interiore, quella resistenza dell’animo
che ci permettono di non disperare nell’attesa di un
bene che tarda a venire”. Piuttosto, ha proseguito,
dobbiamo aspettare questo bene, anzi “prepararne la
venuta con fiducia operosa”:
“Mi sembra quanto mai importante, ai nostri
giorni, sottolineare il valore della costanza e della
pazienza, una virtù che appartenevano al bagaglio normale
dei nostri padri, ma che oggi sono meno popolari, in un
mondo che esalta, piuttosto, il cambiamento e la capacità
di adattarsi a sempre nuove e diverse situazioni”.
Il Papa ha, così, ripreso l’esempio
dell’agricoltore, indicato da San Giacomo, che aspetta
con costanza il prezioso frutto della terra. Un paragone,
ha detto, “molto espressivo”:
“L’agricoltore non è un fatalista, ma è
modello di una mentalità che unisce in modo equilibrato
la fede e la ragione, perché, da una parte, conosce le
leggi della natura e compie bene il suo lavoro, e,
dall’altra, confida nella Provvidenza, perché alcune
cose fondamentali non sono nelle sue mani, ma nelle mani
di Dio”.
“La pazienza e la costanza – ha osservato – sono
proprio sintesi tra l’impegno umano e l’affidamento a
Dio”. Si è così soffermato sull’esortazione a
rinfrancare in nostri cuori che troviamo nella Scrittura.
“Come possiamo fare questo?”, si chiede il Papa,
“Come possiamo rendere più forti i nostri cuori, già
di per sé piuttosto fragili, e resi ancora più instabili
dalla cultura in cui siamo immersi?”:
“L’aiuto non ci manca: è la Parola di Dio.
Infatti, mentre tutto passa e muta, la Parola del Signore
non passa. Se le vicende della vita ci fanno sentire
smarriti e ogni certezza sembra crollare, abbiamo una
bussola per trovare l’orientamento, abbiamo un’ancora
per non andare alla deriva”.
Il modello che ci viene offerto, ha affermato il Papa,
“è quello dei profeti, cioè di quelle persone che Dio
ha chiamato perché parlino in suo nome”:
“Il profeta trova la sua gioia e la sua forza
nella Parola del Signore, e, mentre gli uomini cercano
spesso la felicità per strade che si rivelano sbagliate,
egli annuncia la vera speranza, quella che non delude
perché è fondata sulla fedeltà di Dio”.
Ed ha concluso la sua riflessione ricordando che ogni
cristiano, in forza del Battesimo, “ha ricevuto la
dignità profetica” ed auspicando che ciascuno possa
“riscoprirla e alimentarla”, con un "assiduo
ascolto" della Parola divina. Dopo la recita
dell’Angelus, il Papa ha benedetto i Bambinelli per i
presepi portati in Piazza San Pietro dai bambini e ragazzi
di Roma:
“Cari giovani amici, quando metterete il
Bambinello nella grotta o nella capanna, dite una
preghiera per il Papa e per le sue intenzioni. Grazie!
Saluto anche i vostri genitori, insegnanti e catechisti;
ringrazio il Centro Oratori Romani per l’iniziativa,
come pure gli amici del Dispensario Pediatrico 'Santa
Marta'".
Nei saluti ai fedeli di lingua spagnola, il Papa ha
infine ricordato l’odierna festa della Vergine di
Guadalupe, tanto cara al popolo messicano e a tutta
l’America Latina. Con l’aiuto di Maria, ha detto,
possiate vivere questo tempo di gioia e speranza,
impegnandovi nell’esercizio della carità verso i più
bisognosi.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
In questa
terza domenica di Avvento, la Liturgia propone un passo
della Lettera di san Giacomo, che si apre con
questa esortazione: "Siate costanti, fratelli miei,
fino alla venuta del Signore" (Gc 5,7). Mi
sembra quanto mai importante, ai nostri giorni,
sottolineare il valore della costanza e della pazienza,
una virtù che appartenevano al bagaglio normale dei
nostri padri, ma che oggi sono meno popolari, in un mondo
che esalta, piuttosto, il cambiamento e la capacità di
adattarsi a sempre nuove e diverse situazioni. Senza nulla
togliere a questi aspetti, che pure sono qualità
dell’essere umano, l’Avvento ci chiama a potenziare
quella tenacia interiore, quella resistenza dell’animo
che ci permettono di non disperare nell’attesa di un
bene che tarda a venire, ma di aspettarlo, anzi, di
prepararne la venuta con fiducia operosa.
