Quindi,
ha chiesto il bando delle mine antiuomo, in occasione
dell’apertura di una Conferenza internazionale su questi
terribili ordigni, al via oggi in Giordania. Il servizio
di Alessandro Gisotti:
Anche di fronte alle calamità naturali, raccogliamo
l’invito di Gesù ad affrontare gli eventi quotidiani,
“confidando nel suo amore provvidente”. E’
l’esortazione di Benedetto XVI, che all’Angelus ha
rivolto un pensiero speciale alle popolazioni del
Bangladesh, devastato da un terribile ciclone che ha
seminato morte e distruzione. Il Papa ha assicurato la sua
vicinanza a quanti soffrono ed ha lanciato un accorato
appello:
"Faccio appello alla solidarietà
internazionale, che già si è mossa per far fronte alle
immediate necessità. Incoraggio a porre in atto ogni
possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così
duramente provati".
Prima dell’appello per il Bangladesh, il Papa si è
soffermato sulla pagina evangelica della domenica, che
riferisce dell’esortazione di Gesù ai suoi discepoli
affinché non abbiano paura, ma affrontino con coraggio e
fiducia le incomprensioni e le persecuzioni. Sin
dall’inizio, ha detto il Pontefice, la Chiesa “vive
nell’attesa orante del suo Signore, scrutando i segni
dei tempi e mettendo in guardia i fedeli dai ricorrenti
messianismi, che di volta in volta annunciano come
imminente la fine del mondo”:
"In realtà, la storia deve fare il suo corso,
che comporta anche drammi umani e calamità naturali. In
essa si sviluppa un disegno di salvezza a cui Cristo ha già
dato compimento nella sua incarnazione, morte e
risurrezione. Questo mistero la Chiesa continua ad
annunciare ed attuare con la predicazione, con la
celebrazione dei sacramenti e la testimonianza della carità".
“Non temiamo per l’avvenire”, ha proseguito,
“anche quando esso ci può apparire a tinte fosche,
perché il Dio di Gesù Cristo che ha assunto la storia
per aprirla al suo compimento trascendente” ne è “il
principio e la fine”.
"Egli ci garantisce che in ogni piccolo ma
genuino atto di amore c’è tutto il senso
dell’universo, e che chi non esita a perdere la propria
vita per Lui, la ritrova in pienezza".
Benedetto XVI ha quindi rivolto il pensiero
all’odierna Beatificazione di Antonio Rosmini,
tratteggiando la figura e il carisma di questo sacerdote e
uomo di cultura, “animato da fervido amore per Dio e per
la Chiesa”:
"Testimoniò la virtù della carità in tutte
le sue dimensioni e ad alto livello, ma ciò che lo rese
maggiormente noto fu il generoso impegno per quella che
egli chiamava “carità intellettuale”, vale a dire la
riconciliazione della ragione con la fede. Il suo esempio
aiuti la Chiesa, specialmente le comunità ecclesiali
italiane, a crescere nella consapevolezza che la luce
della ragione umana e quella della Grazia, quando
camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per
la persona umana e per la società".
Il Papa ha poi sottolineato l’esempio di carità
offerto dalle persone consacrate ed in particolare da
quelle chiamate alla contemplazione nei monasteri di
clausura. A loro, alle quali la Chiesa dedica una Giornata
speciale il prossimo 21 novembre, dobbiamo tanto, ha
detto, ribadendo che i monasteri sono delle oasi
spirituali le quali ci indicano che Dio e il suo amore
sono l’ultima ragione per cui vale la pena vivere.
Parole corredate da una profonda riflessione proprio sulla
forza dell’amore cristiano:
"La fede che opera nella carità è il vero
antidoto contro la mentalità nichilista, che nella nostra
epoca va sempre più estendendo il suo influsso nel
mondo".
