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ANGELUS
DELL'8 DICEMBRE 2009 |
La
vera gioia cristiana e il presepe: nelle parole del Papa
che all’Angelus benedice i "bambinelli",
ricorda i 4 missionari morti in Africa e cita la 'Giornata
per le nuove chiese'
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Il Mistero di Dio nella
nostra vita è la fonte della vera gioia: così il Papa
invita nella terza Domenica di Avvento a vivere quello che
il presepe rappresenta: amore, umiltà, povertà. Lo fa
benedicendo i “bambinelli” in piazza. Poi parole in
ricordo dei 4 missionari morti in Africa in questi giorni.
Il servizio di Fausta Speranza.
“La vera gioia è il sentire che la nostra esistenza
personale e comunitaria viene visitata e riempita da un
mistero grande, il mistero dell’amore di Dio”. Così
il Papa saluta i bambini giunti in piazza per la
tradizionale benedizione dei “bambinelli”:
"Carissimi, vi saluto tutti con grande affetto
e vi ringrazio di essere venuti. È per me motivo di gioia
sapere che nelle vostre famiglie si conserva l’usanza di
fare il presepe. Però non basta ripetere un gesto
tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di
vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il
presepe rappresenta, cioè l’amore di Cristo, la sua
umiltà, la sua povertà".
Nella terza Domenica di Avvento, Benedetto XVI ricorda
che “san Francesco a Greccio rappresentò dal vivo la
scena della Natività, per poterla contemplare e adorare,
ma soprattutto per saper meglio mettere in pratica il
messaggio del Figlio di Dio, che per amore nostro si è
spogliato di tutto e si è fatto piccolo bambino”. La
benedizione dei bambinelli – sottolinea – ci ricorda
che “il presepio è una scuola di vita”:
"Guardiamo il presepe: la Madonna e san
Giuseppe non sembrano una famiglia molto fortunata; hanno
avuto il loro primo figlio in mezzo a grandi disagi;
eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si
aiutano, e soprattutto sono certi che nella loro storia è
all’opera Dio, il Quale si è fatto presente nel piccolo
Gesù".
E aggiunge:
"E i pastori? Che motivo avrebbero di
rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro
condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li
aiuta a riconoscere nel “bambino avvolto in fasce,
adagiato in una mangiatoia”, il “segno” del
compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini
“che egli ama”, anche per loro!"
Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di
amore e di verità – dice il Papa - abbiamo bisogno di
un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde
alle nostre attese profonde. Questo Dio si è manifestato
in Gesù, nato dalla Vergine Maria. Perciò quel
Bambinello, che mettiamo nella capanna o nella grotta, è
il centro di tutto, è il cuore del mondo. Dopo la
preghiera mariana, un ringraziamento al Centro Oratori
Romani, che ha organizzato la manifestazione dei
“Bambinelli”, e un pensiero alla “Giornata per le
nuove chiese”, organizzata oggi nella Diocesi di Roma.
"Nella nostra città, vi sono comunità che non
dispongono di un adeguato luogo di culto dove abita il
Signore con noi e di strutture per le attività formative.
Rinnovo pertanto a tutti l’invito a contribuire, affinché
possano essere presto realizzati i centri pastorali
necessari. Grazie della vostra generosità!"
Poi il ricordo sentito dei 4 missionari uccisi in
diversi Paesi africani in questa settimana:
"Si tratta dei Sacerdoti Padre Daniel Cizimya,
Padre Louis Blondel e Padre Gerry Roche e di Suor Denise
Kahambu. Sono stati fedeli testimoni del Vangelo, che
hanno saputo annunciare con coraggio, anche a rischio
della propria vita. Mentre esprimo vicinanza ai familiari
e alle comunità che sono nel dolore, invito tutti ad
unirsi alla mia preghiera perché il Signore li accolga
nella Sua Casa, consoli quanti ne piangono la scomparsa e
porti, con la Sua venuta, riconciliazione e pace".
