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ANGELUS (22 GENNAIO 2006)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 22.01.2006

DIO E’ AMORE, SOLO CONVERTENDOCI A LUI CI TROVEREMO UNITI NEL CORPO MISTICO DI CRISTO: ALL’ANGELUS, NELLA SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITA’ DEI CRISTIANI, BENEDETTO XVI ESORTA TUTTI I FEDELI A RAFFORZARE L’IMPEGNO ECUMENICO. DOPO LA RECITA DELLA PREGHIERA MARIANA, APPELLO DEL PAPA PER LA RICONCILIAZIONE E LA PACE IN COSTA D’AVORIO  

I cristiani non si stanchino mai di invocare il dono della piena unità: Benedetto XVI ha dedicato l’Angelus, in piazza San Pietro, all’importanza dell’impegno ecumenico. Il Papa ha ricordato come questa domenica si collochi a metà della “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, sottolineando che proprio nel giorno di chiusura dell’iniziativa ecumenica verrà pubblicata la sua prima Enciclica Deus Caritas est. Dopo l’Angelus, il Papa ha invocato pace e riconciliazione per la Costa d’Avorio, scossa da disordini nei giorni scorsi.

Quindi, ha rivolto un saluto speciale alle Guardie Svizzere, che oggi celebrano il loro cinquecentesimo anniversario di fondazione. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

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“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. All’Angelus domenicale, Benedetto XVI si è soffermato sul significato del brano del Vangelo di Matteo, scelto per la “Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani”. Queste parole del Signore, ha sottolineato, infondono fiducia e speranza. Sono parole che “spronano i cristiani a domandare insieme a Dio quella piena unità fra di loro, per la quale Cristo stesso, con accorata insistenza, pregò il Padre nell’Ultima Cena”:  

“Si capisce bene, allora, quanto sia importante che noi cristiani invochiamo il dono dell’unità con perseverante costanza. Se lo facciamo con fede, possiamo essere certi che la nostra richiesta sarà esaudita. Non sappiamo come, né quando, perché non spetta a noi conoscerlo, ma non dobbiamo dubitare che un giorno saremo ‘una cosa sola’, come Gesù e il Padre sono uniti nello Spirito Santo”.  

La preghiera per l’unità, ha detto ancora, “costituisce l’anima del movimento ecumenico che, grazie a Dio, progredisce nel mondo intero”. Certo, ha riconosciuto il Pontefice, “non mancano le difficoltà e le prove, ma anche queste non sono prive di utilità spirituale, perché ci spingono ad esercitare la pazienza e la perseveranza e a crescere nella carità fraterna”. Quindi, ha offerto ai fedeli una riflessione sul tema dominante della sua prima Enciclica, Deus Caritas est:  

“Dio è amore, e solo convertendoci a Lui ed accettando la sua Parola ci troveremo tutti uniti nell’unico Corpo mistico di Cristo”.  

L’Encilica, ha ricordato, sarà pubblicata il 25 gennaio proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la Conversione di San Paolo. In quella giornata, a conclusione della “Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani” il Papa presiederà i Vespri nella Basilica di San Paolo assieme ai rappresentanti delle altre Chiese. Dopo l’Angelus, il Papa ha rivolto un pensiero speciale alle popolazioni della Costa d’Avorio, scossa da disordini nei giorni scorsi:  

“Fra le tante preoccupazioni per la situazione internazionale, il mio pensiero ritorna oggi all’Africa ed in particolare alla Costa d’Avorio, ove persistono gravi tensioni fra le varie componenti sociali e politiche del Paese.  A tutti rivolgo un invito a proseguire nel dialogo costruttivo, in vista della riconciliazione e della pace”.   

Un saluto affettuoso Benedetto XVI lo ha infine rivolto al Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, che proprio il 22 gennaio di 500 anni fa veniva istituito da Papa Giulio II. Ad ascoltare il Pontefice c’erano, in piazza San Pietro, 70 membri del Corpo, schierati in un picchetto d'onore, con le divise storiche e le alabarde. A loro il Santo Padre ha espresso parole di sincero ringraziamento:  

“Grazie per il vostro servizio di 500 anni!”.

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 LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

Cari fratelli e sorelle!

L’odierna Domenica si colloca a metà della "Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani", che ogni anno si celebra dal 18 al 25 gennaio. Si tratta di un’iniziativa, nata agli inizi del secolo scorso, che ha conosciuto un positivo sviluppo diventando sempre più un momento ecumenico di riferimento, in cui i cristiani delle diverse confessioni in tutto il mondo pregano e riflettono, a partire da uno stesso testo biblico. Quest’anno il brano prescelto è tratto dal capitolo diciottesimo del Vangelo di Matteo, nel quale sono riportati alcuni insegnamenti di Gesù riguardanti la comunità dei discepoli. Tra l’altro, Egli afferma: "Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,19-20).

Quanta fiducia e quanta speranza infondono queste parole del Signore Gesù! In particolare, esse spronano i cristiani a domandare insieme a Dio quella piena unità fra di loro, per la quale Cristo stesso, con accorata insistenza, pregò il Padre nell’Ultima Cena (cfr Gv 17,11.21.23). Si capisce bene, allora, quanto sia importante che noi cristiani invochiamo il dono dell’unità con perseverante costanza. Se lo facciamo con fede, possiamo essere certi che la nostra richiesta sarà esaudita. Non sappiamo come, né quando, perché non spetta a noi conoscerlo, ma non dobbiamo dubitare che un giorno saremo "una cosa sola", come Gesù e il Padre sono uniti nello Spirito Santo.

La preghiera per l’unità costituisce l’anima del movimento ecumenico che, grazie a Dio, progredisce nel mondo intero. Certo, non mancano le difficoltà e le prove, ma anche queste non sono prive di utilità spirituale, perché ci spingono ad esercitare la pazienza e la perseveranza e a crescere nella carità fraterna. Dio è amore, e solo convertendoci a Lui ed accettando la sua Paola ci troveremo tutti uniti nell’unico Corpo mistico di Cristo. L’espressione, "Dio è amore", che in latino suona "Deus caritas est", è il titolo della mia prima Enciclica, che sarà pubblicata mercoledì prossimo 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo. Sono lieto che ciò coincida con la conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: quel giorno mi recherò nella Basilica di San Paolo per presiedere i Vespri, ai quali prenderanno parte anche i Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali. La Vergine Maria, Madre della Chiesa, interceda per noi.

 

 

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