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ANGELUS
DEL 20 DICEMBRE 2009 |
Il
Natale non è una favola per bambini ma la risposta di Dio
all’umanità in cerca di pace. Benedetto XVI
all’Angelus ricorda Betlemme città-simbolo di pace
attesa
◊ “Il
Natale non è una favola per bambini”: cosi il Papa
stamane all’Angelus. Nella quarta domenica di Avvento,
il pensiero di Benedetto XVI corre a Betlemme città
simbolo di una pace, oggi faticosamente ricercata e
attesa, in Terra Santa. Poi l’invito a fare ciascuno la
propria parte per portare amore dove c’è odio. Il
servizio di Roberta Gisotti.
Se “il Natale del Signore è ormai dinanzi a noi”
l’invito del Papa è di guardare a Betlemme, la piccola
città della Giudea testimone del grande evento, perché
“c’è un disegno divino – ha ricordato - che
comprende e spiega i tempi e i luoghi della venuta del
Figlio di Dio nel mondo”. “E’ un disegno di pace”
perché – come annunciato dal profeta Michea – Gesù
stesso è la pace. Betlemme, dunque “città simbolo
della pace, in Terra Santa e nel mondo intero”.
“Purtroppo, ai nostri giorni, essa non rappresenta
una pace raggiunta e stabile, ma una pace faticosamente
ricercata e attesa. Dio, però, non si rassegna mai a
questo stato di cose, perciò anche quest’anno, a
Betlemme e nel mondo intero, si rinnoverà nella Chiesa il
mistero del Natale, profezia di pace per ogni uomo, che
impegna i cristiani a calarsi nelle chiusure, nei drammi,
spesso sconosciuti e nascosti, e nei conflitti del
contesto in cui si vive, con i sentimenti di Gesù, per
diventare ovunque strumenti e messaggeri di pace, per
portare amore dove c’è odio, perdono dove c’è
offesa, gioia dove c’è tristezza e verità dove c’è
errore”.
“Oggi,
come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per
bambini ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in
cerca della vera pace”, ha sottolineato Benedetto XVI,
Da qui l’invito a riconoscere in Cristo la vera pace.
“A noi spetta aprire, spalancare le porte per
accoglierlo. Impariamo da Maria e Giuseppe: mettiamoci con
fede al servizio del disegno di Dio. Anche se non lo
comprendiamo pienamente, affidiamoci alla sua sapienza e
bontà. Cerchiamo prima di tutto il Regno di Dio, e la
Provvidenza ci aiuterà. Buon Natale a tutti!".
Dopo la preghiera mariana i saluti del Papa alle
migliaia di fedeli e turisti raccolti in piazza san
Pietro, tra questi un gruppo di polacchi ai quali
Benedetto XVI ha affidato gli auguri per l’arcivescovo
di Gniezno, mons. Henryk Muszynski, da ieri nuovo Primate
della Polonia, titolo onorario che torna alla più antica
metropoli sulle terre polacche, legata al culto di san
Adalberto, patrono della Polonia. Benedetto XVI ha colto
questa occasione ha per ringraziare il cardinale Jozef
Glemp, che compiuti gli 80 anni ha lasciato “la missione
primaziale” attribuita pro tempore alla sede di Varsavia
“nel difficile periodo della transizione.
Indirizzi particolari Benedetto XVI ha rivolto poi ai
figuranti del Presepe Vivente di Pereto, paese
dell’Aquilano, di quarantennale tradizione, ai
partecipanti all’iniziativa promossa dalla
“Federazione Cultura, Sport, Spettacolo, Solidarietà
nel Mondo”, in collaborazione con l’Opera Romana
Pellegrinaggi e al personale de “L’Osservatore
Romano”, che, nel periodo natalizio, ogni domenica e
mercoledì è presente con una postazione mobile in Piazza
San Pietro, dove è possibile acquistare il giornale
insieme con una piccola icona della Natività.
