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ANGELUS
DEL 17 LUGLIO 2011 |
Radio
Vaticana, 17 luglio 2011
Benedetto
XVI all'Angelus: la Somalia è in piena catastrofe
umanitaria, tutto il mondo la aiuti
Una
“mobilitazione internazionale” per salvare la Somalia
dalla “tremenda carestia” e dalla “gravissima siccità”
che la stanno devastando, uccidendo o costringendo alla
fuga innumerevoli persone. È l’appello lanciato questa
mattina da Benedetto XVI dopo la preghiera dell’Angelus,
recitata dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. In
precedenza, il Papa aveva offerto una breve riflessione
sul senso delle parabole evangeliche, che mettono in
risalto la bontà di Dio e l’invito per l’uomo a
imitarla. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Il paradosso delle piogge che distruggono e della
siccità che uccide. Schiacciati, nel mezzo, gente che
scappa disperata, o non sa dove andare, o non ne ha più
la forza. Le notizie che arrivano dalla Somalia e da
quella porzione orientale del continente africano hanno
addolorato il Papa, che all’Angelus ha chiesto al mondo
di non restare immobile davanti a questa tragedia:
“Con profonda preoccupazione seguo le notizie
provenienti dalla regione del Corno d’Africa e in
particolare dalla Somalia, colpita da una gravissima
siccità e in seguito, in alcune zone, anche da forti
piogge, che stanno causando una catastrofe umanitaria.
Innumerevoli persone stanno fuggendo da quella tremenda
carestia in cerca di cibo e di aiuti. Auspico che cresca
la mobilitazione internazionale per inviare
tempestivamente soccorsi a questi nostri fratelli e
sorelle già duramente provati, tra cui vi sono tanti
bambini. Non manchi a queste popolazioni sofferenti la
nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le
persone di buona volontà”.
Un appello collettivo alla bontà, quello di Benedetto
XVI. Che poco prima di recitare l’Angelus, si era
soffermato proprio su questo aspetto, esaltato in modo
speciale dalla parabola ascoltata nel Vangelo domenicale.
Con questo genere di discorsi, ha osservato il Papa, Gesù
“invita a riconoscere anzitutto il primato di Dio Padre:
dove Lui non c’è, niente può essere buono”. “Regno
dei cieli – ha soggiunto – significa, appunto,
signoria di Dio, e ciò vuol dire che la sua volontà dev’essere
assunta come il criterio-guida della nostra esistenza”:
“Il ‘cielo’ non va inteso soltanto nel senso
dell’altezza che ci sovrasta, poiché tale spazio
infinito possiede anche la forma dell’interiorità
dell’uomo. Gesù paragona il Regno dei cieli ad un campo
di grano, per farci comprendere che dentro di noi è
seminato qualcosa di piccolo e nascosto, che, tuttavia,
possiede un’insopprimibile forza vitale. Malgrado tutti
gli ostacoli, il seme si svilupperà e il frutto maturerà.
Questo frutto sarà buono solo se il terreno della vita
sarà stato coltivato secondo il volere divino”.
Nella parabola, l’ostacolo è simboleggiato
dall’erba cattiva, la zizzania, seminata di notte dal
“nemico”. Questo, ha affermato Benedetto XVI…
“…significa che dobbiamo essere pronti a
custodire la grazia ricevuta dal giorno del Battesimo,
continuando ad alimentare la fede nel Signore, che
impedisce al male di mettere radici”.
Così facendo, l’uomo può scoprire che la bontà di
Dio può essere imitata:
“Il Salmo 85 lo conferma: ‘Tu sei buono,
Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi
t’invoca’. Se dunque siamo figli di un Padre così
grande e buono, cerchiamo di assomigliare a Lui! Era
questo lo scopo che Gesù si prefiggeva con la sua
predicazione; diceva infatti a chi lo ascoltava: ‘Siate
perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste’”.
