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ANGELUS
(21 SETTEMBRE 2008) |
Radio
Vaticana, 21.09.2008
L’invito
pressante di Benedetto XVI, all’Angelus, rivolto ai
leader del mondo perché - pure nelle attuali difficoltà
economiche - realizzino gli obiettivi del Millennio a
favore dei più poveri
L’appello
del Papa all’Angelus per le popolazione colpite dai
cicloni nei Paesi caraibici e nel sud degli Stati Uniti.
Quindi il richiamo ai leader di tutto il mondo a
realizzare gli obiettivi del Millennio fissati dall’ONU.
Numerosi i fedeli, tra i quali molti giovani, assiepati
nel cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Il
servizio di Roberta Gisotti:
Un pensiero particolare Benedetto XVI ha rivolto in
questa domenica alle “care popolazioni” dei Paesi
caraibici, Haiti, Cuba, la Repubblica dominicana, e nel
sud degli Stati Uniti, specie il Texas, “duramente
colpiti da violenti cicloni”, ha ricordato, nel dopo
Angelus, assicurando le sue preghiere e rivolgendo un
appello.
“Auspico, inoltre, che giungano prontamente i
soccorsi nelle zone maggiormente danneggiate. Voglia il
Signore che, almeno in queste circostanze, solidarietà e
fraternità prevalgano su ogni altra ragione”.
Il Papa ha poi richiamato l’attenzione sulla
riunione, che si terrà nel Palazzo dell’ONU a New York,
giovedì prossimo 25 settembre, per verificare il
compimento degli obiettivi stabiliti nella Dichiarazione
del Millennio, che risale all’8 settembre del 2000.
Riunione cui partecipanno leader di tutti i Paesi mondo.
Da qui la pressante raccomandazione di Benedetto XVI:
“…vorrei rinnovare l’invito affinché si
prendano e si applichino con coraggio le misure necessarie
per sradicare la povertà estrema, la fame, l’ignoranza
e il flagello delle pandemie, che colpiscono soprattutto i
più vulnerabili. Un tale impegno, pur esigendo in questi
momenti di difficoltà economiche mondiali particolari
sacrifici, non mancherà di produrre importanti benefici
sia per lo sviluppo delle Nazioni che hanno bisogno di
aiuto dall’estero sia per la pace e il benessere
dell’intero pianeta”.
Prima di recitare l’Angelus il Papa ha commentato dal
Vangelo odierno la parabola del padrone della vigna “che
a diverse ore del giorno chiama gli operai a lavorare
nella sua vigna. E alla sera dà a tutti la stessa paga,
un denaro, suscitando la protesta di quelli della prima
ora”.
“E’ chiaro che quel denaro rappresenta la vita
eterna, dono che Dio riserva a tutti. Anzi, proprio quelli
che sono considerati “ultimi”, se lo accettano,
diventano “primi”, mentre i “primi” possono
rischiare di finire “ultimi”.
Da notare – ha osservato il Papa – che “il
padrone” “vuole che tutti siano impegnati nella sua
vigna”. E, “l’essere chiamati è già la prima
ricompensa” “un premio” di per sé, “che ripaga di
ogni fatica”. “Ma lo capisce solo chi ama il Signore e
il suo Regno; chi invece lavora unicamente per la paga –
ha spiegato il Santo Padre - non si accorgerà mai del
valore di questo inestimabile tesoro”.
Il Papa ha poi portato l’esempio di san Matteo,
apostolo e evangelista, che narra la parabola e che in
prima persona ha vissuto questa esperienza, lui di
mestiere pubblicano, considerato pubblico peccatore, che
all’invito di Gesu ‘seguimi’ diviene discepolo di
Cristo, “da ‘ultimo’ si trovò ‘primo’, grazie
alla logica di Dio, che – per nostra fortuna – è
diversa da quella del mondo”, ha sottolineato Benedetto
XVI.
E cosi anche San Paolo, di cui si celebra quest’anno
l’Anno giubilare – ha rammentato il Santo Padre – ha
sperimentato la gioia di sentirsi chiamato dal Signore a
lavorare nella sua vigna. E quanto lavoro ha compiuto! –
ha esclamato il Papa - da persecutore della Chiesa ad
apostolo delle genti, consapevole “che operare per il
Signore è già su questa terra una ricompensa”. Tanto
da fargli dire: “Per me vivere è Cristo e il morire un
guadagno”.
