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Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 13.08.2006
“LA
PACE PREVALGA SULLA FORZA DELLE ARMI”: ALL’ANGELUS DA
CASTEL GANDOLFO, L’APPREZZAMENTO DI BENEDETTO XVI PER I
SEGNALI DI SPERANZA IN ARRIVO DAL FRONTE LIBANESE. IL PAPA
INVITA A COGLIERE NELLE FERIE ESTIVE OCCASIONI DI RIPOSO
FISICO E SPIRITUALE
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La
speranza per un conflitto, quello israelo-libanese,
che sembra in grado di uscire dal tunnel della
guerra. E ancora, l’invito, specialmente ai
cristiani, ad utilizzare le ferie per coltivare la
crescita dello spirito oltre il riposo puramente
fisico. Sono
i due temi che hanno caratterizzato la riflessione
di Benedetto XVI all’Angelus di questa mattina,
presieduto da Castel Gandolfo. Presenti nel cortile
del Palazzo apostolico, fedeli di molte nazioni. Il
servizio di Alessandro De Carolis. |
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La preoccupazione dominante e gli appelli insistiti
alle coscienze cedono per una volta il passo alla
speranza. Tra i colori incerti di questo scorcio
d’estate romana, risplende nel cuore di Benedetto XVI la
percezione del passo in avanti compiuto dalla diplomazia
per la soluzione della crisi mediorientale:
“Gli
ultimi sviluppi fanno sperare che cessino gli scontri e
che sia prontamente ed efficacemente assicurata
l’assistenza umanitaria alle popolazioni. L’augurio di
tutti è che finalmente prevalga la pace sulla violenza e
la forza delle armi”
La
preghiera del Papa per il Libano - affidata
all’intercessione della Madonna, nell’antivigilia
dell’Assunta - conclude una distesa riflessione sul tema
delle vacanze. Quello di Benedetto XVI è quasi un elogio
della pausa estiva, considerata però in una prospettiva
più ampia del “mero divertimento”. L’“attesa
sosta di riposo – è l’augurio del Papa - serva a
rinfrancare la mente e il corpo, sottoposti ogni giorno a
un continuo affaticamento e logorio, dato il corso
frenetico dell’esistenza moderna”. Ma aggiunge:
“Le
ferie costituiscono anche una preziosa opportunità per
stare più a lungo con i familiari, per ritrovare parenti
e amici, in una parola per dare più spazio a quei
contatti umani che il ritmo degli impegni di ogni giorno
impedisce di coltivare come si desidererebbe”.
Tuttavia,
non dimentica il Papa, c’è una schiera di meno
fortunati che dovrà rinunciare, per vari motivi, a un
“tempo di vacanza”. A loro va la sua solidarietà:
“Penso
in modo particolare a chi è solo, agli anziani e agli
ammalati che spesso, in questo periodo, soffrono ancor più
la solitudine. A questi nostri fratelli e sorelle vorrei
manifestare la mia vicinanza spirituale auspicando di
cuore che a nessuno di loro manchi il sostegno e il
conforto di persone amiche”.
Ai
ritmi frenetici della modernità si contrappongano,
suggerisce Benedetto XVI, spazi di quiete per la mente e
lo spirito, tra “incontri culturali”, “contatto con
la natura” e “momenti prolungati di preghiera e
contemplazione”:
“Disponendo
di più tempo libero ci si può dedicare con maggiore agio
al colloquio con Dio, alla meditazione della Sacra
Scrittura e alla lettura di qualche utile libro formativo.
Chi fa l’esperienza di questo riposo dello spirito, sa
quanto esso sia utile per non ridurre le vacanze a mero
svago e divertimento”.
Il
Papa ha concluso questa riflessione caldeggiando la fedeltà
all’eucaristia domenicale anche durante le ferie, quindi
– dopo l’appello per il Medio Oriente - ha salutato i
gruppi di pellegrini radunati sotto la finestra del
cortile interno. Tra questi, un affettuoso pensiero unito
alla propria vicinanza spirituale Benedetto XVI lo ha
indirizzato alle famiglie polacche presenti oggi a Castel
Gandolfo, che lo scorso 28 gennaio subirono il lutto di
alcuni loro cari, rimasti vittime del crollo di un
capannone a Katowice: i morti furono 66. “Affido alla
misericordia di Dio le anime dei defunti – ha detto il
Papa alle famiglie - e invio ai superstiti la mia
benedizione”.