"Guardate
l’agricoltore – scrive san Giacomo –: egli aspetta
con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia
ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche
voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del
Signore è vicina" (Gc 5,7-8). Il paragone con
il contadino è molto espressivo: chi ha seminato nel
campo, ha davanti a sé alcuni mesi di attesa paziente e
costante, ma sa che il seme nel frattempo compie il suo
ciclo, grazie alle piogge di autunno e di primavera.
L’agricoltore non è fatalista, ma è modello di una
mentalità che unisce in modo equilibrato la fede e la
ragione, perché, da una parte, conosce le leggi della
natura e compie bene il suo lavoro, e, dall’altra,
confida nella Provvidenza, perché alcune cose
fondamentali non sono nelle sue mani, ma nelle mani di
Dio. La pazienza e la costanza sono proprio sintesi tra
l’impegno umano e l’affidamento a Dio.
"Rinfrancate
i vostri cuori", dice la Scrittura. Come possiamo
fare questo? Come possiamo rendere più forti i nostri
cuori, già di per sé piuttosto fragili, e resi ancora più
instabili dalla cultura in cui siamo immersi? L’aiuto
non ci manca: è la Parola di Dio. Infatti, mentre tutto
passa e muta, la Parola del Signore non passa. Se le
vicende della vita ci fanno sentire smarriti e ogni
certezza sembra crollare, abbiamo una bussola per trovare
l’orientamento, abbiamo un’ancora per non andare alla
deriva. E qui il modello che ci viene offerto è quello
dei profeti, cioè di quelle persone che Dio ha chiamato
perché parlino in suo nome. Il profeta trova la sua gioia
e la sua forza nella Parola del Signore, e, mentre gli
uomini cercano spesso la felicità per strade che si
rivelano sbagliate, egli annuncia la vera speranza, quella
che non delude perché è fondata sulla fedeltà di Dio.
Ogni cristiano, in forza del Battesimo, ha ricevuto la
dignità profetica: possa ciascuno riscoprirla e
alimentarla, con un assiduo ascolto della divina Parola.
Ce lo ottenga la Vergine Maria, che il Vangelo chiama
beata perché ha creduto nell’adempimento delle parole
del Signore (cfr Lc 1,45).
DOPO
L’ANGELUS
Il
primo saluto va oggi ai bambini e ai ragazzi di Roma,
venuti per la tradizionale benedizione dei
"Bambinelli" per i Presepi. Cari giovani amici,
quando metterete il Bambinello nella grotta o nella
capanna, dite una preghiera per il Papa e per le sue
intenzioni. Grazie! Saluto anche i vostri genitori,
insegnanti e catechisti; ringrazio il Centro Oratori
Romani per l’iniziativa, come pure gli amici del
Dispensario Pediatrico "Santa Marta".
Desidero
poi ricordare che nel pomeriggio di giovedì prossimo, 16
dicembre, nella Basilica di San Pietro, celebrerò la
Liturgia dei Vespri con gli universitari degli Atenei
romani, in preparazione al Santo Natale.
Je salue
cordialement les pèlerins francophones ! Ce 3ème
dimanche de l’Avent est celui de la joie car le Seigneur
est proche : il vient inaugurer une humanité
nouvelle. Notre allégresse est appelée à anticiper la
joie plénière que nous vivrons avec le Christ dans l’éternité.
Puisse la Vierge Marie aider tous les peuples de la Terre
et particulièrement les chrétiens, à ouvrir les portes
au Christ et à son Évangile de paix et de joie, de
fraternité et de justice ! Bon dimanche et bon pèlerinage
à tous !
