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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 15 luglio 2007
E’
l’amore il cuore della vita cristiana: così, il Papa
all’Angelus a Lorenzago di Cadore, accolto
dall’entusiasmo dei fedeli. L’invito di Benedetto XVI
ai giovani a partecipare numerosi alla GMG di Sydney
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Anche
le vacanze possono essere un tempo propizio per far
crescere il rapporto personale con Cristo: è quanto
sottolineato da Benedetto XVI all’Angelus, nella
suggestiva cornice del Castello di Mirabello a
Lorenzago di Cadore, dove il Papa sta trascorrendo
un periodo di riposo da lunedì scorso. |
Tantissimi
fedeli sono accorsi nella località delle Dolomiti per
esprimere il proprio affetto al Santo Padre, nel primo
evento pubblico da quando Benedetto XVI si trova a
Lorenzago. Soffermandosi sulla parabola del buon
samaritano, il Papa ha ribadito che l’amore è il cuore
della vita cristiana. Quindi, ha annunciato che, venerdì
prossimo, sarà reso noto il Messaggio per la XXIII GMG,
in programma a Sydney tra un anno, proprio in questi
giorni di luglio. L’indirizzo d’omaggio, a nome di
tutti i fedeli, è stato rivolto dal vescovo di Treviso,
mons. Andrea Bruno Mazzocato. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
Un panorama incantevole e l’affetto caloroso dei
fedeli hanno fatto da cornice al primo Angelus di
Benedetto XVI a Lorenzago di Cadore. In un clima festoso,
il Papa ha ringraziato il Signore per la possibilità di
trascorrere alcuni giorni di riposo in montagna ed ha
rivolto un pensiero particolare a quanti contribuiscono ad
assicurargli un soggiorno “sereno e proficuo”. Poi ha
sottolineato che di fronte allo spettacolo delle vette
“protese verso il cielo, sale spontaneo nell’animo il
desiderio di lodare Dio per le meraviglie delle sue
opere”. E’ così, ha aggiunto, che “la nostra
ammirazione per le bellezze naturali si trasforma
facilmente in preghiera”. Benedetto XVI si è così
soffermato sul valore delle vacanze per un cristiano:
"Ogni buon cristiano sa che le vacanze sono
tempo opportuno per distendere il fisico ed anche per
nutrire lo spirito attraverso spazi più ampi di preghiera
e di meditazione, per crescere nel rapporto personale con
Cristo e conformarsi sempre più ai suoi
insegnamenti".
Ha quindi rivolto il pensiero alla liturgia della
domenica, che invita a riflettere sulla parabola del buon
samaritano. Un racconto, ha detto, che “introduce nel
cuore del messaggio evangelico: l’amore verso Dio e
verso il prossimo”. E’ Gesù, ha ribadito, che chiede
ad ognuno di noi di “farsi prossimo di ogni persona che
incontra”. Parole corredate da una riflessione e da un
importante annuncio:
"L'amore è dunque il 'cuore' della vita
cristiana; infatti solo l’amore, suscitato in noi dallo
Spirito Santo, ci rende testimoni di Cristo. Ho voluto
riproporre quest'importante verità spirituale nel
Messaggio per la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù,
che verrà reso noto venerdì prossimo, 20 luglio: 'Avrete
forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi
sarete testimoni' (At 1,8). Questo il tema su cui, cari
giovani, vi invito a riflettere nei prossimi mesi, per
prepararvi al grande appuntamento che avrà luogo a
Sydney, in Australia, tra una anno, proprio in questi
giorni di luglio.
Il Papa ha affidato a Maria il cammino di preparazione e
lo svolgimento del prossimo incontro della gioventù e ha
invitato i giovani a parteciparvi numerosi. Dopo la recita
dell’Angelus, Benedetto XVI ha salutato i responsabili
delle istituzioni locali ed i vescovi della zona, mons.
