|
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
18 marzo 2007
La
gioia e l’amore cristiano scaturiscono
dall’Eucaristia: così,
il Papa all’Angelus dedicato alla Sacramentum
Caritatis
All’Angelus
in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato la visita
nella mattinata al carcere minorile di Casal del Marmo,
quindi si è soffermato sull’Eucaristia, “sorgente
della gioia cristiana”. Il Papa ha messo l’accento sul
legame tra la sua prima Enciclica, Deus caritas est e
l’Esortazione postsinodale Sacramentum
Caritatis, presentata
martedì scorso. Poi, guardando alla solennità liturgica
di domani, il Pontefice ha invocato San Giuseppe, affinché
il Popolo di Dio diffonda gioia
e pace in tutta l’umanità. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
**********
Nell’Eucaristia,
che Cristo ci ha lasciato come Cibo spirituale, troviamo
“la sorgente della gioia cristiana”: è la riflessione
offerta dal Papa ai fedeli radunati in Piazza San Pietro
per l’Angelus domenicale. Ha poi rammentato che la
liturgia di questa quarta domenica di Quaresima “invita
a rallegrarci perché si avvicina la Pasqua, il giorno
della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte”.
Dall’Eucaristia, ha poi ribadito, “scaturisce la gioia
cristiana, la gioia dell’amore”:
"L’Eucaristia
alimenta nei credenti di ogni epoca quella letizia
profonda, che fa tutt’uno
con l’amore e con la pace, e che ha origine dalla
comunione con Dio e con i fratelli".
Il
Pontefice si è soffermato sull’Esortazione apostolica postsinodale
Sacramentum caritatis,
pubblicata martedì scorso, che ha come tema proprio
l’Eucaristia “fonte e culmine della vita e della
missione della Chiesa”. Questo documento, ha detto il
Papa, è “espressione della fede della Chiesa universale
nel Mistero eucaristico e si pone in continuità con il
Concilio Vaticano II e il magistero” di Giovanni Paolo
II e Paolo VI. Il Papa ha, quindi, sottolineato il legame
tra l’esortazione postsinodale
e la sua prima enciclica sull’amore cristiano:
"Ecco
perché ho scelto come titolo Sacramentum
caritatis, riprendendo una
bella definizione dell’Eucaristia di San Tommaso d’Aquino
“Sacramento della carità”. Sì, nell’Eucaristia
Cristo ha voluto donarci il suo amore, che lo ha spinto ad
offrire sulla croce la vita per noi. Nell’ultima Cena,
lavando i piedi ai discepoli, Gesù ci ha lasciato il
comandamento dell’amore: 'Come
io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri'".
Ma,
ha avvertito il Pontefice, “poiché questo è possibile
solo rimanendo uniti a Lui, come tralci alla vite, ha
scelto di rimanere Egli stesso tra noi nell’Eucaristia
perché noi potessimo rimanere in Lui”. Per
questo motivo, è stata la sua riflessione, quando “ci
nutriamo con fede del suo Corpo e del suo Sangue, il suo
amore passa in noi e ci rende capaci a nostra volta di
dare la vita per i fratelli”. “Donna eucaristica”
per eccellenza, ha proseguito, è Maria “capolavoro
della grazia divina”. Accanto a Lei, a custodia del
Redentore, ha detto il Papa, “Iddio ha posto san
Giuseppe, di cui domani celebreremo la solennità
liturgica”:
"Invoco
particolarmente questo grande Santo, mio patrono, perché
credendo, celebrando e vivendo con fede il Mistero
eucaristico, il Popolo di Dio sia pervaso dall’amore di
Cristo e ne diffonda i frutti di gioia e di pace in tutta
l’umanità".
