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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 1 luglio 2007
Chi
testimonia la verità, alla sequela di Cristo, non sarà
mai schiavo di nessun potere: così, il Papa
all’Angelus. Appello di Benedetto XVI per la pace in
Colombia e la liberazione di tutti i sequestrati
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Chi
appartiene alla verità sarà sempre libero e capace
di mettersi al servizio dei fratelli: è quanto
affermato dal Papa all’Angelus, in Piazza San
Pietro. Benedetto XVI ha sottolineato che Gesù ci
mostra come, nell’obbedienza al Padre, la libertà
si riempie di contenuto, perché trae senso
dall’amore. Dopo l’Angelus, il Santo Padre ha
lanciato un appello per la pace in Colombia, dopo la
barbara uccisione di 11 deputati regionali. Il
servizio di Alessandro Gisotti: |
La
verità radicata nell’amore di Cristo ci rende liberi e
capaci di amare il prossimo. All’Angelus, Benedetto XVI
si è soffermato sul tema “affascinante” della libertà
e sequela di Cristo. L’evangelista Luca, ha ricordato,
narra che Gesù si diresse “decisamente” verso
Gerusalemme pur sapendo che lì lo avrebbe atteso la morte
di croce. E’ proprio in questa “obbedienza al Padre
– ha rilevato - che Gesù realizza la propria libertà
come consapevole scelta motivata dall’amore”. Dunque,
Gesù vive la sua libertà non come arbitrio o dominio, ma
come servizio:
“In questo modo ha “riempito” di contenuto la
libertà, che altrimenti rimarrebbe “vuota” possibilità
di fare o di non fare qualcosa. Come la vita stessa
dell’uomo, la libertà trae senso dall’amore. Chi
infatti è più libero? Chi si riserva tutte le possibilità
per paura di perderle, oppure chi si spende
“decisamente” nel servizio e così si ritrova pieno di
vita per l’amore che ha donato e ricevuto?”
La libertà non divenga, perciò, pretesto per vivere
secondo la carne, perché ciò “significa seguire la
tendenza egoistica della natura umana”. Il Papa esorta i
fedeli a vivere, invece, secondo lo Spirito lasciandosi
“guidare nelle intenzioni e nelle opere dall’amore di
Dio, che Cristo ci ha donato”:
“La libertà cristiana è dunque tutt’altro che
arbitrarietà; è sequela di Cristo nel dono di sé sino
al sacrificio della Croce. Può sembrare un paradosso, ma
il culmine della sua libertà il Signore l’ha vissuto
sulla croce, come vertice dell’amore”.
“Quando sul Calvario gli gridavano: Se sei il Figlio
di Dio, scendi dalla Croce”, ha sottolineato il Papa,
Gesù “dimostrò la sua libertà di Figlio proprio
rimanendo su quel patibolo per compiere fino in fondo la
volontà misericordiosa del Padre”. Un’esperienza, ha
proseguito, “condivisa da tanti altri testimoni della
verità”:
Uomini e donne che hanno dimostrato di rimanere
liberi anche in una cella di prigione e sotto le minacce
della tortura. “La verità vi farà liberi”. Chi
appartiene alla verità, non sarà mai schiavo di nessun
potere, ma saprà sempre liberamente farsi servo dei
fratelli.
Ha così invocato Maria, affinché con la sua materna
premura ci aiuti a seguire Gesù, “per conoscere la
verità e vivere la libertà nell’amore”. Dopo
l’Angelus, il Papa ha lanciato un vibrante appello per
la pace in Colombia, a seguito della triste notizia del
barbaro assassinio di 11 deputati regionali del
Dipartimento del Valle del Cauca, che per più di 5 anni
erano rimasti nelle mani delle FARC, le Forze Armate
Rivoluzionarie della Colombia:
Mi unisco al profondo dolore dei familiari e
dell’amata Nazione colombiana, ancora una volta
funestata dall’odio fratricida. Rinnovo il mio accorato
appello affinché cessi immediatamente ogni sequestro e
vengano restituiti all’affetto dei loro cari quanti sono
tuttora vittime di tali inammissibili forme di violenza.
