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ANGELUS
DEL 20 MARZO 2011 |
Fonte,
Radio Vaticana, 20 marzo 2011
Raid
in Libia, Benedetto XVI all'Angelus invoca l'incolumità
per la popolazione e l'accesso agli aiuti umanitari
◊
I responsabili dei governi e delle forze armate abbiano a
cuore "l’incolumità" dei civili in Libia e
assicurino loro gli aiuti umanitari. Sono i due aspetti
che, all’Angelus di stamattina in Piazza San Pietro,
Benedetto XVI ha chiesto siano garantiti dalla comunità
internazionale, dopo che nel pomeriggio di ieri la
coalizione formatasi in seguito alla risoluzione 1973
dell’Onu ha aperto le ostilità contro lo Stato
nordafricano, con i primi bombardamenti aeronavali. Il
Papa ha invocato il ritorno della concordia in Libia e in
tutta la regione del Nord Africa. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
La Libia è sconvolta dalle nubi della guerra, il Papa
prega perché su di essa si schiuda presto un “orizzonte
di pace”. Le ultime parole dell’Angelus sono per un
appello sofferto, per giorni custodito con preoccupazione
nel cuore da Benedetto XVI, trasformato in preghiera
durante gli esercizi spirituali della Quaresima, e oggi
liberato pubblicamente davanti alle migliaia di persone
che a mezzogiorno lo hanno ascoltato in Piazza San Pietro:
“Seguo ora gli ultimi eventi con grande
apprensione, prego per coloro che sono coinvolti nella
drammatica situazione di quel Paese e rivolgo un pressante
appello a quanti hanno responsabilità politiche e
militari, perché abbiano a cuore, anzitutto,
l’incolumità e la sicurezza dei cittadini e
garantiscano l’accesso ai soccorsi umanitari. Alla
popolazione desidero assicurare la mia commossa vicinanza,
mentre chiedo a Dio che un orizzonte di pace e di
concordia sorga al più presto sulla Libia e sull’intera
regione nord africana”.
La Libia, dunque, ma anche tutte le altre nazioni della
fascia settentrionale africana, da molte settimane preda
di violenti sconvolgimenti interni, che nello Stato libico
hanno toccato le punte più drammatiche. Stridente allora
il contrasto tra il tenore delle ultime parole
dell’Angelus e quello della riflessione offerta da
Benedetto XVI prima della preghiera mariana. Dall’odio
della guerra a una delle pagine più intensamente
descrittive del Vangelo, quelle della Trasfigurazione, di
cui parla la liturgia della seconda domenica di Quaresima.
Pagine dove letteralmente brilla, ha ricordato il Papa,
“la gloria divina di Gesù” molto più della luce del
sole, “la più intensa che si conosca”, eppure
inferiore a quella che i discepoli videro sul Tabor:
“La Trasfigurazione non è un cambiamento di Gesù,
ma è la rivelazione della sua divinità, ‘l’intima
compenetrazione del suo essere con Dio, che diventa pura
luce. Nel suo essere uno con il Padre, Gesù stesso è
Luce da Luce’. Pietro, Giacomo e Giovanni, contemplando
la divinità del Signore, vengono preparati ad affrontare
lo scandalo della croce”.
All’inizio della sua riflessione, Benedetto XVI aveva
ricordato i giorni dell’ultima settimana, trascorsi nel
tradizionale ritiro spirituale di inizio Quaresima.
Riferendosi a questo periodo liturgico e alla “visione
soprannaturale” della Trasfigurazione di Cristo, il
Pontefice ha concluso:
“Specie in questo tempo di Quaresima, esorto, come
scrive il Servo di Dio Paolo VI, “a rispondere al
precetto divino della penitenza con qualche atto
volontario, al di fuori delle rinunce imposte dal peso
della vita quotidiana”.
Dopo un breve saluto in sette lingue ai circa 50 mila
presenti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha menzionato
in lingua italiana, fra gli altri, i fedeli in arrivo da
Venezia, promotori della campagna “Adotta un papà nel
sud del mondo”, e i membri del Movimento di Vita
Cristiana provenienti da Salerno.
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 20 marzo 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Ringrazio
il Signore che mi ha donato di vivere nei giorni scorsi
gli Esercizi Spirituali, e sono grato anche a quanti mi
sono stati vicini con la preghiera. L’odierna domenica,
la seconda di Quaresima, è detta della Trasfigurazione,
perché il Vangelo narra questo mistero della vita di
Cristo. Egli, dopo aver preannunciato ai discepoli la sua
passione, “prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo
fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu
trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il
sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt
17,1-2). Secondo i sensi, la luce del sole è la più
intensa che si conosca in natura, ma, secondo lo spirito,
i discepoli videro, per un tempo breve, uno splendore
ancora più intenso, quello della gloria divina di Gesù,
che illumina tutta la storia della salvezza. San Massimo
il Confessore afferma che “le vesti divenute bianche
portavano il simbolo delle parole della Sacra Scrittura,
che diventavano chiare e trasparenti e luminose” (Ambiguum
10: PG 91, 1128 B).
