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ANGELUS
DEL 15 NOVEMBRE 2009 |
Benedetto
XVI all’Angelus: la Parola di Dio dona l’eternità.
Nella Giornata per le vittime della strada, il Papa
richiama la responsabilità sulla propria ed altrui vita
◊ La
Parola di Dio che trasforma il mondo. Benedetto XVI
all’Angelus invita ad accogliere quel ‘seme’ che
apre le porte dell’eternità. Nell’odierna Giornata
per le vittime della strada il Papa richiama alla
responsabilità della propria ed altrui vita. Il servizio
di Roberta Gisotti:
“Un dono inestimabile”: il Papa ha ringraziato il
Signore per il “cammino di fede” “antico e sempre
nuovo” compiuto “nella grande famiglia spirituale
della Chiesa”, nell’anno liturgico che sta per
concludersi tra due settimane.
"E’ un dono inestimabile, che ci permette di
vivere nella storia il mistero di Cristo, accogliendo nei
solchi della nostra esistenza personale e comunitaria il
seme della Parola di Dio, seme di eternità che trasforma
dal di dentro questo mondo e lo apre al Regno dei
Ciel".
Si è poi soffermato Benedetto XVI sulla profezia di
Cristo riguardo la fine dei tempi: “Il cielo e la terra
– dice Gesu - passeranno, ma le mie parole non
passeranno”. Cielo e terra per indicare l’intero
universo.
“La Sacra Scrittura non conosce ambiguità: tutto
il creato è segnato dalla finitudine, compresi gli
elementi divinizzati dalle antiche mitologie: non c’è
nessuna confusione tra il creato e il Creatore, ma una
differenza netta”.
Le parole di Gesù non passeranno, perché “stanno
dalla parte di Dio e perciò sono eterne”. “Cristo si
paragona al seminatore e spiega che il seme è la Parola:
coloro che l’ascoltano, l’accolgono e portano frutto
fanno parte del Regno di Dio”, “rimangono nel mondo,
ma non sono più del mondo”.
“Portano in sé un germe di eternità, un
principio di trasformazione che si manifesta già ora in
una vita buona, animata dalla carità, e alla fine produrrà
la risurrezione della carne. Ecco la potenza della Parola
di Cristo.”
E proprio “la Vergine Maria – ha concluso il Papa
prima di recitare l’Angelus – è il segno vivente di
questa verità”.
Nei saluti ai fedeli Benedetto XVI ha ricordato
l’odierna Giornata mondiale del ricordo delle vittime
della strada, offrendo una preghiera particolare.
“We pray for all who have been killed
or injured in road accidents”.
Quindi l’invito “a tutti coloro
che percorrono le strade del mondo alla prudenza, nello
spirito di responsabilità per il dono della salute e
della vita propria e altrui” e una benedizione speciale
a quanti viaggiano.
Il Papa ha poi ringraziato i partecipanti
all’Assemblea plenaria della Commissione episcopale
europea, riuniti in questi giorni in Vaticano, per un
confronto sulla cultura di Internet e la comunicazione
della Chiesa, una “tematica di grande attualità”.
Benedetto XVI ha infine colto l’occasione
dell’odierna Giornata nazionale del ringraziamento,
celebrata in Italia, per rivolgere un invito pressante.
“Volentieri mi unisco spiritualmente
a quanti sono riconoscenti al Signore per i frutti della
terra e del lavoro dell’uomo, rinnovando l’invito
pressante al rispetto dell’ambiente naturale, risorsa
preziosa affidata alla nostra responsabilità”.
Tra i pellegrini in piazza San Pietro 120 motociclisti
della “Carovana internazionale per la libertà dei
sequestrati”,iniziativa promossa dall’emittente
colombiana Radio Caracol, da 15 anni portavoce delle
vittime di pratica criminale, che dilaga in diversi Paesi
latinoamericani. Carovana partita da Bogota il 3 novembre
e che ha fatto tappa finale a Roma per incontrare il Papa.
ANGELUS
Piazza
San Pietro
Domenica, 15 novembre 2009
Cari
fratelli e sorelle!
Siamo
giunti alle ultime due settimane dell’anno liturgico.