Il Papa non ha mancato di fare
riferimento all’Assemblea degli Stati che hanno
sottoscritto la Convenzione contro le mine antiuomo, al
via oggi in Giordania. La Santa Sede, ha ricordato, è uno
dei principali promotori della Convenzione. Ha, così,
espresso l’augurio e l’incoraggiamento per il buon
esito della conferenza, “affinché questi ordigni, che
continuano a seminare vittime, tra cui molti bambini,
siano completamente banditi”. Infine, salutando i
pellegrini di lingua francese, ha ricordato che ricorre
oggi la Giornata internazionale contro gli incidenti
stradali. Il Papa ha chiesto di “raddoppiare gli sforzi
per essere prudenti, al fine di proteggere la propria vita
e quella degli altri”.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Nell’odierna
pagina evangelica, san Luca ripropone alla nostra
riflessione la visione biblica della storia e riferisce le
parole di Gesù, che invitano i discepoli a non avere
paura, ma ad affrontare difficoltà, incomprensioni e
persino persecuzioni con fiducia, perseverando nella fede
in Lui. "Quando sentirete parlare di guerre e di
rivoluzioni – dice il Signore -, non vi terrorizzate.
Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà
subito la fine" (Lc 21,9). Memore di questo
ammonimento, sin dall’inizio la Chiesa vive
nell’attesa orante del ritorno del suo Signore,
scrutando i segni dei tempi e mettendo in guardia i fedeli
da ricorrenti messianismi, che di volta in volta
annunciano come imminente la fine del mondo. In realtà,
la storia deve fare il suo corso, che comporta anche
drammi umani e calamità naturali. In essa si sviluppa un
disegno di salvezza a cui Cristo ha già dato compimento
nella sua incarnazione, morte e risurrezione. Questo
mistero la Chiesa continua ad annunciare ed attuare con la
predicazione, con la celebrazione dei sacramenti e la
testimonianza della carità.
Cari
fratelli e sorelle, raccogliamo l’invito di Cristo ad
affrontare gli eventi quotidiani confidando nel suo amore
provvidente. Non temiamo per l’avvenire, anche quando
esso ci può apparire a tinte fosche, perché il Dio di
Gesù Cristo, che ha assunto la storia per aprirla al suo
compimento trascendente, ne è l’alfa e l’omega, il
principio e la fine (cfr Ap 1,8). Egli ci
garantisce che in ogni piccolo ma genuino atto di amore
c’è tutto il senso dell’universo, e che chi non esita
a perdere la propria vita per Lui, la ritrova in pienezza
(cfr Mt 16,25).
A tener
viva tale prospettiva ci invitano con singolare efficacia
le persone consacrate, che hanno posto senza riserve la
loro vita a servizio del Regno di Dio. Tra queste vorrei
ricordare particolarmente quelle chiamate alla
contemplazione nei monasteri di clausura. Ad esse la
Chiesa dedica una Giornata speciale mercoledì prossimo,
21 novembre, memoria della presentazione al Tempio della
Beata Vergine Maria. Tanto dobbiamo a queste persone che
vivono di ciò che la Provvidenza procura loro mediante la
generosità dei fedeli. Il monastero, "come oasi
spirituale, indica al mondo di oggi la cosa più
importante, anzi alla fine l’unica cosa decisiva: esiste
un’ultima ragione per cui vale la pena vivere, cioè Dio
e il suo amore imperscrutabile" (Heilinkreuz, 9
settembre 2007). La fede che opera nella carità è il
vero antidoto contro la mentalità nichilista, che nella
nostra epoca va sempre più estendendo il suo influsso nel
mondo.
Ci
accompagna nel pellegrinaggio terreno Maria, Madre del
Verbo incarnato. A Lei chiediamo di sostenere la
testimonianza di tutti i cristiani, perché poggi sempre
su una fede salda e perseverante.
DOPO
L’ANGELUS
Nei
giorni scorsi un tremendo ciclone ha colpito il sud del
Bangladesh, causando numerosissime vittime e gravi
distruzioni. Nel rinnovare l’espressione del mio
profondo cordoglio alle famiglie e all’intera nazione, a
me tanto cara, faccio appello alla solidarietà
internazionale, che già si è mossa per far fronte alle
immediate necessità. Incoraggio a porre in atto ogni
possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così
duramente provati.
Si apre
oggi in Giordania l’8ª Assemblea degli Stati che hanno
sottoscritto la Convenzione sul divieto di impiego,
stoccaggio, produzione e trasferimento delle mine antiuomo
e sulla loro distruzione. Di tale Convenzione, adottata
dieci anni or sono, la Santa Sede è tra i principali
promotori. Esprimo pertanto di cuore il mio augurio e il
mio incoraggiamento per il buon esito della conferenza,
affinché questi ordigni, che continuano a seminare
vittime, tra cui molti bambini, siano completamente
banditi.
