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Radio
Vaticana, 24.08.2008
All'Angelus
l'appello del Papa alle Nazioni: sia scongiurato il
ritorno a tragiche contrapposizioni del passato!
Il Papa
oggi all’Angelus, a Castel Gandolfo, ha espresso viva
preoccupazione per le crescenti tensioni internazionali e
ha lanciato un accorato appello agli Stati a scongiurare
il ritorno alle tragiche contrapposizioni del passato.
Occorre approfondire – ha detto - la consapevolezza di
essere una famiglia di nazioni. E a questo proposito
Benedetto XVI, riferendosi al Vangelo proposto dalla
liturgia domenicale, ha sottolineato che la missione del
Successore di Pietro è proprio quella di riunire in
Cristo l’umanità intera in un’unica famiglia. Il
servizio di Sergio Centofanti.
Benedetto XVI rileva “con amarezza, il rischio di un
progressivo deterioramento” del clima di fiducia e di
collaborazione tra gli Stati che dovrebbero invece essere
sempre più coscienti di far parte di una “famiglia
delle Nazioni” come Giovanni Paolo II aveva indicato
all’Assemblea Generale dell’ONU:
“Occorre approfondire la consapevolezza di essere
accomunati da uno stesso destino, che in ultima istanza è
un destino trascendente (cfr Messaggio per la Giornata
Mondiale della Pace, 1° gennaio 2006, n. 6), per
scongiurare il ritorno a contrapposizioni nazionalistiche
che tanto tragiche conseguenze hanno prodotto in altre
stagioni storiche. I recenti eventi hanno indebolito in
molti la fiducia che simili esperienze restassero
definitivamente consegnate al passato”.
“Ma non bisogna cedere al pessimismo!”, ha
proseguito il Papa:
“Occorre piuttosto impegnarsi attivamente affinché
venga respinta la tentazione di affrontare nuove
situazioni con vecchi sistemi. La violenza va ripudiata!
La forza morale del diritto, trattative eque e trasparenti
per dirimere le controversie, a partire da quelle legate
al rapporto tra integrità territoriale e
autodeterminazione dei popoli, fedeltà alla parola data,
ricerca del bene comune: ecco alcune delle principali
strade da percorrere, con tenacia e creatività, per
costruire relazioni feconde e sincere e per assicurare
alle presenti e alle future generazioni tempi di concordia
e di progresso morale e civile!”
Il Papa invoca “Maria, Regina della pace” affinché
i responsabili delle Nazioni “vogliano operare con
generosità per ripristinare le superiori ragioni della
pace e della giustizia”. Prima di questo appello il
Pontefice, riferendosi al Vangelo di questa Domenica,
aveva parlato della missione del Successore di Pietro, che
è proprio quella “di riunire in Cristo l’umanità
intera in un’unica famiglia”:
“Il suo ministero indispensabile è far sì che
essa non si identifichi mai con una sola nazione, con una
sola cultura, ma che sia la Chiesa di tutti i popoli, per
rendere presente fra gli uomini, segnati da innumerevoli
divisioni e contrasti, la pace di Dio e la forza
rinnovatrice del suo amore… Davanti all’enorme
responsabilità di questo compito, avverto sempre di più
l’impegno e l’importanza del servizio alla Chiesa e al
mondo che il Signore mi ha affidato. Per questo chiedo a
voi, cari fratelli e sorelle, di sostenermi con la vostra
preghiera, affinché, fedeli a Cristo, possiamo insieme
annunciarne e testimoniarne la presenza in questo nostro
tempo”.
Benedetto XVI ricorda la solenne professione di Pietro
che riconosce in Gesù “il Cristo, il Figlio del Dio
vivente” e ribadisce con forza “la consapevolezza che
è Cristo il vero ‘tesoro’ per il quale vale la pena
di sacrificare tutto”:
“Lui è l’amico che mai ci abbandona, perché
conosce le attese più intime del nostro cuore. Gesù è
il 'Figlio del Dio vivente', il Messia promesso, venuto
sulla terra per offrire all’umanità la salvezza e per
soddisfare la sete di vita e di amore che abita in ogni
essere umano. Quale vantaggio avrebbe l’umanità
accogliendo quest’annuncio che porta con sé la gioia e
la pace!”
Infine, il Papa salutando i pellegrini spagnoli ha
ricordato il tragico incidente aereo avvenuto mercoledì
scorso nell’aeroporto di Madrid assicurando di
continuare a pregare per le vittime e i feriti:
“El Señor conceda fortaleza, consuelo y esperanza
a sus familias...