Ringraziamo il Signore che ci ha concesso di compiere,
ancora una volta, questo cammino di fede – antico e
sempre nuovo – nella grande famiglia spirituale della
Chiesa! E’ un dono inestimabile, che ci permette di
vivere nella storia il mistero di Cristo, accogliendo nei
solchi della nostra esistenza personale e comunitaria il
seme della Parola di Dio, seme di eternità che trasforma
dal di dentro questo mondo e lo apre al Regno dei Cieli.
Nell’itinerario delle Letture bibliche domenicali ci ha
accompagnato il Vangelo di san Marco, che oggi presenta
una parte del discorso di Gesù sulla fine dei tempi. In
questo discorso, c’è una frase che colpisce per la sua
chiarezza sintetica: “Il cielo e la terra passeranno, ma
le mie parole non passeranno” (Mc 13,31).
Fermiamoci un momento a riflettere su questa profezia di
Cristo.
L’espressione
“il cielo e la terra” è frequente nella Bibbia per
indicare tutto l’universo, il cosmo intero. Gesù
dichiara che tutto ciò è destinato a “passare”. Non
solo la terra, ma anche il cielo, che qui è inteso
appunto in senso cosmico, non come sinonimo di Dio. La
Sacra Scrittura non conosce ambiguità: tutto il creato è
segnato dalla finitudine, compresi gli elementi
divinizzati dalle antiche mitologie: non c’è nessuna
confusione tra il creato e il Creatore, ma una differenza
netta. Con tale chiara distinzione, Gesù afferma che le
sue parole “non passeranno”, cioè stanno dalla parte
di Dio e perciò sono eterne. Pur pronunciate nella
concretezza della sua esistenza terrena, esse sono parole
profetiche per eccellenza, come afferma in un altro luogo
Gesù rivolgendosi al Padre celeste: “Le parole che hai
dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e
sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che
tu mi hai mandato” (Gv 17,8). In una celebre
parabola, Cristo si paragona al seminatore e spiega che il
seme è la Parola (cfr Mc 4,14): coloro che
l’ascoltano, l’accolgono e portano frutto (cfr Mc
4,20) fanno parte del Regno di Dio, cioè vivono sotto la
sua signoria; rimangono nel mondo, ma non sono più
del mondo; portano in sé un germe di eternità, un
principio di trasformazione che si manifesta già ora in
una vita buona, animata dalla carità, e alla fine produrrà
la risurrezione della carne. Ecco la potenza della Parola
di Cristo.
Cari
amici, la Vergine Maria è il segno vivente di questa
verità. Il suo cuore è stato “terra buona” che ha
accolto con piena disponibilità la Parola di Dio, così
che tutta la sua esistenza, trasformata secondo
l’immagine del Figlio, è stata introdotta
nell’eternità, anima e corpo, anticipando la vocazione
eterna di ogni essere umano. Ora, nella preghiera,
facciamo nostra la sua risposta all’Angelo: “Avvenga
per me secondo la tua parola” (Lc 1,38), perché,
seguendo Cristo sulla via della croce, possiamo giungere
pure noi alla gloria della risurrezione.

Dopo
l'Angelus
Rivolgo
anzitutto un cordiale saluto ai partecipanti
all’Assemblea Plenaria della Commissione Episcopale
Europea per i Media, i cui lavori si sono svolti in questi
giorni in Vaticano. Carissimi, vi siete confrontati sulla
cultura di internet e la comunicazione nella
Chiesa. Vi ringrazio per il vostro qualificato contributo
su questa tematica di grande attualità.
Desidero
inoltre ricordare che oggi ha luogo ad Ivrea, in Piemonte,
la celebrazione nazionale della Giornata del
Ringraziamento. Volentieri mi unisco spiritualmente a
quanti sono riconoscenti al Signore per i frutti della
terra e del lavoro dell’uomo, rinnovando l’invito
pressante al rispetto dell’ambiente naturale, risorsa
preziosa affidata alla nostra responsabilità.
