Articoli di Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana >>

 
 
Web www.ratzingerbenedettoxvi.com PageRankTop.com


ANGELUS (12 AGOSTO 2007)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana 

Fonte, Radio Vaticana, 12 agosto 2007

All’Angelus, il Papa esorta i cristiani ad una vita orientata verso il cielo e lancia un appello per le popolazioni del sudest asiatico, colpite dalle inondazioni

I cristiani compiano fedelmente il proprio dovere “con una costante tensione verso il cielo”: è l’esortazione di Benedetto XVI che, all’Angelus domenicale a Castel Gandolfo, ha ribadito l’importanza di spendere la propria esistenza “in modo saggio e previdente”. Dopo la recita della preghiera mariana, il Santo Padre ha lanciato un accorato appello alla comunità internazionale, affinché intervenga in sostegno delle popolazioni del sudest asiatico colpite dalle inondazioni dei giorni scorsi. Il servizio di Alessandro Gisotti:
 
La solennità dell’Assunzione di Maria, ormai prossima, ha detto il Papa, ci invita a vivere un’esistenza “tutta orientata verso il futuro, verso il cielo, dove la Vergine Santa ci ha preceduti nella gioia del paradiso”. Parole corredate da una profonda riflessione sulla liturgia della XIX domenica del tempo ordinario:
 
In particolare, la pagina evangelica, proseguendo il messaggio di domenica scorsa, invita i cristiani a distaccarsi dai beni materiali in gran parte illusori, e a compiere fedelmente il proprio dovere con una costante tensione verso l’alto. Il credente resta desto e vigilante per essere pronto ad accogliere Gesù quando verrà nella sua gloria.
 
“Attraverso esempi tratti dalla vita quotidiana – ha detto ancora - il Signore esorta i suoi discepoli a vivere in questa disposizione interiore, come quei servi della parabola che sono in attesa del ritorno del loro padrone”. Dobbiamo dunque “vegliare, pregando e operando il bene”. Si è così soffermato sulla seconda lettura, tratta dalla Lettera agli Ebrei, in cui si presenta Abramo come pellegrino, nomade, guidato dalla fede, che vive in una tenda, sostando in una regione straniera. La sua meta, ha sottolineato, “non è in questo mondo, ma è il paradiso”. Allo stesso modo, i primi cristiani si consideravano “forestieri” quaggiù, esprimendo così la caratteristica più importante della Chiesa che è appunto “la tensione verso il cielo”:
 
L’odierna liturgia della Parola vuole pertanto invitarci a pensare “alla vita del mondo che verrà”, come ripetiamo ogni volta che con il Credo facciamo la nostra professione di fede. Un invito a spendere la nostra esistenza in modo saggio e previdente, a considerare attentamente il nostro destino, e cioè quelle realtà che noi chiamiamo ultime: la morte, il giudizio finale, l’eternità, l’inferno e il paradiso.

La Vergine Maria, “che dal cielo veglia su di noi”, è stata l’invocazione di Benedetto XVI, “ci aiuti a non dimenticare che qui, sulla terra, siamo solo di passaggio, e ci insegni a prepararci ad incontrare Gesù”. Dopo la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha rivolto il pensiero alle popolazioni del sudest asiatico devastato, in questi giorni, da terribili inondazioni:
 
Nell’esprimere la mia profonda partecipazione al dolore delle popolazioni colpite, esorto le comunità ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere quelle iniziative di solidarietà promosse per alleviare le sofferenze di tante persone duramente provate. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’aiuto tempestivo e generoso della Comunità Internazionale!

Al momento dei saluti, particolarmente festoso, il Papa ha rivolto in lingua polacca un pensiero a quanti, in questi giorni, si recano in pellegrinaggio nei Santuari mariani e, in tedesco, alla Blaskapelle di Neukirchen am Inn. Rivolgendosi ai fedeli italiani, ha salutato il coro giovani “Gli Alunni del Cielo” ed ha infine rinnovato la preghiera a Maria, affinché ci aiuti “a rispondere sempre fedelmente alla vocazione alla santità che Cristo rivolge ad ogni cristiano”.

ANGELUS

Palazzo Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 12 agosto 2007
 

Cari fratelli e sorelle,

la liturgia di questa diciannovesima domenica del tempo ordinario ci prepara, in qualche modo, alla solennità dell'Assunzione di Maria al cielo che celebreremo il prossimo 15 agosto. Essa infatti è tutta orientata verso il futuro, verso il cielo, dove la Vergine Santa ci ha preceduti nella gioia del paradiso. In particolare, la pagina evangelica, proseguendo il messaggio di domenica scorsa, invita i cristiani a distaccarsi dai beni materiali in gran parte illusori, e a compiere fedelmente il proprio dovere con una costante tensione verso l'alto. Il credente resta desto e vigilante per essere pronto ad accogliere Gesù quando verrà nella sua gloria. Attraverso esempi tratti dalla vita quotidiana, il Signore esorta i suoi discepoli, cioè noi, a vivere in questa disposizione interiore, come quei servi della parabola che sono in attesa del ritorno del loro padrone. "Beati quei servi - Egli dice - che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli" (Lc 12, 37). Dobbiamo dunque vegliare, pregando e operando il bene.