Dice il
Vangelo che, accanto a Gesù trasfigurato, “apparvero
Mosè ed Elia che conversavano con lui” (Mt
17,3); Mosè ed Elia, figura della Legge e dei Profeti. Fu
allora che Pietro, estasiato, esclamò: “Signore, è
bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne,
una per te, una per Mosè e una per Elia” (Mt
17,4). Ma sant’Agostino commenta dicendo che noi abbiamo
una sola dimora: Cristo; Egli “è la Parola di Dio,
Parola di Dio nella Legge, Parola di Dio nei Profeti” (Sermo
De Verbis Ev. 78,3: PL 38, 491). Infatti, il
Padre stesso proclama: “Questi è il Figlio mio,
l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento.
Ascoltatelo” (Mt 17,5). La Trasfigurazione non è
un cambiamento di Gesù, ma è la rivelazione della sua
divinità, “l’intima compenetrazione del suo essere
con Dio, che diventa pura luce. Nel suo essere uno con il
Padre, Gesù stesso è Luce da Luce” (Gesù di
Nazaret, Milano 2007, 357). Pietro, Giacomo e
Giovanni, contemplando la divinità del Signore, vengono
preparati ad affrontare lo scandalo della croce, come
viene cantato in un antico inno: “Sul monte ti sei
trasfigurato e i tuoi discepoli, per quanto ne erano
capaci, hanno contemplato la tua gloria, affinché,
vedendoti crocifisso, comprendessero che la tua passione
era volontaria e annunciassero al mondo che tu sei
veramente lo splendore del Padre” (Κοντάκιον
είς τήν
Μεταμόρφωσιν,
in: Μηναια, t. 6,
Roma 1901, 341).
Cari
amici, partecipiamo anche noi di questa visione e di
questo dono soprannaturale, dando spazio alla preghiera e
all’ascolto della Parola di Dio. Inoltre, specie in
questo tempo di Quaresima, esorto, come scrive il Servo di
Dio Paolo
VI, “a rispondere al precetto divino della penitenza
con qualche atto volontario, al di fuori delle rinunce
imposte dal peso della vita quotidiana” (Cost. ap. Pænitemini,
17 febbraio 1966, III, c: AAS 58 [1966], 182).
Invochiamo la Vergine Maria, affinché ci aiuti ad
ascoltare e seguire sempre il Signore Gesù, fino alla
passione e alla croce, per partecipare anche alla sua
gloria.
APPELLO
Nei
giorni scorsi le preoccupanti notizie che giungevano dalla
Libia hanno suscitato anche in me viva trepidazione e
timori. Ne avevo fatto particolare preghiera al Signore
durante la settimana degli Esercizi Spirituali.
Seguo ora
gli ultimi eventi con grande apprensione, prego per coloro
che sono coinvolti nella drammatica situazione di quel
Paese e rivolgo un pressante appello a quanti hanno
responsabilità politiche e militari, perché abbiano a
cuore, anzitutto, l’incolumità e la sicurezza dei
cittadini e garantiscano l’accesso ai soccorsi
umanitari. Alla popolazione desidero assicurare la mia
commossa vicinanza, mentre chiedo a Dio che un orizzonte
di pace e di concordia sorga al più presto sulla Libia e
sull’intera regione nord africana.
Dopo
l'Angelus:
Chers pèlerins
francophones, en ce dimanche, l’Évangile nous rapporte
l’événement de la transfiguration de Jésus. Comme les
disciples, quittons la rumeur du quotidien. Plongeons-nous
dans la présence de Dieu Trinité qui donne sens à notre
existence. Accueillons sa lumière! Elle nous éclaire
pour discerner le bien et le mal. Elle nous invite à la
conversion du cœur pour nous libérer de l’égoïsme et
de l’orgueil. Et ainsi notre volonté de vivre selon la
grâce reçue au Baptême s’affermira. Que la Vierge
Marie nous apprenne à collaborer pleinement, comme elle,
au mystère de la Rédemption! Je vous bénis de grand cœur
ainsi que vos familles, particulièrement celles qui
connaissent l’insécurité et la violence.
I am
pleased to greet the English-speaking pilgrims present at
this Angelus prayer. As we continue our journey
through Lent, today at Mass we recall the Transfiguration
of the Lord and how it prepared the Apostles for the
coming scandal of the Cross. Strengthened by our faith in
Jesus, true God and true man, may we be inspired, not
scandalized, by the Cross given to our Saviour and to our
fellow Christians who suffer with him throughout the
world. Especially during this holy season, I invoke upon
you and your families God’s abundant blessings!