Dopo
la recita dell’Angelus, il Papa ha rivolto un saluto
particolare al Comitato di Collegamento di Cattolici per
una Civiltà dell’Amore che, in occasione della festa di
San Giuseppe, rilancia la campagna “Adotta un papà”,
in collaborazione con gli Istituti missionari, a beneficio
delle famiglie povere nei Paesi in via di sviluppo.
Infine, ha rivolto un pensiero alla folta rappresentanza
dell’UNITALSI, raccolta in Piazza San Pietro, in
occasione della sua sesta giornata nazionale.
**********
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Cari
fratelli e sorelle!
Sono
appena tornato dall’Istituto Penale per Minori di Casal
del Marmo, a Roma, dove mi sono recato in visita in questa
quarta Domenica di Quaresima, detta in latino Domenica
"Laetare", cioè "Rallègrati"
dalla prima parola dell’antifona di ingresso nella
liturgia della Messa. Oggi la liturgia ci invita a
rallegrarci perché si avvicina la Pasqua, il giorno della
vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Ma dove si
trova la sorgente della gioia cristiana se non
nell’Eucaristia, che Cristo ci ha lasciato come Cibo
spirituale, mentre siamo pellegrini su questa terra?
L’Eucaristia alimenta nei credenti di ogni epoca quella
letizia profonda, che fa tutt’uno con l’amore e con la
pace, e che ha origine dalla comunione con Dio e con i
fratelli.
Martedì
scorso è stata presentata l’Esortazione apostolica
postsinodale Sacramentum caritatis, che ha come
tema proprio l’Eucaristia fonte e culmine della vita e
della missione della Chiesa. L’ho elaborata raccogliendo
i frutti della XI Assemblea Generale del Sinodo dei
Vescovi, svoltasi in Vaticano nell’ottobre del 2005.
Conto di ritornare su tale importante testo, ma fin
d’ora desidero sottolineare che esso è espressione
della fede della Chiesa universale nel Mistero
eucaristico, e si pone in continuità con il Concilio
Vaticano II e il magistero dei miei venerati predecessori
Paolo VI e Giovanni Paolo II. In questo Documento ho
voluto, tra l’altro, mettere in luce il suo legame con
l’Enciclica Deus caritas est: ecco perché ho
scelto come titolo Sacramentum caritatis,
riprendendo una bella definizione dell’Eucaristia di san
Tommaso d’Aquino (cfr Summa Th. III, q. 73, a. 3,
ad 3), "Sacramento della carità". Sì,
nell’Eucaristia Cristo ha voluto donarci il suo
amore, che lo ha spinto ad offrire sulla croce la vita per
noi. Nell’ultima Cena, lavando i piedi ai discepoli, Gesù
ci ha lasciato il comandamento dell’amore: "Come io
vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli
altri" (Gv 13,34). Ma poiché questo è
possibile solo rimanendo uniti a Lui, come tralci alla
vite (cfr Gv 15,1-8), ha scelto di rimanere Egli
stesso tra noi nell’Eucaristia perché noi potessimo rimanere
in Lui. Quando, pertanto, ci nutriamo con fede del suo
Corpo e del suo Sangue, il suo amore passa in noi e ci
rende capaci a nostra volta di dare la vita per i fratelli
(cfr 1 Gv 3,16). Da qui scaturisce la gioia
cristiana, la gioia dell’amore.
"Donna
eucaristica" per eccellenza è Maria, capolavoro
della grazia divina: l’amore di Dio l’ha resa
immacolata "al suo cospetto nella carità" (cfr Ef
1,4). Accanto a Lei, a custodia del Redentore, Iddio ha
posto san Giuseppe, di cui domani celebreremo la solennità
liturgica. Invoco particolarmente questo grande Santo
perché credendo, celebrando e vivendo con fede il Mistero
eucaristico, il Popolo di Dio sia pervaso dall’amore di
Cristo e ne diffonda i frutti di gioia e di pace in tutta
l’umanità.