Al termine dell’Angelus, Benedetto XVI ha salutato i
fedeli in sei lingue, ricordando – in particolare in
lingua polacca – la festa di ieri della Beata Maria
Vergine del Carmelo, venerata anche con il titolo di Maria
Madre di Dio dello Scapolare:
“Szkaplerz, to znak szczególnej łączności…
Lo scapolare è un particolare segno dell’unione
con Gesù e Maria. Per coloro che lo portano è un segno
del filiale abbandono alla protezione della Vergine
Immacolata. Nella nostra battaglia contro il male, Maria,
nostra Madre ci avvolga con il suo manto”.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Domenica, 17 luglio 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Le
parabole evangeliche sono brevi narrazioni che Gesù
utilizza per annunciare i misteri del Regno dei cieli.
Utilizzando immagini e situazioni della vita quotidiana,
il Signore "vuole indicarci il vero fondamento di
tutte le cose. Egli ci mostra … il Dio che agisce, che
entra nella nostra vita e ci vuole prendere per mano"
(Gesù di Nazaret. I, Milano, 2007, 229). Con tale
genere di discorsi, il divino Maestro invita a riconoscere
anzitutto il primato di Dio Padre: dove Lui non c’è,
niente può essere buono. E’ una priorità decisiva per
tutto. Regno dei cieli significa, appunto, signoria di
Dio, e ciò vuol dire che la sua volontà dev’essere
assunta come il criterio-guida della nostra esistenza.
Il tema
contenuto nel Vangelo di questa domenica è proprio il
Regno dei cieli. Il "cielo" non va inteso
soltanto nel senso dell’altezza che ci sovrasta, poiché
tale spazio infinito possiede anche la forma
dell’interiorità dell’uomo. Gesù paragona il Regno
dei cieli ad un campo di grano, per farci comprendere che
dentro di noi è seminato qualcosa di piccolo e nascosto,
che, tuttavia, possiede un’insopprimibile forza vitale.
Malgrado tutti gli ostacoli, il seme si svilupperà e il
frutto maturerà. Questo frutto sarà buono solo se il
terreno della vita sarà stato coltivato secondo la volontà
divina. Per questo, nella parabola del buon grano e della
zizzania (Mt 13,24-30), Gesù ci avverte che, dopo
la semina fatta dal padrone, "mentre tutti
dormivano" è intervenuto "il suo nemico",
che ha seminato l’erba cattiva. Questo significa che
dobbiamo essere pronti a custodire la grazia ricevuta nel
giorno del Battesimo, continuando ad alimentare la fede
nel Signore, che impedisce al male di mettere radici.
Sant’Agostino, commentando questa parabola, osserva che
"molti prima sono zizzania e poi diventano buon
grano" e aggiunge: "se costoro, quando sono
cattivi, non venissero tollerati con pazienza, non
giungerebbero al lodevole cambiamento" (Quaest.
septend. in Ev. sec. Matth., 12, 4: PL 35,
1371).
Cari
amici, il Libro della Sapienza – da cui è tratta
oggi la prima Lettura – evidenzia questa dimensione
dell’Essere divino e dice: "Non c’è Dio fuori di
te, che abbia cura di tutte le cose ... La tua forza
infatti è principio della giustizia, e il fatto che sei
padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti" (Sap
12,13.16); e il Salmo 85 lo conferma: "Tu sei buono,
Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi
t’invoca" (v. 5). Se dunque siamo figli di un Padre
così grande e buono, cerchiamo di assomigliare a Lui! Era
questo lo scopo che Gesù si prefiggeva con la sua
predicazione; diceva infatti a chi lo ascoltava:
"Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro
celeste" (Mt 5,48). Rivolgiamoci con fiducia a
Maria, che ieri abbiamo invocato con il titolo di Vergine
Santissima del Monte Carmelo, perché ci aiuti a seguire
fedelmente Gesù, e così a vivere da veri figli di Dio.
DOPO
L’ANGELUS DOPO L’ANGELUS
Con
profonda preoccupazione seguo le notizie provenienti dalla
regione del Corno d’Africa e in particolare dalla
Somalia, colpita da una gravissima siccità e in seguito,
in alcune zone, anche da forti piogge, che stanno causando
una catastrofe umanitaria. Innumerevoli persone stanno
fuggendo da quella tremenda carestia in cerca di cibo e di
aiuti.
Auspico
che cresca la mobilitazione internazionale per inviare
tempestivamente soccorsi a questi nostri fratelli e
sorelle già duramente provati, tra cui vi sono tanti
bambini. Non manchi a queste popolazioni sofferenti la
nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le
persone di buona volontà.