Von
Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Besucher auf dem
Petersplatz, besonders die Pilgergruppe aus Bocholt. Im
heutigen Evangelium sehen drei Jünger ihren Herrn mit
leuchtendem Antlitz und im weißen Lichtgewand. Der Glanz
vom Berg der Verklärung bescheint auch uns, weil Gott uns
durch das Sakrament der Taufe in Licht gekleidet hat,
damit wir selber „Licht der Welt“ sein können. Bitten
wir den Herrn, daß er unserem Leben das Dunkle der Sünde
und der eigensinnigen Pläne nehme und unsere Herzen offen
halte für seine Stimme. Dazu schenke er euch und euren
Familien in dieser Fastenzeit seine besondere Gnade.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana. En este segundo
domingo de Cuaresma, la liturgia nos invita a reflexionar
sobre el acontecimiento extraordinario de la Transfiguración.
Jesús manifiesta el esplendor de su gloria, para
testimoniar que la pasión es el camino de la resurrección.
Os aliento, en este tiempo, a escuchar al Hijo predilecto
del Padre, a alimentar vuestro espíritu con su Palabra y,
así renovar con gozo en la noche de Pascua los
compromisos bautismales. Feliz domingo
Lepo
pozdravljam romarje iz Tržiča v Sloveniji! Na našem
zemeljskem popotovanju potrebujemo postaje, kjer si odpočijemo,
se okrepimo in preverimo smer. Naj bo to vaše romanje takšna
duhovna postaja, da boste nato smelo napredovali na poti k
vstalemu Kristusu, našemu Odrešeniku. Naj bo z vami moj
blagoslov!
[Saluto
cordialmente i pellegrini da Tržič in Slovenia! Nel
nostro cammino terreno abbiamo bisogno di fermarci di
tanto in tanto per riposarci, per riprendere il vigore e
per verificare la direzione del percorso. Il vostro
pellegrinaggio sia una tale sosta spirituale, affinché
possiate progredire coraggiosamente verso Cristo Risorto,
nostro Redentore. Vi accompagni la mia Benedizione!]
Zo srdca
pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne zo Sobraniec,
Medzilaboriec, Sniny a Bardejova. Bratia a sestry, Pôstna
doba nás pozýva na obrátenie cez modlitbu, skutky
milosrdenstva a počúvanie Božieho Slova. Na takéto
prežívanie Pôstu rád udeľujem Apoštolské požehnanie
vám i vašim drahým.
[Saluto
di cuore i pellegrini slovacchi, particolarmente quelli
provenienti da Sobrance, Medzilaborce, Snina e Bardejov.
Fratelli e sorelle, il Tempo della Quaresima ci invita
alla conversione per mezzo della preghiera,
dell’esercizio delle opere di misericordia e
dell’ascolto della Parola di Dio. Per tale cammino
quaresimale imparto volentieri la Benedizione Apostolica a
voi ed ai vostri cari.]
Pozdrawiam
serdecznie Polaków. Wczoraj obchodziliśmy uroczystość
świętego Józefa, Głowy Świętej
Rodziny, Opiekuna Kościoła, a także mojego
Patrona. Wszystkim, którzy w dniach rekolekcji watykańskich
i we wspomnianą uroczystość zanosili do
Boga modlitwy w mojej intencji, serdecznie dziękuję.
Niech święty Józef oręduje w niebie za
nami wszystkimi. Niech wspiera wasze rodziny w zmaganiach
z trudami życia. Na nowy tydzień Wielkiego Postu
z serca wam błogosławię.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. Ieri abbiamo festeggiato la
Solennità di San Giuseppe, Capo della Santa Famiglia,
Custode della Chiesa e anche mio Patrono. Ringrazio di
cuore tutti coloro che nei giorni degli Esercizi
spirituali in Vaticano e nella solennità di ieri hanno
rivolto preghiere per me. San Giuseppe interceda dal cielo
per tutti noi e aiuti le vostre famiglie nell’impegno
contro le avversità della vita. Vi benedico di cuore
all’inizio di questa nuova settimana di Quaresima.]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli venuti da Venezia, i promotori della
campagna “Adotta un papà nel sud del mondo”,
rilanciata in occasione della festa di san Giuseppe, i
membri del Movimento di Vita Cristiana provenienti da
Salerno, l’Istituto di Istruzione Superiore di Palagonia
e gli altri gruppi di studenti. A tutti auguro una buona
domenica e una buona settimana. Grazie a tutti voi, buona
domenica
©
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