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ANGELUS
DEL 14 AGOSTO 2011 |
Radio
Vaticana, 14 agosto 2011
All’Angelus,
il Papa chiede di pregare per la Gmg di Madrid e saluta
con gioia i fedeli cubani in pellegrinaggio a Roma
◊
La Gmg e Cuba nel cuore di Benedetto XVI. All’Angelus, a
Castel Gandolfo, il Papa ha rivolto un pensiero speciale,
in più lingue, ai tanti giovani che stanno convergendo a
Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù che
prenderà il via martedì prossimo. Quindi, il Papa ha
salutato con particolare affetto un gruppo di una trentina
di fedeli cubani in pellegrinaggio a Roma, guidati dal
cardinale arcivescovo dell’Avana, Jaime Ortega, che sarà
presente anche alla Gmg di Madrid. Dopo l'Angelus, il
porporato cubano assieme a tre sacerdoti, che accompagnano
i pellegrini, hanno salutato personalmente il Pontefice.
Sempre all'Angelus, il Papa ha ricordato che oggi si
celebra il 70.mo della morte di San Massimiliano Kolbe,
ucciso dai nazisti nel lager di Auschwitz. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
(Cori)
A Castel Gandolfo, si respira già il clima festoso
della Gmg. All’Angelus, Benedetto XVI dedica ai ragazzi
in partenza o già arrivati a Madrid un pensiero speciale.
Sa che i giovani di tutto il mondo lo attendono con
trepidazione. E li invita dunque a sostenerlo con la
preghiera:
“A tutti chiedo di accompagnare spiritualmente con
la preghiera il mio Viaggio a Madrid, che intraprenderò
tra qualche giorno in occasione della Giornata Mondiale
della Gioventù".
Un invito alla preghiera ribadito dal Papa in inglese,
spagnolo e tedesco, affinché dal suo viaggio apostolico
in Spagna, che prende il via giovedì prossimo, possano
nascere “abbondanti frutti di vita cristiana”. In
francese, in particolare, il Pontefice ha esortato i
giovani della Gmg a “meditare sul tesoro della fede che
ci è stata trasmessa e di accoglierla con gratitudine”:
“Engageons-nous à répondre de façon responsable
à l’appel de Dieu... ”
“Impegniamoci – ha detto il Papa – a rispondere
in maniera responsabile all’appello di Dio” a
“fondare la nostra vita su Cristo”. Su questo cammino,
ha aggiunto, “non saremo soli” e ancora ha invitato la
gioventù a riconoscere Dio come “la fonte della felicità
alla quale aspiriamo”. Dopo quello per i giovani della
Gmg, è stata la volta di un altro saluto speciale:
“Saludo con afecto a los grupos de lengua española,
en particular a los fieles llegados de Cuba…”
Parlando in spagnolo, il Papa ha salutato con affetto
“i fedeli giunti da Cuba, accompagnati dal cardinale
Jaime Ortega Alamino, che guida il primo pellegrinaggio
dei cubani alle Tombe degli Apostoli”. Il Pontefice ha
quindi rinnovato la sua “vicinanza e affetto a tutti i
figli dell’amato Paese”. In polacco, invece, Benedetto
XVI ha ricordato il 70.mo anniversario del martirio di San
Massimiliano Kolbe, nel campo di sterminio di Auschwitz.
“Il suo eroico amore – ha affermato – è segno
luminoso della vittoriosa presenza di Dio nel dramma umano
dell’odio, della sofferenza e della morte”.
Prima dei saluti, il Papa si era soffermato sul passo
del Vangelo domenicale che parla della perseveranza della
donna cananea che aveva chiesto a Gesù di guarire la
figlia. Il Signore solo apparentemente si mostra
indifferente verso la donna, ma, come scrive
Sant’Agostino, lo fa “non per rifiutarle la
misericordia, ma per infiammarne il desiderio”:
"Cari amici, anche noi siamo chiamati a
crescere nella fede, ad aprirci e ad accogliere con libertà
il dono di Dio, ad avere fiducia e gridare anche a Gesù
'donaci la fede, aiutaci a trovare la via!'. È il cammino
che Gesù ha fatto compiere ai suoi discepoli, alla donna
cananea e agli uomini di ogni tempo e popolo, a ciascuno
di noi. La fede ci apre a conoscere e ad accogliere la
reale identità di Gesù, la sua novità e unicità, la
sua Parola, come fonte di vita, per vivere una relazione
personale con Lui".
