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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 20 agosto 2007
“La
Chiesa è con voi”: all’Angelus, la solidarietà del
Papa alle popolazioni del Perù colpite dal terremoto.
Benedetto XVI esorta i cristiani ad essere fedeli a Dio,
anche a costo di incomprensioni e persecuzioni
Sulle
orme del Signore Gesù, i cristiani diventino strumenti di
una pace reale e non apparente, rimanendo fedeli a Dio
anche a costo di incomprensioni e persecuzioni: è la viva
esortazione di Benedetto XVI, all’Angelus domenicale a
Castel Gandolfo. Dopo la recita della preghiera mariana,
il Papa ha dunque rivolto un accorato appello in favore
delle popolazioni del Perù colpite dal terremoto,
annunciando la prossima visita del cardinale segretario di
Stato, Tarcisio Bertone, nelle zone martoriate dal sisma.
Un pensiero particolare, poi, il Papa lo ha riservato ai
partecipanti al Meeting di "Comunione e
Liberazione", al via oggi a Rimini. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
Il Perù straziato dal terremoto è nel cuore di
Benedetto XVI. Nel tradizionale appuntamento
dell’Angelus domenicale, il Santo Padre esprime la sua
vicinanza spirituale alle popolazioni colpite dal sisma,
prega per quanti soffrono e assicura che, in questo
momento di prova, i peruviani non sono soli:
La Chiesa è con voi, con tutta la sua solidarietà
spirituale e materiale. Il mio Segretario di Stato,
cardinale Tarcisio Bertone, che da tempo aveva in
programma una visita in Perù, nei prossimi giorni recherà
di persona la testimonianza dei miei sentimenti e
l’aiuto concreto della Santa Sede.
Prima dell’appello per il Perù, ribadito anche in
lingua spagnola, il Papa si era soffermato sul passo del
Vangelo della domenica, laddove Cristo confida ai
discepoli di essere venuto a portare non la pace, ma la
divisione. Sono parole queste, ha sottolineato il
Pontefice, che richiedono di essere ben comprese. A che
cosa si riferisce dunque Gesù quando dice di essere
venuto a portare la divisione?
Questa espressione di Cristo significa che la pace
che Egli è venuto a portare non è sinonimo di semplice
assenza di conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è
frutto di una costante lotta contro il male. Lo scontro
che Gesù è deciso a sostenere non è contro uomini o
poteri umani, ma contro il nemico di Dio e dell’uomo,
Satana. Chi vuole resistere a questo nemico rimanendo
fedele a Dio e al bene deve necessariamente affrontare
incomprensioni e qualche volta vere e proprie
persecuzioni.
E’ per questo, ha proseguito, che quanti “intendono
seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per la verità
devono sapere che incontreranno opposizioni e
diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le
persone, addirittura all’interno delle loro stesse
famiglie”. Anche l’amore per i genitori, infatti, ha
avvertito il Santo Padre, “è un comandamento sacro, ma
per essere vissuto in modo autentico non può mai essere
anteposto all’amore di Dio e di Cristo”.
In tal modo, sulle orme del Signore Gesù,
i cristiani diventano “strumenti della sua pace”,
secondo la celebre espressione di san Francesco
d’Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, ma
reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano
impegno di vincere il male con il bene e pagando di
persona il prezzo che questo comporta.
Ha quindi invocato la materna intercessione della
Vergine, Regina della Pace, che “ha condiviso fino al
martirio dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù e
continua a condividerla sino alla fine dei tempi”. Maria,
ha detto ancora, “ci aiuti ad essere sempre testimoni
della pace di Cristo, mai scendendo a compromessi con il
male”. Dopo la recita della preghiera mariana, Benedetto
XVI ha rivolto un saluto particolare ai partecipanti al
Meeting per l’amicizia tra i popoli di CL, incentrato
sul tema “La verità è il destino per il quale siamo
stati fatti”.
Assicuro la mia preghiera affinché, attraverso le
molteplici iniziative in programma, il Meeting sia per
molti occasione proficua di riflessione e di confronto,
per realizzare la più profonda vocazione dell’uomo:
essere cercatore della verità e perciò cercatore di Dio.
