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ANGELUS
(16 GENNAIO 2011) |
Benedetto
XVI all’Angelus: sarà una gioia per me proclamare Beato
Giovanni Paolo II. Appello ad accogliere e proteggere i
migranti
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All’Angelus, in Piazza San Pietro, Benedetto XVI parla
della prossima Beatificazione del suo amato predecessore
Giovanni Paolo II. Esprime la sua gioia per questo evento
tanto atteso e, salutando i fedeli polacchi, invita ad
“una profonda preparazione spirituale” a tale
avvenimento. Nella Giornata Mondiale del Migrante e del
Rifugiato, il Papa ha dunque sottolineato che la Chiesa da
sempre vive al suo interno l’esperienza della migrazione
ed ha chiesto la protezione dei migranti e di coloro che
si impegnano a loro favore. Il Pontefice non ha poi
mancato di rivolgere un particolare pensiero a quanti, in
diverse aree del mondo, sono stati colpiti da devastanti
inondazioni. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Splende il sole su Piazza San Pietro, gremita di
fedeli. Un clima di gioia festosa che sembra quasi
anticipare l’evento che viene già definito memorabile:
la Beatificazione di Karol Wojtyla. Evento di cui,
all’Angelus, Benedetto XVI parla per la prima volta
pubblicamente. Il Papa confida ai fedeli la sua emozione
per questo avvenimento annunciato venerdì scorso:
“Cari fratelli e sorelle, come sapete, il primo
maggio prossimo avrò la gioia di proclamare Beato il
Venerabile Giovanni Paolo II (applausi), mio amato
predecessore. La data scelta è molto significativa: sarà
infatti la II Domenica di Pasqua, che egli stesso intitolò
alla Divina Misericordia, e nella cui vigilia terminò la
sua vita terrena. Quanti lo hanno conosciuto, quanti lo
hanno stimato e amato, non potranno non gioire con la
Chiesa per questo evento. Siamo felici!”.
E della Beatificazione di Papa Wojtyla, Benedetto XVI
è tornato a parlare salutando i fedeli polacchi:
“Ta wiadomość była bardzo
oczekiwana przez…”
“Questa notizia - ha affermato - era molto attesa da
tutti e, in modo particolare, da voi, per i quali"
Giovanni Paolo II "è stato la guida nella fede,
nella verità e nella libertà”. Vi auguro, ha concluso,
“una profonda preparazione spirituale a questo
evento”.
Prima delle parole sulla Beatificazione di Papa
Wojtyla, Benedetto XVI si era soffermato sull’odierna
ricorrenza della Giornata Mondiale del Migrante e del
Rifugiato. Spesso, ha constatato, la migrazione “è
forzata da guerre o persecuzioni” e avviene “in
condizioni drammatiche”. Poi, ha rammentato che anche i
genitori di Gesù dovettero fuggire in Egitto per salvare
la vita del loro bambino:
“Il Messia, il Figlio di Dio è stato un
rifugiato. La Chiesa, da sempre, vive al proprio interno
l’esperienza della migrazione. Talvolta, purtroppo, i
cristiani si sentono costretti a lasciare, con sofferenza,
la loro terra, impoverendo così i Paesi in cui sono
vissuti i loro avi”.
D’altra parte, ha proseguito, “gli spostamenti
volontari dei cristiani” sono “occasione per
incrementare il dinamismo missionario della Parola di Dio
e fanno sì che la testimonianza della fede circoli
maggiormente nel Corpo mistico di Cristo, attraversando i
popoli e le culture, e raggiungendo nuove frontiere, nuovi
ambienti”. Ha così offerto una riflessione sul tema
scelto per la Giornata: “Una sola Famiglia umana”:
“Un tema che indica il fine, la meta del grande
viaggio dell’umanità attraverso i secoli: formare
un’unica famiglia, naturalmente con tutte le differenze
che la arricchiscono, ma senza barriere, riconoscendoci
tutti fratelli”.
Ed ha ripreso il Concilio Vaticano II per sottolineare
che la Chiesa “è segno e strumento dell’intima unione
con Dio e dell’unità di tutto il genere umano”:
“Per questo è fondamentale che i cristiani, pur
essendo sparsi in tutto il mondo e, perciò, diversi per
culture e tradizioni, siano una cosa sola, come vuole il
Signore. E’ questo lo scopo della 'Settimana di
preghiera per l’unità dei cristiani', che avrà luogo
nei prossimi giorni, dal 18 al 25 gennaio”.
