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ANGELUS DEL 18 NOVEMBRE 2007

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana 

Fonte, Radio Vaticana, 18 novembre 2007

All’Angelus, l’appello del Papa per le popolazioni del Bangladesh devastato dal ciclone Sidr. Il Santo Padre invita i fedeli a confidare nell’amore di Gesù anche di fronte alle calamità naturali

Benedetto XVI è vicino alle popolazioni del Bangladesh devastato dal ciclone Sidr. All’Angelus, in Piazza San Pietro, il Papa ha rivolto un appello alla comunità internazionale, affinché si prodighi per aiutare quanti sono provati da questa calamità naturale. Il Papa ha anche ricordato la figura di Antonio Rosmini, che verrà beatificato oggi pomeriggio a Novara.

 Quindi, ha chiesto il bando delle mine antiuomo, in occasione dell’apertura di una Conferenza internazionale su questi terribili ordigni, al via oggi in Giordania. Il servizio di Alessandro Gisotti:
 
Anche di fronte alle calamità naturali, raccogliamo l’invito di Gesù ad affrontare gli eventi quotidiani, “confidando nel suo amore provvidente”. E’ l’esortazione di Benedetto XVI, che all’Angelus ha rivolto un pensiero speciale alle popolazioni del Bangladesh, devastato da un terribile ciclone che ha seminato morte e distruzione. Il Papa ha assicurato la sua vicinanza a quanti soffrono ed ha lanciato un accorato appello:
 
"Faccio appello alla solidarietà internazionale, che già si è mossa per far fronte alle immediate necessità. Incoraggio a porre in atto ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati".
 
Prima dell’appello per il Bangladesh, il Papa si è soffermato sulla pagina evangelica della domenica, che riferisce dell’esortazione di Gesù ai suoi discepoli affinché non abbiano paura, ma affrontino con coraggio e fiducia le incomprensioni e le persecuzioni. Sin dall’inizio, ha detto il Pontefice, la Chiesa “vive nell’attesa orante del suo Signore, scrutando i segni dei tempi e mettendo in guardia i fedeli dai ricorrenti messianismi, che di volta in volta annunciano come imminente la fine del mondo”:
 
"In realtà, la storia deve fare il suo corso, che comporta anche drammi umani e calamità naturali. In essa si sviluppa un disegno di salvezza a cui Cristo ha già dato compimento nella sua incarnazione, morte e risurrezione. Questo mistero la Chiesa continua ad annunciare ed attuare con la predicazione, con la celebrazione dei sacramenti e la testimonianza della carità".
 
“Non temiamo per l’avvenire”, ha proseguito, “anche quando esso ci può apparire a tinte fosche, perché il Dio di Gesù Cristo che ha assunto la storia per aprirla al suo compimento trascendente” ne è “il principio e la fine”. 
"Egli ci garantisce che in ogni piccolo ma genuino atto di amore c’è tutto il senso dell’universo, e che chi non esita a perdere la propria vita per Lui, la ritrova in pienezza".
 
Benedetto XVI ha quindi rivolto il pensiero all’odierna Beatificazione di Antonio Rosmini, tratteggiando la figura e il carisma di questo sacerdote e uomo di cultura, “animato da fervido amore per Dio e per la Chiesa”:
 
"Testimoniò la virtù della carità in tutte le sue dimensioni e ad alto livello, ma ciò che lo rese maggiormente noto fu il generoso impegno per quella che egli chiamava “carità intellettuale”, vale a dire la riconciliazione della ragione con la fede. Il suo esempio aiuti la Chiesa, specialmente le comunità ecclesiali italiane, a crescere nella consapevolezza che la luce della ragione umana e quella della Grazia, quando camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per la persona umana e per la società".
 
