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ANGELUS
(18 SETTEMBRE 2011) |
Radio
Vaticana, 18 settembre 2011
La
nuova evangelizzazione al centro delle parole del Papa che
all’Angelus esprime gioia per l'imminente viaggio in
Germania e ribadisce il diritto di tutti allo studio
“Oggi
viviamo in un’epoca di nuova evangelizzazione”: così
il Papa all’Angelus a CastelGandolfo invita “persone,
famiglie, comunità” che hanno scoperto la bellezza
della fede a “lavorare nella Vigna del Signore”. Poi
riflessioni sulla scuola con un appello a rispettare il
diritto allo studio per tutti. Parole di gioia per
l'imminente viaggio in Germania. E il ricordo di mons.
Francesco Paleari, della Società dei Sacerdoti di San
Giuseppe Cottolengo, proclamato Beato ieri a Torino. Il
servizio di Fausta Speranza:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
“Vasti orizzonti si aprono all’annuncio del
Vangelo, mentre regioni di antica tradizione cristiana
sono chiamate a riscoprire la bellezza della fede".
Partendo dalla Lettera di San Paolo ai Filippesi, che
la Liturgia propone oggi, il Papa ricorda che San Paolo
scriveva: “Per me il vivere è Cristo”. E invitando
tutti a impegnarsi per la nuova evangelizzazione,
Benedetto XVI sottolinea: Protagonisti di questa missione
sono uomini e donne che possono dire la stessa cosa.
“Persone, famiglie, comunità che accettano di
lavorare nella vigna del Signore, secondo l’immagine del
Vangelo di questa domenica".
Poi il Papa aggiunge un richiamo fondamentale
all’umiltà e alla gratuità:
“Operai umili e generosi, che non chiedono altra
ricompensa se non quella di partecipare alla missione di
Gesù e della Chiesa.".
“Cari amici, - dice il Papa - il Vangelo ha
trasformato il mondo, e ancora lo sta trasformando, come
un fiume che irriga un immenso campo". E Benedetto
XVI ricorda che essere in “comunione con Gesù Cristo
vivente” significa scoprire “un nuovo senso della
vita, dell’esistenza umana”. “Dio è amore” - dice
il Papa – e con il suo sacrificio ha riscattato
l’umanità dalla schiavitù del male. Dio - aggiunge
Benedetto XVI – dona “una speranza affidabile”.
“La sua morte e risurrezione è la Buona Notizia
che, partendo da Gerusalemme, è destinata a raggiungere
tutti gli uomini e i popoli, e a trasformare
dall’interno tutte le culture".
“San Paolo – spiega il Papa - era un uomo che
riassumeva in sé tre mondi: quello ebraico, quello greco
e quello romano. Non a caso Dio affidò a lui la missione
di portare il Vangelo dall’Asia Minore alla Grecia e poi
a Roma, gettando un ponte che avrebbe proiettato il
Cristianesimo fino agli estremi confini della terra.”
Poi dopo la recita della preghiera mariana il Papa
ricorda il Beato mons. Francesco Paleari, della Società
dei Sacerdoti di San Giuseppe Cottolengo, proclamato ieri
a Torino:
“Si dedicò ai poveri e ai malati nella Piccola
Casa della Divina Provvidenza, ma anche
all’insegnamento, distinguendosi per la sua affabilità
e pazienza. Rendiamo lode a Dio per questo luminoso
testimone del suo amore!”.
Poi i saluti nelle varie lingue : in francese, un
pensiero prezioso per tutti gli studenti e i genitori:
“Les années passées à l’école sont très
importantes…”
Gli anni della scuola sono molto importanti, dice il
Papa: è importante “ampliare il campo delle
conoscenze”, imparare a vivere con gli altri. Dunque
l’invito ai genitori a seguire da vicino i bambini, ad
ascoltarli nei loro racconti, a parlare con loro delle
esperienze che vivono, così da “aiutarli a fare le
buone scelte”. “La famiglia e la scuola: ecco il buon
terreno – dice il Papa – dove si forma l’umanità di
domani. E un auspicio che si fa appello: “Ogni bambino
possa ricevere l’educazione di cui ha diritto”.