Oggi
pomeriggio verrà beatificato a Novara il venerabile Servo
di Dio Antonio Rosmini, grande figura di sacerdote e
illustre uomo di cultura, animato da fervido amore per Dio
e per la Chiesa. Testimoniò la virtù della carità in
tutte le sue dimensioni e ad alto livello, ma ciò che lo
rese maggiormente noto fu il generoso impegno per quella
che egli chiamava "carità intellettuale", vale
a dire la riconciliazione della ragione con la fede. Il
suo esempio aiuti la Chiesa, specialmente le comunità
ecclesiali italiane, a crescere nella consapevolezza che
la luce della ragione umana e quella della Grazia, quando
camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per
la persona umana e per la società.
Je vous
adresse mes salutations cordiales, chers pèlerins de
langue française. Dans l’Évangile du jour, Jésus nous
invite à persévérer dans notre vie chrétienne, dans
l’assurance du bonheur éternel qu’il nous prépare.
Puisse cette invitation maintenir vive votre espérance.
En cette journée des accidentés de la route, nous
portons dans notre prière toutes les personnes qui sont
mortes dans des accidents de la circulation et leurs
familles. J’appelle chacun à redoubler d’efforts pour
être prudent, afin de protéger sa vie et celle d’autrui.
C’est un devoir de charité les uns envers les autres.
Avec ma Bénédiction apostolique.
I offer a
warm welcome to the English-speaking visitors gathered for
this Angelus prayer, including the communities of
the Neocatechumenal Way from Malta. Today’s Gospel urges
us to be steadfast in our faith, trusting in Christ’s
victory and the coming of his Kingdom. May we find in
prayer the strength to remain always faithful to the Lord
and his Church! God bless you and your families!
Ganz
herzlich heiße ich die Besucher aus Deutschland, Österreich
und aus der Schweiz willkommen. Ich grüße auch eine
Pilgergruppe aus den Niederlanden, aus der Gemeinde
Eijsden. Das zu Ende gehende Kirchenjahr lädt uns ein,
Bilanz zu ziehen und zu bedenken, ob das, was wir tun, vor
dem Angesicht Gottes Bestand haben kann. Bitten wir Gott
um die Gnade, seinem Willen stets zu entsprechen, und um
die Kraft, seine Liebe an den Mitmenschen konkret werden
zu lassen. – Euch allen wünsche ich einen gesegneten
Sonntag und eine gute Woche!
Saludo a
los peregrinos de lengua española que han participado en
esta oración mariana. Invito a todos a imitar a María en
su disponibilidad para acoger la palabra y la voluntad del
Señor, siendo así templos vivos de su presencia entre
los hombres y testigos de su amor. ¡Feliz domingo!
Pozdrawiam
Polaków, a szczególnie rektorów katolickich misji
polskich w Europie. Dzisiejsza Ewangelia przypomina,
że kiedyś nastąpi koniec doczesnej
rzeczywistości. Przynosi jednak przesłanie
nadziei: „Przez swoją wytrwałość
ocalicie wasze życie". Módlmy się o wytrwałość
w wierze, nadziei i miłości. Niech Bóg wam błogosławi.
[Saluto
i polacchi, e in particolare i rettori delle missioni
cattoliche polacche in Europa. Il Vangelo di oggi ricorda
che prima o poi verrà la fine delle realtà temporali.
Porta però il messaggio della speranza: "Con la
vostra perseveranza salverete le vostre anime".
Preghiamo per la perseveranza nella fede, nella speranza e
nell’amore. Dio vi benedica.]
Saluto i
pellegrini di lingua italiana. In particolare i giovani
della Fondazione "Nicolò Galli", il coro
"Don Lorenzo Perosi" di Valbrona, i fedeli della
parrocchia "Cuore Immacolato di Maria" in
Brindisi, i rappresentanti delle Cooperative di
ispirazione cristiana e i membri della Comunità di
Sant’Egidio provenienti dal Continente africano. A tutti
auguro una buona domenica!
©
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