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ANGELUS
(12 FEBBRAIO 2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
12.02.2006
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Un
pensiero e ancora una intensa preghiera per quanti
soffrono: al centro delle parole del Papa che
all’Angelus ha ricordato
la Giornata Mondiale
del Malato celebrata ieri, l’apertura dei Giochi
Olimpici e i 75 anni della Radio Vaticana. Il
servizio di Fausta Speranza:
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“Cristo
è il vero medico dell’umanità”: così Benedetto XVI
ricorda che la malattia è un tratto tipico della
condizione umana, tanto da diventare una realistica
metafora e da ispirare la preghiera di Sant’Agostino che
dice: “Abbi pietà di me, Signore! Vedi: non ti nascondo
le mie ferite. Tu sei il medico, io sono il malato; tu sei
misericordioso, io misero” (Conf., X,39). Ma
mentre il Papa sottolinea che questa è la condizione di
tutti, vuole ricordare la concreta sofferenza di quanti
sperimentano il male fisico rivolgendo il suo pensiero a
“tutti i malati, specialmente quelli che, in ogni parte
del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono
anche la solitudine, la miseria e l’emarginazione”. E
parla di “adeguata assistenza sanitaria”: lo fa
invocando l’aiuto della Vergine
proprio perchè chi soffre trovi supporto medico e
anche – aggiunge - la “carità fraterna che sa farsi
attenzione concreta e solidale”. E un pensiero va a
quanti in ospedali o altri centri di cura accudiscono i
malati e si adoperano per la loro guarigione.
E
il Papa, in tema di malattia e sofferenza, ricorda che
“proprio in queste domeniche, il Vangelo di Marco ci
presenta Gesù che, all’inizio del suo ministero
pubblico, si dedica completamente alla predicazione e alla
guarigione dei malati nei villaggi della Galilea”. Gli
innumerevoli segni prodigiosi che egli compie sugli
infermi confermano la “buona notizia” del Regno di
Dio, afferma Benedetto XVI, soffermandosi poi sul brano
evangelico che racconta la guarigione di un lebbroso. Si
tratta – spiega il Papa - di un brano che “esprime con
grande efficacia l’intensità del rapporto tra Dio e
l’uomo, riassunta in uno stupendo dialogo:
“
‘Se vuoi, puoi guarirmi!’, dice il lebbroso. ‘Lo
voglio, guarisci!’, gli risponde Gesù, toccandolo con
la mano e liberandolo dalla lebbra (Mc
1,40-42). Vediamo qui come concentrata tutta la storia
della salvezza”.
Quel
gesto di Gesù, che stende la mano e tocca il corpo
piagato della persona che lo invoca, - sottolinea il Papa
- manifesta perfettamente la volontà di Dio di risanare
la sua creatura decaduta, restituendole la vita “in
abbondanza” (Gv 10,10), la vita eterna, piena,
felice.
“Cristo
è ‘la mano’ di Dio tesa all’umanità, perché possa
uscire dalle sabbie mobili della malattia e della morte,
rialzarsi in piedi sulla salda roccia dell’amore
divino”.
Dopo
la preghiera mariana, Benedetto XVI ricorda che “da due
giorni si è aperta a Torino
la XX
edizione dei Giochi Olimpici Invernali”. E rivolge il
suo “cordiale saluto agli organizzatori, ai responsabili
del Comitato Olimpico Internazionale e a tutti gli atleti,
venuti da ogni parte del mondo”.
“Auguro
che questa bella competizione sportiva si svolga
all’insegna dei valori olimpici della lealtà, della
gioia e della fraternità, recando così un contributo
alla pace tra i popoli”.
E
poi il Papa parla della particolare ricorrenza vissuta
oggi dalla Radio Vaticana:
“Proprio
oggi, 12 febbraio, ricorre il 75° anniversario
dell’inaugurazione della Radio Vaticana e del primo
Radiomessaggio al mondo del Papa Pio XI, che aveva dato
incarico allo scienziato Guglielmo Marconi di costruire la
stazione radiofonica del Vaticano. Con lo strumento della
radio, e poi della televisione, il messaggio del Vangelo e
le parole dei Papi hanno potuto raggiungere più
rapidamente e facilmente tutte le genti.”
Nei saluti in francese, in inglese, in spagnolo, in
tedesco e in polacco, il Papa torna con il pensiero alla
Giornata Mondiale del Malato, che quest’anno ha visto
svolgersi ad Adelaide, in Australia, le manifestazioni più
importanti, comprendenti anche un Convegno internazionale
sul tema sempre urgente della salute mentale.
Infine,
un saluto improvvisato a tutti gli italiani presenti e
l’augurio a tutti di una buona domenica e di una buona
settimana.
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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
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Cari
fratelli e sorelle!
Ieri,
11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine di
Lourdes, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del
Malato, che quest’anno ha visto svolgersi ad
Adelaide, in Australia, le manifestazioni più
importanti, comprendenti anche un Convegno
internazionale sul tema sempre urgente della salute
mentale. La malattia è un tratto tipico della
condizione umana, al punto che può diventarne una
realistica metafora, come sant’Agostino ben esprime
in una sua preghiera: "Abbi pietà di me,
Signore! Vedi: non ti nascondo le mie ferite. Tu sei
il medico, io sono il malato; tu sei misericordioso,
io misero" (Conf., X,39).
