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ANGELUS
(15 GENNAIO 2012) |
Il
Papa all'Angelus: i migranti "non sono numeri",
ma persone che cercano "un luogo dove vivere in
pace"
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I migranti “non sono numeri”, ma persone che cercano
soltanto “un luogo dove vivere in pace”. Nella seconda
domenica del Tempo Ordinario e nell’odierna Giornata
Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Benedetto XVI
all’Angelus ha pregato oggi per questi uomini, donne,
bambini, giovani e anziani “protagonisti dell’annuncio
del Vangelo” nella società contemporanea. Il Papa ha
pure ricordato la prossima Settimana di Preghiera per
l’Unità dei Cristiani, salutando poi in varie lingue i
fedeli presenti in Piazza San Pietro. Il servizio di Giada
Aquilino:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Un invito a “essere testimoni autentici del
Vangelo” e “portatori della Buona Novella” con i
nostri fratelli e sorelle rifugiati e migranti, “vivendo
concretamente la solidarietà e la carità cristiana, non
soltanto con la preghiera ma anche con i fatti”. Sono le
parole del Papa, oggi alla preghiera dell’Angelus e
subito dopo nei saluti ai fedeli in Piazza San Pietro,
nella 98.ma Giornata Mondiale del Migrante e del
Rifugiato:
“Milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno
delle migrazioni, ma esse non sono numeri! Sono uomini e
donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo
dove vivere in pace. Nel mio Messaggio per questa Giornata
ho richiamato l’attenzione sul tema 'Migrazioni e nuova
evangelizzazione', sottolineando che i migranti sono non
soltanto destinatari, ma anche protagonisti
dell’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo”.
Esortando a “comprendere meglio i bisogni dei
migranti e dei rifugiati e specialmente il loro desiderio
di incontrare Dio” e a pregare per "tutti coloro
che vivono in terra straniera", Benedetto XVI in
particolare ha salutato i rappresentanti delle comunità
migranti di Roma, oggi riunitisi in preghiera in Piazza
San Pietro, e ha benedetto i polacchi “che vivono fuori
della patria”. Il Pontefice ha quindi ricordato che dal
18 al 25 gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera
per l’Unità dei Cristiani, sollecitando a pregare per
la realizzazione di tale unità, verso la piena comunione:
“Invito tutti, a livello personale e comunitario,
ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche
praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità
tra i discepoli di Cristo”.
La riflessione del Santo Padre si è soffermata poi sul
tema della vocazione, che emerge dalle Letture bibliche di
oggi: “nel Vangelo - ha detto - è la chiamata dei primi
discepoli da parte di Gesù; nella prima Lettura è la
chiamata del profeta Samuele”. In entrambi i racconti,
risalta l’importanza della figura del mediatore,
“aiutando le persone chiamate a riconoscere la voce di
Dio e a seguirla”. Nel caso di Samuele, ha spiegato il
Papa, tale ruolo è svolto da Eli, sacerdote del tempio di
Silo. Nel caso dei discepoli di Gesù, la figura
mediatrice è quella di Giovanni Battista. Si sottolinea
quindi “il ruolo decisivo della guida spirituale nel
cammino di fede e, in particolare, nella risposta alla
vocazione di speciale consacrazione per il servizio di Dio
e del suo popolo”.
“Già la stessa fede cristiana, di per sé,
presuppone l’annuncio e la testimonianza: infatti essa
consiste nell’adesione alla buona notizia che Gesù di
Nazaret è morto e risorto, che è Dio. E così anche la
chiamata a seguire Gesù più da vicino, rinunciando a
formare una propria famiglia per dedicarsi alla grande
famiglia della Chiesa, passa normalmente attraverso la
testimonianza e la proposta di un 'fratello maggiore', di
solito un sacerdote. Questo senza dimenticare il ruolo
fondamentale dei genitori, che con la loro fede genuina e
gioiosa e il loro amore coniugale mostrano ai figli che è
bello ed è possibile costruire tutta la vita sull’amore
di Dio”.
Pregando la Vergine Maria “per tutti gli educatori,
specialmente i sacerdoti e i genitori, perché abbiano
piena consapevolezza dell’importanza del loro ruolo
spirituale, per favorire nei giovani, oltre alla crescita
umana, la risposta alla chiamata di Dio”, Benedetto XVI
ha quindi spiegato che “il nostro cristianesimo non si
basa su una teoria arida e superata. Essere cristiano - ha
proseguito - significa incontrare Gesù Cristo”, che
vive e ci chiama. “Quanto più ci avviciniamo a Cristo,
tanto più - ha aggiunto - siamo pieni del suo amore e
della sua vita”. Vogliamo, dunque, “trasmettere al
nostro prossimo questo entusiasmo nel Signore. Egli è
Colui che rende la nostra vita luminosa e felice”.