Poi in francese, un incoraggiamento a testimoniare la
Buona Novella aprendo il cuore agli altri; in inglese
l’invito a rinnovare la gioia vera che viene dalla
speranza della Salvezza; in spagnolo un saluto particolare
ai Legionari di Cristo e a quanti sono stati ordinati
sacerdoti; in polacco l’esortazione a rallegrarsi nel
Signore che viene. In italiano un saluto particolare ai
fedeli provenienti da Montevarchi, Empoli, Arezzo e dalla
parrocchia romana di Santa Edith Stein; i bambini della
Scuola “Ravasco” di Pescara e i ragazzi di Palma
Campania; il gruppo della Polizia Municipale di Agropoli,
quello dell’Ospedale “San Giuseppe e Melorio” di
Santa Maria Capua Vetere e l’associazione
“Cambio-Passo” di Canicattì; come pure i partecipanti
al corteo che rievoca alcune tradizioni storico-religiose
italiane.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Siamo
ormai alla terza domenica di Avvento. Oggi nella liturgia
riecheggia l’invito dell’apostolo Paolo: "Siate
sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti … il
Signore è vicino!" (Fil 4,4-5). La madre
Chiesa, mentre ci accompagna verso il santo Natale, ci
aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia
cristiana, così diversa da quella del mondo. In questa
domenica, secondo una bella tradizione, i bambini di Roma
vengono a far benedire dal Papa le statuine di Gesù
Bambino, che porranno nei loro presepi. E, infatti, vedo
qui in Piazza San Pietro tanti bambini e ragazzi, insieme
con i genitori, gli insegnanti e i catechisti. Carissimi,
vi saluto tutti con grande affetto e vi ringrazio di
essere venuti. È per me motivo di gioia sapere che nelle
vostre famiglie si conserva l’usanza di fare il presepe.
Però non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto
importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di
tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè
l’amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà. È
ciò che fece san Francesco a Greccio: rappresentò dal
vivo la scena della Natività, per poterla contemplare e
adorare, ma soprattutto per saper meglio mettere in
pratica il messaggio del Figlio di Dio, che per amore
nostro si è spogliato di tutto e si è fatto piccolo
bambino.
La
benedizione dei "Bambinelli" – come si dice a
Roma – ci ricorda che il presepio è una scuola di vita,
dove possiamo imparare il segreto della vera gioia. Questa
non consiste nell’avere tante cose, ma nel sentirsi
amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel
volersi bene. Guardiamo il presepe: la Madonna e san
Giuseppe non sembrano una famiglia molto fortunata; hanno
avuto il loro primo figlio in mezzo a grandi disagi;
eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si
aiutano, e soprattutto sono certi che nella loro storia è
all’opera Dio, il Quale si è fatto presente nel piccolo
Gesù. E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi?
Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di
povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a
riconoscere nel "bambino avvolto in fasce, adagiato
in una mangiatoia", il "segno" del
compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini
"che egli ama" (Lc 2,12.14), anche per
loro!
Ecco,
cari amici, in che cosa consiste la vera gioia: è il
sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria
viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero
dell’amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo
di cose, ma di amore e di verità: abbiamo bisogno di un
Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle
nostre attese profonde. Questo Dio si è manifestato in
Gesù, nato dalla Vergine Maria. Perciò quel Bambinello,
che mettiamo nella capanna o nella grotta, è il centro di
tutto, è il cuore del mondo. Preghiamo perché ogni uomo,
come la Vergine Maria, possa accogliere quale centro della
propria vita il Dio che si è fatto Bambino, fonte della
vera gioia.
DOPO
L’ANGELUS
Mentre
ringrazio il Centro Oratori Romani, che ha organizzato la
manifestazione dei "Bambinelli", desidero anche
ricordare che oggi nella Diocesi di Roma ricorre la
"Giornata per le nuove chiese". Infatti, nella
nostra città, vi sono comunità che non dispongono di un
adeguato luogo di culto, dove abita il Signore con noi, e
di strutture per le attività formative. Rinnovo pertanto
a tutti l’invito a contribuire, affinché possano essere
presto realizzati i centri pastorali necessari. Grazie
della vostra generosità!
Questa
settimana mi sono giunte tristi notizie da alcuni Paesi
dell’Africa circa l’uccisione di quattro missionari.
Si tratta dei Sacerdoti Padre Daniel Cizimya, Padre Louis
Blondel e Padre Gerry Roche e di Suor Denise Kahambu. Sono
stati fedeli testimoni del Vangelo, che hanno saputo
annunciare con coraggio, anche a rischio della propria
vita. Mentre esprimo vicinanza ai familiari e alle comunità
che sono nel dolore, invito tutti ad unirsi alla mia
preghiera perché il Signore li accolga nella Sua Casa,
consoli quanti ne piangono la scomparsa e porti, con la
Sua venuta, riconciliazione e pace.
