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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 17 febbraio 2008
Il Papa
all'Angelus: ascoltare e seguire Gesù sulla via della
Croce per entrare nella vita eterna. Accorato appello per
il Libano
“Per
entrare nella vita eterna bisogna ascoltare Gesù,
seguirlo sulla via della croce, portando nel cuore come
Lui la speranza della risurrezione”. E’ quanto ha
detto stamani, durante l’Angelus in Piazza San Pietro,
Benedetto XVI che ieri ha concluso in Vaticano con la
Curia Romana la settimana di esercizi spirituali per il
Tempo di Quaresima. Migliaia i fedeli giunti da tutto il
mondo per la preghiera mariana, in una giornata molto
fredda ma piena di sole. Il Papa ha lanciato anche un
appello per la riconciliazione in Libano che da quasi tre
mesi non riesce ad eleggere il proprio capo di Stato. Il
servizio di Sergio Centofanti:
Il Papa mette in relazione il Vangelo delle tentazioni
di Gesù, proposto dalla prima Domenica di Quaresima, con
quello odierno della Trasfigurazione sul monte. Episodi
che “anticipano il mistero pasquale”:
“La lotta di Gesù col tentatore prelude al grande
duello finale della Passione, mentre la luce del suo Corpo
trasfigurato anticipa la gloria della Risurrezione. Da una
parte vediamo Gesù pienamente uomo, che condivide con noi
persino la tentazione; dall’altra lo contempliamo Figlio
di Dio, che divinizza la nostra umanità. In tal modo,
potremmo dire che queste due domeniche fungono da pilastri
su cui poggia tutto l’edificio della Quaresima fino alla
Pasqua, ed anzi l’intera struttura della vita cristiana,
che consiste essenzialmente nel dinamismo pasquale: dalla
morte alla vita”.
“La montagna – il Tabor come il Sinai –
sottolinea il Papa - è il luogo della vicinanza con Dio.
E’ lo spazio elevato, rispetto all’esistenza
quotidiana, dove respirare l’aria pura della
creazione”:
“La Trasfigurazione è un avvenimento di
preghiera: pregando Gesù si immerge in Dio, si unisce
intimamente a Lui, aderisce con la propria volontà umana
alla volontà di amore del Padre, e così la luce lo
invade e appare visibilmente la verità del suo essere:
Egli è Dio, Luce da Luce”.
La veste candida e sfolgorante di Gesù richiama la
rinascita nel Battesimo, anticipo dell’esistenza
celeste:
“Qui è il punto cruciale: la trasfigurazione è
anticipo della risurrezione, ma questa presuppone la
morte. Gesù manifesta agli Apostoli la sua gloria, perché
abbiano la forza di affrontare lo scandalo della croce, e
comprendano che occorre passare attraverso molte
tribolazioni per giungere al Regno di Dio”.
Il Papa si sofferma quindi sulla voce del Padre, che
risuona dall’alto, proclamando Gesù suo Figlio
prediletto, aggiungendo: “Ascoltatelo”:
“Per entrare nella vita eterna bisogna ascoltare
Gesù, seguirlo sulla via della croce, portando nel cuore
come Lui la speranza della risurrezione. ‘Spe salvi’,
salvati nella speranza. Oggi possiamo dire:
‘Trasfigurati nella speranza’”.
Dopo l’Angelus Benedetto XVI ha espresso la sua
preoccupazione per “le persistenti manifestazioni di
tensione in Libano” che da quasi tre mesi non riesce a
darsi un capo dello Stato. “Gli sforzi per comporre la
crisi e il sostegno offerto da numerosi esponenti di
rilievo della Comunità internazionale – ha sottolineato
il Papa - anche se non hanno ancora raggiunto un
risultato, dimostrano l’intenzione di individuare un
presidente che sia tale per tutti i libanesi e porre così
le basi per superare le divisioni esistenti”:
“Purtroppo, non mancano anche i motivi di
preoccupazione, soprattutto a causa di una inconsueta
violenza verbale o di quanti addirittura pongono la loro
fiducia nella forza delle armi e nella eliminazione fisica
degli avversari. Assieme al Patriarca maronita e a tutti i
Vescovi libanesi, vi chiedo di unirvi alla mia supplica a
Nostra Signora del Libano, perché incoraggi i cittadini
di quella cara Nazione, ed in particolare i politici, a
lavorare con tenacia in favore della riconciliazione, di
un dialogo veramente sincero, della pacifica convivenza e
del bene di una Patria profondamente sentita come
comune”.
Il Papa, poi, nei saluti nelle varie lingue, ha
esortato a vivere questa Quaresima in profondo
raccoglimento spirituale, facendo digiuno, in particolare
da immagini e rumori, e dando spazio all'elemosina e alla
carità verso chi è nel bisogno. Infine, salutando i
pellegrini italiani, ha rivolto “un pensiero speciale
… ai familiari delle persone scomparse il 4 gennaio
scorso in Venezuela” assicurando la sua preghiera.