Il Papa ha, così, salutato i pellegrini provenienti
dalla Polonia, ricordando che in questi giorni ricorre il
750.mo anniversario della morte di San Giacinto, figlio
della terra di Slesia. “Insieme a tutta la Chiesa – ha
detto – ringrazio Dio per la sua vita e per il suo
apostolato”. In lingua italiana, ha salutato i tanti
giovani salesiani e francescani presenti, invitando questi
ultimi ad essere profeti di fraternità nel mondo di oggi,
sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi.
ANGELUS
Palazzo
Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 20 agosto 2007
PRIMA
DELL’ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
C’è
un’espressione di Gesù, nel Vangelo di questa domenica,
che attira ogni volta la nostra attenzione e richiede di
essere ben compresa. Mentre è in cammino verso
Gerusalemme, dove lo attende la morte di croce, Cristo
confida ai suoi discepoli: "Pensate che io sia venuto
a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la
divisione". E aggiunge: "D’ora innanzi in una
casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due
contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre,
madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro
nuora e nuora contro suocera" (Lc 12,51-53).
Chiunque conosca minimamente il Vangelo di Cristo, sa che
è messaggio di pace per eccellenza; Gesù stesso, come
scrive san Paolo, "è la nostra pace" (Ef
2,14), morto e risorto per abbattere il muro
dell’inimicizia e inaugurare il Regno di Dio che è
amore, gioia e pace. Come si spiegano allora queste sue
parole? A che cosa si riferisce il Signore quando dice di
essere venuto a portare – secondo la redazione di san
Luca – la "divisione", o – secondo quella di
san Matteo – la "spada" (Mt 10,34)?
Questa
espressione di Cristo significa che la pace che Egli è
venuto a portare non è sinonimo di semplice assenza di
conflitti. Al contrario, la pace di Gesù è frutto di una
costante lotta contro il male. Lo scontro che Gesù è
deciso a sostenere non è contro uomini o poteri umani, ma
contro il nemico di Dio e dell’uomo, Satana. Chi vuole
resistere a questo nemico rimanendo fedele a Dio e al bene
deve necessariamente affrontare incomprensioni e qualche
volta vere e proprie persecuzioni. Perciò, quanti
intendono seguire Gesù e impegnarsi senza compromessi per
la verità devono sapere che incontreranno opposizioni e
diventeranno, loro malgrado, segno di divisione tra le
persone, addirittura all’interno delle loro stesse
famiglie. L’amore per i genitori infatti è un
comandamento sacro, ma per essere vissuto in modo
autentico non può mai essere anteposto all’amore di Dio
e di Cristo. In tal modo, sulle orme del Signore Gesù, i
cristiani diventano "strumenti della sua pace",
secondo la celebre espressione di san Francesco
d’Assisi. Non di una pace inconsistente e apparente, ma
reale, perseguita con coraggio e tenacia nel quotidiano
impegno di vincere il male con il bene (cfr Rm
12,21) e pagando di persona il prezzo che questo comporta.
La
Vergine Maria, Regina della Pace, ha condiviso fino al
martirio dell’anima la lotta del suo Figlio Gesù contro
il Maligno, e continua a condividerla sino alla fine dei
tempi. Invochiamo la sua materna intercessione, perché ci
aiuti ad essere sempre testimoni della pace di Cristo, mai
scendendo a compromessi con il male.
DOPO
L’ANGELUS
In questi
giorni il nostro pensiero e la nostra preghiera sono
costantemente rivolti alle popolazioni del Perù, colpite
da un devastante terremoto. Per i numerosi defunti invoco
la pace del Signore, per i feriti la pronta guarigione, e
a quanti versano in misere condizioni assicuro: la Chiesa
è con voi, con tutta la sua solidarietà spirituale e
materiale. Il mio Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio
Bertone, che da tempo aveva in programma una visita in Perù,
nei prossimi giorni recherà di persona la testimonianza
dei miei sentimenti e l’aiuto concreto della Santa Sede.
Stamani
si è aperto a Rimini il "Meeting per
l’amicizia tra i popoli", che quest’anno ha per
tema "La verità è il destino per il quale siamo
stati fatti". Nel rivolgere agli organizzatori un
cordiale saluto, assicuro la mia preghiera affinché,
attraverso le molteplici iniziative in programma, il Meeting
sia per molti occasione proficua di riflessione e di
confronto, per realizzare la più profonda vocazione
dell’uomo: essere cercatore della verità e perciò
cercatore di Dio (cfr Enc. Fides et ratio,
Proemio).