En ce
temps d’attente de Noël, chers pèlerins de langue française,
nous sommes invités à témoigner de la Bonne Nouvelle en
ouvrant notre cœur à nos frères et à nos sœurs. N’attendons
pas que le temps passe, mais soyons, dès aujourd’hui,
des témoins ardents de la miséricorde, de la tendresse
et de la bonté de Dieu envers tous les hommes. Que notre
espérance soit contagieuse et nos gestes fraternels
spontanés ! Demandons à la Vierge Marie, Mère du
Sauveur, de nous guider à la rencontre de son Fils qui
vient sur nos chemins. A tous, bonne préparation à
la fête de Noël!
I welcome
all the English-speaking pilgrims and visitors present for
our Angelus prayer. The liturgy of this Third
Sunday of Advent, marked by joyful expectation of the
Lord’s coming, invites us to rejoice in the hope of our
salvation. May these days of preparation for Christmas be
a time of genuine conversion and interior renewal for all
Christians. Upon you and your families I invoke joy and
peace in Jesus our Saviour.
Ganz
herzlich heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher willkommen. Die Schriftlesungen des heutigen
Adventssonntags laden uns ein, das Warten auf den Herrn
als eine Zeit der Freude zu leben. „Jauchze Israel,
frohlocke von ganzem Herzen", ruft der Prophet Zefánja
dem Volk zu (3, 14). Diese Freude wollen wir mit allen
Menschen teilen. Das tun wir, wenn wir sie als unsere Brüder
und Schwestern annehmen und ihnen konkret geben, was sie
zum Leben brauchen. Freude und Güte sind die Zeichen der
Nähe des Herrn, der dieser Welt immer neu das Licht
seiner Liebe schenken will. Euch allen wünsche ich einen
gnadenreichen Advent.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
particular a los Legionarios de Cristo que ayer fueron
ordenados sacerdotes, acompañados de sus familiares,
amigos y miembros del Regnum Christi, así como a
los fieles de diversas Parroquias de Formentera, Zaragoza,
Málaga y Valencia. En este tercer domingo de adviento, y
ante la presencia ya cercana del Señor Jesús, la
liturgia nos invita con insistencia a la alegría. En
Cristo se cumplen las palabras del profeta Sofonías a
Israel: «El Señor tu Dios, en medio de ti, es un
guerrero que salva. Él se goza y se complace en ti, te
ama y se alegra con júbilo». Exhorto a todos, y
especialmente a los nuevos presbíteros, a proseguir,
apoyados en la seguridad del amor infinito de Dios
manifestado en Cristo, el camino de preparación
espiritual para la Navidad, y celebrar así, con gozo y
fruto abundante, el nacimiento del Salvador. Feliz domingo.
"Radujcie
się zawsze w Panu, jeszcze raz powtarzam radujcie się!
Niech będzie znana wszystkim ludziom wasza wyrozumiała
łagodność: Pan jest blisko!" (Flp 4,
4). W niedzielę Gaudete, tymi słowami
św. Pawła pozdrawiam Polaków. Niech radość
towarzyszy wszystkim w oczekiwaniu na przyjście Pana.
Niech Bóg wam błogosławi!
["Rallegratevi
nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La
vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore
è vicino!" (Fil 4,4). Nella domenica Gaudete, con
queste parole di San Paolo saluto i polacchi. La gioia
accompagni tutti voi nell’attesa della venuta del
Signore. Dio vi benedica!]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli provenienti da Montevarchi, Empoli,
Arezzo e dalla parrocchia romana di Santa Edith Stein; i
bambini della Scuola "Ravasco" di Pescara e i
ragazzi di Palma Campania; il gruppo della Polizia
Municipale di Agropoli, quello dell’Ospedale "San
Giuseppe e Melorio" di Santa Maria Capua Vetere e
l’associazione "Cambio-Passo" di Canicattì;
come pure i partecipanti al corteo che rievoca alcune
tradizioni storico-religiose italiane. A tutti auguro una
buona domenica.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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