"Il conoscere della fede", ha proseguito,
"cresce con il desiderio di trovare la strada",
è "un dono di Dio", che "si rivela a noi
non come una cosa astratta senza volto e senza nome".
La "fede risponde ad una Persona", che
"vuole entrare in un rapporto di amore profondo con
noi e coinvolgere tutta la nostra vita”:
"Per questo ogni giorno il nostro cuore deve
vivere l’esperienza della conversione, ogni giorno deve
vedere il nostro passare dall’uomo ripiegato su stesso,
all’uomo aperto all’azione di Dio, all’uomo
spirituale (cfr 1Cor 2, 13-14), che si lascia interpellare
dalla Parola del Signore e apre la propria vita al suo
Amore".
Ha quindi invitato i fedeli ad alimentare ogni giorno
la fede, “con l’ascolto profondo della Parola di Dio,
con la celebrazione dei Sacramenti, con la preghiera
personale" e "con la carità verso il
prossimo”. Infine, ha invocato l’intercessione della
Vergine, che domani contempleremo nell’assunzione al
Cielo, “perché ci aiuti ad annunciare e testimoniare
con la vita la gioia di aver trovato e incontrato il
Signore”.
ANGELUS
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 14 agosto 2011
Cari
fratelli e sorelle,
il brano
evangelico di questa domenica inizia con l’indicazione
della regione dove Gesù si stava recando: Tiro e Sidone,
a nord-ovest della Galilea, terra pagana. Ed è qui che
Egli incontra una donna cananea, che si rivolge a Lui
chiedendoGli di guarire la figlia tormentata da un demonio
(cfr Mt 15,22). Già in questa richiesta,
possiamo ravvisare un inizio del cammino di fede, che nel
dialogo con il divino Maestro cresce e si rafforza. La
donna non ha timore di gridare a Gesù “Pietà di me”,
un’espressione che ricorre nei Salmi (cfr 50,1), lo
chiama “Signore” e “Figlio di Davide” (cfr Mt
15,22), manifesta così una ferma speranza di essere
esaudita. Qual è l’atteggiamento del Signore di fronte
a quel grido di dolore di una donna pagana? Può sembrare
sconcertante il silenzio di Gesù, tanto che suscita
l’intervento dei discepoli, ma non si tratta di
insensibilità al dolore di quella donna. Sant’Agostino
commenta giustamente: “Cristo si mostrava indifferente
verso di lei, non per rifiutarle la misericordia, ma per
infiammarne il desiderio” (Sermo 77, 1: PL
38, 483). L’apparente distacco di Gesù, che dice “Non
sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa
di Israele” (v. 24), non scoraggia la cananea, che
insiste: “Signore, aiutami!” (v. 25). E anche quando
riceve una risposta che sembra chiudere ogni speranza -
“Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai
cagnolini” (v. 26) -, non desiste. Non vuole togliere
nulla a nessuno: nella sua semplicità e umiltà le basta
poco, le bastano le briciole, le basta solo uno sguardo,
una buona parola del Figlio di Dio. E Gesù rimane
ammirato per una risposta di fede così grande e le dice:
“Avvenga per te come desideri” (v. 28)
Cari
amici, anche noi siamo chiamati a crescere nella fede, ad
aprirci e ad accogliere con libertà il dono di Dio, ad
avere fiducia e gridare anche a Gesù “donaci la fede,
aiutaci a trovare la via!”. È il cammino che Gesù ha
fatto compiere ai suoi discepoli, alla donna cananea e
agli uomini di ogni tempo e popolo, a ciascuno di noi. La
fede ci apre a conoscere e ad accogliere la reale identità
di Gesù, la sua novità e unicità, la sua Parola, come
fonte di vita, per vivere una relazione personale con Lui.
Il conoscere della fede cresce, cresce con il desiderio di
trovare la strada, ed è finalmente un dono di Dio, che si
rivela a noi non come una cosa astratta senza volto e
senza nome, ma la fede risponde a una Persona, che vuole
entrare in un rapporto di amore profondo con noi e
coinvolgere tutta la nostra vita. Per questo ogni giorno
il nostro cuore deve vivere l’esperienza della
conversione, ogni giorno deve vedere il nostro passare
dall’uomo ripiegato su stesso, all’uomo aperto
all’azione di Dio, all’uomo spirituale (cfr 1Cor
2, 13-14), che si lascia interpellare dalla Parola del
Signore e apre la propria vita al suo Amore.