Aux pèlerins
francophones réunis ce matin pour la prière de l’Angelus,
j’adresse mes cordiales salutations. Puissiez-vous,
« les yeux fixés sur Jésus, qui est à l’origine
et au terme de la foi » (He 12, 2),
annoncer avec courage et par toute votre vie la Bonne
Nouvelle du salut ! Avec ma Bénédiction apostolique.
I am
pleased to greet the English-speaking visitors gathered
for this Angelus prayer. The readings from
today’s Mass invite us to lift our eyes to Jesus, who
inspires and perfects our faith. May you and your families
experience the Lord’s closeness during these summer
holidays and respond to his love through deeper prayer and
more generous acts of charity. Upon all of you I invoke
Christ’s blessings of joy and peace!
Ganz
herzlich begrüße ich die deutschsprachigen Pilger und
Besucher, die sich mit mir zum Gebet des „Engel des
Herrn" versammelt haben. Die Schriftlesungen des
heutigen Sonntags rufen uns mit klaren Worten in
Erinnerung, daß Christus nicht müde Konformisten,
sondern mutige Glaubenszeugen sucht, in denen das Feuer
seiner Liebe brennt. Er selbst ist der Urheber und
Vollender des Glaubens. Wenn wir auf ihn blicken und uns
seiner Gnade öffnen, können wir der Versuchung zur Sünde
widerstehen und mit Ausdauer auf dem Weg des Guten
voranschreiten. – Der Herr segne euch und eure Familien!
Saludo
cordialmente a los fieles de lengua española que
participan en esta oración mariana del Ángelus.
En estos momentos mi pensamiento se dirige a las queridas
poblaciones del Perú que el miércoles pasado han sufrido
un gran terremoto. Con constante preocupación y gran
afecto me siento muy cercano a tantos hermanos y hermanas
tan duramente probados. Encomiendo al Señor a las
numerosas víctimas y heridos, así como a los que han
perdido su vivienda y sus bienes. Que la intercesión de
la Virgen María despierte en todos sentimientos de
caridad y solidaridad fraterna que permitan aliviar su difícil
situación. A todos os imparto de corazón mi Bendición
Apostólica.
Saúdo os
peregrinos de língua portuguesa: desejo a todos
felicidades, paz e graça no Senhor! Em particular, saúdo
os brasileiros da diocese de Jundiaí, acompanhados por D.
Joaquim Justino Carreira, Bispo Auxiliar de São Paulo.
Que a luz de Cristo anime sempre a vossa fé, esperança e
caridade, numa vida digna, cristã e repleta de alegrias.
E dou-vos de coração, extensiva aos vossos familiares e
pessoas amigas, a minha Bênção.
Pozdrawiam
pielgrzymów z Polski. W tych dniach przypada siedemset pięćdziesiąt
lat od śmierci św. Jacka. Ten syn śląskiej
ziemi, porwany duchem misyjnym św. Dominika, gorliwie
głosił Ewangelię od Gdańska po Kijów.
Wraz z całym Kościołem w Polsce dziękuję
Bogu za jego życie i apostolstwo. Polecam was
wszystkich jego opiece. Niech Bóg wam błogosławi.
[Saluto i
pellegrini provenienti dalla Polonia. In questi giorni
ricorre il 750E anniversario della morte di San Giacinto.
Questo figlio della terra di Slesia, spinto dallo spirito
missionario di San Domenico, ha predicato con zelo il
Vangelo da Danzica fino a Kijev. Insieme a tutta la Chiesa
in Polonia ringrazio Dio per la sua vita e per il suo
apostolato. Vi affido tutti alla sua protezione. Dio vi
benedica.]
Saluto i
pellegrini di lingua italiana, in particolare i numerosi
giovani francescani accompagnati dai Frati Minori. Cari
amici, sulle orme di Francesco e Chiara d’Assisi siate
profezia di fraternità nel mondo di oggi. Sono lieto di
accogliere le Suore Missionarie dell’Incarnazione e le
Suore dell’Apostolato Cattolico, alle quali rivolgo uno
speciale augurio per i rispettivi Capitoli Generali: care
Sorelle, questi momenti forti di discernimento e
progettazione rechino nuovo slancio al cammino delle
vostre Congregazioni; Maria Santissima vi protegga sempre.
Saluto inoltre il gruppo di giovani Salesiani provenienti
dall’Italia e dal Medio Oriente, i fedeli di Ponteranica
e di Caltana e i ministranti di Spilamberto. A tutti
auguro una buona domenica.
©
Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
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