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ANGELUS
DEL 13 SETTEMBRE 2009 |
Radio
Vaticana 13 settembre 2009
L'Angelus
del Papa: non basta credere in Dio, occorre amare i
fratelli e una vita purissima seguendo Gesù sulla via
della croce
◊
Non è un vero credente chi dice di avere fede ma non ama
in modo concreto i fratelli e non segue Gesù sulla via
della croce: è questo in sintesi quanto ha detto il Papa
oggi all’Angelus a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha
ribadito che il Signore non è venuto a insegnarci una
filosofia ma la via che conduce alla vita. Ce ne parla Sergio
Centofanti.
Il Papa, commentando le letture della 24.ma Domenica
del Tempo Ordinario, esorta i fedeli a rispondere a due
questioni cruciali: “Chi è per te Gesù di Nazaret?”.
E poi: “La tua fede si traduce in opere oppure no?”.
Alla prima domanda Pietro dà una risposta netta e
immediata: “Tu sei il Cristo”, cioè il Messia, il
consacrato di Dio mandato a salvare il suo popolo.
“Pietro e gli altri apostoli, dunque – afferma il Papa
- a differenza della maggior parte della gente, credono
che Gesù non sia solo un grande maestro, o un profeta, ma
molto di più. Hanno fede: credono che in Lui è presente
e opera Dio”:
“Subito dopo questa professione di fede, però,
quando Gesù per la prima volta annuncia apertamente che
dovrà patire ed essere ucciso, lo stesso Pietro si oppone
alla prospettiva di sofferenza e di morte. Gesù allora
deve rimproverarlo con forza, per fargli capire che non
basta credere che Lui è Dio, ma spinti dalla carità
bisogna seguirlo sulla sua stessa strada, quella della
croce (cfr Mc 8,31-33). Gesù non è venuto a insegnarci
una filosofia, ma a mostrarci una via, anzi, la via che
conduce alla vita”.
“Questa via – ha aggiunto - è l’amore, che è
l’espressione della vera fede”:
“Se uno ama il prossimo con cuore puro e generoso,
vuol dire che conosce veramente Dio. Se invece uno dice di
avere fede, ma non ama i fratelli, non è un vero
credente. Dio non abita in lui. Lo afferma chiaramente san
Giacomo nella seconda lettura della Messa di questa
Domenica: ‘Se non è seguita dalle opere, [la fede] in
se stessa è morta’”(Gc 2,17).
A questo proposito, il Papa cita uno scritto di San
Giovanni Crisostomo, uno dei grandi Padri della Chiesa,
che il calendario liturgico invita a ricordare oggi:
“Proprio commentando il passo citato della Lettera
di Giacomo egli scrive: ‘Uno può anche avere una retta
fede nel Padre e nel Figlio, così come nello Spirito
Santo, ma se non ha una retta vita, la sua fede non gli
servirà per la salvezza. Quando dunque leggi nel Vangelo:
«Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico
vero Dio» (Gv 17,3), non pensare che questo verso basti a
salvarci: sono necessari una vita e un comportamento
purissimi’” (cit. in J.A. Cramer, Catenae graecorum
Patrum in N.T., vol. VIII: In Epist. Cath. et Apoc.,
Oxford 1844).
Infine, il Papa ricorda che domani la Chiesa celebra la
festa dell’Esaltazione della Santa Croce e il giorno
seguente la Madonna Addolorata:
“La Vergine Maria, che credette alla Parola del
Signore, non perse la sua fede in Dio quando vide il suo
Figlio respinto, oltraggiato e messo in croce. Rimase
piuttosto accanto a Gesù, soffrendo e pregando, fino alla
fine. E vide l’alba radiosa della sua Risurrezione.
Impariamo da Lei a testimoniare la nostra fede con una
vita di umile servizio, pronti a pagare di persona per
rimanere fedeli al Vangelo della carità e della verità,
certi che nulla va perso di quanto facciamo”.
“La croce di Cristo – ha concluso il Papa salutando
i fedeli polacchi – non è per noi motivo di scandalo,
ma di vanto” perché è il “segno dell’infinito
amore di Dio, in cui si è compiuta la nostra salvezza”.
