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ANGELUS
(1 NOVEMBRE 2011) |
Radio
Vaticana, 1 novembre 2011
Guardare
alla Chiesa non nel suo aspetto umano ma come comunione di
Santi: così il Papa all’Angelus nella Solennità di
tutti i Santi
◊
“La santità è l’originaria vocazione di ogni
battezzato”: così il Papa nella Solennità di Tutti i
Santi ribadisce che ci sono diverse vie di santità. Poi
il pensiero alla giornata di domani dedicata ai defunti,
al “dolore del distacco terreno” e alla “certezza
della risurrezione”. Il servizio di Fausta Speranza.
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Elevare lo sguardo dalle realtà terrene, scandite dal
tempo, alla dimensione di Dio, la dimensione
dell’eternità e della santità. La Solennità di tutti
i Santi – spiega il Papa – è proprio l’occasione
per fare questo. “Tutti i membri del Popolo di Dio sono
chiamati a diventare santi”, sottolinea il Papa che
invita tutti a capire il senso dell’aggettivo santo
quando parliamo di Chiesa: “Nel Credo – spiega - la
professiamo “santa”, in quanto è il Corpo di Cristo,
è strumento di partecipazione ai santi Misteri, in primo
luogo l’Eucaristia, e famiglia dei Santi, alla cui
protezione veniamo affidati nel giorno del Battesimo”. E
dunque l’invito a guardare alla Chiesa in questa
prospettiva:
“Siamo dunque invitati a guardare la Chiesa non
nel suo aspetto temporale ed umano, segnato dalla fragilità,
ma come Cristo l’ha voluta, cioè comunione dei santi”
Non c’è una sola via verso la santità, afferma
Benedetto XVI, spiegando però che è “unico” il
comune denominatore: “seguire Cristo e conformarsi a
Lui, fine ultimo della nostra vicenda umana”.
“Tutti gli stati di vita, infatti, possono
diventare, con l’azione della grazia e con l’impegno e
la perseveranza di ciascuno, vie di santificazione.”
E il Papa spiega che proprio “nell’orizzonte della
Chiesa celeste, cui la Solennità di tutti i Santi” ci
proietta, siamo chiamati a “ricordare i nostri cari che
ci hanno lasciato, e tutte le anime in cammino verso la
pienezza della vita”, nella giornata dei defunti che non
a caso segue la Solennità dei Santi. “Fin dai primi
tempi della fede cristiana, - spiega il Papa - la Chiesa
terrena, riconoscendo la comunione di tutto il corpo
mistico di Gesù Cristo, ha coltivato con grande pietà la
memoria dei defunti e ha offerto per loro suffragi”.
“La nostra preghiera per i morti è quindi non
solo utile ma necessaria, in quanto essa non solo li può
aiutare, ma rende al contempo efficace la loro
intercessione in nostro favore”
Benedetto XVI cita la visita ai cimiteri:
“Anche la visita ai cimiteri, mentre custodisce i
legami di affetto con chi ci ha amato in questa vita, ci
ricorda che tutti tendiamo verso un’altra vita, al di là
della morte.”
E il Papa non dimentica l’umana dimensione del
pianto:
“Il pianto, dovuto al distacco terreno, non
prevalga perciò sulla certezza della risurrezione, sulla
speranza di giungere alla beatitudine dell’eternità, «momento
colmo di appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e
noi abbracciamo la totalità»”
Dopo la preghiera mariana, in francese l’invito a
mettersi in ascolto delle Beatitudini con le quali Gesù
ci insegna il cammino verso la santità. In inglese, il
Papa definisce bellissima la festa dei Santi e afferma che
con la giornata dei defunti “ci parla della bellezza
della nostra fede e della gioia che ci attende il cielo
con tutte le persone care”. In tedesco, a parte un
saluto particolare ai membri del Consiglio Generale della
Società Kolping International, il Papa sottolinea che
“i santi sono il Vangelo vivente”.In spagnolo
l’invito “a contemplare l’amore infinito di Dio”.
In polacco, il pensiero “con gioia a tutti coloro che
Dio ha già introdotto nella sua gloria”, i “beati che
godono della vita immortale, vedono Dio cosi come è”.