“Auguro ogni bene per questa iniziativa che, oltre
a diffondere il quotidiano vaticano, si propone di
sostenere la realizzazione di una scuola nella Repubblica
Democratica del Congo”.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Con la IV
Domenica di Avvento, il Natale del Signore è ormai
dinanzi a noi. La liturgia, con le parole del profeta
Michea, invita a guardare a Betlemme, la piccola città
della Giudea testimone del grande evento: "E tu,
Betlemme di Efrata, / così piccola per essere fra i
villaggi di Giuda, / da te uscirà per me / colui che deve
essere il dominatore in Israele; / le sue origini sono
dall’antichità, / dai giorni più remoti" (Mi
5,1). Mille anni prima di Cristo, Betlemme aveva dato i
natali al grande re Davide, che le Scritture concordano
nel presentare come antenato del Messia. Il Vangelo di
Luca narra che Gesù nacque a Betlemme perché Giuseppe,
lo sposo di Maria, essendo della "casa di
Davide", dovette recarsi in quella cittadina per il
censimento, e proprio in quei giorni Maria diede alla luce
Gesù (cfr Lc 2,1-7). In effetti, la stessa
profezia di Michea prosegue accennando proprio ad una
misteriosa nascita: "Dio li metterà in potere altrui
– dice – / fino a quando partorirà colei che deve
partorire; / e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai
figli d’Israele" (Mi 5,2). C’è dunque un
disegno divino che comprende e spiega i tempi e i luoghi
della venuta del Figlio di Dio nel mondo. E’ un disegno
di pace, come annuncia ancora il profeta parlando del
Messia: "Egli si leverà e pascerà con la forza del
Signore, / con la maestà del nome del Signore, suo Dio. /
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande / fino
agli estremi confini della terra. / Egli stesso sarà la
pace!" (Mi 5,3).
Proprio
quest’ultimo aspetto della profezia, quello della pace
messianica, ci porta naturalmente a sottolineare che
Betlemme è anche una città-simbolo della pace, in Terra
Santa e nel mondo intero. Purtroppo, ai nostri giorni,
essa non rappresenta una pace raggiunta e stabile, ma una
pace faticosamente ricercata e attesa. Dio, però, non si
rassegna mai a questo stato di cose, perciò anche
quest’anno, a Betlemme e nel mondo intero, si rinnoverà
nella Chiesa il mistero del Natale, profezia di pace per
ogni uomo, che impegna i cristiani a calarsi nelle
chiusure, nei drammi, spesso sconosciuti e nascosti, e nei
conflitti del contesto in cui si vive, con i sentimenti di
Gesù, per diventare ovunque strumenti e messaggeri di
pace, per portare amore dove c’è odio, perdono dove
c’è offesa, gioia dove c’è tristezza e verità dove
c’è errore, secondo le belle espressioni di una nota
preghiera francescana.
Oggi,
come ai tempi di Gesù, il Natale non è una favola per
bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità
in cerca della vera pace. "Egli stesso sarà la
pace!" – dice il profeta riferendosi al Messia. A
noi spetta aprire, spalancare le porte per accoglierlo.
Impariamo da Maria e Giuseppe: mettiamoci con fede al
servizio del disegno di Dio. Anche se non lo comprendiamo
pienamente, affidiamoci alla sua sapienza e bontà.
Cerchiamo prima di tutto il Regno di Dio, e la Provvidenza
ci aiuterà. Buon Natale a tutti!
DOPO
L’ANGELUS
Rivolgo
un cordiale saluto al personale de L’Osservatore
Romano che, nel periodo natalizio, ogni domenica e
mercoledì colloca una postazione mobile in Piazza San
Pietro, dove è possibile acquistare il giornale insieme
con una piccola icona della Natività. Auguro ogni bene
per questa iniziativa che, oltre a diffondere il
quotidiano vaticano, si propone di sostenere la
realizzazione di una scuola nella Repubblica Democratica
del Congo.