Cari
fratelli e sorelle, alimentiamo quindi ogni giorno la
nostra fede, con l’ascolto profondo della Parola di Dio,
con la celebrazione dei Sacramenti, con la preghiera
personale come “grido” verso di Lui e con la carità
verso il prossimo. Invochiamo l’intercessione della
Vergine Maria, che domani contempleremo nella sua gloriosa
assunzione al cielo in anima e corpo, perché ci aiuti ad
annunciare e testimoniare con la vita la gioia di aver
incontrato il Signore.
Dopo
l'Angelus
Chers
pèlerins francophones, en union avec les jeunes en marche
vers Madrid pour vivre les Journées Mondiales de la
Jeunesse, je vous invite à méditer sur le trésor de la
foi qui nous a été transmis et à l’accueillir avec
gratitude. Engageons-nous à répondre de façon
responsable à l’appel de Dieu en choisissant de fonder
notre vie sur le Christ. Sur ce chemin, nous ne sommes pas
seuls. Reconnaissons Dieu comme la source et la plénitude
du bonheur auquel nous aspirons. Que la Vierge Marie soit
notre modèle. Avec ma bénédiction pour vous tous!
I greet
the English-speaking visitors gathered for this Angelus
prayer. Today, our thoughts turn to the young people now
gathering in Madrid for World Youth Day. As I prepare to
join them, I ask you to accompany us with your prayers for
the spiritual fruitfulness of this important event. May
God bless all of you abundantly!
Von
Herzen grüße ich hier in Castel Gandolfo alle Pilger und
Besucher deutscher Sprache wie auch eine Gruppe von
Austauschschülern, die mit ihren Gastfamilien aus
Deutschland gekommen sind. Am Donnerstag werde ich nach
Madrid aufbrechen, wo heuer der Weltjugendtag stattfindet.
Ich freue mich, den zahlreichen Jugendlichen aus
verschiedenen Ländern der Welt zu begegnen. Euch möchte
ich um euer begleitendes Gebet bitten, damit diese Tage
reiche geistliche Frucht bringen. Ich wünsche euch allen
einen gesegneten Sonntag.
Saludo
con afecto a los grupos de lengua española, en particular
a los fieles llegados de Cuba, acompañados por el Señor
Cardenal Jaime Ortega Alamino, que encabeza la primera
peregrinación de cubanos a los sepulcros de los Santos Apóstoles,
y renuevo mi cercanía y afecto a todos los hijos de ese
amado País. Un saludo cordial también a los jóvenes de
Colombia, de Venezuela y de Argentina, así como a los que
se unen a ellos de camino a Madrid para la Jornada Mundial
de la Juventud. Invito a todos a encomendar en la oración
este Viaje Apostólico a España, que llevaré a cabo
dentro de pocos días, para que en él se cosechen
abundantes frutos de vida cristiana.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Dziś przypada
siedemdziesiąta rocznica męczeńskiej śmierci
św. Maksymiliana Kolbego, w obozie zagłady
Auschwitz. Jego heroiczna miłość jest
świetlanym znakiem zwycięskiej obecności
Boga w ludzkim dramacie nienawiści, cierpienia i
śmierci. Módlmy się, aby przez naszą miłość
ludzie na całym świecie doświadczali tej
obecności. Niech Bóg wam błogosławi.
[Un
cordiale saluto rivolgo ora ai polacchi. Oggi ricorre il
70° anniversario del martirio di San Massimiliano Kolbe
nel campo di sterminio di Auschwitz. Il suo eroico amore
è segno luminoso della vittoriosa presenza di Dio nel
dramma umano dell’odio, della sofferenza e della morte.
Preghiamo, affinché attraverso il nostro amore gli uomini
in tutto il mondo sperimentino questa divina presenza. Dio
vi benedica!]
Saluto
con affetto i pellegrini italiani, in particolare i fedeli
di Latina, qui giunti con la fiaccola pro “Stella Maris”.
A tutti chiedo di accompagnare spiritualmente con la
preghiera il mio Viaggio
a Madrid, che intraprenderò tra qualche giorno in
occasione della Giornata
Mondiale della Gioventù. Auguro a ciascuno una buona
domenica, una buona settimana e una buona Festa di domani.
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