In italiano un pensiero alla ‘corsa dei Santi’:
“Un caloroso saluto rivolgo a quanti hanno
partecipato questa mattina alla “Corsa dei Santi”,
organizzata dalla Fondazione “Don Bosco nel mondo”.
San Paolo direbbe che tutta la vita è una “corsa”
verso la santità: voi ci date un buon esempio! A tutti
auguro una buona festa.”
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Martedì, 1° novembre 2011
Cari
fratelli e sorelle!
La
Solennità di Tutti i Santi è occasione propizia per
elevare lo sguardo dalle realtà terrene, scandite dal
tempo, alla dimensione di Dio, la dimensione
dell’eternità e della santità. La Liturgia ci ricorda
oggi che la santità è l’originaria vocazione di ogni
battezzato (cfr Lumen gentium, 40). Cristo infatti,
che col Padre e con lo Spirito è il solo Santo (cfr Ap
15,4), ha amato la Chiesa come sua sposa e ha dato se
stesso per lei, al fine di santificarla (cfr Ef
5,25-26). Per questa ragione tutti i membri del Popolo di
Dio sono chiamati a diventare santi, secondo
l’affermazione dell’apostolo Paolo: «Questa infatti
è la volontà di Dio, la vostra santificazione» (1 Ts
4,3). Siamo dunque invitati a guardare la Chiesa non nel
suo aspetto solo temporale ed umano, segnato dalla
fragilità, ma come Cristo l’ha voluta, cioè «comunione
dei santi» (Catechismo della Chiesa Cattolica,
946). Nel Credo professiamo la Chiesa «santa»,
santa in quanto è il Corpo di Cristo, è strumento di
partecipazione ai santi Misteri - in primo luogo
l’Eucaristia - e famiglia dei Santi, alla cui protezione
veniamo affidati nel giorno del Battesimo. Oggi veneriamo
proprio questa innumerevole comunità di Tutti i Santi, i
quali, attraverso i loro differenti percorsi di vita, ci
indicano diverse strade di santità, accomunate da un
unico denominatore: seguire Cristo e conformarsi a Lui,
fine ultimo della nostra vicenda umana. Tutti gli stati di
vita, infatti, possono diventare, con l’azione della
grazia e con l’impegno e la perseveranza di ciascuno,
vie di santificazione.
La
Commemorazione dei fedeli defunti, cui è dedicata la
giornata di domani, 2 novembre, ci aiuta a ricordare i
nostri cari che ci hanno lasciato, e tutte le anime in
cammino verso la pienezza della vita, proprio
nell’orizzonte della Chiesa celeste, a cui la Solennità
di oggi ci ha elevato. Fin dai primi tempi della fede
cristiana, la Chiesa terrena, riconoscendo la comunione di
tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, ha coltivato con
grande pietà la memoria dei defunti e ha offerto per loro
suffragi. La nostra preghiera per i morti è quindi non
solo utile ma necessaria, in quanto essa non solo li può
aiutare, ma rende al contempo efficace la loro
intercessione in nostro favore (cfr Catechismo della
Chiesa Cattolica, 958). Anche la visita ai cimiteri,
mentre custodisce i legami di affetto con chi ci ha amato
in questa vita, ci ricorda che tutti tendiamo verso
un’altra vita, al di là della morte. Il pianto, dovuto
al distacco terreno, non prevalga perciò sulla certezza
della risurrezione, sulla speranza di giungere alla
beatitudine dell’eternità, «momento colmo di
appagamento, in cui la totalità ci abbraccia e noi
abbracciamo la totalità» (Spe salvi, 12).
L’oggetto della nostra speranza infatti è il gioire
alla presenza di Dio nell’eternità. Lo ha promesso Gesù
ai suoi discepoli, dicendo: «Vi vedrò di nuovo e il
vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la
vostra gioia» (Gv 16,22).
Alla
Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, affidiamo il
nostro pellegrinaggio verso la patria celeste, mentre
invochiamo per i fratelli e le sorelle defunti la sua
materna intercessione.
Dopo
l'Angelus
Chers
frères et sœurs,
Je salue
cordialement les pèlerins francophones venus pour cette
prière mariale. La Solennité de Tous les Saints nous
rend proches de tous ceux et de toutes celles que Dieu a
fait entrer dans sa lumière. En ce jour, souvenons-nous
que, nous aussi, nous sommes en marche vers la sainteté.