Nei saluti finali in varie lingue, il Papa ha quindi
ricordato tra gli altri i ragazzi italiani del catechismo
di Segni, accompagnati dal parroco e dagli educatori, i
giovani di Le Castella – Isola di Capo Rizzuto, che
domenica scorsa hanno ricevuto il Sacramento della
Confermazione, e i professori e gli alunni dell’Istituto
di Villafranca de los Barros, in Spagna.
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 15 gennaio 2012
Cari
fratelli e sorelle!
Nelle
Letture bibliche di questa domenica – la seconda del
Tempo Ordinario – emerge il tema della vocazione: nel
Vangelo è la chiamata dei primi discepoli da parte di Gesù;
nella prima Lettura è la chiamata del profeta Samuele. In
entrambi i racconti risalta l’importanza della figura
che svolge il ruolo di mediatore, aiutando le persone
chiamate a riconoscere la voce di Dio e a seguirla. Nel
caso di Samuele, si tratta di Eli, sacerdote del tempio di
Silo, dove era custodita anticamente l’arca
dell’alleanza, prima di essere trasportata a
Gerusalemme. Una notte Samuele, che era ancora un ragazzo
e fin da piccolo viveva al servizio del tempio, per tre
volte di seguito si sentì chiamare nel sonno e corse da
Eli. Ma non era lui a chiamarlo. Alla terza volta Eli capì,
e disse a Samuele: Se ti chiamerà ancora, rispondi:
“Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1
Sam 3,9). Così avvenne, e da allora in poi Samuele
imparò a riconoscere le parole di Dio e divenne il suo
fedele profeta. Nel caso dei discepoli di Gesù, la figura
mediatrice è quella di Giovanni Battista. In effetti,
Giovanni aveva una vasta cerchia di discepoli, e tra
questi vi erano anche le due coppie di fratelli Simone e
Andrea, Giovanni e Giacomo, pescatori della Galilea.
Proprio a due di questi il Battista indicò Gesù, il
giorno dopo il suo battesimo nel fiume Giordano. Lo indicò
loro dicendo: “Ecco l’agnello di Dio!” (Gv
1,36), che equivaleva a dire: Ecco il Messia. E quei due
seguirono Gesù, rimasero a lungo con Lui e si convinsero
che era veramente il Cristo. Subito lo dissero agli altri,
e così si formò il primo nucleo di quello che sarebbe
diventato il collegio degli Apostoli.
Alla luce
di questi due testi, vorrei sottolineare il ruolo decisivo
della guida spirituale nel cammino di fede e, in
particolare, nella risposta alla vocazione di speciale
consacrazione per il servizio di Dio e del suo popolo. Già
la stessa fede cristiana, di per sé, presuppone
l’annuncio e la testimonianza: infatti essa consiste
nell’adesione alla buona notizia che Gesù di Nazaret è
morto e risorto, che è Dio. E così anche la chiamata a
seguire Gesù più da vicino, rinunciando a formare una
propria famiglia per dedicarsi alla grande famiglia della
Chiesa, passa normalmente attraverso la testimonianza e la
proposta di un “fratello maggiore”, di solito un
sacerdote. Questo senza dimenticare il ruolo fondamentale
dei genitori, che con la loro fede genuina e gioiosa e il
loro amore coniugale mostrano ai figli che è bello ed è
possibile costruire tutta la vita sull’amore di Dio.
Cari
amici, preghiamo la Vergine Maria per tutti gli educatori,
specialmente i sacerdoti e i genitori, perché abbiano
piena consapevolezza dell’importanza del loro ruolo
spirituale, per favorire nei giovani, oltre alla crescita
umana, la risposta alla chiamata di Dio, a dire: “Parla,
Signore, il tuo servo ti ascolta”.
Dopo
l'Angelus:
Cari
fratelli e sorelle,
celebriamo
oggi la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno delle
migrazioni, ma esse non sono numeri! Sono uomini e donne,
bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove
vivere in pace. Nel mio Messaggio
per questa Giornata del Migrante e del Rifugiato ho
richiamato l’attenzione sul tema “Migrazioni e nuova
evangelizzazione”, sottolineando che i migranti sono non
soltanto destinatari, ma anche protagonisti
dell’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo. In
questo contesto sono lieto di rivolgere un cordiale saluto
ai rappresentanti delle comunità migranti di Roma, oggi
presenti in Piazza San Pietro. Benvenuti!