ANGELUS
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 13 settembre
2009
Cari
fratelli e sorelle!
In questa
Domenica – la 24.ma del Tempo Ordinario – la Parola di
Dio ci interpella con due questioni cruciali che
riassumerei così: “Chi è per te Gesù di Nazaret?”.
E poi: “La tua fede si traduce in opere oppure no?”.
La prima domanda la troviamo nel Vangelo odierno, là dove
Gesù chiede ai suoi discepoli: “Voi, chi dite che io
sia?” (Mc 8,29). La risposta di Pietro è netta e
immediata: “Tu sei il Cristo”, cioè il Messia, il
consacrato di Dio mandato a salvare il suo popolo. Pietro
e gli altri apostoli, dunque, a differenza della maggior
parte della gente, credono che Gesù non sia solo un
grande maestro, o un profeta, ma molto di più. Hanno fede:
credono che in Lui è presente e opera Dio. Subito dopo
questa professione di fede, però, quando Gesù per la
prima volta annuncia apertamente che dovrà patire ed
essere ucciso, lo stesso Pietro si oppone alla prospettiva
di sofferenza e di morte. Gesù allora deve rimproverarlo
con forza, per fargli capire che non basta credere
che Lui è Dio, ma spinti dalla carità bisogna seguirlo
sulla sua stessa strada, quella della croce (cfr Mc
8,31-33). Gesù non è venuto a insegnarci una filosofia,
ma a mostrarci una via, anzi, la via che conduce
alla vita.
Questa
via è l’amore, che è l’espressione della vera fede.
Se uno ama il prossimo con cuore puro e generoso, vuol
dire che conosce veramente Dio. Se invece uno dice di
avere fede, ma non ama i fratelli, non è un vero
credente. Dio non abita in lui. Lo afferma chiaramente san
Giacomo nella seconda lettura della Messa di questa
Domenica: “Se non è seguita dalle opere, [la fede] in
se stessa è morta” (Gc 2,17). A questo
proposito, mi piace citare uno scritto di san Giovanni
Crisostomo, uno dei grandi Padri della Chiesa, che il
calendario liturgico ci invita oggi a ricordare. Proprio
commentando il passo citato della Lettera di Giacomo
egli scrive: “Uno può anche avere una retta fede nel
Padre e nel Figlio, così come nello Spirito Santo, ma se
non ha una retta vita, la sua fede non gli servirà per la
salvezza. Quando dunque leggi nel Vangelo: «Questa è la
vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio» (Gv
17,3), non pensare che questo verso basti a salvarci: sono
necessari una vita e un comportamento purissimi” (cit.
in J.A. Cramer, Catenae graecorum Patrum in N.T.,
vol. VIII: In Epist. Cath. et Apoc., Oxford 1844).
Cari
amici, domani celebreremo la festa dell’Esaltazione
della Santa Croce, e il giorno seguente la Madonna
Addolorata. La Vergine Maria, che credette alla Parola del
Signore, non perse la sua fede in Dio quando vide il suo
Figlio respinto, oltraggiato e messo in croce. Rimase
piuttosto accanto a Gesù, soffrendo e pregando, fino alla
fine. E vide l’alba radiosa della sua Risurrezione.
Impariamo da Lei a testimoniare la nostra fede con una
vita di umile servizio, pronti a pagare di persona per
rimanere fedeli al Vangelo della carità e della verità,
certi che nulla va perso di quanto facciamo.

Dopo
l'Angelus
Je suis
heureux d’accueillir pour la prière de l’Angélus
les pèlerins francophones et tout particulièrement les séminaristes
et les formateurs du séminaire saint Joseph de Bordeaux.
En cette année sacerdotale, je désir rendre grâce pour
tous les jeunes qui généreusement suivent le Seigneur en
cherchant à répondre, tout comme le curé d’Ars, à
cette question de Jésus: «Pour vous qui suis-je?».