Chers frères
et sœurs de langue française, à quelques jours de la fête
de Noël, la liturgie nous invite à reconnaître la présence
de Dieu dans nos vies. A la suite de la Vierge Marie,
prenons le temps de faire silence et d’écouter Dieu
nous parler au plus profond de nous-mêmes ! Sachons
faire confiance au Christ qui vient et rendons-nous
disponibles pour nous abandonner librement à sa volonté !
Soyons déjà les porteurs de la Bonne Nouvelle de sa
venue en notre monde ! Que Dieu comble tous les
peuples de bonheur et de paix !
I greet
all the English-speaking visitors and pilgrims here today.
On this fourth Sunday of Advent, we are filled with joy
because the Lord is at hand. We heard in today’s Gospel
about Mary’s journey to visit her cousin Elizabeth. Just
as Mary travelled through the hill country of Judah, to
share with her kinswoman the joyful news of Christ’s
coming, so too the Church is called to journey through
history, proclaiming the wondrous message of salvation. As
the great feast of Christmas draws near, I invoke God’s
abundant blessings upon all of you, and upon your families
and loved ones at home.
Von
Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Teilnehmer am heutigen Angelusgebet. In diesen Tagen vor
Weihnachten verdichtet sich die Erwartung zu freudiger
Gewißheit: Der Herr ist nahe! Er kommt, um uns Menschen
Heil und Rettung zu bringen. Wie Maria wollen wir Gottes
Wort gläubig aufnehmen und weitertragen. Gott mache uns
um so eifriger in seinem Dienst, je näher das Fest der
Geburt seines Sohnes heranrückt (vgl. Schlußgebet vom
IV. Adventssonntag). Euch allen wünsche ich einen
guten vierten Advent und ein frohes, gnadenreiches
Weihnachtsfest!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana y a todos los que se unen a ella
a través de la radio y la televisión. La Virgen Santísima,
llevando en su seno y en su corazón al Hijo de Dios, fue
causa de alegría para su pariente Isabel. Os invito a que,
acogiendo en vuestro interior la divina Palabra, dando un
testimonio fiel y convencido de la fe y prodigándoos en
obras de caridad, seáis también para los demás testigos
y mensajeros de Cristo Jesús, fuente de gozo y esperanza
para el mundo. Os animo igualmente, estando ya próximas
las fiestas de la Navidad, a prepararos con fervor a la
celebración del nacimiento del Verbo, hecho carne en las
purísimas entrañas de María. Feliz domingo.
Serdecznie
pozdrawiam Polaków. Od wczoraj Arcybiskup Gnieźnieński
jest Prymasem Polski. Ten honorowy tytuł powraca do
najstarszej metropolii na ziemiach polskich, związanej
z kultem świętego Wojciecha, Patrona Polski.
Kardynałowi Józefowi Glempowi dziękuję za
jego prymasowską posługę w trudnym okresie
przemian. Arcybiskupowi Henrykowi Muszyńskiemu życzę
wielu łask Bożych. Całemu Kościołowi
w Polsce z serca błogosławię.
[Saluto
cordialmente i polacchi. Da ieri l’Arcivescovo di
Gniezno è Primate della Polonia. Questo titolo onorario
ritorna alla più antica Metropoli sulle terre polacche,
legata al culto di San Adalberto, Patrono della Polonia.
Ringrazio il cardinale Józef Glemp per aver svolto la sua
missione primaziale nel difficile periodo di transizione.
All’Arcivescovo Henryk Muszyński auguro abbondanti
grazie di Dio. Benedico di cuore tutta la Chiesa in
Polonia.]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare la rappresentanza del Presepe Vivente di
Pereto (provincia di L’Aquila), giunto alla sua
quarantesima edizione. Saluto inoltre i partecipanti
all’iniziativa organizzata dalla "Federazione
Cultura, Sport, Spettacolo, Solidarietà nel Mondo",
in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi. A
tutti auguro una serena domenica e buone feste del santo
Natale.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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