Cristo
è il vero "medico" dell’umanità, che il
Padre celeste ha mandato nel mondo per guarire
l’uomo, segnato nel corpo e nello spirito dal
peccato e dalle sue conseguenze. Proprio in queste
domeniche, il Vangelo di Marco ci presenta Gesù che,
all’inizio del suo ministero pubblico, si dedica
completamente alla predicazione e alla guarigione dei
malati nei villaggi della Galilea. Gli innumerevoli
segni prodigiosi che egli compie sugli infermi
confermano la "buona notizia" del Regno di
Dio. Quest’oggi il brano evangelico racconta la
guarigione di un lebbroso ed esprime con grande
efficacia l’intensità del rapporto tra Dio e
l’uomo, riassunta in uno stupendo dialogo: "Se
vuoi, puoi guarirmi!", dice il lebbroso. "Lo
voglio, guarisci!", gli risponde Gesù,
toccandolo con la mano e liberandolo dalla lebbra (Mc
1,40-42). Vediamo qui come concentrata tutta la storia
della salvezza: quel gesto di Gesù, che stende la
mano e tocca il corpo piagato della persona che lo
invoca, manifesta perfettamente la volontà di Dio di
risanare la sua creatura decaduta, restituendole la
vita "in abbondanza" (Gv 10,10), la
vita eterna, piena, felice. Cristo è "la
mano" di Dio tesa all’umanità, perché possa
uscire dalle sabbie mobili della malattia e della
morte, rialzarsi in piedi sulla salda roccia
dell’amore divino (cfr Sal 39,2-3).
Vorrei
oggi affidare a Maria "Salus infirmorum"
tutti i malati, specialmente quelli che, in ogni parte
del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono
anche la solitudine, la miseria e l’emarginazione.
Un particolare pensiero rivolgo anche a coloro che
negli ospedali e in ogni altro centro di cura
accudiscono i malati e si adoperano per la loro
guarigione. La Vergine Santa aiuti ciascuno a trovare
conforto nel corpo e nello spirito, grazie a una
adeguata assistenza sanitaria e alla carità fraterna
che sa farsi attenzione concreta e solidale.
[00218-01.01]
[Testo originale: Italiano]
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DOPO
L’ANGELUS
Da
due giorni si è aperta a Torino la XX edizione dei
Giochi Olimpici Invernali. Rivolgo il mio cordiale
saluto agli organizzatori, ai responsabili del
Comitato Olimpico Internazionale e a tutti gli atleti,
venuti da ogni parte del mondo. Auguro che questa
bella competizione sportiva si svolga all’insegna
dei valori olimpici della lealtà, della gioia e della
fraternità, recando così un contributo alla pace tra
i popoli.
Proprio
oggi, 12 febbraio, ricorre il 75° anniversario
dell’inaugurazione della Radio Vaticana e del primo
Radiomessaggio al mondo del Papa Pio XI, che aveva
dato incarico allo scienziato Guglielmo Marconi di
costruire la stazione radiofonica del Vaticano. Con lo
strumento della radio, e poi della televisione, il
messaggio del Vangelo e le parole dei Papi hanno
potuto raggiungere più rapidamente e facilmente tutte
le genti.
Je
vous salue, pèlerins francophones. Comme nous le dit
saint Paul dans la lecture de ce jour, tout ce que
vous faites, faites-le pour la gloire de Dieu, prenant
conscience que vos actes sont, auprès de vos frères,
des témoignages de la vérité de l’Évangile et de
la liberté que nous donne le Christ. Avec mon
affectueuse Bénédiction.
I am
happy to greet all the English-speaking visitors
present at today’s Angelus. Yesterday the Church
celebrated the fourteenth Annual World Day of the Sick
in Adelaide, Australia. Let us continue to pray for
all those who are ill, asking the Lord Jesus to give
them strength, courage and grace. Upon all of you I
invoke God’s abundant blessings and wish you a good
Sunday!
Einen
frohen Gruß richte ich an die deutschsprachigen
Pilger hier auf dem Petersplatz. Das Evangelium des
heutigen Sonntags berichtet von einem Aussätzigen,
der Jesus demütig um Hilfe bittet und von ihm geheilt
wird. Bringen auch wir unsere Anliegen auf die Fürsprache
Marias voll Vertrauen vor Gott. Jesus, der Sohn Gottes,
heilt auch uns. Euch allen wünsche ich einen
gesegneten Tag.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española, que
participan en esta oración mariana. Ayer, fiesta de
la Virgen de Lourdes, se celebró la Jornada Mundial
del Enfermo. Os invito a dirigir vuestra mirada a
Cristo, que pasó haciendo el bien y curando toda
forma de dolencia, para que en los momentos de
sufrimiento sintamos siempre la ayuda de su gracia y
el consuelo de su amor. ¡Feliz domingo!
Pozdrawiam
wszystkich Polaków. Wczoraj obchodziliśmy Światowy
Dzień Chorego. Tych, którzy niosą ciężar
cierpienia polecam opiece Maryi, którą wzywamy
jako Uzdrowienie Chorych. Niech ofiarna miłość
dodaje sił tym, którzy przychodzą chorym z
pomocą. Wszystkim z serca błogosławię.
[Saluto
tutti i polacchi. Ieri abbiamo celebrato la Giornata
Mondiale del Malato. Affido coloro che portano il peso
della sofferenza alla protezione di Maria, che
invochiamo come Salute dei malati. L’amore premuroso
accresca le forze di coloro che portano aiuto ai
malati. Benedico tutti di cuore.]
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