In tedesco, un pensiero all’imminente viaggio in
Germania:
"Ich freue mich schon auf die Begegnungen mit
vielen Menschen ...".
"Guardo con gioia all’incontro con tante
persone”, dice il Papa. E un incoraggiamento a
“rispondere generosamente all’offerta
dell’illimitato amore di Dio e collaborare al bene che
è nel mondo”.
In inglese l’invito a superare i momenti in cui
prevale “un sentimento di invidia per il successo di
altri o disappunto perché non siamo adeguatamente
ringraziati per il servizio che facciamo”. Possa essere
superato pensando ai doni che Dio elargisce. E poi in
polacco spiega che ci vengono affidati “diversi carismi,
diversi compiti” ma “ci attende la stessa paga: la
gioia dell’eterna partecipazione alla bontà del
Signore”. In spagnolo, l’invito
proprio a “riconoscere “l’immensa generosità e bontà
di Dio che stanno al di sopra dei
calcoli umani”. Ai pellegrini dalla Slovacchia,
l’augurio di “un buon soggiorno nella Città eterna,
dove incontriamo la luminosa testimonianza di tanti
cristiani che hanno fedelmente lavorato nella vigna del
Signore”.
In italiano un saluto speciale alle “Suore di diverse
parti del mondo, che frequentano il Collegio Missionario
“Mater Ecclesiae”, a Castel Gandolfo. Ma anche al
“folto gruppo della Coldiretti”, con i ringraziamenti
per il dono dell’alveare collocato nella Villa. E poi,
il saluto particolare ai fedeli provenienti dalla Val
Rendena, da Aprilia, Lido dei Pini di Anzio, Quadrelle,
Montopoli Valdarno, Ischia di Castro, Lamezia Terme,
Barbacina, Trebaseleghe, e quelli di Villafranca d’Asti,
venuti in bicicletta. I bambini di Ducenta, che si
preparano alla Prima Comunione, l’Unitalsi di San
Giorgio Jonico e il complesso musicale “Euritmia” di
Povoletto del Friuli. A tutti l’augurio di una buona
domenica.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Cantiere
Navale di Ancona
Domenica, 18 settembre 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Nella
liturgia di oggi inizia la lettura della Lettera di San
Paolo ai Filippesi, cioè ai membri della comunità che
l’Apostolo stesso fondò nella città di Filippi,
importante colonia romana in Macedonia, oggi Grecia
settentrionale. Paolo giunse a Filippi durante il suo
secondo viaggio missionario, provenendo dalla costa
dell’Anatolia e attraversando il Mare Egeo. Fu quella la
prima volta in cui il Vangelo giunse in Europa. Siamo
intorno all’anno 50, dunque circa vent’anni dopo la
morte e la risurrezione di Gesù. Eppure, nella Lettera
ai Filippesi, è contenuto un inno a Cristo che già
presenta una sintesi completa del suo mistero:
incarnazione, chenosi, cioè umiliazione fino alla
morte di croce, e glorificazione. Questo stesso mistero è
diventato un tutt’uno con la vita dell’apostolo Paolo,
che scrive questa lettera mentre si trova in prigione, in
attesa di una sentenza di vita o di morte. Egli afferma:
"Per me il vivere è Cristo e il morire un
guadagno" (Fil 1,21). E’ un nuovo senso
della vita, dell’esistenza umana, che consiste nella
comunione con Gesù Cristo vivente; non solo con un
personaggio storico, un maestro di saggezza, un leader
religioso, ma con un uomo in cui abita personalmente Dio.
