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ANGELUS (6 NOVEMBRE 2005) |
Radio Vaticana, 13.11.2005
ALL’ANGELUS, IL PAPA SOTTOLINEA L’IMPORTANZA DEL RUOLO DEI LAICI NELLA VITA DELLA CHIESA
All’Angelus, il Papa ha sottolineato che i tre Servi di Dio, proclamati oggi Beati nella Basilica di San Pietro, vanno ad aggiungersi alla folta schiera di Beati che, durante il Pontificato di Giovanni Paolo II, sono stati proposti alla venerazione delle Comunità ecclesiali in cui sono vissuti, nella consapevolezza di quanto fortemente espresso dal Concilio Vaticano II. Il Pontefice si è poi soffermato, in particolare, sul ruolo dei laici nella vita della Chiesa. Il servizio di Dorotea Gambardella:
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“Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha fortemente sottolineato che tutti i battezzati sono chiamati alla perfezione della vita cristiana: sacerdoti, religiosi e laici, ognuno secondo il proprio carisma e la propria specifica vocazione”.
In una Piazza San Pietro gremita ed illuminata dal sole, il Papa ha osservato come “il Concilio abbia posto grande attenzione al ruolo dei fedeli laici, dedicando loro un intero capitolo – il quarto – della Costituzione “Lumen gentium” sulla Chiesa, al fine di definirne la vocazione e la missione”. “Vocazione e missione – ha evidenziato - radicate nel Battesimo e nella Cresima e orientate a cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e orientandole secondo Dio”. A tal proposito, Benedetto XVI ha citato il Decreto sull’apostolato dei laici – l’Apostolicam
actuositatem – approvato dai Padri conciliari il 18 novembre 1965.
“Esso sottolinea innanzitutto che “la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo”, cioè da una robusta spiritualità, alimentata dalla partecipazione attiva alla Liturgia ed espressa nello stile delle beatitudini evangeliche”.
“Per i laici, inoltre – ha posto in evidenza il Santo Padre – sono di grande importanza la competenza professionale, il senso della famiglia, il senso civico e le virtù sociali”. E anche se “essi sono chiamati individualmente a rendere la loro testimonianza personale, tuttavia il Concilio – ha proseguito - insiste sull’impor-tanza dell’apostolato organizzato, necessario per incidere sulla mentalità generale, sulle condizioni sociali e sulle istituzioni”. Infine ha rammentato che proprio al tema della vocazione e missione dei laici, Giovanni Paolo II ha dedicato l’assemblea sinodale del 1987, dopo la quale è stata pubblicata l’Esortazione Apostolica
Christifideles laici.
Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ha ricordato che oggi in Italia si celebra la “Giornata del Ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro” e ha auspicato che “la recente Nota pastorale dei vescovi italiani dedicata al mondo rurale aiuti questa parte così importante della società a conservare il suo ricco patrimonio religioso e culturale, per il bene di tutto il Paese”.
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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari fratelli e sorelle!
Questa mattina nella Basilica di San Pietro sono stati proclamati Beati i servi di Dio Charles De Foucauld, presbitero, Maria Pia Mastena, Fondatrice delle Suore del Santo Volto, e Maria Crocifissa Curcio, Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di Santa Teresa di Gesù Bambino. Essi vanno ad aggiungersi alla folta schiera di Beati che durante il Pontificato di Giovanni Paolo II sono stati proposti alla venerazione delle Comunità ecclesiali in cui sono vissuti, nella consapevolezza di quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II ha fortemente sottolineato, che cioè tutti i battezzati sono chiamati alla perfezione della vita cristiana:
sacerdoti, religiosi e laici, ognuno secondo il proprio carisma e la propria specifica vocazione.
In effetti, grande attenzione il Concilio ha posto al ruolo dei fedeli laici, ad essi dedicando un intero capitolo – il quarto – della Costituzione Lumen gentium sulla Chiesa, per definirne la vocazione e la missione, radicate nel Battesimo e nella Cresima e orientate a "cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio" (n. 31). Il 18 novembre 1965 i Padri approvarono uno specifico Decreto sull’apostolato dei laici, Apostolicam actuositatem. Esso sottolinea innanzitutto che "la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo" (ivi, 4), cioè da una robusta
spiritualità, alimentata dalla partecipazione attiva alla Liturgia ed espressa nello stile delle beatitudini evangeliche. Per i laici, inoltre, sono di grande importanza la competenza professionale, il senso della famiglia, il senso civico e le virtù sociali. Se è vero che essi sono chiamati individualmente a rendere la loro testimonianza personale, particolarmente preziosa là dove la libertà della Chiesa incontra impedimenti, tuttavia il Concilio insiste sull’importanza dell’apostolato organizzato, necessario per incidere sulla mentalità generale, sulle condizioni sociali e sulle istituzioni (cfr ivi, 18). A questo proposito, i Padri hanno incoraggiato le molteplici associazioni dei laici, insistendo
pure sulla loro formazione all’apostolato. Al tema della vocazione e missione dei laici l’amato Papa Giovanni Paolo II ha voluto dedicare l’Assemblea sinodale del 1987, dopo la quale è stata pubblicata l’Esortazione apostolica Chritifideles laici.
Concludendo, vorrei ricordare che domenica scorsa, nella Cattedrale di Vicenza, è stata beatificata una madre di famiglia, Eurosia Fabris, detta "Mamma Rosa", modello di vita cristiana nello stato laicale. A tutti Coloro che già sono nella patria celeste, a tutti i nostri Santi e in primo luogo a Maria Santissima ed al suo Sposo Giuseppe, affidiamo l’intero Popolo di Dio, perché cresca in ogni battezzato la consapevolezza di essere chiamato a lavorare con impegno e con frutto nella vigna del Signore.
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