Una settimana, ha osservato, che viene preceduta dalla
Giornata del Dialogo ebraico-cristiano, che “richiama
l’importanza delle radici comuni che uniscono ebrei e
cristiani”. Il Papa, rivolgendosi alla Vergine, ha
quindi affidato alla sua protezione “tutti i migranti e
quanti si impegnano in un lavoro pastorale in mezzo a
loro”, con un pensiero speciale ai rappresentanti delle
Comunità Migrantes della diocesi di Roma, presenti in
Piazza San Pietro. Il Pontefice non ha infine mancato di
esprimere particolare vicinanza alle popolazioni di
Australia, Brasile, Filippine e Sri Lanka, recentemente
colpite da devastanti inondazioni:
“Il Signore accolga le anime dei defunti, dia
forza agli sfollati e sostenga l’impegno di quanti si
stanno prodigando per alleviare sofferenze e disagi”.
BENEDETTO XVI
Cari
fratelli e sorelle!
In questa
domenica ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del
Rifugiato, che ogni anno ci invita a riflettere
sull’esperienza di tanti uomini e donne, e tante
famiglie, che lasciano il proprio Paese in cerca di
migliori condizioni di vita. Questa migrazione a volte è
volontaria, altre volte, purtroppo, è forzata da guerre o
persecuzioni, e avviene spesso – come sappiamo – in
condizioni drammatiche. Per questo fu istituito, 60 anni
or sono, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati. Nella festa della Santa Famiglia, subito dopo
il Natale, abbiamo ricordato che anche i genitori di Gesù
dovettero fuggire dalla propria terra e rifugiarsi in
Egitto, per salvare la vita del loro bambino: il Messia,
il Figlio di Dio è stato un rifugiato. La Chiesa, da
sempre, vive al proprio interno l’esperienza della
migrazione. Talvolta, purtroppo, i cristiani si sentono
costretti a lasciare, con sofferenza, la loro terra,
impoverendo così i Paesi in cui sono vissuti i loro avi.
D’altra parte, gli spostamenti volontari dei cristiani,
per diversi motivi, da una città all’altra, da un Paese
all’altro, da un continente all’altro, sono occasione
per incrementare il dinamismo missionario della Parola di
Dio e fanno sì che la testimonianza della fede circoli
maggiormente nel Corpo mistico di Cristo, attraversando i
popoli e le culture, e raggiungendo nuove frontiere, nuovi
ambienti.
"Una
sola famiglia umana": questo è il tema del Messaggio
che ho inviato per l’odierna Giornata. Un tema che
indica il fine, la meta del grande viaggio dell’umanità
attraverso i secoli: formare un’unica famiglia,
naturalmente con tutte le differenze che la arricchiscono,
ma senza barriere, riconoscendoci tutti fratelli. Così
afferma il Concilio Vaticano II: "Tutti i popoli
costituiscono una sola comunità. Essi hanno una sola
origine, poiché Dio ha fatto abitare l’intero genere
umano su tutta la faccia della terra" (Dich. Nostra
aetate, 1). La Chiesa – dice ancora il Concilio –
"è in Cristo come sacramento, cioè segno e
strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di
tutto il genere umano" (Cost. Lumen gentium,
1). Per questo è fondamentale che i cristiani, pur
essendo sparsi in tutto il mondo e, perciò, diversi per
culture e tradizioni, siano una cosa sola, come vuole il
Signore. E’ questo lo scopo della "Settimana di
preghiera per l’unità dei cristiani", che avrà
luogo nei prossimi giorni, dal 18 al 25 gennaio.
Quest’anno essa si ispira ad un passo degli Atti
degli Apostoli: "Uniti nell’insegnamento degli
apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella
preghiera" (At 2,42). L’Ottavario per
l’unità dei cristiani è preceduto, domani, dalla
Giornata del dialogo ebraico-cristiano: un accostamento
molto significativo, che richiama l’importanza delle
radici comuni che uniscono ebrei e cristiani.
Nel
rivolgerci alla Vergine Maria, con la preghiera dell’Angelus,
affidiamo alla sua protezione tutti i migranti e quanti si
impegnano in un lavoro pastorale in mezzo a loro. Maria,
Madre della Chiesa, ci ottenga inoltre di progredire nel
cammino verso la piena comunione di tutti i discepoli di
Cristo.
DOPO
L’ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle, come sapete, il 1° maggio prossimo
avrò la gioia di proclamare Beato il Venerabile Papa
Giovanni Paolo II, mio amato predecessore. La data
scelta è molto significativa: sarà infatti la II
Domenica di Pasqua, che egli stesso intitolò alla Divina
Misericordia, e nella cui vigilia terminò la sua vita
terrena. Quanti lo hanno conosciuto, quanti lo hanno
stimato e amato, non potranno non gioire con la Chiesa per
questo evento. Siamo felici!