Je vous invite, chers pèlerins, à porter dans votre prière
quotidienne les séminaristes et tous ceux qui ont découvert
l’importance du Christ dans leur vie. Que Dieu vous bénisse,
ainsi que vos familles et toutes les personnes qui vous
sont chères.
I extend
heartfelt greetings to the English-speaking visitors here
today. In the Gospel this Sunday, Jesus puts a question to
his disciples: Who do you say I am? On behalf of the
others, it is Peter who answers: You are the Christ.
Throughout history, it has been the task of Peter’s
successors to continue to make that proclamation of faith
in Jesus Christ. And all of us are called to join Peter as
we resolve to place the Lord at the centre of our lives. I
pray that all of you may grow in your faith and love for
the Lord and I invoke his blessings upon you and upon your
loved ones at home.
Ein
herzliches “Grüß Gott” sage ich den Pilgern und Gästen
deutscher Sprache. Jesus Christus sucht Menschen, die ihm
wirklich nachfolgen, die auf seine Weise denken, reden und
handeln. Aber die Nachfolge ist noch mehr, sie ist Liebe,
so wie er uns geliebt hat, als er sogar Leiden und Tod auf
sich genommen hat. Lassen wir uns von Christus im
Innersten anrühren. Begegnen wir ihm im Gebet, und tragen
wir das Licht seiner Liebe in die Welt hinein. Der Herr
geleite euch auf all euren Wegen.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española,
especialmente a los fieles de la Parroquia de la Santa
Cruz de Villanueva de la Serena. En el evangelio
proclamado este domingo hemos escuchado a San Pedro hacer
una especial profesión de fe en Jesús: “Tu eres el Mesías”.
A lo que el Señor añade que su mesianismo y su misión
redentora tienen que ir unidas al sacrificio de la cruz.
Os invito hermanos a acoger con un corazón bien dispuesto
el misterio pascual de Cristo, que nos une íntimamente a
su Persona, en el amor desinteresado a los hermanos y en
el servicio humilde a nuestro prójimo. Muchas gracias y
feliz domingo.
Srdečne
pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne pedagógov
Cirkevnej školy svätého Svorada a Benedikta, ako aj
Gymnázia svätého Cyrila a Metoda z Nitry. Bratia a
sestry, vaša púť do Ríma nech vo vás posilní
vernosť Kristovi a obetavú lásku k blížnym. Všetkých
vás zo srdca žehnám. Pochválený buď Ježiš
Kristus!
[Un
cordiale saluto rivolgo ai pellegrini provenienti dalla
Slovacchia, particolarmente ai docenti della Scuola
Cattolica SS. Svorad e Benedetto, come pure del Ginnasio
SS. Cirillo e Metodio di Nitra. Fratelli e sorelle, vi
auguro che il vostro pellegrinaggio a Roma susciti in voi
una rinnovata fedeltà a Cristo e una generosa carità
verso il prossimo. A tutti la mia particolare benedizione.
Sia lodato Gesù Cristo!]
Serdecznie
pozdrawiam Polaków. Jutro będziemy przeżywać
święto Podwyższenia Krzyża Świętego.
W sposób szczególny będziemy czcić ten znak
nieskończonej miłości Boga, w którym
dokonało się nasze zbawienie. Niech Maryja
wyprasza nam dar męstwa, abyśmy w każdej
sytuacji świadczyli, że krzyż Chrystusa nie
jest dla nas zgorszeniem, ale powodem do chluby (por. Gal
6, 14). Niech Bóg wam błogosławi.
[Saluto
cordialmente i polacchi. Domani festeggeremo
l’Esaltazione della Santa Croce. In modo particolare
venereremo questo segno dell’infinito amore di Dio, in
cui si è compiuta la nostra salvezza. Maria chieda per
noi il dono del coraggio, affinché in ogni situazione
testimoniamo che la croce di Cristo non è per noi motivo
di scandalo, ma di vanto (cf. Gal 6, 14).]
Rivolgo
infine il mio affettuoso saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare alla Fraternità di Comunione e
Liberazione di Perugia, al gruppo dell’A.I.D.O. di San
Bonifacio e all’associazione “Calima” di Orzinuovi.
A tutti auguro una buona domenica.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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