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Radio
Vaticana, 21.03.2010
Intransigenti
con il peccato e indulgenti con le persone, per una
giustizia più grande: il richiamo del Papa all’Angelus
Siamo
intransigenti con il peccato – a partire dal nostro - e
indulgenti con le persone: l’invito ai fedeli rivolto
stamane da Benedetto XVI all’Angelus, nella V domenica
di Quaresima. Il servizio di Roberta Gisotti:
“Chi di voi è senza peccato, getti per primo la
pietra contro di lei”: cosi parla Gesù richiesto da
scribi e farisei di giudicare una donna adultera, per la
quale la legge mosaica prevedeva la lapidazione.
“Queste parole sono piene della forza disarmante
della verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre
le coscienze ad una giustizia più grande, quella
dell’amore, in cui consiste il pieno compimento di ogni
precetto”.
Si è soffermato, Benedetto XVI, sul racconto
dell’evangelista Giovanni, tratto dalla Liturgia
odierna, che riporta la scena “carica di drammaticità”:
dalle parole di Gesù – ha spiegato – dipende la vita
di quella persona, ma anche la sua stessa vita”, perché
in realtà “quegli uomini chiedono a Gesù di giudicare
la peccatrice con lo scopo di ‘metterlo alla prova’ e
di spingerlo a fare un passo falso”. Gesù però “sa
cosa c’è nel cuore di ogni uomo, vuole condannare il
peccato, ma salvare il peccatore, e smascherare
l’ipocrisia”. “Gesù dunque è il Legislatore, è la
Giustizia in persona”, da qui la sua sentenza. “Gesù,
- ha osservato ancora il Santo Padre - assolvendo la donna
dal suo peccato, la introduce in una nuova vita, orientata
al bene. ‘Neanch’io ti condanno; - le dice – va e
d’ora in poi non peccare più”.
“Dio desidera per noi soltanto il bene e la vita;
Egli provvede alla salute della nostra anima per mezzo dei
suoi ministri, liberandoci dal male col Sacramento della
Riconciliazione, affinché nessuno vada perduto, ma tutti
abbiano modo di convertirsi”.
Un’esortazione particolare, il Papa ha rivolto quindi
a tutti i pastori, perché in questo Anno sacerdotale,
sappiano imitare il santo Curato d’Ars nel ministero del
Perdono sacramentale, affinché i fedeli ne riscoprano il
significato e la bellezza, e siano risanati dall’amore
misericordioso di Dio, il quale si spinge fino a
dimenticare volontariamente il peccato, pur di
perdonarci”.
“Cari amici, impariamo dal Signore Gesù a non
giudicare e a non condannare il prossimo. Impariamo ad
essere intransigenti con il peccato - a partire dal
nostro! - e indulgenti con le persone. Ci aiuti in questo
la santa Madre di Dio che, esente da ogni colpa, è
mediatrice di grazia per ogni peccatore pentito”.
Dopo la recita dell’Angelus, Benedetto XVI ha
ricordato che la prossima domenica delle Palme ricorrerà
il 25.mo anniversario delle Giornate mondiali delle
Gioventù, volute da Giovanni Paolo II, cui la piazza ha
rivolto un caloroso applauso.
(applausi)
Per festeggiare l’evento, i giovani di Roma e del
Lazio converranno giovedì a partire dalle 19 in piazza
San Pietro per festeggiare insieme. "Vi aspetto
numerosi", ha detto loro Benedetto XVI.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Siamo
giunti alla Quinta Domenica di Quaresima, nella quale la
liturgia ci propone, quest’anno, l’episodio evangelico
di Gesù che salva una donna adultera dalla condanna a
morte (Gv 8,1-11). Mentre sta insegnando nel
Tempio, gli scribi e i farisei conducono a Gesù una donna
sorpresa in adulterio, per la quale la legge mosaica
prevedeva la lapidazione. Quegli uomini chiedono a Gesù
di giudicare la peccatrice con lo scopo di"metterlo
alla prova" e di spingerlo a fare un passo falso. La
scena è carica di drammaticità: dalle parole di Gesù
dipende la vita di quella persona, ma anche la sua stessa
vita. Gli accusatori ipocriti, infatti, fingono di
affidargli il giudizio, mentre in realtà è proprio Lui
che vogliono accusare e giudicare. Gesù, invece, è
"pieno di grazia e di verità" (Gv 1,14):
Egli sa che cosa c’è nel cuore di ogni uomo, vuole
condannare il peccato, ma salvare il peccatore, e
smascherare l’ipocrisia. L’evangelista san Giovanni dà
risalto ad un particolare: mentre gli accusatori lo
interrogano con insistenza, Gesù si china e si mette a
scrivere col dito per terra. Osserva sant’Agostino che
quel gesto mostra Cristo come il legislatore divino:
infatti, Dio scrisse la legge col suo dito sulle tavole di
pietra (cfr Comm. al Vang. di Giov., 33, 5). Gesù
dunque è il Legislatore, è la Giustizia in persona. E
qual è la sua sentenza? "Chi di voi è senza
peccato, getti per primo la pietra contro di lei".
Queste parole sono piene della forza disarmante della
verità, che abbatte il muro dell’ipocrisia e apre le
coscienze ad una giustizia più grande, quella
dell’amore, in cui consiste il pieno compimento di ogni
precetto (cfr Rm 13,8-10). E’ la giustizia che ha
salvato anche Saulo di Tarso, trasformandolo in san Paolo
(cfr Fil 3,8-14).