Desidero
assicurare il mio particolare ricordo nella preghiera per
le popolazioni dell’Australia, del Brasile, delle
Filippine e dello Sri Lanka, recentemente colpite da
devastanti inondazioni. Il Signore accolga le anime dei
defunti, dia forza agli sfollati e sostenga l’impegno di
quanti si stanno prodigando per alleviare sofferenze e
disagi.
Chers pèlerins
francophones, mardi s’ouvrira la Semaine de prière pour
l’Unité des chrétiens. N’ayons pas peur d’être
ensemble « Unis dans l’enseignement des apôtres,
la communion fraternelle, la fraction du pain et la prière ».
Puisse l’Esprit-Saint ouvrir les cœurs et donner à son
Église le don de l’unité ! L’Évangile de ce
jour nous invite à rendre témoignage et à accueillir le
Christ parmi nous. Il est celui qui nous accompagne avec
tendresse. À l’exemple de la Vierge Marie soyons
vigilants dans la prière ! Bon dimanche et bonne
semaine à tous !
To all
the English-speaking visitors and pilgrims here today, I
extend heartfelt greetings. On Tuesday next we begin the
Week of Prayer for Christian Unity. I invite all of you to
join me in praying earnestly for the gift of unity among
the followers of our Lord Jesus Christ, the Lamb of God
who takes away the sins of the world. Upon all who are
here today, and upon your families and loved ones at home,
I invoke God’s abundant blessings.
Einen
frohen Gruß richte ich an alle deutschsprachigen Pilger
und Besucher. Das Evangelium des heutigen Sonntags zeigt
uns Johannes den Täufer, der Zeuge wird, wie der Geist
vom Himmel auf Jesus herabkommt und auf ihm bleibt. Als
Getaufte haben wir Teil am Geist des Herrn, der auch heute
wirkt und Gemeinschaft stiftet. Bitten wir den Heiligen
Geist, daß er Frieden unter den Völkern schaffe und die
Spaltungen unter den Christen heile – besonders in der
Weltgebetswoche für die Einheit der Christen, die am
Dienstag beginnt. Euch und euren Lieben schenke der Herr
seinen Segen.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana, particularmente a los alumnos y
porfesores del Instituto de Villafranca de los Barros. Al
comenzar esta Semana de oración por la unidad de los
cristianos, invito a todos a pedir con constancia a
Dios, para que siga santificando a todos sus hijos en la
verdad de Cristo, crezcamos en el conocimiento de su
Palabra y sirvamos a la edificación de su Reino con
humildad y amor. Que la maternal intercesión de la Santísima
Virgen María, anime todos los corazones, para que se
eliminen las barreras de separación y, curados de toda
división, demos un testimonio creíble del Evangelio de
la Salvación. Feliz domingo.
Drodzy
bracia i siostry, Polacy! Serdecznie pozdrawiam was
wszystkich: obecnych tu w Rzymie, w Polsce i w świecie.
Podzielam waszą radość z ogłoszenia
beatyfikacji Ojca Świętego Jana Pawła II,
która odbędzie się 1 maja tego roku. Ta wiadomość
była bardzo oczekiwana przez wszystkich, a w szczególny
sposób przez was, dla których Czcigodny mój Poprzednik
był przewodnikiem w wierze, w prawdzie i w wolności.
Życzę wam głębokiego, duchowego
przygotowania się do tego wydarzenia i z serca
wszystkim błogosławię.
[Cari
fratelli e sorelle Polacchi! Saluto cordialmente tutti
voi, qui a Roma, in Polonia e nel mondo intero. Condivido
con voi la gioia per l’annuncio della beatificazione del
Santo Padre Giovanni Paolo II, che avrà luogo il 1°
maggio prossimo. Questa notizia era molto attesa da tutti
e, in modo particolare, da voi, per i quali il Venerabile
mio Predecessore è stato la guida nella fede, nella verità
e nella libertà. Vi auguro una profonda preparazione
spirituale a questo evento, e di cuore tutti vi benedico.]
Sono
lieto di salutare i rappresentanti delle Comunità Migrantes
della Diocesi di Roma. Grazie per la vostra presenza! E
saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana,
in particolare i ragazzi di Le Castella – Isola di Capo
Rizzuto, che hanno ricevuto il sacramento della
Confermazione, e i giovani dell’associazione
"Noi" di Trichiana, presso Belluno. A tutti
auguro una buona domenica.
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