Il Papa ha poi sottolineato l’esempio di carità offerto dalle persone consacrate ed in particolare da quelle chiamate alla contemplazione nei monasteri di clausura. A loro, alle quali la Chiesa dedica una Giornata speciale il prossimo 21 novembre, dobbiamo tanto, ha detto, ribadendo che i monasteri sono delle oasi spirituali le quali ci indicano che Dio e il suo amore sono l’ultima ragione per cui vale la pena vivere. Parole corredate da una profonda riflessione proprio sulla forza dell’amore cristiano:
 
"La fede che opera nella carità è il vero antidoto contro la mentalità nichilista, che nella nostra epoca va sempre più estendendo il suo influsso nel mondo".
 Il Papa non ha mancato di fare riferimento all’Assemblea degli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione contro le mine antiuomo, al via oggi in Giordania. La Santa Sede, ha ricordato, è uno dei principali promotori della Convenzione. Ha, così, espresso l’augurio e l’incoraggiamento per il buon esito della conferenza, “affinché questi ordigni, che continuano a seminare vittime, tra cui molti bambini, siano completamente banditi”. Infine, salutando i pellegrini di lingua francese, ha ricordato che ricorre oggi la Giornata internazionale contro gli incidenti stradali. Il Papa ha chiesto di “raddoppiare gli sforzi per essere prudenti, al fine di proteggere la propria vita e quella degli altri”.



 
BENEDETTO XVI

ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Nell’odierna pagina evangelica, san Luca ripropone alla nostra riflessione la visione biblica della storia e riferisce le parole di Gesù, che invitano i discepoli a non avere paura, ma ad affrontare difficoltà, incomprensioni e persino persecuzioni con fiducia, perseverando nella fede in Lui. "Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni – dice il Signore -, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine" (Lc 21,9). Memore di questo ammonimento, sin dall’inizio la Chiesa vive nell’attesa orante del ritorno del suo Signore, scrutando i segni dei tempi e mettendo in guardia i fedeli da ricorrenti messianismi, che di volta in volta annunciano come imminente la fine del mondo. In realtà, la storia deve fare il suo corso, che comporta anche drammi umani e calamità naturali. In essa si sviluppa un disegno di salvezza a cui Cristo ha già dato compimento nella sua incarnazione, morte e risurrezione. Questo mistero la Chiesa continua ad annunciare ed attuare con la predicazione, con la celebrazione dei sacramenti e la testimonianza della carità.

Cari fratelli e sorelle, raccogliamo l’invito di Cristo ad affrontare gli eventi quotidiani confidando nel suo amore provvidente. Non temiamo per l’avvenire, anche quando esso ci può apparire a tinte fosche, perché il Dio di Gesù Cristo, che ha assunto la storia per aprirla al suo compimento trascendente, ne è l’alfa e l’omega, il principio e la fine (cfr Ap 1,8). Egli ci garantisce che in ogni piccolo ma genuino atto di amore c’è tutto il senso dell’universo, e che chi non esita a perdere la propria vita per Lui, la ritrova in pienezza (cfr Mt 16,25).

A tener viva tale prospettiva ci invitano con singolare efficacia le persone consacrate, che hanno posto senza riserve la loro vita a servizio del Regno di Dio. Tra queste vorrei ricordare particolarmente quelle chiamate alla contemplazione nei monasteri di clausura. Ad esse la Chiesa dedica una Giornata speciale mercoledì prossimo, 21 novembre, memoria della presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria. Tanto dobbiamo a queste persone che vivono di ciò che la Provvidenza procura loro mediante la generosità dei fedeli. Il monastero, "come oasi spirituale, indica al mondo di oggi la cosa più importante, anzi alla fine l’unica cosa decisiva: esiste un’ultima ragione per cui vale la pena vivere, cioè Dio e il suo amore imperscrutabile" (Heilinkreuz, 9 settembre 2007). La fede che opera nella carità è il vero antidoto contro la mentalità nichilista, che nella nostra epoca va sempre più estendendo il suo influsso nel mondo.

Ci accompagna nel pellegrinaggio terreno Maria, Madre del Verbo incarnato. A Lei chiediamo di sostenere la testimonianza di tutti i cristiani, perché poggi sempre su una fede salda e perseverante.

DOPO L’ANGELUS

Nei giorni scorsi un tremendo ciclone ha colpito il sud del Bangladesh, causando numerosissime vittime e gravi distruzioni. Nel rinnovare l’espressione del mio profondo cordoglio alle famiglie e all’intera nazione, a me tanto cara, faccio appello alla solidarietà internazionale, che già si è mossa per far fronte alle immediate necessità. Incoraggio a porre in atto ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati.