Il Signore dia forza, speranza e consolazione alle
loro famiglie, alle quali desidero ribadire il mio vivo
affetto e la mia vicinanza spirituale. Che Dio vi
benedica!”.
(Applausi)
ANGELUS
ANGELUS
Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo
Domenica, 24 agosto
2008
Cari
fratelli e sorelle!
La
liturgia di questa domenica rivolge a noi cristiani, ma al
tempo stesso ad ogni uomo e ogni donna, la duplice domanda
che Gesù pose un giorno ai suoi discepoli. Dapprima
chiese loro: "La gente chi dice che sia il Figlio
dell’uomo?". Essi gli risposero che per alcuni del
popolo Egli era Giovanni Battista redivivo, per altri
Elia, Geremia o qualcuno dei profeti. Allora il Signore
interpellò direttamente i Dodici: "Voi chi dite che
io sia?". A nome di tutti, con slancio e decisione fu
Pietro a prendere la parola: "Tu sei il Cristo, il
Figlio del Dio vivente". Solenne professione di fede,
che da allora la Chiesa continua a ripetere. Anche noi
quest’oggi vogliamo proclamare con intima convinzione: Sì,
Gesù, tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente! Lo
facciamo con la consapevolezza che è Cristo il vero
"tesoro" per il quale vale la pena di
sacrificare tutto; Lui è l’amico che mai ci abbandona,
perché conosce le attese più intime del nostro cuore.
Gesù è il "Figlio del Dio vivente", il Messia
promesso, venuto sulla terra per offrire all’umanità la
salvezza e per soddisfare la sete di vita e di amore che
abita in ogni essere umano. Quale vantaggio avrebbe
l’umanità accogliendo quest’annuncio che porta con sé
la gioia e la pace!
"Tu
sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". A questa
ispirata professione di fede da parte di Pietro, Gesù
replica: "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò
la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno
contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei
cieli". È la prima volta che Gesù parla della
Chiesa, la cui missione è l’attuazione del disegno
grandioso di Dio di riunire in Cristo l’umanità intera
in un’unica famiglia. La missione di Pietro, e dei suoi
successori, è proprio quella di servire quest’unità
dell’unica Chiesa di Dio formata da giudei e pagani; il
suo ministero indispensabile è far sì che essa non si
identifichi mai con una sola nazione, con una sola
cultura, ma che sia la Chiesa di tutti i popoli, per
rendere presente fra gli uomini, segnati da innumerevoli
divisioni e contrasti, la pace di Dio e la forza
rinnovatrice del suo amore. Servire dunque l’unità
interiore che proviene dalla pace di Dio, l’unità di
quanti in Gesù Cristo sono diventati fratelli e sorelle:
ecco la peculiare missione del Papa, Vescovo di Roma e
successore di Pietro.
Davanti
all’enorme responsabilità di questo compito, avverto
sempre di più l’impegno e l’importanza del servizio
alla Chiesa e al mondo che il Signore mi ha affidato. Per
questo chiedo a voi, cari fratelli e sorelle, di
sostenermi con la vostra preghiera, affinché, fedeli a
Cristo, possiamo insieme annunciarne e testimoniarne la
presenza in questo nostro tempo. Ci ottenga questa grazia
Maria, che invochiamo fiduciosi come Madre della Chiesa e
Stella dell’Evangelizzazione.

Dopo
l'Angelus
La
situazione internazionale registra in queste settimane un
crescendo di tensione che vivamente preoccupa. Dobbiamo
constatare, con amarezza, il rischio di un progressivo
deterioramento di quel clima di fiducia e di
collaborazione tra le Nazioni che dovrebbe invece
caratterizzarne i rapporti. Come non misurare, nelle
presenti circostanze, tutta la fatica dell’umanità a
formare quella coscienza comune di essere "famiglia
delle Nazioni" che il Papa Giovanni Paolo II aveva
additato quale ideale all’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite? Occorre approfondire la consapevolezza di
essere accomunati da uno stesso destino, che in ultima
istanza è un destino trascendente (cfr Messaggio
per la Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2006,
n. 6), per scongiurare il ritorno a contrapposizioni
nazionalistiche che tanto tragiche conseguenze hanno
prodotto in altre stagioni storiche. I recenti eventi
hanno indebolito in molti la fiducia che simili esperienze
restassero definitivamente consegnate al passato. Ma non
bisogna cedere al pessimismo! Occorre piuttosto impegnarsi
attivamente affinché venga respinta la tentazione di
affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi. La
violenza va ripudiata! La forza morale del diritto,
trattative eque e trasparenti per dirimere le
controversie, a partire da quelle legate al rapporto tra
integrità territoriale e autodeterminazione dei popoli,
fedeltà alla parola data, ricerca del bene comune: ecco
alcune delle principali strade da percorrere, con tenacia
e creatività, per costruire relazioni feconde e sincere e
per assicurare alle presenti e alle future generazioni
tempi di concordia e di progresso morale e civile!