Quando
gli accusatori "se ne andarono uno per uno,
cominciando dai più anziani", Gesù, assolvendo la
donna dal suo peccato, la introduce in una nuova vita,
orientata al bene: «Neanch’io ti condanno; va’ e
d’ora in poi non peccare più». È la stessa grazia che
farà dire all’Apostolo: "So soltanto questo:
dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso
ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio
che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù"
(Fil 3,14). Dio desidera per noi soltanto il bene e
la vita; Egli provvede alla salute della nostra anima per
mezzo dei suoi ministri, liberandoci dal male col
Sacramento della Riconciliazione, affinché nessuno vada
perduto, ma tutti abbiano modo di convertirsi. In questo
Anno Sacerdotale, desidero esortare i Pastori ad imitare
il santo Curato d’Ars nel ministero del Perdono
sacramentale, affinché i fedeli ne riscoprano il
significato e la bellezza, e siano risanati dall’amore
misericordioso di Dio, il quale "si spinge fino a
dimenticare volontariamente il peccato, pur di
perdonarci" (Lettera di indizione dell’Anno
Sacerdotale).
Cari
amici, impariamo dal Signore Gesù a non giudicare e a non
condannare il prossimo. Impariamo ad essere intransigenti
con il peccato – a partire dal nostro! – e indulgenti
con le persone. Ci aiuti in questo la santa Madre di Dio
che, esente da ogni colpa, è mediatrice di grazia per
ogni peccatore pentito.
DOPO
L’ANGELUS
Domenica
prossima, Domenica delle Palme, ricorre il 25°
anniversario dell’inizio delle Giornate Mondiali della
Gioventù, volute dal Venerabile e amato Giovanni Paolo II.
Per questo, giovedì prossimo, a partire dalle ore 19,
aspetto numerosi qui in Piazza San Pietro i giovani di
Roma e del Lazio, per uno speciale incontro di festa.
Chers frères
et sœurs de langue française, soyez les bienvenus !
Je voudrais saluer particulièrement ce matin les
religieux et les religieuses ainsi que toutes les
personnes consacrées. L’Église a besoin de vous pour
montrer aux hommes et aux femmes de notre temps le chemin
du vrai bonheur. Gardez vivante en vous et dans vos
communautés l’ardeur évangélique qui a animé vos
fondateurs et vos fondatrices. Que votre dynamisme
missionnaire suscite autour de vous la joie de la foi et
fasse germer des vocations chez les jeunes ! Que l’aide
de la Vierge Marie vous soutienne dans votre vie
quotidienne ! Avec ma Bénédiction Apostolique, je
vous souhaite à tous un bon dimanche !
I greet
all the English-speaking pilgrims and visitors present at
today’s Angelus. May your stay in Rome help to
deepen your love for Jesus Christ, who gave his life for
love of us. In today’s Gospel we hear of his compassion
for the woman who was caught committing adultery. While
acknowledging her sin, he does not condemn her, but urges
her to sin no more. Trusting in his great mercy towards us,
we humbly beg his forgiveness for our own failings, and we
ask for the strength to grow in holiness. Upon all of you,
and upon your loved ones, I invoke God’s abundant
blessings.
Ganz
herzlich heiße ich alle Pilger und Besucher deutscher
Sprache willkommen und grüße heute besonders die
Wallfahrer aus Mannheim. Gerade in der Fastenzeit führt
uns Gottes Wort auf einen Weg der Umkehr und Erneuerung.
Im Evangelium dieses Sonntags mahnt Jesus die Pharisäer
– und auch uns –, nicht vorschnell andere Menschen zu
verurteilen. Prüfen wir uns, ob wir den moralischen Maßstäben,
die wir an andere anlegen, auch selbst gerecht werden. Wir
können uns nicht selber heilig machen; wir bedürfen
zuerst der Reinigung und der barmherzigen Liebe des Herrn,
um Christus, den Heiligen, zu empfangen. Gott schenke euch
die Gnade einer guten Vorbereitung auf das Osterfest.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
particular al grupo de jóvenes del Instituto de Enseñanza
Sofía Casanova, de Ferrol. Ante la proximidad de la
semana santa, os animo a todos a intensificar vuestro
camino de preparación para la pascua, mediante la oración,
la limosna y el ayuno. Que la contemplación piadosa y
frecuente de los misterios de la pasión del Señor
suscite en todos una nueva y más profunda conversión,
que nos haga vivir ya para siempre de aquel mismo amor que
llevó a Cristo a entregarse en la cruz por nuestra
salvación. Feliz domingo.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Dziś w
Ewangelii słyszymy słowa Jezusa: „I ja ciebie
nie potępiam. – Idź, a od tej chwili już
nie grzesz" (J 8, 11). Tak przemawia Boże miłosierdzie:
nie potępia, ale wzywa, byśmy na nowo
podejmowali drogę nawrócenia. Wdzięczni Bogu za
Jego dobroć, wytrwale postępujmy na tej drodze.
Z serca wam błogosławię.
[Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Oggi nel Vangelo
sentiamo le parole di Gesù: "Neanch’io ti
condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più" (Gv
8, 11). Così si esprime la misericordia di Dio: non
condanna, ma chiama a riprendere di nuovo il cammino di
conversione. Grati a Dio per la sua bontà, procediamo con
perseveranza su questa strada. Vi benedico di cuore.]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i bambini e i ragazzi della "Piccola
Opera di Traona", accompagnati dalle Suore e da
quanti li assistono; come pure la Cooperativa Sociale
"Beautiful Days", di Vittoria. Saluto
inoltre i cresimandi di Zané, di Scandicci e del
Vicariato Mugello Est, i ragazzi della comunità pastorale
di Fagnano Olona, i fedeli di Osimo, Sant’Angelo a
Cupolo e Bagheria, il gruppo di immigrati della Diocesi di
Vigevano e l’Unione Nazionale Associazioni Sportive
Centenarie d’Italia. A tutti auguro una buona domenica.
©
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