Poi
desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di
gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per
l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello
personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove
possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono
della piena unità tra i discepoli di Cristo.
En cette
Journée du migrant et du réfugié, le thème de cette
année « Migrations et nouvelle évangélisation
» nous invite, chers pèlerins francophones, à être des
porteurs infatigables de la Bonne Nouvelle auprès de nos
frères et sœurs réfugiés et migrants. Soyons des témoins
authentiques de l’Évangile en vivant concrètement la
solidarité et la charité chrétienne, non seulement par
la prière mais aussi par des actes. Mercredi commencera
la Semaine de prière pour l’Unité des chrétiens.
Prions pour la réalisation de cette unité et « laissons-nous
transformer par la victoire de Notre Seigneur Jésus
Christ ». Que Marie nous accompagne sur le chemin
vers la pleine communion ! Avec ma Bénédiction
Apostolique !
I offer a
warm welcome to the English-speaking pilgrims and visitors
present at this Angelus prayer. This Sunday we hear
in the Gospel of John how the first Apostles responded to
Jesus’ invitation to follow him. This response is a
total giving of oneself which is demonstrated through the
change of Simon’s name to Peter. May we strive to remain
open to the Lord’s will for our lives. I wish all of you
a good Sunday. May God bless you!
Herzlich
willkommen sage ich allen Brüdern und Schwestern
deutscher Sprache. Unser Christsein gründet nicht auf
einer trockenen Theorie oder einer überholten Tradition.
Christsein heißt Begegnung mit Jesus Christus, der lebt
und der mich ruft. „Meister, wo wohnst du?“, fragen im
Evangelium die ersten Jünger, und der Herr lädt sie ein:
„Kommt und seht!“. Diese Einladung gilt auch uns, hier
und heute. Je mehr wir uns Christus nähern, um so stärker
werden wir von seiner Liebe und seinem Leben erfüllt. Und
diese Begeisterung im Herrn wollen wir an unsere
Mitmenschen weitergeben. Er ist es, der unser Leben hell
und froh macht. Euch allen wünsche ich einen gesegneten
Sonntag.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española
presentes en esta oración mariana, en particular a los
profesores y alumnos del Instituto de Villafranca de los
Barros, España. En este segundo domingo del tiempo
ordinario, el Evangelio nos habla de los primeros discípulos.
También en nosotros deben resonar las palabras de Juan el
Bautista: “Éste es el Cordero de Dios”, invitándonos
a seguir a Jesús, a convivir con Él, a sentirnos
interpelados por su mensaje de salvación. Os exhorto a
estar siempre disponibles a la voz del Señor, acogiendo
su voluntad en nuestras vidas y confesándolo como nuestro
Redentor. Que Dios os bendiga.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do wszystkich Polaków. Dzisiaj
w Światowy Dzień Migranta i Uchodźcy w
szczególny sposób pamiętamy w modlitwie o przebywających
na obczyźnie. Przedmiotem naszej refleksji są
„Migracje a nowa ewangelizacja”. Niech pomoże nam
ona lepiej zrozumieć potrzeby migrantów i uchodźców,
a szczególnie ich pragnienie spotkania z Bogiem. Wam
wszystkim, a zwłaszcza Polakom żyjącym poza
granicami ojczyzny, z serca błogosławię.
[Un
cordiale saluto rivolgo a tutti i Polacchi. Oggi, nella
“Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato”, in
modo particolare ricordiamo nella preghiera tutti coloro
che vivono in terra straniera. L’oggetto della nostra
riflessione è “Migrazioni e nuova evangelizzazione”.
Che essa ci aiuti a comprendere meglio i bisogni dei
migranti e dei rifugiati e specialmente il loro desiderio
di incontrare Dio. Benedico di cuore voi tutti e in modo
particolare i Polacchi che vivono fuori della patria.]
E saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i ragazzi del catechismo di Segni,
accompagnati dal Parroco e dagli educatori, e i giovani di
Le Castella – Isola di Capo Rizzuto, che domenica scorsa
hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione. A tutti
auguro una buona domenica, una buona settimana. Grazie per
la vostra attenzione. Buona domenica!.
©
Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana
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