Je vous
accueille avec joie, pour la prière de l’Angélus,
chers pèlerins francophones. En cette fin d’Année
liturgique qui s’approche, nous sommes invités à faire
mémoire du temps qui passe non pour le regretter mais
pour en apprécier toute la nouveauté. Dans l’Évangile
de ce jour, Jésus nous dit qu’il est inutile de s’interroger
sur la fin des temps. Vivons chaque instant de notre vie
sous le regard du Christ. En nous faisant le don de sa
vie, il a tout accompli. C’est lui notre espérance, car
chaque jour il introduit notre histoire dans l’éternité!
Que Dieu vous bénisse avec tous ceux que vous aimez! Bon
dimanche!
I extend
heartfelt greetings to the English-speaking visitors here
today. During this month of November, we remember
especially the Holy Souls in Purgatory. In recent days we
prayed for those who lost their lives in war, and on this
World Day of Remembrance for Road Traffic Victims, we pray
for all who have been killed or injured in road accidents.
As we commend their souls to the loving mercy of Almighty
God, we also invoke his consolation upon their families
and loved ones. For those of you who have travelled long
distances to be here today, I pray that you may have a
safe homeward journey. May God bless all of you, and your
families and friends.
Einen
frohen Gruß richte ich an die Brüder und Schwestern
deutscher Sprache. In Gott finden wir Menschen wahre
Freiheit und bleibende Freude. Nach dem Willen Gottes zu
leben macht frei, und ihm in Treue zu dienen schenkt
vollkommene Freude (vgl. Tagesgebet). Dies wollen
wir wieder neu mit dem Herzen begreifen und dabei auf
Christus schauen. Er lehrt und zeigt uns, wie wir Gott und
den Nächsten lieben sollen. Jesus Christus ist der Weg
zum wirklichen, glücklichen Leben. Euch allen wünsche
ich einen gesegneten Sonntag.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana, en particular a los
fieles provenientes de Colombia, y a quienes se unen a
ella a través de la radio y la televisión. Que la
contemplación del misterio de Cristo y la meditación
asidua de la Palabra de Dios acreciente en nosotros el
deseo de servirle para que, a ejemplo de la Virgen María,
fundemos nuestra vida sobre la roca firme de la fe y
aceptemos con prontitud la voluntad amorosa de Dios.
Muchas gracias y feliz domingo !
Szeretettel
köszöntöm a budapesti Szent László Plébánia híveinek
csoportját. A keresztségben új emberré váltunk, képessé
arra, hogy a szekularizált társadalomban is meg tudjuk
élni az evangéliumi örömhírt.
[Saluto
con affetto il gruppo di fedeli della Parrocchia di St. László
a Budapest. Carissimi, rinati nel battesimo siate capaci
di vivere la lieta novella del Vangelo in una società
secolarizzata.]
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Dziś przypada
Światowy Dzień Pamięci o Ofiarach Wypadków
Drogowych. Tych, którzy zginęli, polecam Bożemu
miłosierdziu. Wszystkich, którzy przemierzają
drogi świata, zachęcam do zachowania ostrożności,
w duchu odpowiedzialności za dar zdrowia i życia
własnego i innych. Niech Pan bezpiecznie prowadzi
podróżujących i niech wam błogosławi.
[Saluto
cordialmente i polacchi. Oggi ricorre la Giornata Mondiale
della Memoria delle Vittime degli Incidenti Stradali.
Affido alla misericordia di Dio i defunti. Incoraggio
tutti coloro che percorrono le strade del mondo alla
prudenza, nello spirito di responsabilità per il dono
della salute e della vita propria e altrui. Il Signore
protegga quanti viaggiano e benedica tutti.]
Oggi sono
presenti qui in Piazza anche il Cardinale Adrianus Simonis
con alcuni Presuli, Autorità civili e fedeli dell'Olanda,
che, celebrando in questi giorni il Santo Patrono
Willibrordo, ricordano la loro presenza qui a Roma nella
Chiesa nazionale dei Santi Michele e Magno dei Frisoni.
Esorto tutti ad essere sempre pietre vive della Chiesa di
Cristo e .ad intensificare i legami di comunione con la
Sede dell'Apostolo Pietro.
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli provenienti da Trieste, Cingoli e
Pizzo Calabro. Possa, cari fratelli, la sosta presso la
tomba di san Pietro rafforzare in ciascuno la fede e la
testimonianza evangelica. A tutti auguro una buona
domenica.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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