Je salue
cordialement les pèlerins de langue française, notamment
les membres de la Faculté des sciences de Lausanne. En
nous proposant la parabole de l’Enfant prodigue, la
liturgie de ce dimanche nous invite à reconnaître nos péchés
et à nous lever pour aller vers le Père, qui nous
accueille avec tendresse. Puissiez-vous profiter du temps
de Carême pour faire, de manière plus forte, l’expérience
de l’amour de Dieu dans le sacrement du pardon. Avec ma
Bénédiction apostolique.
I extend
warm greetings to all the English-speaking pilgrims
gathered for today’s Angelus. Continuing our journey
towards the Paschal feast, we are reminded in this
Sunday’s Gospel of the heavenly Father’s boundless
love. May the riches of his infinite mercy fill you with
peace and joy this Lenten season. Upon you and your
families I invoke God’s abundant blessings.
Mit
Freude heiße ich alle Pilger und Besucher deutscher
Sprache willkommen, besonders die Wallfahrer aus dem
Bistum Fulda. Am Sonntag Lætare, dem vierten
Fastensonntag, lädt uns die Liturgie ein, mit froher
Hingabe dem Osterfest entgegenzueilen. Wir dürfen darauf
vertrauen, daß uns Gott, der barmherzige Vater, freudig
erwartet, so wie den „verlorenen Sohn" im heutigen
Evangelium, um uns seine Liebe und die Fülle des Lebens
in Ihm zu schenken. Der Herr führe uns auf den Weg der
Umkehr und des Guten. Gottes Geist geleite euch heute und
in der kommenden Woche.
Saludo a
los peregrinos de lengua española, especialmente a los de
la Parroquia Virgen de la Paloma, de Madrid. En este
tiempo de cuaresma os invito de modo particular a abrir
vuestros corazones al amor de Jesucristo presente en la
Eucaristía. Por ello, como he dicho en la reciente
Exhortación apostólica "Sacramentum caritatis",
os aliento a participar gozosamente en la Misa dominical,
fuente de la libertad auténtica de los hijos de Dios. ¡Feliz
domingo!
Pozdrawiam
serdecznie wszystkich Polaków: obecnych w Rzymie, w
waszym kraju i w świecie. Zachęcam was Drodzy do
lektury Adhortacji posynodalnej: "Sacramentum
caritatis" - "Sakrament miłości".
Niech ona ożywi w was wiarę i miłość
do Eucharystii. Przyjmując Chrystusa w Komunii świętej
i adorując Go w waszych Kościołach,
otrzymacie duchową moc, by pokonać trudności
życia i dochować wierności przykazaniom.
Niech On was umacnia i prowadzi.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi: sia quelli presenti qui a
Roma, sia quelli che sono in Polonia, come tutti coloro
che sono in varie parti del mondo. Carissimi, oggi voglio
esortarvi a leggere la mia Esortazione apostolica
postsinodale "Sacramentum Caritatis" - "Sakrament
miłości". Che questa lettura ravvivi in voi
la fede e l’amore verso l’Eucaristia. Accogliendo
Cristo nella Santa Comunione e adorandolo nelle vostre
Chiese riceverete la forza spirituale per affrontare le
difficoltà della vita e rimanere fedeli ai suoi precetti.
Che Cristo vi rafforzi e vi conduca sempre!]
Saluto i
pellegrini di lingua italiana, in particolare il Comitato
di Collegamento di Cattolici per una Civiltà dell’Amore
che, in occasione della festa di San Giuseppe, rilancia la
campagna "Adotta un papà", in collaborazione
con gli Istituti missionari, a beneficio delle famiglie
povere nei Paesi in via di sviluppo. Sono lieto di
accogliere inoltre la folta rappresentanza dell’U.N.I.T.A.L.S.I.,
che celebra oggi la sua sesta giornata nazionale. Saluto
poi i fedeli provenienti da Casale Monferrato, Firenze,
Arezzo e Cortona. A tutti auguro una buona domenica.
|
|