Il Papa si è rivolto quindi alla Vergine Maria,
venerata con “gioia” una settimana a Lourdes,
“tralcio perfetto della vigna del Signore”. Da qui la
l’invocazione ad aiutarci tutti “a trovare la nostra
felicità nel poter faticare per il Regno dei cieli”.
Nei
saluti finali ai pellegrini, il Papa ha infine espresso la
sua “spirituale vicinanza” alle persone affette
dall’Alzheimer, ricorrendo oggi la Giornata dedicata
dall’ dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a
questa malattia.
ANGELUS
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
forse
ricorderete che quando, nel giorno della mia elezione, mi
rivolsi alla folla in Piazza San Pietro, mi venne
spontaneo presentarmi come un operaio della vigna del
Signore. Ebbene, nel Vangelo di oggi (cfr Mt
20,1-16a), Gesù racconta proprio la parabola del padrone
della vigna che a diverse ore del giorno chiama operai a
lavorare nella sua vigna. E alla sera dà a tutti la
stessa paga, un denaro, suscitando la protesta di quelli
della prima ora. E’ chiaro che quel denaro rappresenta
la vita eterna, dono che Dio riserva a tutti. Anzi,
proprio quelli che sono considerati "ultimi", se
lo accettano, diventano "primi", mentre i
"primi" possono rischiare di finire
"ultimi". Un primo messaggio di questa parabola
sta nel fatto stesso che il padrone non tollera, per così
dire, la disoccupazione: vuole che tutti siano impegnati
nella sua vigna. E in realtà l’essere chiamati è già
la prima ricompensa: poter lavorare nella vigna del
Signore, mettersi al suo servizio, collaborare alla sua
opera, costituisce di per sé un premio inestimabile, che
ripaga di ogni fatica. Ma lo capisce solo chi ama il
Signore e il suo Regno; chi invece lavora unicamente per
la paga non si accorgerà mai del valore di questo
inestimabile tesoro.
A narrare
la parabola è san Matteo, apostolo ed evangelista, di cui
tra l’altro ricorre proprio oggi la festa liturgica. Mi
piace sottolineare che Matteo, in prima persona, ha
vissuto questa esperienza (cfr Mt 9,9). Egli
infatti, prima che Gesù lo chiamasse, faceva di mestiere
il pubblicano e perciò era considerato pubblico
peccatore, escluso dalla "vigna del Signore". Ma
tutto cambia quando Gesù, passando accanto al suo banco
delle imposte, lo guarda e gli dice: "Seguimi".
Matteo si alzò e lo seguì. Da pubblicano diventò
immediatamente discepolo di Cristo. Da "ultimo"
si trovò "primo", grazie alla logica di Dio,
che – per nostra fortuna! – è diversa da quella del
mondo. "I miei pensieri non sono i vostri pensieri
– dice il Signore per bocca del profeta Isaia –, / le
vostre vie non sono le mie vie" (Is 55,8).
Anche san Paolo, del quale stiamo celebrando un
particolare Anno giubilare, ha sperimentato la gioia di
sentirsi chiamato dal Signore a lavorare nella sua vigna.
E quanto lavoro ha compiuto! Ma, come egli stesso
confessa, è stata la grazia di Dio a operare in lui,
quella grazia che da persecutore della Chiesa lo trasformò
in apostolo delle genti. Tanto da fargli dire: "Per
me vivere è Cristo e il morire un guadagno". Subito
però aggiunge: "Ma se il vivere nel corpo significa
lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba
scegliere" (Fil 1,21-22). Paolo ha compreso
bene che operare per il Signore è già su questa terra
una ricompensa.
La
Vergine Maria, che una settimana fa ho avuto la gioia di
venerare a Lourdes, è tralcio perfetto della vigna del
Signore. Da lei è germogliato il frutto benedetto
dell’amore divino: Gesù, nostro Salvatore. Ci aiuti Lei
a rispondere sempre e con gioia alla chiamata del Signore,
e a trovare la nostra felicità nel poter faticare per il
Regno dei cieli.
[01468-01.01]
[Testo originale: Italiano]
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DOPO
L’ANGELUS
Nelle
scorse settimane i Paesi caraibici - in particolare Haiti,
Cuba, la Repubblica Dominicana - e il sud degli Stati
Uniti d’America - specialmente il Texas - sono stati
duramente colpiti da violenti cicloni. Vorrei nuovamente
assicurare a tutte quelle care popolazioni il mio speciale
ricordo nella preghiera. Auspico, inoltre, che giungano
prontamente i soccorsi nelle zone maggiormente
danneggiate. Voglia il Signore che, almeno in queste
circostanze, solidarietà e fraternità prevalgano su ogni
altra ragione.