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PACE
IN LIBANO
Ascolta il servizio
di Amedeo Lomonaco
SI’
DI ISRAELE ALLA RISOLUZIONE ONU PER LA FINE DELLE
OSTILITÀ
IN MEDIO ORIENTE. LE NAZIONI UNITE HANNO ANNUNCIATO
PER DOMANI L’INIZIO DELLA TREGUA, MA INTANTO IN LIBANO
SI COMBATTE ANCORA
Sembra
più vicina la pace in Medio Oriente: il governo
israeliano ha approvato la risoluzione delle Nazioni
Unite, già accolta dall’esecutivo libanese. Israele e
Libano cesseranno le ostilità domani, in base a quanto
disposto dalla risoluzione 1701 approvata dal Consiglio di
sicurezza dell’ONU. Sulla situazione in Libano, dove in
queste ore si continua a combattere, ascoltiamo il
servizio di Amedeo Lomonaco:
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La
speranza, rinfrancata da importanti conferme politiche, è
che con oggi, 33.giorno di guerra, si chiuda l’ultima
pagina del conflitto, scoppiato in Libano lo scorso 12
luglio. Il segretario generale dell’ONU, Kofi Annan, ha
annunciato che il cessate-il-fuoco tra Israele e
guerriglieri Hezbollah inizierà domani, a partire dalle
ore 8, le 7 in Italia. E in Medio Oriente non mancano
segnali che fanno sperare: il governo israeliano ha
approvato poco fa il testo delle Nazioni Unite. Durante la
seduta, il premier israeliano, Ehud Olmert, ha anche
dichiarato che il partito libanese degli “Hezbollah non
potrà più essere uno Stato all’interno di uno
Stato”. “Il governo libanese - ha aggiunto - diventa
l’interlocutore per l’esecutivo israeliano”. E in
Libano il governo di Beirut ha già approvato ieri,
all’unanimità, la risoluzione delle Nazioni Unite. Il
leader degli Hezbollah, Nasrallah, ha assicurato, inoltre,
che il partito politico militare sciita rispetterà la
risoluzione dell’ONU. Il nostro partito, ha precisato
Nasrallah, “è pronto al cessate-il-fuoco, ma
continueremo la resistenza finché non terminerà
l’offensiva israeliana sul Libano”.
Negli
Stati Uniti, poi, il presidente americano George Bush è
tornato ad accusare Iran e Siria ed Hezbollah, ritenuti
responsabili di una “guerra non voluta” nella regione
mediorientale. L’Iran, intanto, ha espresso
soddisfazione per l’approvazione della risoluzione,
anche se ritiene il testo “non bilanciato” perché
manca una chiara condanna delle azioni di Israele.
Soddisfazione, speranza e grande attesa per l’inizio
della tregua, fissata per domani, dominano dunque queste
ore. Ma sul terreno si continua a combattere: almeno tre
civili libanesi sono morti per un nuovo raid israeliano. La
televisione Al Arabya ha riferito, poi, che 7 soldati
israeliani sono morti nel sud del Libano. Pesanti
bombardamenti sono in corso a Tiro e a Beirut –
particolarmente violento quello via mare contro la
capitale - mentre oltre 100 razzi sono stati lanciati,
inoltre, verso lo Stato ebraico. Dal fronte israelo–libanese
arrivano, comunque, anche notizie che sembrano anticipare
nuovi possibili scenari di riconciliazione e la tregua,
fissata per domani:
un combattente Hezbollah, ferito durante i combattimenti,
è stato ricoverato, a breve distanza da civili
israeliani, in un ospedale della Galilea, duramente
bombardato nei giorni scorsi da guerriglieri sciiti.
Speriamo sia questa l’immagine di un Libano, di un Medio
Oriente ferito ma comunque in via di guarigione.
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