La sua morte e risurrezione è la Buona Notizia che,
partendo da Gerusalemme, è destinata a raggiungere tutti
gli uomini e i popoli, e a trasformare dall’interno
tutte le culture, aprendole alla verità fondamentale: Dio
è amore, si è fatto uomo in Gesù e con il suo
sacrificio ha riscattato l’umanità dalla schiavitù del
male donandole una speranza affidabile.
San Paolo
era un uomo che riassumeva in sé tre mondi: quello
ebraico, quello greco e quello romano. Non a caso Dio
affidò a lui la missione di portare il Vangelo
dall’Asia Minore alla Grecia e poi a Roma, gettando un
ponte che avrebbe proiettato il Cristianesimo fino agli
estremi confini della terra. Oggi viviamo in un’epoca di
nuova evangelizzazione. Vasti orizzonti si aprono
all’annuncio del Vangelo, mentre regioni di antica
tradizione cristiana sono chiamate a riscoprire la
bellezza della fede. Protagonisti di questa missione sono
uomini e donne che, come san Paolo, possono dire:
"Per me vivere è Cristo". Persone, famiglie,
comunità che accettano di lavorare nella vigna del
Signore, secondo l’immagine del Vangelo di questa
domenica (cfr Mt 20,1-16). Operai umili e generosi,
che non chiedono altra ricompensa se non quella di
partecipare alla missione di Gesù e della Chiesa.
"Se il vivere nel corpo – scrive ancora san Paolo
– significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa
scegliere" (Fil 1,22): se l’unione piena con
Cristo al di là della morte, o il servizio al suo corpo
mistico in questa terra.
Cari
amici, il Vangelo ha trasformato il mondo, e ancora lo sta
trasformando, come un fiume che irriga un immenso campo.
Rivolgiamoci in preghiera alla Vergine Maria, perché in
tutta la Chiesa maturino vocazioni sacerdotali, religiose
e laicali per il servizio della nuova evangelizzazione.
Cari
fratelli e sorelle, ieri a Torino è stato proclamato
Beato Mons. Francesco Paleari, della Società dei
Sacerdoti di San Giuseppe Cottolengo. Nato a Pogliano
Milanese nel 1863, da umile famiglia contadina, entrò
giovanissimo in seminario e, subito dopo l’Ordinazione,
si dedicò ai poveri e ai malati nella Piccola Casa della
Divina Provvidenza, ma anche all’insegnamento,
distinguendosi per la sua affabilità e pazienza. Rendiamo
lode a Dio per questo luminoso testimone del suo amore!
Chers pèlerins
francophones, nous voici à la période de la rentrée
scolaire. Les années passées à l’école sont très
importantes. Apprendre structure l’esprit et élargit le
champ des connaissances. A l’école, on apprend aussi à
vivre ensemble. J’invite les parents, qui sont les
premiers éducateurs de leurs enfants, à les encourager
dans leur travail. Prenez le temps de les écouter et de
parler avec eux de ce qu’ils vivent. Vous les aiderez
ainsi à faire les bons choix. La famille, l’école,
voilà la bonne terre où se façonne l’humanité de
demain. Pour cela, je vous demande de prier pour que
chaque enfant puisse partout recevoir l’éducation à
laquelle il a droit. Je vous bénis de grand cœur !
I offer a
warm welcome to the English-speaking pilgrims and visitors
present at this Angelus prayer, including those
from the Acton Institute and the Diocese of Allentown,
Pennsylvania. In this Sunday’s Gospel, we hear Jesus
compare the Kingdom of Heaven to the actions of a
landowner who is generous to all the workers in his
vineyard. Perhaps at times we may feel envious of the
success of others or feel that we have not been
sufficiently thanked for our service. May we always strive
to be humble servants of the Lord and rejoice when God
bestows abundant graces on those around us. I wish you a
good Sunday. May God bless all of you!
Herzlich
heiße ich alle deutschsprachigen Gäste willkommen. Gott
ist „groß im Verzeihen" (Jes 55,7), und in
seiner Güte schenkt er mehr, als wir erwarten dürfen.