Giovedì
prossimo, 25 settembre, si terrà a New York,
nell’ambito della 63.ma sessione dell’Assemblea
Generale dell’ONU, un incontro di alto livello per
verificare il compimento degli obiettivi stabiliti nella
Dichiarazione del Millennio, l’8 settembre 2000. In
occasione di questa importante riunione, che vedrà
insieme i leaders di tutti i Paesi del mondo,
vorrei rinnovare l’invito affinché si prendano e si
applichino con coraggio le misure necessarie per sradicare
la povertà estrema, la fame, l’ignoranza e il flagello
delle pandemie, che colpiscono soprattutto i più
vulnerabili. Un tale impegno, pur esigendo in questi
momenti di difficoltà economiche mondiali particolari
sacrifici, non mancherà di produrre importanti benefici
sia per lo sviluppo delle Nazioni che hanno bisogno di
aiuto dall’estero sia per la pace e il benessere
dell’intero pianeta.
Je salue
cordialement les pèlerins de langue française. Dans l’heureux
souvenir de mon récent pèlerinage à Lourdes, je vous
invite à vous laisser guider par la Vierge Marie vers la
personne de son Fils Jésus. C’est Lui qui rend libre
pour aimer comme il nous aime et pour construire un monde
de justice et de paix. C’est en Lui que nous trouvons la
source de la vie, la source du salut. Que Dieu vous bénisse !
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus prayer. In
today’s Gospel, Jesus teaches that God is always
generous in his dealings with us. The Kingdom of Heaven
will come to us not as a reward for our good deeds, based
on strict justice, but as a grace, a gift of God’s mercy
and abounding love. Let us ask the Lord to keep us always
in his love! I wish you all a pleasant stay in Castel
Gandolfo and Rome, and a blessed Sunday!
Von
Herzen heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher hier in Castel Gandolfo willkommen; heute begrüße
ich besonders den Kirchenchor aus Ruhpolding. Im
Evangelium dieses Sonntags spricht Christus von einem
Weinbergbesitzer, der allen Arbeitern unabhängig von
ihrer Leistung den gleichen Lohn gibt. Dies ist ein Bild für
die Liebe Gottes: Gott wendet sich dem Menschen nicht
wegen seiner Verdienste zu, sondern liebt ihn um seiner
selbst willen. Als Jünger Christi wollen wir die
grenzenlose Güte Gottes gegenüber allen Menschen durch
unsere Worte und Taten sichtbar machen. Euch allen wünsche
ich einen gesegneten Sonntag!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española que se han
unido en esta plegaria mariana, e invito a todos a
responder generosamente a la llamada que Jesús nos hace
de ir a su viña, para trabajar sin buscar otra cosa que
su gracia y su amor, como nos enseña el Evangelio de hoy.
Muchas gracias y feliz domingo.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Liturgia tej
niedzieli przypomina przypowieść o hojnym właścicielu
winnicy i obdarowanych robotnikach. Ten obraz ukazuje
dobroć Boga, który udziela każdemu tyle łask,
ile potrzebuje do godziwego życia i do zbawienia.
Niech obfitość tych darów będzie waszym
udziałem. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!
[Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. La liturgia di questa
domenica ci ricorda la parabola del generoso proprietario
della vigna e degli operai premiati. Quest’immagine
mostra la bontà di Dio che elargisce ad ognuno tante
grazie quante ne ha bisogno per una vita dignitosa e per
la salvezza. Siate partecipi dell’abbondanza di questi
doni. Sia lodato Gesù Cristo!]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare la Fraternità di Comunione e Liberazione di
Cesena con il Vescovo Mons. Antonio Lanfranchi, le Suore
Figlie di San Camillo con gli studenti della Scuola
Infermieri "Padre Luigi Tezza" di Roma, i fedeli
di San Piero in Bagno, Segrate e Palma Campania e
l’associazione "Calcio Sociale" di Roma. Sono
lieto di accogliere i giovani che oggi danno vita al 1°
Trofeo "Castel Gandolfo per lo sport e la pace".
Saluto inoltre il Lions Club di Erchie-San Pancrazio, i
partecipanti all’Ecorally partito da San Marino,
l’associazione "Nuovi Castelli Romani" e la
Scuola Media "Dante Alighieri" di Castel
Gandolfo. Ricorrendo poi la Giornata dedicata
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità all’Alzheimer,
desidero esprimere la mia spirituale vicinanza alle
persone affette da questa malattia ed ai loro familiari. A
tutti auguro una buona domenica.
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