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA
DELL’ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
si sono
conclusi ieri qui, nel Palazzo Apostolico, gli Esercizi
Spirituali che, come ogni anno, hanno visto uniti nella
preghiera e nella meditazione il Papa e i suoi
collaboratori della Curia Romana. Ringrazio quanti ci sono
stati vicini spiritualmente: voglia il Signore
ricompensarli per questa loro generosità. Quest’oggi,
seconda domenica di Quaresima, proseguendo il cammino
penitenziale, la liturgia, dopo averci presentato domenica
scorsa il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto,
ci invita a riflettere sull’evento straordinario della
Trasfigurazione sul monte. Considerati insieme, entrambi
gli episodi anticipano il mistero pasquale: la lotta di
Gesù col tentatore prelude al grande duello finale della
Passione, mentre la luce del suo Corpo trasfigurato
anticipa la gloria della Risurrezione. Da una parte
vediamo Gesù pienamente uomo, che condivide con noi
persino la tentazione; dall’altra lo contempliamo Figlio
di Dio, che divinizza la nostra umanità. In tal modo,
potremmo dire che queste due domeniche fungono da pilastri
su cui poggia tutto l’edificio della Quaresima fino alla
Pasqua, ed anzi l’intera struttura della vita cristiana,
che consiste essenzialmente nel dinamismo pasquale: dalla
morte alla vita.
La
montagna – il Tabor come il Sinai – è il luogo della
vicinanza con Dio. E’ lo spazio elevato, rispetto
all’esistenza quotidiana, dove respirare l’aria pura
della creazione. E’ il luogo della preghiera, dove stare
alla presenza del Signore, come Mosè e come Elia, che
appaiono accanto a Gesù trasfigurato e parlano con Lui
dell’"esodo" che lo attende a Gerusalemme, cioè
della sua Pasqua. La Trasfigurazione è un avvenimento di
preghiera: pregando Gesù si immerge in Dio, si unisce
intimamente a Lui, aderisce con la propria volontà umana
alla volontà di amore del Padre, e così la luce lo
invade e appare visibilmente la verità del suo essere:
Egli è Dio, Luce da Luce. Anche la veste di Gesù diventa
candida e sfolgorante. Questo fa pensare al Battesimo,
alla veste bianca che indossano i neofiti. Chi rinasce nel
Battesimo viene rivestito di luce anticipando
l’esistenza celeste, che l’Apocalisse rappresenta con
il simbolo delle vesti candide (cfr Ap 7,9.13). Qui
è il punto cruciale: la trasfigurazione è anticipo della
risurrezione, ma questa presuppone la morte. Gesù
manifesta agli Apostoli la sua gloria, perché abbiano la
forza di affrontare lo scandalo della croce, e comprendano
che occorre passare attraverso molte tribolazioni per
giungere al Regno di Dio. La voce del Padre, che risuona
dall’alto, proclama Gesù suo Figlio prediletto come nel
Battesimo nel Giordano, aggiungendo:
"Ascoltatelo" (Mt 17,5). Per entrare
nella vita eterna bisogna ascoltare Gesù, seguirlo sulla
via della croce, portando nel cuore come Lui la speranza
della risurrezione. "Spe salvi", salvati
nella speranza. Oggi possiamo dire: "Trasfigurati
nella speranza".
Rivolgendoci
ora in preghiera a Maria, riconosciamo in Lei la creatura
umana trasfigurata interiormente dalla grazia di Cristo, e
affidiamoci alla sua guida per percorrere con fede e
generosità l’itinerario della Quaresima.
DOPO
L’ANGELUS
Seguo con
preoccupazione le persistenti manifestazioni di tensione
in Libano. Da quasi tre mesi il Paese non riesce a darsi
un Capo dello Stato. Gli sforzi per comporre la crisi e il
sostegno offerto da numerosi esponenti di rilievo della
Comunità internazionale, anche se non hanno ancora
raggiunto un risultato, dimostrano l’intenzione di
individuare un Presidente che sia tale per tutti i
libanesi e porre così le basi per superare le divisioni
esistenti. Purtroppo, non mancano anche i motivi di
preoccupazione, soprattutto a causa di una inconsueta
violenza verbale o di quanti addirittura pongono la loro
fiducia nella forza delle armi e nella eliminazione fisica
degli avversari.
Assieme
al Patriarca maronita e a tutti i Vescovi libanesi, vi
chiedo di unirvi alla mia supplica a Nostra Signora del
Libano, perché incoraggi i cittadini di quella cara
Nazione, ed in particolare i politici, a lavorare con
tenacia in favore della riconciliazione, di un dialogo
veramente sincero, della pacifica convivenza e del bene di
una Patria profondamente sentita come comune.
Je vous
salue, chers pèlerins de langue française, venus vous
associer à la prière de l’Angélus, en
particulier le groupe de laïcs du Burkina Faso accompagné
de prêtres jubilaires. En ce temps de Carême, à l’imitation
d’Abraham qui a quitté sa terre pour répondre à la
promesse de Dieu, nous sommes invités à nous mettre en
route pour suivre le Fils bien-aimé du Père.