Al momento dei saluti, il Papa ha rivolto un pensiero
particolare agli Scout che hanno portato a Roma la
“Fiamma dello Spirito” in vista del grande raduno
mondiale che si svolgerà in agosto nel Regno Unito, in
occasione del centenario di fondazione dello scoutismo.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Le
Letture bibliche della Messa di questa Domenica ci
invitano a meditare su un tema affascinante, che si può
riassumere così: libertà e sequela di Cristo.
L’evangelista Luca narra che Gesù, "mentre stavano
compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo,
si diresse decisamente verso Gerusalemme" (Lc
9,51). Nell’espressione "decisamente"
possiamo intravedere la libertà di Cristo. Egli infatti
sa che a Gerusalemme lo attende la morte di croce, ma in
obbedienza alla volontà del Padre offre se stesso per
amore. E’ in questa sua obbedienza al Padre che Gesù
realizza la propria libertà come consapevole scelta
motivata dall’amore. Chi è libero più di Lui che è
l’Onnipotente? Egli però non ha vissuto la sua libertà
come arbitrio o come dominio. L’ha vissuta come
servizio. In questo modo ha "riempito" di
contenuto la libertà, che altrimenti rimarrebbe
"vuota" possibilità di fare o di non fare
qualcosa. Come la vita stessa dell’uomo, la libertà
trae senso dall’amore. Chi infatti è più libero? Chi
si riserva tutte le possibilità per paura di perderle,
oppure chi si spende "decisamente" nel servizio
e così si ritrova pieno di vita per l’amore che ha
donato e ricevuto?
L’apostolo
Paolo, scrivendo ai cristiani della Galazia,
nell’attuale Turchia, dice: "Voi, fratelli, siete
stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non
divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma
mediante la carità siate a servizio gli uni degli
altri" (Gal 5,13). Vivere secondo la carne
significa seguire la tendenza egoistica della natura
umana. Vivere secondo lo Spirito invece è lasciarsi
guidare nelle intenzioni e nelle opere dall’amore di
Dio, che Cristo ci ha donato. La libertà cristiana è
dunque tutt’altro che arbitrarietà; è sequela di
Cristo nel dono di sé sino al sacrificio della Croce. Può
sembrare un paradosso, ma il culmine della sua libertà il
Signore l’ha vissuto sulla croce, come vertice
dell’amore. Quando sul Calvario gli gridavano: "Se
sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!", egli
dimostrò la sua libertà di Figlio proprio rimanendo su
quel patibolo per compiere fino in fondo la volontà
misericordiosa del Padre. Questa esperienza l’hanno
condivisa tanti altri testimoni della verità: uomini e
donne che hanno dimostrato di rimanere liberi anche in una
cella di prigione e sotto le minacce della tortura.
"La verità vi farà liberi". Chi appartiene
alla verità, non sarà mai schiavo di nessun potere, ma
saprà sempre liberamente farsi servo dei fratelli.
Guardiamo
a Maria Santissima. Umile ancella del Signore, la Vergine
è modello di persona spirituale, pienamente libera perché
immacolata, immune dal peccato e tutta santa, dedita al
servizio di Dio e del prossimo. Con la sua materna premura
ci aiuti a seguire Gesù, per conoscere la verità e
vivere la libertà nell’amore.
DOPO
L’ANGELUS
Dalla
Colombia giunge la triste notizia del barbaro assassinio
di undici Deputati regionali del Dipartimento del Valle
del Cauca, che per più di cinque anni sono rimasti
nelle mani delle Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia.