Si apre oggi in Giordania l’8ª Assemblea degli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione sul divieto di impiego, stoccaggio, produzione e trasferimento delle mine antiuomo e sulla loro distruzione. Di tale Convenzione, adottata dieci anni or sono, la Santa Sede è tra i principali promotori. Esprimo pertanto di cuore il mio augurio e il mio incoraggiamento per il buon esito della conferenza, affinché questi ordigni, che continuano a seminare vittime, tra cui molti bambini, siano completamente banditi.

Oggi pomeriggio verrà beatificato a Novara il venerabile Servo di Dio Antonio Rosmini, grande figura di sacerdote e illustre uomo di cultura, animato da fervido amore per Dio e per la Chiesa. Testimoniò la virtù della carità in tutte le sue dimensioni e ad alto livello, ma ciò che lo rese maggiormente noto fu il generoso impegno per quella che egli chiamava "carità intellettuale", vale a dire la riconciliazione della ragione con la fede. Il suo esempio aiuti la Chiesa, specialmente le comunità ecclesiali italiane, a crescere nella consapevolezza che la luce della ragione umana e quella della Grazia, quando camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per la persona umana e per la società.

Je vous adresse mes salutations cordiales, chers pèlerins de langue française. Dans l’Évangile du jour, Jésus nous invite à persévérer dans notre vie chrétienne, dans l’assurance du bonheur éternel qu’il nous prépare. Puisse cette invitation maintenir vive votre espérance. En cette journée des accidentés de la route, nous portons dans notre prière toutes les personnes qui sont mortes dans des accidents de la circulation et leurs familles. J’appelle chacun à redoubler d’efforts pour être prudent, afin de protéger sa vie et celle d’autrui. C’est un devoir de charité les uns envers les autres. Avec ma Bénédiction apostolique.

I offer a warm welcome to the English-speaking visitors gathered for this Angelus prayer, including the communities of the Neocatechumenal Way from Malta. Today’s Gospel urges us to be steadfast in our faith, trusting in Christ’s victory and the coming of his Kingdom. May we find in prayer the strength to remain always faithful to the Lord and his Church! God bless you and your families!

Ganz herzlich heiße ich die Besucher aus Deutschland, Österreich und aus der Schweiz willkommen. Ich grüße auch eine Pilgergruppe aus den Niederlanden, aus der Gemeinde Eijsden. Das zu Ende gehende Kirchenjahr lädt uns ein, Bilanz zu ziehen und zu bedenken, ob das, was wir tun, vor dem Angesicht Gottes Bestand haben kann. Bitten wir Gott um die Gnade, seinem Willen stets zu entsprechen, und um die Kraft, seine Liebe an den Mitmenschen konkret werden zu lassen. – Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag und eine gute Woche!

Saludo a los peregrinos de lengua española que han participado en esta oración mariana. Invito a todos a imitar a María en su disponibilidad para acoger la palabra y la voluntad del Señor, siendo así templos vivos de su presencia entre los hombres y testigos de su amor. ¡Feliz domingo!

Pozdrawiam Polaków, a szczególnie rektorów katolickich misji polskich w Europie. Dzisiejsza Ewangelia przypomina, że kiedyś nastąpi koniec doczesnej rzeczywistości. Przynosi jednak przesłanie nadziei: „Przez swoją wytrwałość ocalicie wasze życie". Módlmy się o wytrwałość w wierze, nadziei i miłości. Niech Bóg wam błogosławi.

[Saluto i polacchi, e in particolare i rettori delle missioni cattoliche polacche in Europa. Il Vangelo di oggi ricorda che prima o poi verrà la fine delle realtà temporali. Porta però il messaggio della speranza: "Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime". Preghiamo per la perseveranza nella fede, nella speranza e nell’amore. Dio vi benedica.]

Saluto i pellegrini di lingua italiana. In particolare i giovani della Fondazione "Nicolò Galli", il coro "Don Lorenzo Perosi" di Valbrona, i fedeli della parrocchia "Cuore Immacolato di Maria" in Brindisi, i rappresentanti delle Cooperative di ispirazione cristiana e i membri della Comunità di Sant’Egidio provenienti dal Continente africano. A tutti auguro una buona domenica!

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