Puissions-nous, par la prière, la pénitence et le
partage, marcher à la suite du Christ, pour nous laisser
transfigurer par Lui. Avec ma Bénédiction apostolique.
I greet
all the English-speaking visitors present at today’s Angelus,
especially the group of pilgrims from Saint Ansgar’s
Cathedral in Copenhagen. I pray that your visit to Rome
may strengthen your faith and deepen your love for Jesus
Christ, our Lord and Saviour. In this Sunday’s Gospel,
we hear how Jesus was transfigured in the presence of his
three closest followers, Peter, James and John. They were
granted a glimpse of Christ in glory, and they heard the
voice of the Father urging them to listen to his beloved
Son. As we continue our Lenten journey, we renew our
resolve to listen attentively to the Son of God, and we
draw comfort and hope from the revelation of his glory.
Upon all of you here today, and upon your families and
loved ones at home, I invoke God’s abundant blessings.
Ganz
herzlich grüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern
deutscher Sprache. In dieser vorösterlichen Zeit lädt
uns die Kirche ein, unsere persönliche Beziehung zu
Christus zu vertiefen und uns dem Heilsereignis, das Er
der Menschheit durch sein Leiden und seine Auferstehung
schenkt, neu zu öffnen. Dazu kann es auch nützlich sein,
von der Fülle und Flut an Stimmen und Bildern in unserem
Alltag für eine Weile Abstand zu nehmen und in einem
Klima der inneren Einkehr vermehrt nach Gottes Willen zu
forschen. Der Herr begleite eurer Tun in dieser Gnadenzeit
mit seinem Segen! Euch allen wünsche ich eine gute und
geistlich fruchtbringende Fastenzeit!
Dirijo mi
cordial saludo a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana, especialmente a los
fieles provenientes de las parroquias de San Lorenzo y de
Nuestra Señora del Rosario de La Unión (Murcia). En este
segundo Domingo de Cuaresma, la Iglesia nos invita a
contemplar a Cristo, transfigurado en el monte Tabor, para
que, iluminados por su Palabra, podamos vencer las pruebas
cotidianas de la vida y ser en medio del mundo testigos de
su gloria. ¡Muchas gracias!
Srdečně
vítám poutníky z České republiky, zejména
studenty a učitele Soukromého reálného gymnázia Přírodní
školy v Praze! Drazí přátelé, kéž návštěva
Věčného města posílí vaše odhodlání
hledat pravdu ve víře v Boha a lásku v Kristu!
Rád žehnám vám i vašim drahým! Chvála Kristu!
[Un
cordiale benvenuto ai pellegrini della Repubblica Ceca, in
particolare agli studenti e ai docenti del Liceo
scientifico Scuola Naturale, di Praga. Cari amici, possa
questa visita alla Città eterna rafforzare in voi la
decisione di cercare la verità nella fede in Dio e la
carità in Cristo. Benedico volentieri voi e i vostri
cari. Sia lodato Gesù Cristo!]
Moją
myśl i pozdrowienie kieruję do wszystkich Polaków.
Pod hasłem: Dar miłości i nadziei zobowiązuje
zbieracie dzisiaj w Polsce ofiary na cele misyjne. Tym, którzy
włączają się w Dzieło Pomocy Ad
Gentes bardzo dziękuję. Jest ono wsparciem
apostolatu misyjnego. Jest też okazją do jałmużny
wielkopostnej. Niech ona przemienia serca i pomaga
wszystkim rozpoznać Chrystusa w potrzebujących.
Z radością wam błogosławię.
[Rivolgo
il mio pensiero ed il mio saluto a tutti i polacchi.
Guidati dal motto Il dono dell’amore e della speranza
comporta un impegno, state svolgendo oggi in Polonia la
colletta per le missioni. Ringrazio sentitamente tutti
coloro che si impegnano a favore dell’Opera d’Aiuto Ad
Gentes. Essa sostiene l’apostolato missionario e offre
altresì una preziosa occasione di elemosina quaresimale.
Sia essa a trasformare i cuori, affinché Gesù possa
essere sempre riconosciuto nei più bisognosi. Con gioia
vi benedico.]
Rivolgo
infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare ai fedeli provenienti da alcune
parrocchie romane, e inoltre da Cento, dall’Isola di
Lipari e da Valeggio sul Mincio, questi ultimi in
occasione del bicentenario della dedicazione della chiesa
parrocchiale, intitolata alla Cattedra di San Pietro.
Saluto inoltre la Scuola Salesiana "Edoardo
Agnelli" di Torino, l’Associazione Musicale
"San Leucio" di Brindisi e le Famiglie del
Movimento "Tra Noi". Un pensiero speciale va ai
familiari delle persone scomparse il 4 gennaio scorso in
Venezuela, con l’assicurazione della mia preghiera. A
tutti auguro una buona domenica.