Mentre elevo preghiere in loro suffragio, mi unisco al
profondo dolore dei familiari e dell’amata Nazione
colombiana, ancora una volta funestata dall’odio
fratricida. Rinnovo il mio accorato appello affinché
cessi immediatamente ogni sequestro e vengano restituiti
all’affetto dei loro cari quanti sono tuttora vittime di
tali inammissibili forme di violenza.
Je vous
salue, chers pèlerins francophones, venus vous associer
à la prière de l’Angélus. Dans l’Évangile, Jésus
envoie devant lui des messagers pour préparer sa venue.
Aujourd’hui encore, nous sommes ses messagers.
Puissions-nous, en vivant sous la conduite de l’Esprit
Saint et en nous mettant au service les uns des autres, témoigner
de la présence du Christ au milieu des hommes et préparer
la venue de son règne. Avec ma Bénédiction apostolique.
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for today’s Angelus. Today’s Liturgy
reminds us that to be a Christian means to follow Jesus.
He is the Teacher, we are his disciples. May the Lord give
us grace and courage so that our life will always be
inspired by the words and actions of Jesus. I wish you all
a pleasant stay in Rome and a blessed Sunday!
Von
Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher hier auf dem Petersplatz, insbesondere die
Mitglieder der Hochschulverbindung Amelungia Wien,
die heuer ihr 100jähriges Jubiläum feiert. Durch die
Taufe sind wir Kinder Gottes und gehören wir Christus an.
Jeder Tag verlangt von uns neu, unser Taufversprechen zu
bekräftigen, ja zu sagen zu Jesus Christus und ihm mit
ganzem Herzen nachzufolgen. Dies wollen wir mit
Entschiedenheit tun, so wie es der Herr im Evangelium
verlangt: ohne Halbheit und ohne zurückzublicken. Der
Heilige Geist helfe euch dabei und stärke euch allezeit.
Saludo
cordialmente a los fieles de lengua española, en
particular a los alumnos de los Institutos José Guillén
y Clara Campoamor, de Alcorcón y a los fieles de la
Asociación « Sagrada Familia » de la
parroquia del Santo Ángel Custodio. Que la intercesión
de la Virgen María os ayude a sentir la alegría de ser
hijos de Dios y a permanecer siempre fieles a la gracia
recibida en el Bautismo. 9Feliz domingo!
Pozdrawiam
serdecznie Polaków. Dzisiaj, podczas Mszy świętej,
Chrystus nam przypomina: „Ktokolwiek przykłada rękę
do pługa, a wstecz się ogląda, nie nadaje
się do Królestwa Bożego" (Łk
9, 62). Niech nasze modlitwy, codzienna praca pełna
miłości i świadectwo życia będą
głoszeniem i budowaniem tego Królestwa. Obecnym tu
pielgrzymom życzę dobrego pobytu w Wiecznym Mieście,
a wszystkim dobrej niedzieli.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. Oggi, durante la Santa
Messa, Cristo ci ammonisce: "Chiunque mette mano
all’aratro e poi si volta indietro non è adatto per il
Regno di Dio" (Lc 9, 62). Che le nostre preghiere, il
nostro lavoro quotidiano fatto con amore e la
testimonianza della vita siano annunzio e costruzione di
questo Regno. Ai pellegrini qui presenti auguro buon
soggiorno nella Città Eterna e a tutti buona domenica.]
Saluto
ora gli Scout e le Guide che hanno portato la "Fiamma
dello spirito", di passaggio a Roma nel suo viaggio
verso il Regno Unito, dove si svolgerà in agosto il
grande raduno mondiale in occasione del centenario della
fondazione dello scoutismo. Saluto inoltre i pellegrini di
lingua italiana, in particolare il gruppo Migrantes
di Lodi, i ragazzi di Cividino Quintano che hanno ricevuto
il Sacramento della Confermazione, i fedeli di Mugnano del
Cardinale, i donatori di sangue AVIS di Palagianello e la
rappresentanza della Federazione Extraalberghiera
Italiana.
A tutti
auguro una buona domenica e un sereno mese di luglio.
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