Trasformiamo questi pensieri e questi auspici in
preghiera, affinché tutti i membri della comunità
internazionale e quanti, in particolare, sono rivestiti di
maggiore responsabilità, vogliano operare con generosità
per ripristinare le superiori ragioni della pace e della
giustizia. Maria, Regina della pace, interceda per noi!
Je vous
salue, chers pèlerins de langue française, venus prier
l’Angélus avec le successeur de Pierre. Le premier des
Apôtres, à qui le Seigneur a confié les clefs du
Royaume, a reçu la mission d’être le fondement sur
lequel le Seigneur bâtirait son Église. Merci à vous
qui m’accompagnez de votre prière et de votre affection
dans le ministère qui est le mien. Que le Seigneur
fortifie notre foi et nous fasse toujours vivre et agir
selon les pensées de Dieu. Avec ma Bénédiction
apostolique.
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus prayer. Today’s
Liturgy reminds us that as Christians we profess with
Simon Peter that Jesus is the Christ, the Son of the
living God. As members of the Church may we always find
the courage to live faithfully and bear witness in word
and deed to Christ our Lord and Saviour. I wish you all a
pleasant stay in Castel Gandolfo and Rome, and a blessed
Sunday!
Ganz
herzlich grüße ich die deutschsprachigen Pilger und
Besucher. Heute heiße ich besonders die Mitglieder der
„Geistlichen Familie Das Werk" willkommen,
die in diesen Tagen eine Pilgerreise auf den Spuren des
heiligen Paulus unternehmen. In der zweiten Lesung des
heutigen Sonntags rühmt Paulus die Weisheit Gottes, die
in seiner unendlichen Liebe ihren Ursprung hat. Der Herr
schenkt uns seine Liebe und damit schenkt er sich selbst.
Wir sind eingeladen, Gottes Helfer zu sein und seine Güte
in der Welt sichtbar zu machen. – Der Heilige Geist
begleite euch auf euren Wegen.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana, en particular a los
miembros de la Real Archicofradía de Jesús de Medinaceli,
de San Fernando, Cádiz. Al dirigirme a vosotros, deseo
asegurar que continúo rezando por el eterno descanso de
los fallecidos en el trágico accidente aéreo ocurrido el
pasado miércoles en el aeropuerto de Madrid, así como
por los heridos en el mismo. El Señor conceda fortaleza,
consuelo y esperanza a sus familias, a las que quisiera
reiterar mi vivo afecto y mi cercanía espiritual. ¡Qué
Dios os bendiga!
Pozdrawiam
Polaków. Dzisiejsza Ewangelia przypomina wyznanie Piotra:
„Ty jesteś Mesjasz, Syn Boga żywego" (Mt
16, 16). Oto fundament naszej wiary: Jezus Chrystus, Boży
Syn, stał się Człowiekiem, umarł i
zmartwychwstał dla naszego zbawienia. Niech ta prawda
kształtuje nasze życie, abyśmy mieli udział
w Jego chwale. Niech Bóg wam błogosławi!
[Saluto
i polacchi. Il Vangelo di oggi ci ricorda la professione
di fede di Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del
Dio vivente" (Mt 16,16). Ecco il contenuto
fondamentale della nostra fede: Gesù Cristo, Figlio di
Dio, si è fatto uomo, è morto e risorto per la nostra
salvezza. Questa verità modelli la nostra vita, affinché
partecipiamo alla sua gloria. Dio vi benedica!]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i gruppi parrocchiali di Gemona del Friuli e
di Miane. Saluto poi i fedeli di Agna, Massa di Toano,
Poggiardo e Caltanissetta; come pure quelli venuti dalla
Basilicata, da Ferentino e da San Cipriano d’Aversa, i
giovani di Trepuzzi e gli anziani di Marino. A tutti
auguro una buona domenica.
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