Andrich, vescovo di Belluno-Feltre, mons. Mazzocato,
vescovo di Treviso, mons. Magnani, vescovo emerito di
Treviso, e mons. Pasqualotto, vescovo ausiliare di Manaus,
in Brasile, nativo di Treviso, assicurando “una speciale
preghiera per loro e per il cammino pastorale delle
rispettive Comunità diocesane”. Dopo i saluti, in
particolare ai giovani dei campiscuola, agli Scout e ai
seminaristi, il Papa si è trattenuto con alcuni fedeli,
mentre nel piazzale antistante il Castello di Mirabello si
intonavano cori affettuosi per Papa Benedetto:
A margine dell’Angelus, il direttore della Sala Stampa
della Santa Sede, padre Federico Lombardi, si è
soffermato con alcuni giornalisti, come ci riferisce Alessandro
Gisotti:
La seconda Enciclica del Pontefice, ha spiegato padre
Lombardi, è ancora ad “un livello molto iniziale, di
idea, di riflessione scientifica che può essere
impostata”. Durante questo periodo, ha aggiunto,
Benedetto XVI si dedica di più alla seconda parte del suo
libro su Gesù di Nazaret. Padre Lombardi ha anche parlato
dei prossimi viaggi apostolici del Papa. Oltre a Loreto e
Vienna a settembre, e a Napoli il 21 ottobre, ed
ovviamente la GMG di Sydney, ricordata anche all'Angelus
dal Santo Padre, il direttore della Sala Stampa ha
indicato due viaggi con data da definirsi. Si tratta di
una visita al Santuario mariano di Lourdes e una alle
Nazioni Unite di New York. Padre Lombardi si è anche
soffermato sugli ultimi documenti del Pontefice. La
lettera ai cattolici cinesi, ha sottolineato, è “un
documento storico straordinario, di grandissima attualità
e che avrà impatto sulla storia e la vita del Paese”
asiatico. A proposito del Motu Proprio sull’uso del
Messale in latino del 1962, ha ribadito che non si tratta
“affatto di un passo indietro”, né un “voler
mettere in questione il Concilio Vaticano II”.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
ringrazio
il Signore che anche quest'anno mi offre la possibilità
di trascorrere alcuni giorni di riposo in montagna, e sono
grato a quanti mi hanno accolto qui, a Lorenzago, in
questo panorama incantevole a cui fanno da sfondo le cime
del Cadore e dove è venuto più volte anche il mio amato
Predecessore Giovanni Paolo II. Un ringraziamento speciale
rivolgo al Vescovo di Treviso e a quello di Belluno-Feltre,
e a tutti coloro che in vario modo contribuiscono ad
assicurarmi un soggiorno sereno e proficuo. Davanti a
questo spettacolo di prati, di boschi, di vette protese
verso il cielo, sale spontaneo nell'animo il desiderio di
lodare Dio per le meraviglie delle sue opere, e la nostra
ammirazione per queste bellezze naturali si trasforma
facilmente in preghiera.
Ogni buon
cristiano sa che le vacanze sono tempo opportuno per
distendere il fisico ed anche per nutrire lo spirito
attraverso spazi più ampi di preghiera e di meditazione,
per crescere nel rapporto personale con Cristo e
conformarsi sempre più ai suoi insegnamenti. Quest'oggi,
ad esempio, la liturgia ci invita a riflettere sulla
celebre parabola del buon samaritano (cfr Lc
10,25-37), che introduce nel cuore del messaggio
evangelico: l'amore verso Dio e l'amore verso il prossimo.
Ma chi è il mio prossimo? - chiede l'interlocutore a Gesù.
E il Signore risponde ribaltando la domanda, mostrando,
attraverso il racconto del buon samaritano, che ciascuno
di noi deve farsi prossimo di ogni persona che incontra.
"Va' e anche tu fa' lo stesso!" (Lc
10,37). Amare, dice Gesù, è comportarsi come il buon
samaritano. Noi sappiamo, del resto, che Buon Samaritano
per eccellenza è proprio Lui: pur essendo Dio, non ha
esitato ad abbassarsi sino a farsi uomo e a dare la vita
per noi.
L'amore
è dunque il "cuore" della vita cristiana;
infatti solo l’amore, suscitato in noi dallo Spirito
Santo, ci rende testimoni di Cristo. Ho voluto riproporre
quest'importante verità spirituale nel Messaggio per la
XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, che verrà reso
noto venerdì prossimo, 20 luglio: "Avrete forza
dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete
testimoni"(At 1,8). Questo il terra su
cui, cari giovani, vi invito a riflettere nei prossimi
mesi, per prepararvi al grande appuntamento che avrà
luogo a Sydney, in Australia, tra un anno, proprio in
questi giorni di luglio. Le comunità cristiane di quell'amata
Nazione stanno attivamente lavorando per accogliervi e
sono loro grato per gli sforzi organizzativi che stanno
compiendo. Affidiamo a Maria, che domani invocheremo come
Vergine del Monte Carmelo, il cammino di preparazione e lo
svolgimento del prossimo incontro della gioventù del
mondo intero, al quale vi invito, cari amici di ogni
Continente, a partecipare numerosi.
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