È vero, sulla terra siamo tutti di passaggio, come opportunamente ci ricorda la seconda lettura dell'odierna liturgia, tratta dalla Lettera agli Ebrei. Essa ci presenta Abramo in abito di pellegrino, come un nomade che vive in una tenda e sosta in una regione straniera. A guidarlo è la fede. "Per fede - scrive l'autore sacro - Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava (Eb 11, 8). La sua vera meta era infatti "la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso" (11, 10). La città a cui si allude non è in questo mondo, ma è la Gerusalemme celeste, il paradiso. Era ben consapevole di ciò la primitiva comunità cristiana che si considerava quaggiù "forestiera" e chiamava i suoi nuclei residenti nelle città "parrocchie", che significa appunto colonie di stranieri [in greco pàroikoi] (cfr 1Pt 2, 11). In questo modo i primi cristiani esprimevano la caratteristica più importante della Chiesa, che è appunto la tensione verso il cielo. L'odierna liturgia della Parola vuole pertanto invitarci a pensare "alla vita del mondo che verrà", come ripetiamo ogni volta che con il Credo facciamo la nostra professione di fede. Un invito a spendere la nostra esistenza in modo saggio e previdente, a considerare attentamente il nostro destino, e cioè quelle realtà che noi chiamiamo ultime: la morte, il giudizio finale, l'eternità, l'inferno e il paradiso. E proprio così noi assumiamo la responsabilità per il mondo e costruiamo un mondo migliore.

La Vergine Maria, che dal cielo veglia su di noi, ci aiuti a non dimenticare che qui, sulla terra, siamo solo di passaggio, e ci insegni a prepararci ad incontrare Gesù che "siede alla destra di Dio Padre Onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti".

Dopo l'Angelus:

Nei giorni scorsi, gravi inondazioni hanno devastato vari Paesi del Sud-Est asiatico, causando numerose vittime e milioni di senza tetto. Nell'esprimere la mia profonda partecipazione al dolore delle popolazioni colpite, esorto le comunità ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere quelle iniziative di solidarietà promosse per alleviare le sofferenze di tante persone duramente provate. Non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l'aiuto tempestivo e generoso della Comunità Internazionale!

Chers pèlerins francophones, je suis heureux de vous accueillir ce matin pour la prière de l’Angelus, vous encourageant, comme nous y invite l’Évangile de ce jour, à « rester en tenue de service », vigilants dans l’espérance, enracinés dans la foi au Christ Sauveur et témoignant de sa charité à tous vos frères. Avec ma Bénédiction apostolique.

I offer a warm welcome to the English-speaking visitors gathered for this Angelus prayer. In today’s gospel, Jesus exhorts his disciples to be watchful, ever ready to greet him when he comes. During these quiet days of summer, may we welcome the Lord ever more fully into our hearts and allow his grace to transform our lives. Upon you and your families, I cordially invoke God’s blessing of joy and peace!

Mit Freude heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher hier in Castelgandolfo willkommen. Besonders begrüße ich heute die Blaskapelle aus Neukirchen am Inn. Im Evangelium dieses Sonntags lädt uns Jesus ein, unser Herz nicht an vergängliche Güter zu verlieren, sondern unsere Zeit und unsere Talente in den Dienst unserer Mitmenschen zu stellen. So werden wir einen Schatz im Himmel erwerben. Der Allmächtige Gott vollende unsere guten Werke mit seiner Gnade. - Der Herr geleite euch auf allen Wegen!

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española, así como a los que siguen este acto mariano a través de la radio y la televisión. Queridos hermanos: en el Evangelio de este domingo, el Señor nos invita a tener una actitud vigilante en nuestra vida cristiana. Pidamos a la Virgen María que nos ayude a profundizar nuestro trato con Cristo en la oración para que, llenos de esperanza, aumente nuestra fe y se fortalezca nuestro amor. ¡Feliz domingo!

Witam obecnych tu Polaków. Za waszym pośrednictwem przekazuję moje pozdrowienie i wyrazy duchowej jedności wszystkim, którzy w tych dniach pielgrzymują na Jasną Górę i do innych sanktuariów maryjnych. Niech trud wędrówki połaczony z gorącą modlitwą przyniesie obfite owoce w źyciu kaźdego pielgrzyma, ich rodzin i całego społeczeństwa w Polsce. Niech Bóg wam błogosławi.

Do il benvenuto ai polacchi qui presenti. Per vostro tramite indirizzo il mio saluto e le espressioni della spirituale unione a quanti in questi giorni si recano a Jasna Gora e agli altri santuari mariani. La fatica del cammino unita all’ardente preghiera porti abbondanti frutti nella vita di ognuno dei pellegrini, delle loro famiglie e di tutta la società in Polonia. Dio vi benedica.

Un cordiale saluto rivolgo infine ai pellegrini italiani, in particolare ai fedeli della parrocchia di Sant'Andrea, in Labico; a quelli della parrocchia di San Sisto, in Bellegra; ai ragazzi e giovani della comunità "Gli alunni del cielo", ai quali auguro di continuare con entusiasmo ad annunciare nel canto il Vangelo. Maria Santissima, che invochiamo con la preghiera dell'Angelus, ci aiuti a rispondere sempre fedelmente alla vocazione alla santità che Cristo rivolge ad ogni cristiano. Grazie per la vostra presenza. A tutti buona domenica! 

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana

 

 

Webmaster: Amedeo Lomonaco  Sottofondo: Exodus