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Visita
Pastorale a Santa Maria di Leuca e Brindisi
(Puglia, 14-15 giugno 2008)
ANGELUS
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Banchina di
Sant’Apollinare nel Porto di Brindisi
Domenica, 15 giugno 2008
Cari
fratelli e sorelle,
prima di
concludere la Celebrazione, esprimo la mia riconoscenza a
quanti l’hanno preparata con tanta cura e animata con la
musica e il canto. Ringrazio coloro che hanno organizzato
questo mio viaggio e stanno offrendo il loro contributo,
perché si svolga nel migliore dei modi: penso alle
diverse Autorità locali, alle Forze dell’ordine, ai
volontari e a voi, cari abitanti di Brindisi. Tutti vi
invito, come ogni domenica, ad unirvi a me nella preghiera
dell’Angelus. Il luogo in cui ci troviamo – il
porto – è carico di un pregnante significato simbolico.
Ogni porto parla di accoglienza, di riparo, di sicurezza;
parla di un approdo sospirato dopo la navigazione, magari
lunga e difficile. Ma parla anche di partenze, di progetti
e aspirazioni, di futuro. In particolare, il porto di
Brindisi riveste un ruolo di primo piano per le
comunicazioni verso il Mare Mediterraneo e verso
l’Oriente, e per questo ospita anche una base delle
Nazioni Unite, che svolge una funzione importante sotto il
profilo umanitario.
Da questo
luogo così suggestivo, non lontano dal paese indicato
come il “buon giorno” d’Italia (Calimera),
desidero pertanto rinnovare il messaggio cristiano di
cooperazione e di pace fra tutti i popoli, specialmente
tra quelli che fanno corona a questo mare, antica culla di
civiltà, e quelli del Vicino e Medio Oriente. E mi piace
farlo con le parole
che ho usato due mesi fa a New York, rivolgendomi
all’Assemblea generale delle Nazioni Unite:
“L’azione della comunità internazionale e delle sue
istituzioni, supposto il rispetto dei principi che sono
alla base dell’ordine internazionale, non deve mai
essere interpretata come un’imposizione indesiderata e
una limitazione di sovranità. Al contrario, è
l’indifferenza o la mancanza di intervento che recano
danno reale. Ciò di cui vi è bisogno è una ricerca più
profonda di modi di prevenire e controllare i conflitti,
esplorando ogni possibile via diplomatica e prestando
attenzione ed incoraggiamento anche ai più flebili segni
di dialogo o di desiderio di riconciliazione” (L’Osservatore
Romano, 20.04.08, p. 8).
Da questo
lembo d’Europa proteso nel Mediterraneo, tra Oriente e
Occidente, ci rivolgiamo ancora una volta a Maria, Madre
che ci “indica la via” – Odegitria –,
donandoci Gesù, Via della pace. La invochiamo idealmente
con tutti i titoli coi quali è venerata nei Santuari
della Puglia, ed in particolare qui, da questo antico
porto, la preghiamo quale “porto di salvezza” per ogni
uomo e per l’intera umanità. La sua materna protezione
difenda sempre questa vostra Città e Regione, l’Italia,
l’Europa e il mondo intero dalle tempeste che minacciano
la fede e i veri valori; permetta alle giovani generazioni
di prendere il largo senza paura per affrontare con
cristiana speranza il viaggio della vita. Maria, Porto di
salvezza, prega per noi!
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