I welcome
all the English-speaking pilgrims and visitors present for
our Angelus prayer. The liturgy of this Third
Sunday of Advent, marked by joyful expectation of the
Lord’s coming, invites us to open our eyes to the many
signs of Christ’s saving power in our midst. May these
days of preparation for Christmas be for all of us a time
of attentiveness to God’s word, genuine conversion and
interior renewal. Upon you and your families I invoke joy
and peace in Jesus our Saviour.
Ein
herzliches „Grüß Gott" sage ich den Pilgern und
Besuchern aus den Ländern deutscher Sprache. Im heutigen
Evangelium offenbart sich Jesus Christus als der von den
Propheten verheißene Messias. Er ist die Erfüllung der
tiefsten Sehnsucht des Menschen. Dort, wo Jesus ist,
bricht das Reich Gottes in unsere Welt herein: „Blinde
sehen wieder, Lahme gehen, Aussätzige werden rein, und
Taube hören; Tote stehen auf, und den Armen wird das
Evangelium verkündet" (vgl. Mt 11,5). In der
Gegenwart Jesu finden wir Heilung und Glück in Fülle.
Diese Zuversicht schenkt uns Freude in der Erwartung des
Herrn. Gott segne euch alle.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana. En este tercer domingo de
Adviento, la liturgia nos invita con insistencia a la
alegría en el Señor. Que la intercesión amorosa
de Santa María, que bajo la advocación de Nuestra Señora
de Guadalupe, es invocada fervientemente como Madre por
los hombres y mujeres del pueblo mexicano y de América
Latina, aliente este tiempo de gozo y esperanza y fomente
el ineludible ejercicio de la caridad con los más
necesitados. Feliz domingo.
Saúdo
com amizade os fiéis das paróquias de Barcarena e
Milharado, no Patriarcado de Lisboa, e demais peregrinos
de língua portuguesa. Agradecido pela presença orante,
desejo que esta romagem confirme a vossa adesão a Cristo:
confiai no seu poder, deixai agir a sua graça! Por modelo
e protecção, tomai a Virgem Mãe.
Szeretettel
köszöntöm a magyar híveket, a budapesti Szent Gellért
és Kis Szent Teréz plébániák csoportjának tagjait. Látogatástok
az apostolfejedelmek sírjainál erősítsen meg
benneteket az új evangelizáció munkálásában.
[Un
cordiale saluto ai fedeli ungheresi, membri dei gruppi
delle Parrocchie di San Gerardo Sagredo e di Santa Teresa
di Lisieux, da Budapest. La vostra visita alla tomba del
Principe degli Apostoli vi fortifichi nell’opera della
nuova evangelizzazione.]
Słowa
pozdrowienia kieruję do Polaków. W dzisiejszej
liturgii św. Jakub wzywa: „bądźcie
cierpliwi i umacniajcie serca wasze, bo przyjście
Pana jest już bliskie" (Jk 5, 8). To zapewnienie
dodaje nam otuchy i pokoju, gdy w adwentowym czasie
przygotowujemy się na spotkanie z Chrystusem, który
przychodzi. Niech Jego błogosławieństwo
stale wam towarzyszy!
[Alcune
parole di saluto rivolgo ai polacchi. Nella liturgia
odierna San Giacomo esorta: "Siate pazienti (...)
rinfrancate i vostri cuori. Perché la venuta del Signore
è vicina" (Gc 5, 8). Quest’affermazione ci
incoraggia e colma di pace, quando nel tempo di avvento ci
prepariamo all’incontro con il Cristo che viene. La sua
benedizione vi accompagni sempre!]
Saluto
infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i
fedeli provenienti da Lerici, Taranto, Oria e
Brindisi-Ostuni, la Scuola "Ravasco" di Pescara,
i bambini di Urbino che hanno ricevuto la Prima Comunione,
il personale dell’Ospedale San Giuseppe e Melorio di
Santa Maria Capua Vetere, la Polizia Municipale di
Agropoli e gruppi di preghiera mariana da varie regioni
d’Italia. A tutti auguro una buona domenica.
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