Das ist die tröstliche Botschaft der Schriftlesungen des
heutigen Sonntags. Dem Angebot der grenzenlosen Liebe
Gottes wollen wir großherzig antworten und am Guten in
der Welt mitarbeiten. Ich freue mich schon auf die
Begegnungen mit vielen Menschen bei meinem
Deutschlandbesuch in dieser Woche. Ich bitte euch, die
Tage meiner Reise im Gebet zu begleiten, daß der Herr uns
neu die Schönheit und Frische des Glaubens entdecken
lasse und wir als seine Zeugen unseren Mitmenschen
Hoffnung und Orientierung für die Zukunft geben können.
Gesegneten Sonntag!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana. En el Evangelio de este domingo,
el propietario de la viña representa al Padre Celestial,
que sale, una y otra vez, en busca de aquellos que quieren
trabajar en su viña, y "da como recompensa, dice San
Agustín, un denario a cada uno porque a todos será
igualmente dada la misma vida eterna". Invito a todos
a reconocer la inmensa generosidad y bondad de Dios, que
está por encima de los cálculos humanos. Lo que el Señor
espera de nosotros es que cada uno haga bien y
confiadamente su trabajo, y que reciba con gratitud lo que
de Él procede. Feliz Domingo!
Srdečne
pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne z farností
Trhovište a Horné Lefantovce. Bratia a sestry, prajem vám
požehnaný pobyt vo Večnom meste, kde sa stretávame
so žiarivým svedectvom toľkých kresťanov,
ktorí verne pracovali vo vinici Pánovej. S láskou žehnám
vás i vaše rodiny. Pochválený buď Ježiš Kristus!
[Saluto
cordialmente i pellegrini provenienti dalla Slovacchia,
particolarmente quelli dalle parrocchie di Trhovište e
Horné Lefantovce. Fratelli e sorelle, vi auguro un buon
soggiorno nella Città eterna, dove incontriamo la
luminosa testimonianza di tanti cristiani che hanno
fedelmente lavorato nella vigna del Signore. Con affetto
benedico voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù
Cristo!]
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Dziś liturgia
przypomina nam, że wszyscy jesteśmy powołani
do pracy w winnicy Pana. On dał nam różne
charyzmaty, różne określił zadania i różny
czas wyznaczył na ich spełnienie. Jeśli
jednak podejmujemy dzieło naszego życia z całym
oddaniem, ta sama czeka nas nagroda: radość z
wiecznego udziału w dobroci Pana. Niech Bóg wam błogosławi!
[Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Oggi la liturgia ci
ricorda che tutti siamo chiamati a lavorare nella vigna
del Signore. Egli ci ha dato diversi carismi, ha assegnato
diversi compiti e ha determinato diversi tempi del loro
adempimento. Tuttavia se assumiamo l’opera della nostra
vita con piena dedizione, ci attende la stessa paga: la
gioia dell’eterna partecipazione alla bontà del
Signore. Dio vi benedica!]
Sono
lieto di salutare le Suore di diverse parti del mondo, che
frequentano il Collegio Missionario "Mater
Ecclesiae", qui a Castel Gandolfo.
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare il folto gruppo della Coldiretti, che
ringrazio per il dono dell’alveare collocato in questa
Villa. Saluto i fedeli provenienti dalla Val Rendena, da
Aprilia, Lido dei Pini di Anzio, Quadrelle, Montopoli
Valdarno, Ischia di Castro, Lamezia Terme, Barbacina,
Trebaseleghe, e quelli di Villafranca d’Asti, venuti in
bicicletta. Saluto i bambini di Ducenta, che si preparano
alla Prima Comunione, l’UNITALSI di San Giorgio Jonico e
il complesso musicale "Euritmia" di Povoletto
del Friuli. A tutti auguro una buona domenica.
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