Chers pèlerins
francophones, le temps des vacances est certainement
propice à un enrichissement culturel et spirituel. Á
travers les innombrables sites et monuments que vous
visitez, puissiez-vous découvrir la beauté de ce
patrimoine universel qui nous relie à nos racines! Soyez
attentifs à vous laisser questionner par le bel idéal
qui animait les bâtisseurs de cathédrales et d’abbayes,
quand ils édifiaient ces signes éclatants de la présence
de Dieu sur notre terre. Que cet idéal devienne le vôtre et
que l’Esprit Saint, qui voit le fond des cœurs, vous
inspire de prier dans ces lieux en rendant grâce et en
intercédant pour l’humanité du 3ème millénaire!
Je vous bénis de grand cœur, particulièrement les
familles ici présentes!
I offer a
warm welcome to the English-speaking visitors gathered for
this Angelus prayer, including the pilgrims from Meath,
Ireland and from Nazareth, the home of Jesus. Today’s
Gospel encourages us to let the good seed of God’s word
bear fruit in our lives and to trust in his mysterious
plan for the growth of the Kingdom. Let us work for an
abundant harvest of holiness in the Church and ask to be
found among Christ’s righteous ones on the day of
judgment. Upon all of you I invoke the Lord’s abundant
blessings of joy and peace!
Ganz
herzlich begrüße ich die Pilger und Besucher deutscher
Sprache. Im heutigen Evangelium vom Acker, auf dem Weizen
und Unkraut nebeneinander wachsen, spricht Christus von
der Güte und von der Langmut Gottes in dieser Zeit. Am
Ende der Welt aber kommt es zur Scheidung: Die Ernte führt
die Gerechten in sein Reich, die Bösen hingegen werden
dem Gericht übergeben. Das Wort Jesu soll auch uns heute
Mahnung sein, mit seiner Gnade immer mehr Weizen zu werden,
damit sich der große Plan der Liebe Gottes an uns und an
der welt erfüllen kann. Der Herr segne euch alle.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana, así como a los que se unen a
ella por medio de la radio y la televisión. La liturgia
de hoy nos presenta a Dios, bondadoso y rico en clemencia,
que gobierna el mundo con sabiduría y cuya paciencia no
tiene medida, otorgando al pecador el tiempo necesario
para la conversión. En estos días, que para muchos son
de descanso, invito a todos a abrir el corazón a la
divina Palabra, para aprender cómo se comporta Aquel que
todo lo puede y reflejar en nuestras vidas la grandeza de
su amor y misericordia. Que a ello nos ayude la Santísima
Virgen María. Feliz domingo.
Witam
serdecznie przybyłych do Castel Gandolfo Polaków.
Pozdrawiam również waszych rodaków w Polsce i w
świecie. Wczoraj obchodziliśmy wspomnienie Matki
Bożej Szkaplerznej. Szkaplerz, to znak szczególnej
łączności z Jezusem i Maryją. Dla tych,
którzy go noszą, znak synowskiego oddania się
Niepokalanej. Niech Maryja, najlepsza Matka otacza nas
zawsze swoim płaszczem w walce ze złem. Polecam
was Jej opiece i z serca błogosławię.
[Do il
mio benvenuto ai Polacchi venuti qui a Castel Gandolfo.
Saluto anche i vostri connazionali in Polonia e nel mondo.
Ieri abbiamo celebrato la memoria di Maria Madre di Dio
dello Scapolare [B.V. Maria del Monte Carmelo]. Lo
scapolare è un particolare segno dell’unione con Gesù
e Maria. Per coloro che lo portano è un segno del filiale
abbandono alla protezione della Vergine Immacolata. Nella
nostra battaglia contro il male, Maria, nostra Madre ci
avvolga con il suo manto. Vi affido alla Sua protezione e
vi benedico di cuore.]
Rivolgo
infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare ai fedeli della parrocchia di S.
Barnaba Apostolo, in Marino e a quelli della parrocchia di
S. Maria degli Angeli, in Caraffa del Bianco e ai fedeli
di Monteleone di Puglia. A tutti auguro una buona domenica
e una buona settimana. Grazie, il Signore vi benedica!
©
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