En chacun de nous brille déjà une étincelle de la lumière
de Dieu, qui est appelée à resplendir. Mettons-nous à
l’écoute des Béatitudes où Jésus nous enseigne
comment progresser sur le chemin qui conduit à la gloire
du ciel. Alors, nous trouverons le bonheur de partager la
vie de Dieu avec tous les saints. Bonne fête de la
Toussaint à tous !
I am
pleased to wish all of you a happy All Saints Day! This
wonderful feast, along with tomorrow’s commemoration of
the faithful departed, speaks to us of the beauty of our
faith and of the joy that awaits us in heaven with our
loved ones who have fallen asleep in Christ. Let us
therefore pray earnestly that we may all be joyfully
united one day in the Father’s house. God bless you all!
Mit
Freude heiße ich zum Hochfest Allerheiligen alle
deutschsprachigen Pilger und Gäste willkommen. Besonders
grüße ich heute die Mitglieder des Generalrates des
Internationalen Kolpingwerkes. Die Heiligen sind das
gelebte Evangelium. An ihnen sehen wir, daß die Botschaft
Christi nicht ein unerreichbares Ideal ist, sondern
konkret gelebt, in das ganz persönliche Leben eines jeden
hinein umgesetzt werden kann. Lassen wir uns also von den
Heiligen, die in den verschiedensten Umständen mit den
verschiedensten Charakteren gelebt haben, anstecken, von
ihrer Treue und von ihrer Liebe zu Christus und von ihrem
Erfindungsreichtum, das Evangelium auch heute sozusagen
greifbar zu machen. Und bitten wir sie um ihre Fürsprache,
daß wir Gottes Liebe zu den Menschen sichtbar werden
lassen und so wirklich „Licht der Welt“ sein mögen.
Gesegneten Festtag euch allen!
Saludo
con afecto a los fieles de lengua española presentes en
esta oración mariana. En la solemnidad de Todos los
Santos, la Liturgia nos invita a contemplar el amor
infinito de Dios, que se refleja en la victoria de los que
ya gozan de su gloria en el cielo. Es el amor del Padre
que nos llama a ser hijos suyos, nos entrega a su propio
Hijo para redimirnos con su sangre purificadora. Por eso
nos proclama dichosos aun cuando sufrimos tribulación,
porque en Él tenemos nuestra esperanza. Respondamos con
generosidad y coherencia a ese don, que ha sido derramado
en nuestros corazones, siendo Santos como Dios es Santo,
para que también en nosotros se manifieste su gloria. Que
Dios os bendiga.
Serdecznie
pozdrawiam Polaków. Bracia i siostry, w Uroczystość
Wszystkich Świętych z radością myślimy
o tych, których Bóg już wprowadził do swojej
chwały. Są błogosławieni: cieszą
się nieśmiertelnym życiem, „ujrzeli Boga
takim, jakim jest” (por. 1 J 3,3). Niech świadectwo
ich wiary i świętość życia będą
dla nas drogowskazem na drodze wiodącej do domu Ojca.
Niech ta myśl umacnia waszą nadzieję, gdy
stajecie w modlitewnej zadumie nad grobami waszych
bliskich. Z serca wam błogosławię.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. Fratelli e sorelle, nella
Solennità di Tutti i Santi con gioia pensiamo a tutti
coloro che Dio ha già introdotto nella sua gloria. Sono i
beati: godono della vita immortale, “vedono Dio cosi
come è” (cfr. 1 Gv 3,3). La testimonianza della
loro fede e santità di vita sia per noi di esempio sulla
via che ci conduce alla casa del Padre. Questo pensiero
rafforzi la vostra speranza, quando sosterete in preghiera
davanti ai sepolcri dei vostri cari. Vi benedico di
cuore.]
Rivolgo
infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare ai giovani di Valenzano e ai
ragazzi di Modena che hanno da poco ricevuto il Sacramento
della Confermazione. Un caloroso saluto rivolgo a quanti
hanno partecipato questa mattina alla “Corsa dei
Santi”, organizzata dalla Fondazione “Don Bosco nel
mondo”. San Paolo direbbe che tutta la vita è una
“corsa” verso la santità: voi ci date un buon
esempio! A tutti auguro una buona festa. Grazie per la
vostra attenzione. Grazie e buona festa a tutti!
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
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